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	<title>Califfato Islamico | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Nov 2015 09:34:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Stabilizzare la Libia priorità assoluta della lotta all&#8217;estremismo </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 08:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Califfato in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Califfato Islamico]]></category>
		<category><![CDATA[Intervento militare in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando un rogo brucia in maniera incontrollata è preferibile evitare che si diffonda a strutture ancora difendibili, piuttosto che cercare di spegnere subito l&#8217;incendio principale. Allo stesso modo oggi è importante intervenire in Libia per impedire che l&#8217;incendio dell&#8217;estremismo e dell&#8217;integralismo che brucia in Siria e in Irak prenda il controllo del della costa africana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un rogo brucia in maniera incontrollata è preferibile evitare che si diffonda a strutture ancora difendibili, piuttosto che cercare di spegnere subito l&#8217;incendio principale.<br />
Allo stesso modo oggi è importante intervenire in Libia per impedire che l&#8217;incendio dell&#8217;estremismo e dell&#8217;integralismo che brucia in Siria e in Irak prenda il controllo del della costa africana da Tobruk a Tripoli, e instauri una base logistica in una nuova e strategica regione geografica.<br />
La Libia è uno stato nel quale il Califfato non è ancora riuscito a stabilire il controllo assoluto su una parte di territorio, e quindi è ancora possibile combatterlo prima che possa organizzare militarmente una parte della Libia.<br />
La Libia potrebbe essere quindi un luogo dove molti (ma non tutti) i paesi che si combattono per procura in Libia potrebbero trovare una via comune per ristabilire la stabilità della Libia.<br />
La Libia, e lo sosteniamo da tre anni, è il luogo dove si decideranno le sorti del Califfato Islamico. Senza la Libia il Califfato non potrà disporre di un accesso al mare e resterà isolato nei territori, sconfinati e relativamente isolati, di Siria e Irak. Se invece il Califfato prendesse possesso della Libia esso avrebbe libero accesso al mare, e tramite il mare potrebbe iniziare una serie di traffici illeciti che gli permetterebbero di crescere oltre la dimensione locale che ancora oggi lo contraddistingue, oltre che infiltrare agevolmente terroristi in tutto il sud europa. Impossessarsi della Libia qualificherebbe il Califfato come un aggregatore sovraregionale dell&#8217;estremismo teocratico sunnita, in quello che potrebbe essere visto da molti estremisti islamici come la rivoluzione Khomeinista dei suniti. Tutto ciò si gioca in Libia e non in Siria.<br />
Tuttavia particolari ragioni geopolitiche, legate in particolare alla produzione e al trasporto di Gas Naturale e Petrolio (dedicheremo un post specifico a queste motivazioni), dividono gli interessi a lungo termine dei due principali attori della geostrategia nell&#8217;area europea e mediterranea: naturalmente parliamo della Russia e degli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
Una Libia stabile permetterebbe la creazione di un gasdotto che dai campi metaniferi di Israele (Leviathan) e dell&#8217;Egitto (Zhor) potrebbe raggiungere l&#8217;Italia seguendo la linea costiera libica fino a Tripoli e poi affiancarsi al gasdotto Green Stream già in funzione. Con questa opzione non sarebbe necessario costruire terminal di liquefazione del Gas in Israele e in Egitto e costruire rigassificatori nei paesi Europei destinatari del gas. Ma senza i rigassificatori in Europa gli Stati Uniti si vedrebbero preclusa la possibilità di esportare, nel prossimo decennio, il loro gas naturale che verrà prodotto in grande quantità.<br />
Speriamo che in questo caso l&#8217;interesse sovranazionale dell&#8217;Europa sia prioritario rispetto ai piani energetici di esportazione di gas naturale dei nostri alleati americani, e che per questa battaglia al califfato l&#8217;Europa sia in grado di gestire in relativa autonomia le proprie politiche energetiche e di sicurezza.<br />
Siamo certi che se l&#8217;Europa avrà la forza di chiamare una grande coalizione internazionale alla stabilizzazione della Libia, sia la Russia, sia gli Stati Uniti (vista anche l&#8217;imminente campagna elettorale) parteciperebbero fianco a fianco ad una operazione unica nella storia moderna del nostro continente.<br />
Sulla Libia si gioca il futuro dell&#8217;Unità Europea, si potrebbe rilanciare lo spirito di Pratica di Mare che mise fine alla Guerra Fredda e al timore di una Guerra Nucleare Globale e si potrebbero decidere le sorti della geopolitica di tutto il medio oriente.<br />
…infine se qualcuno di voi chiedesse: si va bene andiamo in Libia ma poi come ne usciamo? Noi ci abbiamo pensato oltre un anno fa, <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-soluzione-politico-strategica-necessaria-ad-un-intervento-militare-italiano-in-libia/" target="_blank">qui trovate il link alla nostra analisi sulla possibile exit strategy dopo un intervento militare in Libia</a>.<br />
Il tempo della preghiere e delle fiaccolate è finito, è tempo di avere una strategia, è tempo un piano a lungo termine per rappacificare la Libia, è tempo di mettere in campo una ampia coalizione che guardi al futuro e non solo alla contingenza dell&#8217;oggi, in due parole è tempo di combattere.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/stabilizzare-la-libia-priorita-assoluta-della-lotta-estemismo/">Stabilizzare la Libia priorità assoluta della lotta all’estremismo </a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Palmira le immagini della distruzione</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/palmira-le-immagini-della-distruzione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=palmira-le-immagini-della-distruzione</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Image Analyst]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 07:11:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Califfato Islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco le immagini satellitari della distruzione del tempio di Baal a Palmira. Otto giorni fa GPC vi aveva mostrato l&#8217;attimo dell&#8217;esplosione ora ecco cosa si vede dallo spazio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le immagini satellitari della distruzione del tempio di Baal a Palmira. Otto giorni fa GPC vi aveva mostrato l&#8217;attimo dell&#8217;esplosione ora ecco cosa si vede dallo spazio.<br />
<a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/09/image.jpg" class="thickbox no_icon" title="Palmira"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/09/image-300x165.jpg" alt="Palmira" width="300" height="165" class="alignleft size-medium wp-image-19066" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/09/image-300x165.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/09/image.jpg 599w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/09/image1.jpg" class="thickbox no_icon" title="Palmira 2"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/09/image1-300x145.jpg" alt="Palmira 2" width="300" height="145" class="alignleft size-medium wp-image-19067" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/09/image1-300x145.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/09/image1.jpg 537w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/palmira-le-immagini-della-distruzione/">Palmira le immagini della distruzione</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nuova strategia del Califfato Islamico: seguaci in Occidente colpite, non cercate di contattarci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 06:14:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Califfato Islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emerge una nuova strategia del Califfato Islamico per diffondere il terrore al di fuori dei territori controllati direttamente dalla teocrazia sunnita. È ormai chiaro, osservando i proclami telematici degli estremisti che nelle regioni controllate militarmente da Al Baghdadi e dal suo gruppo, non c&#8217;è più necessità di &#8220;Foreing Fighters&#8221;, i combattenti stranieri che partono per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Emerge una nuova strategia del Califfato Islamico per diffondere il terrore al di fuori dei territori controllati direttamente dalla teocrazia sunnita. È ormai chiaro, osservando i proclami telematici degli estremisti che nelle regioni controllate militarmente da Al Baghdadi e dal suo gruppo, non c&#8217;è più necessità di &#8220;Foreing Fighters&#8221;, i combattenti stranieri che partono per unirsi alla causa degli estremisti. Il Califfato desidera invece che il terrore venga portato in occidente e possibilmente da seguaci disposti a tutto, anche a morire, per la causa islamista.&nbsp;</p>
<p>Ecco quindi che il Califfato invita gli aspiranti combattenti o attentatori suicidi a non partire per la Siria o per l&#8217;Irak, ma li incoraggia a compiere attentati nei loro paesi di residenza in occidente. La novità risiede però nel fatto che l&#8217;organizzazione islamista invita i potenziali attentatori a colpire direttamente senza prima cercare di mettersi in contatto con il Califfato stesso. Una strategia semplice che però evidenzia la pragmaticità del Califfato il quale preferisce 10 attentati di dubbia origine piuttosto che un solo attentato chiaramente riconducibile allo Stato Islamico.<br />
L&#8217;attentato di ieri in Tennessee potrebbe essere il primo eseguito in base a questi dettami.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/nuova-strategia-del-califfato-islamico-seguaci-in-occidente-colpite-non-cercate-di-contattarci/">Nuova strategia del Califfato Islamico: seguaci in Occidente colpite, non cercate di contattarci</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Strage a Tunisi la Lunga Mano del Califfato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 06:45:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Califfato Islamico]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri a Tunisi si è consumata una strage, le cui proporzioni avrebbero potuto essere anche peggiori se le forze speciali tunisine, supportate dalla Guardia Presidenziale, fatta entrare in azione dal Capo di Stato tunisino, non fossero intervenute in maniera decisa contro il piccolo commando di terroristi. Il bilancio è di diciotto turisti stranieri morti, un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri a Tunisi si è consumata una strage, le cui proporzioni avrebbero potuto essere anche peggiori se le forze speciali tunisine, supportate dalla Guardia Presidenziale, fatta entrare in azione dal Capo di Stato tunisino, non fossero intervenute in maniera decisa contro il piccolo commando di terroristi.<br />
Il bilancio è di diciotto turisti stranieri morti, un membro della Guardia Presidenziale, due guardie del Museo, un poliziotto e due attentatori.<br />
Ma non è il bilancio che interessa al nostro gruppo, bensì il fatto che la lunga mano del Califfato ha colpito in Tunisia, ed ha colpito perché ora la Libia è in parte diventata una zona sicura per i terroristi.<br />
La Libia che, se cadesse nelle mani degli estremisti, e per cadere nelle loro mani non dovete immaginare una battaglia sanguinaria tra due fazioni contrapposte, diventerà l&#8217;Hub mondiale del terrorismo. La Libia diventerà un centro in grado di catalizzare, addestrare, ed esportare terroristi prima in tutto il nord africa e poi nel cuore stesso dell&#8217;Europa.<br />
Questo atto terroristico di Tunisi è solo un piccolo, minuto antipasto, di quello che aspetta il nord africa e l&#8217;Europa se in Libia il Califfato convertirà (convertirà è la parola giusta, non conquisterà) l&#8217;intero territorio del paese.<br />
L&#8217;atto di Tunisi pare essere stato organizzato, a nostro avviso, da una cellula motivata e relativamente <strong>poco addestrata, nonché carente dell&#8217;infrastruttura logistica</strong> necessaria a scatanre una stagione di terrore.<br />
L&#8217;atto di Tunisi, nella nostra analisi è stato attuato da <strong>elementi di scarso peso</strong> all&#8217;interno del Califfato per inasprire la tensione in Tunisia, determinare un irrigidimento delle procedure di sicurezza, tentare di ridurre i flussi turistici nel paese e conseguentemente indebolire la fragile economia tunisina, precondizione necessaria, ma non sufficiente, per il dilagare del malcontento.<br />
La nostra risposta all&#8217;assalto contro l&#8217;identità laica e tollerante della Tunisia dovrebbe, anzi deve, essere rapida e decisa. Rapida e decisa come se fosse stato il nostro stesso suolo, e non quello tunisino, a subire i colpi del terrorismo.<br />
Parafrasando Roosevelt, dobbiamo prestare ai nostri amici in nord africa il tubo per spegnere l&#8217;incendio che divampa, prima che le fiamme raggiungano anche casa nostra, perché a quel punto il nostro bellissimo tubo per l&#8217;acqua si rivelerà un inutile soprammobile non più in grado di arrestare un rogo grande come tutto il Mediterraneo.<br />
La battaglia per l&#8217;Europa si combatte in nord Africa, la si combatte oggi, anche se avremmo già dovuto combatterla nei mesi scorsi, non con le armi della diplomazia da sole sul campo, ma con la politica e la diplomazia supportate e sostenute da uno strumento militare dispiegato ed operativo nei punti caldi della Libia.<br />
Perché l&#8217;unico elemento di diplomazia che viene percepito in alcune regioni del mondo, ed oggi parte della Libia è una di queste regioni, è la legge del più forte. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/strage-a-tunisi-la-lunga-mano-del-califfato/">Strage a Tunisi la Lunga Mano del Califfato</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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