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	<title>Crisi Russia Turchia | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Mar 2016 09:08:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Erdogan proporrà all&#8217;UE una Safe Zone in Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 07:50:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Crisi Russia Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Safe Zone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi durante il vertice tra Unione Europea e Turchia a Bruxelles il presidente turco Erdogan potrebbe fare all&#8217;Europa una proposta che ha l&#8217;odore del ricatto. La Turchia, che formalmente si dichiara alleata dell&#8217;Europa nel controllo dell&#8217;immigrazione clandestina verso occidente irrealtà potrebbe usare i profughi come una vera e propria arma, non solo per ottenere dall&#8217;Europa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi durante il vertice tra Unione Europea e Turchia a Bruxelles il presidente turco Erdogan potrebbe fare all&#8217;Europa una proposta che ha l&#8217;odore del ricatto. La Turchia, che formalmente si dichiara alleata dell&#8217;Europa nel controllo dell&#8217;immigrazione clandestina verso occidente irrealtà potrebbe usare i profughi come una vera e propria arma, non solo per ottenere dall&#8217;Europa cospicui finanziamenti a fondo perduto, ma anche l&#8217;appoggio politico e militare ad una azione militare di terra all&#8217;interno del territorio della Siria.<br />
Numerose fonti turche propendono per la possibilità che Erdogan oggi proponga all&#8217;Unione Europa la creazione di una &#8220;Safe Zone&#8221; per rifugiati siriani all&#8217;interno dei confini siriani, una Safe Zone garantita dalle truppe di Ankara e dove, secondo le ipotesi a noi giunte, la Turchia pensa alla costruzione di una &#8220;New Town&#8221; che potrebbe ospitare circa 400000 siriani.<br />
Questa proposta è un vecchio cavallo di battaglia del presidente turco, creare all&#8217;interno della Siria un&#8217;area, un&#8217;area fisica, geograficamente definita, di influenza turca, un&#8217;area dove stabilire non solo il luogo di rifugio per le famiglie dei profughi, ma anche il luogo dove addestrare e organizzare la resistenza armata al regime di Al Assad.<br />
La Turchia non ha mai trovato il modo di coinvolgere i propri &#8220;alleati&#8221; in questa impresa, ed ha trovato ancora più difficoltà dopo la forte presa di posizione della Russia di Putin al fianco di Al Assad. Oggi la Turchia potrebbe cerare per l&#8217;ennesima volta l&#8217;appoggio dell&#8217;Europa alla sua idea egemonica sul nord della Siria. Speriamo vivamente che i nostri vertici politici siano ben coscienti che appoggiare, anche solo politicamente, la Turchia in questa invasione della Repubblica Siriana potrebbe portare a conseguenze del tutto imprevedibili e anche sproporzionate degli alleati della Siria (parliamo principalmente della Russia) che non si possono in alcun modo permettere una guerra di logoramento all&#8217;interno della Siria.<br />
Ai nostri occhi l&#8217;obiettivo turco di creare una &#8220;Safe Zone&#8221; all&#8217;interno della Siria è funzionale a trascinare per mesi, se non per anni, il conflitto all&#8217;interno della Siria, essendo la Turchia ben conscia che Mosca non potrà mantenere l&#8217;attuale livello di supporto al presidente Al Assad per un tempo indefinito, a meno che di sottrarre importanti risorse ad altri a ben più importanti capitoli del bilancio statale della Federazioni Russa.<br />
Va considerato inoltre che una Safe Zone all&#8217;interno della Siria permetterebbe alla Turchia di realizzare uno dei suoi obiettivi strategici e cioè impedire la formazione di un corridoio di terra nelle mani dei curdi lungo gran parte della linea di confine tra Turchia e Siria.<br />
Oggi Erdogan giocherà le sue carte contando sulle divisioni interne dell&#8217;Unione Europea e sul fatto che Bruxelles non è in grado di garantire la sicurezza delle frontiere esterne dell&#8217;Unione. Il presidente turco vincerà la sua scommessa? Noi ci auguriamo di no, perché se Erdogan dovesse convincere i leader europei della bontà della sue idea, una guerra tra Russia e Turchia diventerebbe una possibilità molto più concreta.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/erdogan-ue-safe-zone-siria/">Erdogan proporrà all’UE una Safe Zone in Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Scenario di Guerra tra Russia e Turchia &#8211; Battaglia nel Mar Nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 09:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[War Room]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Russia Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Scenario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è il secondo di tre Scenari che il nostro gruppo dedica alla crisi tra Russia e Turchia, gli Scenari non sono previsioni ma ipotetiche evoluzioni di un confronto geopolitico, non vanno assolutamente intesi come una previsione, e non raccontano eventi realmente accaduti, questo deve essere chiaro a tutti&#8230; Base di Sebastopoli 01 Aprile 2016 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è il secondo di tre Scenari che il nostro gruppo dedica alla crisi tra <strong>Russia e Turchia</strong>, gli Scenari non sono previsioni ma ipotetiche evoluzioni di un confronto geopolitico, non vanno assolutamente intesi come una previsione, e non raccontano eventi realmente accaduti, questo deve essere chiaro a tutti&#8230;</em></p>
<p><em>Base di Sebastopoli 01 Aprile 2016 ore 10:00</em></p>
<p>Alcuni giorni fa nel Nord della Siria abbiamo assistito al primo vero scontro armato tra Russia e Turchia, truppe Turche mantengono la loro posizione ad Azaz con un intera divisione meccanizzata distribuita tra la cittadina siriana e i dintorni di Kilis, la situazione è molto tesa ma nessuno ha più sparato un colpo da quel pomeriggio del 26 Marzo 2016. A Sebastopoli l&#8217;incrociatore lanciamissili Mosca è pronto a salpare per un nuovo turno di servizio nel Mediterraneo Orientale.<br />
Poco dopo le 10 del mattino, salutata dalla banda della base, la nave prende il mare e dirige verso sud scortata dalla Fregata classe Krivak, la nave Pytlivyy 808, e da una corvetta classe Grisha, la nave Kasimov 055</p>
<p><em>Ankara 29 Marzo 2016</em></p>
<p>Pochi giorni prima della partenza della nave russa, ad Ankara, si tiene un vertice dei vertici della nazione turca presenti il Primo ministro, il Presidente, il Capo di Stato Maggiore delle forze armate e i vertici dei servizi. I vertici turchi sono sempre più convinti che una guerra con la Russia al confine sud della Turchia sia ormai inevitabile, e che l&#8217;unico modo per indebolire la Russia in Siria consista nel bloccare i rifornimenti alle truppe di Mosca schierate ivi schierate, rifornimenti che avvengono principalmente via mare, attraverso gli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Per questo motivo al palazzo presidenziale di Ankara si pensa di poter dichiarare la Russia paese ostile e precluderle il passaggio dagli Stretti, come previsto dalla Convenzione di Montreaux al paragrafo 20.<br />
Tuttavia lo scontro di confine avvenuto pochi giorni prima fu determinato da un attacco turco al suolo siriano, quindi la Russia non può essere identificata come paese aggressore, e ad Ankara ormai è chiaro che la NATO dichiarerà la non applicabilità dell&#8217;art.5 in caso di scontro con la Russia.<br />
Nella sala Briefing del palazzo presidenziale si cerca quindi una soluzione tattica che possa far cambiare la situazione sul campo, e far si che la Russia venga identificata dalla comunità internazionale, ma prima di tutto dalla NATO, come &#8220;paese aggressore&#8221; in modo tale che Ankara possa richiedere ed ottenere l&#8217;applicazione dell&#8217;art.5 della carta di Washington.</p>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<h4>Article 5</h4>
<p>The Parties agree that an armed attack against one or more of them in Europe or North America shall be considered an attack against them all and consequently they agree that, if such an armed attack occurs, each of them, in exercise of the right of individual or collective self-defence recognised by Article 51 of the Charter of the United Nations, will assist the Party or Parties so attacked by taking forthwith, individually and in concert with the other Parties, such action as it deems necessary, including the use of armed force, to restore and maintain the security of the North Atlantic area.</p>
<p>Any such armed attack and all measures taken as a result thereof shall immediately be reported to the Security Council. Such measures shall be terminated when the Security Council has taken the measures necessary to restore and maintain international peace and security .</p></blockquote>
<p>&nbsp;<br />
Alla fine di una tesa quanto breve discussione viene deciso di inviare in missione al largo di Sebastopoli il sottomarino TCG Batıray S-349, una vecchia unità classe 1978, diesel elettrica con lo scopo di &#8220;monitorare&#8221;, seppur per un breve periodo di tempo, da distanza estremamente ravvicinata l&#8217;incrociatore lanciamissili Mosca, che secondo le informazioni dei servizi segreti turchi dovrebbe salpare da Sebastopoli nei giorni seguenti; ben sapendo che Mosca dovrà inoltre avvertire Ankara del passaggio della nave da guerra russa attraverso il Bosforo e i Dardanelli almeno tre giorni in anticipo sulla data di attraversamento.<br />
La non dichiarata intenzione del gabinetto turco è quella di innescare una azione militare di Mosca contro il sottomarino S-349, potendo così accusare Mosca di aver dato vita ad uno scontro militare e agire quindi di conseguenza </p>
<p><em> Mar Nero 15 miglia al Largo di Sebastopoli 01 Aprile 2016 &#8211; bordo della piattaforma continentale &#8211; ore 10:30</em></p>
<p>E&#8217; in quel punto, a 15 miglia al largo di Sebastopoli che il sottomarino turco attende l&#8217;ammiraglia della flotta russa del Mar Nero, un punto del Mare dove il fondale scende repentinamente, dai meno 100 metri fino ad oltre meno 1000 metri, nello spazio circa 8 miglia. Un punto ideale per iniziare la caccia ad un lento e rumoroso incrociatore dell&#8217;era sovietica privo di capacità antisommergibile e scortato da una sola corvetta che con il rumore generato dalla Mosca, farà molta fatica ad identificare il sottomarino diesel elettrico di Ankara. Poco a est del sottomarino un moderno drone turco TAI Anka sorvola l&#8217;area pronto ad inquadrare la piccola squadra navale guidata dalla Mosca, che esce dal porto di Sebastopoli, nel caso in cui essa decidesse di intraprendere una rotta differente da quella utilizzata abitualmente.<br />
Il Drone però non serve a molto, in quanto l&#8217;incrociatore russo, come sempre, punta a sud ovet dirigendosi verso il sottomarino turco in attesa al limite della piattaforma continentale, preceduta dalla fregata Pytlivyy</p>
<p><em>Mar Nero 17 miglia al largo di Sebastopoli &#8211; ore 11.30 </em></p>
<p>La Fregata russa Pytlivyy è ora al traverso del sottomarino turco TCG Batıray, il quale osserva indisturbato il transito del convoglio russo ad una distanza di meno di 2000 metri, il sottomarino turco non ha alcuna possibilità di seguire il gruppo navale russo senza dare segni di se, egli è troppo lento e la sua autonomia è troppo limitata. Tuttavia gli ordini recitano di eseguire una ricognizione fotografica a distanza ravvicinata della nave ammiraglia russa per poi seguirla per il tempo consentito dall&#8217;autonomia delle batterie e se necessario utilizzando lo snorkel (uno strumento che permette di accendere i motori termici anche in immersione esso è costituito da un tubo di aerazione e di scarico per i motori diesel). Circa 10 minuti dopo la fregata Pytlivyy si avvicina l&#8217;incrociatore lanciamissili Mosca che procede alla velocità di circa 10 nodi. Il comandante del sottomarino turco esegue la ricognizione fotografica da meno di 1100 metri di distanza poi come da ordini superiori, segue a questa distanza l&#8217;incrociatore russo, risalendo ogni 10 minuti a quota periscopica per la conferma della distanza dell&#8217;oggetto della sua missione. Il comandante tuttavia è preoccupato per la fase successiva di questa strana missione, a 10 nodi le batterie del sottomarino hanno una durata di circa 8-9 ore, ma tra circa 6 ore dovrà per forza restare a quota periscopica e attivare lo snorkel per mantenere questa velocità, e tenere un poco di energia nelle batterie in caso di necessità.</p>
<p><em>Mar Nero 65 miglia a sud ovest di Sebastopoli &#8211; ore 18:00</em></p>
<p>E&#8217; il tramonto nel Mar Nero e il sottomarino turco è pronto ad attivare i motori diesel per proseguire la missione di osservazione nei confronti della nave russa. Il TCG Batıray sale a 12 metri di profondità e attiva i motori diesel dopo aver esteso lo Snorkel.<br />
Due minuti dopo a bordo della Fregata russa Pytlivyy il sottufficiale addetto al sonar preme il pulsante di allarme che gli permette di parlare immediatamente con l&#8217;ufficiale di servizio. Un nuovo contatto è stato rilevato dal sonar Ox Tail LF VDS (un sonar trainato a profondità variabile).<br />
Il contatto è a meno di 1000 metri dalla Mosca, è chiaramente un sottomarino NATO che stranamente procede con i motori diesel accesi e lo snorkel alzato.<br />
Viene informato il comandante della Fregata e il Contrammiraglio che ha il comando del gruppo navale. Vista l&#8217;estrema vicinanza del sottomarino turco viene impartito l&#8217;ordine di pronti al combattimento, le tre navi accelerano rapidamente, il Mosca vira a nord allontanandosi dal sottomarino, mentre la fregata di scorta inverte la rotta e punta diretta sul rilevamento del sub. La manovra è rapidissima in meno di 4 minuti la fregata russa si trova con la prua rivolta verso il sottomarino di Ankara che procede ancora a 12 nodi. Il comandante turco viene informato della variazione di velocità e direzione del Mosca, così come del fatto che la fregata russa procede al circa 30 nodi in direzione del sotttomarino.<br />
Il comandante del sottomarino turco ora ha un problema serio, come comportarsi dinanzi alla reazione Russa? Le istruzioni ricevute dal comando recitano di &#8220;agire nel rispetto del diritto del mare, senza piegarsi a richieste russe esercitate al di fuori di tale normativa&#8221;.<br />
Egli ha poca energia nelle batterie e teme che immergersi possa indurre nei russi il timore di un atto ostile quindi egli mantiene la propria rotta e velocità mentre la fregata russa punta il suo rilevamento.<br />
Nel mentre nella sala sonar della fregata russa si esaminano le traccie audio e la minaccia viene identificata in un sommergibile turco Type 209. All&#8217;identificazione seguono momenti di vero caos, la parola turco porta alla mente dei russi l&#8217;abbattimento del SU-24 di alcuni mesi fa, e più ancora l&#8217;attacco di artiglieria che è costato la vita a 7 militari di Mosca pochi giorni prima. Il comandante russo è certo che quel sottomarino è una minaccia e aver acceso i motori Diesel risponde ad un piano organizzato da Ankara per mettere in pericolo l&#8217;incrociatore russo. Tuttavia la decisione di aprire il fuoco non è motivata al momento. La decisione del comandante russo è però ormai presa quel sottomarino deve allontanarsi da lì. Il comandante russo ordina di mantenere la prua sul rilevamento dello snorkel, egli è pronto alla collisione pur di far immergere quel sottomarino e fargli spegnere quei motori diesel che non gli permettono di aver un chiaro quadro della situazione al di sotto del livello del mare. </p>
<p><em>Mar Nero 65 miglia al largo di Sebastopoli &#8211; ore 18:12</em></p>
<p>Quando il comandante turco si è reso contro che i russi non avrebbero deviato dalla loro rotta era troppo tardi, l&#8217;ordine di immersione rapida complicato dai motori diesel accesi e dallo snorkel esteso. Il sottomarino turco era sceso di solo un paio di metri, troppo pochi per evitare la collisione tra la torretta e la chiglia della fregata russa, quando un forte colpo sugue di pochissimo l&#8217;allarme di collisione lanciato dalla sala comando del sottomarino. Il sottomarino TCG Batıray è gravemente danneggiato, poca energia nelle batterie e sotto di lui un fondale di oltre 1000 metri. La decisione non può essere che una: Emersione.<br />
La Fregata russa ammaccata ma integra si avvicina al sottomarino turco, le armi di bordo spianate; l&#8217;allarme rimbalzato rapidamente al comando della flotta di Sebastopoli e a Mosca. </p>
<p><em>Mar Nero 65 miglia al largo di Sebastopoli &#8211; ore 18:52</em></p>
<p>Mentre il sottomarino Turco si arrende, la Fregata russa porta soccorso ai miitari feriti dell&#8217;unità speronata, e valuta i propri danni in particolare al timone e all&#8217;asse dell&#8217;elica di dritta.<br />
Il sottomarino turco non può comunicare con Ankara a proposito della sua attuale situazione e in Turchia i media iniziano a riportare la notizia che un sottomarino turco è disperso nel Mar Nero, mentre era impegnato ad osservare i movimenti della flotta russa.<br />
Subito dopo le reti televisive russe rilasciano una Breaking News che annuncia che un sottomarino turco ha minacciato la normale navigazione di una task force navale russa in acque internazionali e che esso ha colliso con una nave della Federazione Russa, che cercava di tenere il sottomarino turco a distanza dall&#8217;ammiraglia della flotta russa nel Mar Nero.<br />
Il governo Turco chiede la riunione di emergenza del Consiglio Atlantico asserendo che un sottomarino della Turchia è stata attaccato da unità Russe.<br />
Mentre viene richiesta la riunione della NATO, 4 aerei F-16 di Ankara vengono armati con due missili Harpoon ognuno e si preparano a decollare per dare supporto al sottomarino emerso al largo di Sebastopoli, localizzato grazie a una boa di emergenza lanciata dal comandante del mezzo al momento della dichiarata emergenza.<br />
L&#8217;incrociatore lanciamissili russo  Mosca ha intanto ricevuto intanto l&#8217;ordine di aprire il fuoco contro ogni traccia radar ritenuta ostile che non osservi una distanza di rispetto di 70 miglia dalla Task Force navale. La decisione di Mosca viene comunicata al consiglio atlantico tramite l&#8217;ambasciatore russo a Bruxelles, allo stesso tempo la Russia richiede una riunione urgente del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.</p>
<p><em>Mar Nero 90 miglia a sud ovest dell&#8217;incrociatore Mosca ore 19:47</em></p>
<p>Una squadriglia di 4 F-16 di dirige a bassa quota verso il punto della collisione tra il sottomarino turco e la fregata russa. I radar di scoperta dell&#8217;incrociatore Mosca li inquadrano  ad intermittenza a 300 piedi di quota e 500 nodi di velocità. Dalla centrale di comando, sulle frequenze internazionali partono avvisi multipli che la flotta russa ha ordine di ingaggiare e abbattere ogni aereo militare turco che si dovesse avvicinare a meno di 70 miglia dalla squadra navale. Nessuna risposta giunge dagli F-16 turchi, nessuno comprende se essi abbiano intenzioni ostili, o se essi non abbiano semplicemente sentito gli avvisi emessi via radio. Gli F-16 continuano sulla loro rotta. l&#8217;incrociatore Mosca attiva il Radar di Tiro e chiede supporto aereo al comando della flotta russa di Sebastopoli.</p>
<p>Aeroporto di Belbek Crimea ore 19:47</p>
<p>E&#8217; stato di guerra all&#8217;aeroporto di Belbek tutti i tecnici e i piloti in licenza vengono richiamati in servizio, ogni caccia efficiente viene rifornito e armato pronto ad ogni evenienza, i sitemi antiaerei S-300 sono resi tutti operativi e viene chiuso lo spazio aereo ai voli civili. Queste procedure vanno avanti già da oltre 30 minuti ma nessun mezzo ancora è stato fatto decollare, la situazione è confusa e la consapevolezza della situazione tattica da parte del comando russo non completa.<br />
Alle 19:47 a due coppie di caccia Su-30 SM viene dato l&#8217;ordine di decollo immediato su allarme dopo la richiesta del comandante della Mosca, la prima coppia sarà in volo alle 19:59, la seconda 6 minuti dopo.</p>
<p><em>Mar Nero 60 miglia a sud ovest dell&#8217;incrociatore Mosca ore 19:50  </em></p>
<p>Gli F-16 turchi si trovano a 60 miglia della Mosca e continuino sulla loro rotta, il comandante della nave russa chiede con insistenza al comando di Sebastopoli dove sia la copertura aerea, gli viene riferito che essa non sarà disponibile per almeno altri 6/8 minuti, una eternità per la situazione attuale del gruppo navale russo. Ora è solo il comandante dell&#8217;unità nave russa a dover decidere il da farsi, egli ha con se le direttive scritte del presidente Putin: &#8220;ingaggiare e distruggere ogni forza ostile minacci le unità della Federazione&#8221;.<br />
Per il comandante russo quei 4 F-16 che si avvicinano sono una forza ostile che minaccia la sua nave; il comandante da ordine di aprire il fuoco con i SA-N-6 quando ormai gli F.16 si trovano a 45 miglia dalla Task force navale russa.<br />
Gli F-16 riescono a evitare di essere abbattuti dai missili russi ma per eseguire le manovre evasive necessarie si liberano dei serbatoi ausiliari e dei missili antinave, dovendo così rientrare alla base.<br />
Pochi minuti dopo il gruppo navale russo ha finalmente la copertura aerea richiesta e anche alla luce della posizione del sito della collisione tra il sottomarino turco e la fregata di Mosca, i russi hanno il relativo controllo della situazione.<br />
Ad Ankara intanto si annuncia un discorso alla televisione del presidente della repubblica.</p>
<p><em>Ankara ore 20:45 Reti Unificate</em></p>
<p>Il presidente della Turchia parla alla nazione a reti unificate, egli racconta la verità della Turchia a proposito dello scontro avvenuto nel Mar Nero, e dopo aver comunicato che l&#8217;equipaggio del sottomarino è in gran parte incolume, addossa alla Russia la piena responsabilità dell&#8217;accaduto affermando che solo la preparazione e la professionalità delle forze armate turche hanno evitato un vero e proprio bagno di sangue. Poi l&#8217;annuncio che ognuno di noi temeva: la Russia è una Nazione Ostile, la Turchia nega il transito di ogni unità civile o militare Russa attraverso il Bosforo o i Dardanelli in base all&#8217;arti 20 della Convenzione di Montreaux.</p>
<p><em>Bruxelles ore 21:00 Consiglio Atlantico </em></p>
<p>Le parole del presidente turco vengono ascoltate in diretta dal Consiglio Atlantico riunito in seduta di emergenza. Dopo la dichiarazione del presidente molti ambasciatori alzano il telefono per consultarsi con i propri governi, tutti sono consci che la Turchia potrebbe presto essere in Guerra con la Russia e tutti si chiedono cosa farà ora la NATO&#8230;..</p>
<p>Continua nel terzo scenario &#8220;Russia e Turchia Guerra Totale&#8221; che verrà pubblicato la prossima settimana.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/scenario-guerra-russia-turchia-battaglia-mar-nero/">Scenario di Guerra tra Russia e Turchia – Battaglia nel Mar Nero</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Scenario di Guerra tra Russia e Turchia &#8211; Una Battaglia di Confine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 09:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Russia Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Scenario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è il primo di tre Scenari che il nostro gruppo dedica alla crisi tra Russia e Turchia, gli Scenari non sono previsioni ma ipotetiche evoluzioni di un confronto geopolitico, non vanno assolutamente inteso come una previsione, questo deve essere chiaro a tutti&#8230; Siria settentrionale 25 marzo 2016 Le truppe curde da giorni hanno intrapreso [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/scenario-di-guerra-tra-russia-e-turchia-una-battaglia-di-confine/">Scenario di Guerra tra Russia e Turchia – Una Battaglia di Confine</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è il primo di tre Scenari che il nostro gruppo dedica alla crisi tra <strong>Russia e Turchia</strong>, gli Scenari non sono previsioni ma ipotetiche evoluzioni di un confronto geopolitico, non vanno assolutamente inteso come una previsione, questo deve essere chiaro a tutti&#8230;</em></p>
<p><em>Siria settentrionale 25 marzo 2016</em></p>
<p>Le truppe curde da giorni hanno intrapreso la battaglia decisiva per la conquista della città di Azaz. Da circa una settimana ogni via di comunicazione tra la Turchia e la città di Aleppo è interrotta. I ribelli ancora presenti nella città hanno come unica assicurazione quella che pochi giorni prima hanno avuto dai loro contatti organici al governo turco: la Turchia non li abbandonerà.<br />
Aleppo però ora è isolata e le truppe governative siriane, le milizie sciite libanesi e dell&#8217;Irak, supportate da un piccolo contingente di consiglieri militari russi sono dislocate nei pressi della centrale elettrica della città fronte a un assalto definitivo.<br />
Da circa un mese l&#8217;artiglieria turca continua ad ostacolare l&#8217;avanzata delle truppe curde ma mai aveva aperto il fuoco così a sud rispetto ad Azaz. Oggi invece l&#8217;artiglieria turca ha avuto ordine di colpire un gruppo di mezzi corazzati posizionato a nord di Aleppo, al limite della portata stessa degli obici di Ankara. Quello che non sanno i turchi è che quel convoglio che si stanno per colpire è quasi unicamente formato da militari della Federazione Russa.</p>
<p><em>Governatorato di Aleppo alla periferia nord di Afrin</em></p>
<p>La città di Afrin il Quartier Generale  delle truppe siriane fedeli ad al Assad e delle milizie curde YPG e PYD. Afrin è il punto migliore per organizzare l&#8217;assalto a un tratto strategico della frontiera tra Sirai e Turchia che comporta la presa della cittadina di Azaz e un gruppo di consiglieri militari russi sta per giungere nella zona per coordinare le prossime mosse militare sul campo. Mentre il convoglio si avvicina al campo base delle truppe siriane iniziano a cadere proiettili di artiglieria da 155 mm i quali colpiscono la retroguardia del convoglio russo un veicolo viene completamente incenerito e gli occupanti, due ufficiali due sottufficiali e tre soldati russi non hanno alcuno scampo. La rimanente parte del convoglio si disperde ai lati della strada e comunica alla base operativa di Latakia quanto avvenuto. In un primo tempo nessuno si era reso conto da dove fosse giunto l&#8217;attacco, ma sono bastati pochi minuti per esaminare le caratteristiche dei crateri creati dall&#8217;artiglieria per dedurre la loro provenienza: la Turchia.<br />
Le regole di ingaggio dei militari russi in Siria sono estremamente chiare, tuttavia vista la sensibilità del caso il generale comandante le truppe russe in Siria prima di qualsiasi azione interpella lo stato maggiore di Mosca che lo autorizza ad una rappresaglia mirata contro la postazione di artiglieria che ha determinato la morte di sette militari della Russia. Le postazioni di artiglieria turca responsabili dell&#8217;attacco nei pressi di Afri si trovano a soli 300 m dal confine tra Siria e Turchia, a sud della cittadina turca di Kilis. Le forze armate di al Assad non dispongono nell&#8217;area di artiglieria a lungo raggio così viene ordinato ad una coppia di Sukoi 34 di eseguire un bombardamento mirato con bombe di precisione che verranno sganciate rimanendo ancora all&#8217;interno dello spazio aero siriano. Dopo circa 50 minuti e due Sukoi 34 decollano dalla base aerea di Latakia. I due aerei guadagnano rapidamente quota e successivamente simulano due corse di attacco ad est della città di Aleppo, subito dopo puntano Nord e nel giro di tre minuti possono sganciare le quattro bombe da 500 Kg destinate a compiere la rappresaglia russa. Gli ordigni colpiscono con precisione l&#8217;area operativa dei semoventi di artiglieria turca distruggendo integralmente tre dei quattro mezzi impiegati nel bombardamento accaduto appena 60 minuti prima.<br />
Il presidente turco reagisce violentemente alla rappresaglia di Mosca e ordina alla quinta brigata meccanizzata presente che Alice di entrare in Siria e prendere il controllo della fascia di terreno che congiunge la cittadina Azaz alla Turchia.<br />
Dinnanzi all&#8217;avanzata turca le truppe curde non possono fare altro che attestarsi in una posizione difensiva cinque chilometri a sud di A&#8217;ZAZ. Le truppe governative siriane non dispongono di mezzi in grado di respingere l&#8217;invasione turca così come le forze militari russe non hanno a disposizione i mezzi necessari per respingere le truppe di Ankara oltre confine. Inizia una frenetica attività diplomatica tra gli Stati Uniti, la Russia, la Turchia con l&#8217;unione europea che appare come uno sbiadito fantasma incapace di qualsiasi presa di posizione efficace in una crisi dal potenziale devastante.<br />
Il presidente Putin, conscio dell&#8217;impossibilità della Russia di vincere una guerra di stasera a nord di Aleppo, annuncia al presidente americano che le truppe russe non prenderanno iniziative ostili nei confronti dei turchi ora presenti ad A&#8217;ZAZ ma che in caso di ulteriore avanzata turca tutto il potenziale bellico russo sarà utilizzato per ristabilire la piena sovranità della Siria, nazione della quale la Russia alleata e che ha risposto alla richiesta del legittimo presidente siriano di difendere gli interessi nazionali di Damasco. Galvanizzato dalla mancata reazione russa il presidente turco crede quindi di poter spingere ancora oltre la sua scommessa e mobilità circa 80.000 uomini delle forze di terra turche lungo il confine con la Siria sia a nord della regione la Turchia Siria a est nei pressi di Jarablus.<br />
Dinnanzi a questo dispiegamento militare viene convocato un vertice dell&#8217;alleanza atlantica la quale mette in evidenzia come sia responsabilità della Turchia aver iniziato un conflitto oltre i confini dell&#8217;alleanza e che quindi ancora non potrà appellarsi per le vicende correlate a questo specifico conflitto all&#8217;articolo cinque della carta di Washington<br />
Ma è nel mare che presto Russia e Turchia torneranno a scontrarsi&#8230; (continua nello Scenario &#8220;guerra nel Mar Nero&#8221;)</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/scenario-di-guerra-tra-russia-e-turchia-una-battaglia-di-confine/">Scenario di Guerra tra Russia e Turchia – Una Battaglia di Confine</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>BREAKING HOLLANDE: RISCHIO DI GUERRA TRA TURCHIA E RUSSIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 19:54:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente francese Hollande ha dichiarato che esiste il rischio di una guerra tra la Turchia e la Russia, e che bisogna evitare una escalation. Il presidente francese si era presentato all&#8217;incontro sulla BREXIT a Bruxelles accompagnato dalla valigetta nucleare, cosa del tutto anomala negli ultimi venti anni (una precisazione non crediamo che Hollande debba [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/breaking-hollande-rischio-di-guerra-tra-turchia-e-russia/">BREAKING HOLLANDE: RISCHIO DI GUERRA TRA TURCHIA E RUSSIA</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente francese Hollande ha dichiarato che esiste il rischio di una guerra tra la Turchia e la Russia, e che bisogna evitare una escalation.<br />
Il presidente francese si era presentato all&#8217;incontro sulla BREXIT a Bruxelles accompagnato dalla valigetta nucleare, cosa del tutto anomala negli ultimi venti anni (una precisazione non crediamo che Hollande debba usarla ora ma riteniamo che questo particolare rifletta un aumento del livello di allerta della catena di comando francese, la quale per protocollo ora potrebbe mantenere la valigetta a poca distanza dal presidente).<br />
Le dichiarazioni di Hollande arrivano dopo che il presidente americano Obama ha parlato al telefono per circa 90 minuti con il presidente turco Erdogan, sono emerse alcune indiscrezioni riguardanti la telefonata dove Erdogan avrebbe minacciato di non permettere più l&#8217;utilizzo della base aerea di Incirlik all&#8217;aviazione americana, vista la mancata presa di posizione di Washington a favore di un intervento militare di terra in Siria.<br />
Erdogan aveva affermato nel pomeriggio che armi americane consegnate ai curdi ora erano nelle mani del Califfato e che esse vengono usate per colpire civili.<br />
Aggiorneremo quando (e se) avremo info disponibili la pagina</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p lang="fr" dir="ltr">&quot;Il y a un risque de guerre entre la Turquie et la Russie. Il faut éviter l&#39;escalade&quot; <a  href="https://twitter.com/fhollande">@fhollande</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/DirectPR?src=hash">#DirectPR</a></p>
<p>&mdash; Élysée (@Elysee) <a  href="https://twitter.com/Elysee/status/700734633860661248">19 Febbraio 2016</a></p></blockquote>
<p> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Aggiornamento ore 10:25</p>
<p>La Russia avrebbe chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite accusando la Turchia di preparare una invasione della Siria </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/breaking-hollande-rischio-di-guerra-tra-turchia-e-russia/">BREAKING HOLLANDE: RISCHIO DI GUERRA TRA TURCHIA E RUSSIA</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ankara: riterremo la Russia responsabile dei prossimi attentati dei curdi in Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 20:21:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le due massime autorità della Turchia, e cioè il presidente Erdogan e il primo ministro Davutoglu, hanno affermato che i responsabili degli ultimi attentati in Turchia sono appartenenti alle milizie curde YPG e PYD e non del PKK. Le affermazioni dei vertici turchi inquadrano quindi come nemici della Turchia le forze che oggi avanzano verso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le due massime autorità della Turchia, e cioè il presidente Erdogan e il primo ministro Davutoglu, hanno affermato che i responsabili degli ultimi attentati in Turchia sono appartenenti alle milizie curde YPG e PYD e non del PKK. Le affermazioni dei vertici turchi inquadrano quindi come nemici della Turchia le forze che oggi avanzano verso il confine tra Turchia e Siria in particolare nella cruciale regione a nord di Aleppo.<br />
La dichiarazione dei vertici di Ankara oggi però sono andate oltre e hanno indicato direttamente nella Russia il paese che la Turchia riterrà responsabile in caso di ulteriori attacchi terroristici curdi sul suolo turco.<br />
Le dichiarazioni di Erdogan e di Davutoglu, passate sotto silenzio dai media tradizionali, segnano una escalation politica che ci avvicina ad un conflitto tradizionale in terra di Siria.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/ankara-riterremo-la-russia-responsabile-dei-prossimi-attentati-dei-curdi-in-turchia/">Ankara: riterremo la Russia responsabile dei prossimi attentati dei curdi in Turchia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Turchia preme per una Safe Zone in Siria presso Azaz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 10:45:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Vice Primo Ministro turco Yalcin Akdogan ha dichiarato che la Turchia desidera creare una zona di sicurezza di 10 Km all&#8217;interno del territorio siriano, una fascia di sicurezza, militarizzata, che comprenda la città di Azaz, ultima roccaforte dei ribelli filoturchi in Siria. Azaz oggi è minacciata dall&#8217;offensiva congiunta dei curdi del YPG che avanzeranno [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/la-turchia-preme-per-una-safe-zone-in-siria-presso-azaz/">La Turchia preme per una Safe Zone in Siria presso Azaz</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Vice Primo Ministro turco Yalcin Akdogan ha dichiarato che la Turchia desidera creare una zona di sicurezza di 10 Km all&#8217;interno del territorio siriano, una fascia di sicurezza, militarizzata, che comprenda la città di Azaz, ultima roccaforte dei ribelli filoturchi in Siria.<br />
Azaz oggi è minacciata dall&#8217;offensiva congiunta dei curdi del YPG che avanzeranno da est e da nord e dalle forze armante lealiste che sono pronte all&#8217;offensiva da ovest.<br />
Poco a nord del confine Turco Siriano, nella cittadina turca di Kilis stiamo assistendo da giorni ad un continuo, lento ma costante rafforzamento del dispositivo militare di Ankara, dispositivo che vede dispiegate unità corazzate e di fanteria meccanizzata a soli 10 km dal confine.<br />
Nella stesa area, a meno di un chilometro dal confine con la Siria, è presente una batteria di artiglieria da 155mm che negli scorsi 4 giorni ha costantemente bombardato il territorio siriano riconquistato dalle milizie curde. Una tale iniziativa di Ankara potrebbe determinare una escalation della guerra in Siria.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/la-turchia-preme-per-una-safe-zone-in-siria-presso-azaz/">La Turchia preme per una Safe Zone in Siria presso Azaz</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Tu-214R SIGINT atterrato in Siria</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 20:15:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; atterrato ieri sera alle ore 22:00 ora di Roma presso l&#8217;aeroporto di Latakia un Tu-214R SIGINT. Il Tu-214R è il più moderno aereo spia della Federazione Russa, talmente nuovo che ufficialmente non è ancora entrato in servizio. Tuttavia questo aereo ora è dispiegato in Siria e raccoglierà informazioni utili allo sforzo bellico russo e [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/tu-214r-sigint-atterrato-in-siria/">Tu-214R SIGINT atterrato in Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; atterrato ieri sera alle ore 22:00 ora di Roma presso l&#8217;aeroporto di Latakia un Tu-214R SIGINT. Il Tu-214R è il più moderno aereo spia della Federazione Russa, talmente nuovo che ufficialmente non è ancora entrato in servizio. Tuttavia questo aereo ora è dispiegato in Siria e raccoglierà informazioni utili allo sforzo bellico russo e siriano. Dobbiamo tuttavia evidenziare, come nel caso del dispiegamento di un aereo AWACS NATO in Turchia, che questo mezzo possiede caratteristiche ben superiori a quelle necessarie per la guerra al Califfato o ai ribelli Siriani che combattono Al Assad. A nostro avviso il dispiegamento del Tu-214R SIGINT in Siria va letto in finzione delle situazione di tensione, della crisi tra Russia e Turchia.</p>
<p>Photo Credit: Rimma Sadykova </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/tu-214r-sigint-atterrato-in-siria/">Tu-214R SIGINT atterrato in Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Merkel &#8220;sono favorevole a un tipo di No Fly zone sulla Siria&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 17:13:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cancelliere tedesco Angela Merkel, in un intervista che domani uscirà sul quotidiano Stuttgart Zeitung avrebbe dato il suo placet ad una &#8220;specie di No Fly Zone sulla Siria&#8221;. La notizia riportata da Reuters Merkel ha dichiarato che sarebbe utile avere un&#8217;area della Siria nella quale nessuno potesse portare attacchi aerei. La dichiarazione è a [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/merkel-sono-favorevole-a-un-tipo-di-no-fly-zone-sulla-siria/">Merkel “sono favorevole a un tipo di No Fly zone sulla Siria”</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Cancelliere tedesco Angela Merkel, in un intervista che domani uscirà sul quotidiano Stuttgart Zeitung avrebbe dato il suo placet ad una &#8220;specie di No Fly Zone sulla Siria&#8221;. La notizia riportata da Reuters Merkel ha dichiarato che sarebbe utile avere un&#8217;area della Siria nella quale nessuno potesse portare attacchi aerei. La dichiarazione è a nostro avviso un segno concreto che la Turchia, con l&#8217;appoggio americano stia valutando una No Fly zone nella regione di Aleppo, fatto che potrebbe determinare una escalation del conflitto con esiti che nessuno oggi può immaginare con un ragionevole grado di sicurezza e apre scenari foschi non solo per la Siria ma per il mondo intero.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/merkel-sono-favorevole-a-un-tipo-di-no-fly-zone-sulla-siria/">Merkel “sono favorevole a un tipo di No Fly zone sulla Siria”</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Tal Rifaat sotto il controllo delle Forze Curde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 16:55:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La quasi totalità della cittadina di Tal Rifaat, nei pressi di Aleppo e funzionale ad una offensiva verso la città di A&#8217;zaz è quasi nel totale controllo delle Truppe curde siriane. A&#8217;zaz rappresenta una città strategica perché rappresenta il luogo dal quale passano tutti i rifornimenti che dalla cittadina di Kilis arrivano ai ribelli anti [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/tal-rifaat-sotto-il-controllo-delle-forze-curde/">Tal Rifaat sotto il controllo delle Forze Curde</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La quasi totalità della cittadina di Tal Rifaat, nei pressi di Aleppo e funzionale ad una offensiva verso la città di A&#8217;zaz è quasi nel totale controllo delle Truppe curde siriane. A&#8217;zaz rappresenta una città strategica perché rappresenta il luogo dal quale passano tutti i rifornimenti che dalla cittadina di Kilis arrivano ai ribelli anti Al Assad che trovano in Ankara uno dei principali sostenitori.<br />
Una volta presa Tal Rifaat l&#8217;attacco contro A&#8217;Zaz potrà essere portato da due direttrici rendendo la difesa della cittadina molto più complicata e costringendo l&#8217;artiglieria turca a colpire due zone di manovra invece di una sola, e cioè quella noi pressi di Afrin. Riteniamo che entro le prossime 24 ore la presa di Tal Rifaat da parte delle forze curda sarà completa, mentre la battaglia per A&#8217;zaz sarà molto più complessa, vista la vicinanza della cittadina al confine turco e la difficoltà per i bombardieri russi di attaccare la città senza violare lo spazio aereo di Ankara</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/tal-rifaat-sotto-il-controllo-delle-forze-curde/">Tal Rifaat sotto il controllo delle Forze Curde</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La Corvetta russa Zeleny Dol salpa per la Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2016 20:10:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Crisi Russia Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corvetta russa Zelenyy Dol, ultima nave di superficie che è entrata a far parte della flotta del mar Nero è salpata questa mattina dalla base navale di Sebastopoli in Crimea e si sta dirigendo verso lo Stretto del Bosforo, per prendere poi posizione nel Mediterraneo Orientale al largo della Siria. La nave in questione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corvetta russa Zelenyy Dol, ultima nave di superficie che è entrata a far parte della flotta del mar Nero è salpata questa mattina dalla base navale di Sebastopoli in Crimea e si sta dirigendo verso lo Stretto del Bosforo, per prendere poi posizione nel Mediterraneo Orientale al largo della Siria. La nave in questione è tra le più moderne a disposizione della flotta di Mosca insieme alla gemella Serpukhov. Essa è un progetto figlio dell&#8217;austerità, pensata per essere una piattaforma versatile utile come pattugliatore e come piattaforma di lancio per i missili da crociera Kalibr.<br />
La Corvetta Zelenyy Dol andrà ad affiancarsi al dispositivo navale russo ora dispiegato al largo della Siria, che vede come nave ammiraglia l&#8217;incrociatore lanciamissili classe Slava Varyag, dalla nave antisommergibili Smetlivy e alcune unità minori, alle quali dovrebbero essersi affiancati almeno due sottomarini nucleari, mentre il sottomarino Klasse Kilo della Flotta del Mar Nero ora si trova a Sebastopoli.<br />
La Zelenyy Dol non è in grado di cambiare gli equilibri di forza nel mediterraneo ma rappresenta la volontà russa di dispiegare nell&#8217;area tutte le forze a disposizione delle Forze armate russe competenti per la regione.</p>
<p>Photo Credit Ru.Mil</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/la-corvetta-russa-zeleny-dol-salpa-per-la-siria/">La Corvetta russa Zeleny Dol salpa per la Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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