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	<title>Giappone | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Nov 2017 15:18:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il Viaggio di Trump in Asia, le Aspettative degli Stati visitati: il Giappone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 15:18:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È iniziato oggi il tour di Trump in Asia che toccherà cinque nazioni chiave della regione e che potrebbe essere occasione per un incontro bilaterale tra il presidente americano e il presidente russo. Trump e Putin avrebbero la possibilità di vedersi faccia a faccia sia in Vietnam che nelle Filippine dove si terranno due importanti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È iniziato oggi il tour di Trump in Asia che toccherà cinque nazioni chiave della regione e che potrebbe essere occasione per un incontro bilaterale tra il presidente americano e il presidente russo. Trump e Putin avrebbero la possibilità di vedersi faccia a faccia sia in Vietnam che nelle Filippine dove si terranno due importanti vertici per la regione.<br />
Ogni paese visitato da Trump si aspetta molto dal presidente americano ed il rischio maggiore per Trump è quello di generare delusione da parte di coloro i quali sperano in un nuovo corso della politica americana, dopo i fallimenti di Obama.<br />
Il Giappone, prima tappa della visita, chiede agli Stati Uniti una cosa sola, ma forse tra le più difficili da ottenere: lealtà e appoggio completo, incluso quello militare, nel caso in cui il paese del Sol Levante fosse minacciato da uno dei suoi avversarsi regionali. Oggi la Corea del Nord, ed in un futuro non troppo lontano la Cina, potrebbero utilizzare il loro potenziale militare per costringere Tokyo a rinunciare a parte della sua sovranità, sia in ambito territoriale che economico.<br />
Il Giappone ha pienamente coscienza di essere completamente dipendente dagli Stati Uniti per la difesa del proprio territorio e della propria sovranità. Durante la presidenza Obama Tokyo aveva rimproverato alla Casa Bianca il fatto che a parole avesse più volte chiesto che la Cina non mettesse in atto comportamenti che potessero mettere in dubbio la sovranità di Tokyo sulle isole Senkaku. Tuttavia quando poi Pechino ha perseverato nei suoi atti ostili nei confronti del Giappone, la Casa Bianca non ha modificato la sua politica di apertura nei confronti della Cina di Xi. Oggi il primo ministro Giapponese Abe Shinzo è sicuro di poter contare sull&#8217;appoggio di Trump in caso di dispute, anche violente, con Corea del Nord e Cina.<br />
Ma la presidenza Trump non durerà in eterno, e anzi nessuno ha certezza che Trump possa serenamente concludere i suoi 4 anni alla Casa Bianca.<br />
L&#8217;obiettivo di Abe oggi potrebbe essere quindi quello di ottenere il placet americano alla modifica della costituzione pacifista e permettere al Giappone di ricostruire un apparato militare che consenta una reale autodifesa dell&#8217;arcipelago giapponese.<br />
Analizzando le dichiarazioni e i discorsi di Trump riteniamo altamente probabile che il presidente americano dia luce verde alla modifica costituzionale voluta da Abe, che potrebbe a sua volta impegnarsi ad acquistare ingenti quantitativi di armi dalle industrie americane, in attesa che entro i prossimi 5/10 anni l&#8217;apparato produttivo nipponico possa soddisfare le richieste dell&#8217;apparato militare giapponese.<br />
Trump si appresta così a soddisfare ancora una volte la sua promessa dell&#8217;America First, una promessa che non significa mettere in pericolo gli alleati, ma farli sentire legati da un forte vincolo di amicizia e fedeltà agli Usa. Trump ha bisogno dei propri alleati, e ha bisogno che essi facciano riferimento agli Usa per ogni loro necessità, prima tra tutte, l&#8217;acquisto di materiale bellico, e come partner privilegiato nei commerci.<br />
Un Giappone forte è la migliore barriera fisica all&#8217;espansionismo militare cinese verso est, mentre la cintura lungo la Nine Dash Line lo sarà verso occidente, ma di questo parleremo nel prossimo post dedicato al viaggio di Trump.  </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-viaggio-di-trump-in-asia-le-aspettative-degli-stati-visitati-il-giappone/">Il Viaggio di Trump in Asia, le Aspettative degli Stati visitati: il Giappone</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>40 F-15 giapponesi pronti ad intercettare i caccia cinesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 20:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 40 i caccia F15 dispiegati da Tokyo per intercettare i velivoli cinesi che si avvicinano allo spazio aereo territoriale giapponese, incluso quello delle isole Senkaku. Il numero di F-15 messi in stato di costante allerta è ora raddoppiato in quanto i caccia di Tokyo da oggi decollano i formazione da quattro e non da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 40 i caccia F15 dispiegati da Tokyo per intercettare i velivoli cinesi che si avvicinano allo spazio aereo territoriale giapponese, incluso quello delle isole Senkaku.<br />
Il numero di F-15 messi in stato di costante allerta è ora raddoppiato in quanto i caccia di Tokyo da oggi decollano i formazione da quattro e non da due, permettendo ai due aerei che dovranno materialmente eseguire l&#8217;intercettazione di porte contare su una coppia di velivoli amici alle loro spalle in caso di necessità.<br />
La mossa di Tokyo segnala la preoccupazione dello stato maggiore giapponese di potersi trovare in condizione di inferiorità nel prossimo futuro sopra le acque del Mar Cinese Orientale, altro focolaio di crisi oltre alla Regione del Golfo Persico e dell&#8217;Ucraina Orientale.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/40-f-15-giapponesi-pronti-ad-intercettare-i-caccia-cinesi/">40 F-15 giapponesi pronti ad intercettare i caccia cinesi</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>THAAD per il Giappone?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2016 19:43:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro della difesa giapponese Inada Tomomi starebbe per nominare una commissione a livello di dicastero per verificare la fattibilità dell&#8217;acquisizione del sistema di difesa aerea THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) per aumentare oltre alle capacità antimissile, anche la qualità e il raggio di scoperta dei radar nipponici.&#160; Va ricordato che insieme al sistema [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/thaad-per-il-giappone/">THAAD per il Giappone?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro della difesa giapponese Inada Tomomi starebbe per nominare una commissione a livello di dicastero per verificare la fattibilità dell&#8217;acquisizione del sistema di difesa aerea THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) per aumentare oltre alle capacità antimissile, anche la qualità e il raggio di scoperta dei radar nipponici.&nbsp;</p>
<p>Va ricordato che insieme al sistema THAAD, anzi parte integrante di THAAD, è un radar di acquisizione ed ingaggio in banda X la cui portata, ad esempio dall&#8217;isola di Okinawa, sarebbe in grado di controllare tutto il Mar Cinese Orientale, e arrivare a osservare la madrepatria cinese. Qualsiasi movimento militare cinese sulla costa o nel Mar Cinese &nbsp;Orientale sarebbe osservato dai giapponesi nei suoi minimi dettagli e nessuna azione di Pechino sarebbe in grado di cogliere di sorpresa Tokyo.&nbsp;</p>
<p>Ufficialmente Tokyo giustificherà l&#8217;acquisizione di THAAD, argomentando riguardo alla minaccia nord coreana, ma che il sisitema avanzato di difesa aerea di area americano sia uno strumento utile nel contenimento della Cina è una questione palese non solo ai cinesi.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/thaad-per-il-giappone/">THAAD per il Giappone?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Giappone e Russia: accordo sulle Kurili?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 07:05:36 +0000</pubDate>
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<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/giappone-russia-accordo-kurili/">Giappone e Russia: accordo sulle Kurili?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è solo una indiscrezione, una voce flebile, una fonte &#8220;grigia&#8221;, ma a nostro avviso potrebbe essere imminente un accordo tra Russia e Giappone per il controllo delle isole Kurili, contese tra Tokyo e Mosca dalla fine della seconda guerra mondiale, quando la Russia, denunciando il patto di non aggressione con il Giappone invase le isole poco prima della fine della Guerra. Questa disputa impedisce, ancora oggi, il pieno riconoscimento territoriale tra i due stati.<br />
Oggi i tempi sembrano maturi per una soluzione economico-politica della questione. Il Giappone avrebbe proposto alla Federazione Russa, durante l&#8217;ultimo incontro bilaterale Abe-Putin, un controllo congiunto sulle due isole maggiori delle Kurili meridionali, ora occupate dalla Russia (Kunashir e Itarup), mentre al Giappone verrebbe assicurata la piena sovranità sugli isolotti orientali di Shikotan e Habomai. La Russia si assicurerebbe così che le isole maggiori non possano venir usate contro gli interessi geopolitici di Mosca, e il Giappone espanderebbe per la prima volta dalla seconda guerra mondiale il proprio territorio, mossa che possiede una forte valenza simbolica interna.<br />
Parte della partita dovrebbe essere anche un accordo per la fornitura di gas naturale russo al Giappone, nazione che oggi cerca di differenziare in maniera efficace il proprio approvvigionamento energetico.<br />
L&#8217;accordo con il Giappone priverebbe la russia del controllo esclusivo di questi strategici isolotti, ma allo stesso tempo romperebbe il fronte degli alleati americani in esterno oriente, infunzione anti russa, e dimostrerebbe al mondo che con il Cremlino è possibile gestire in maniera positiva trattative anche molto complesse.<br />
Se inoltre dovesse essere confermata la vendita di gas naturale al Giappone (e la relativa costruzione delle infrastrutture necessarie), la Russia si assicurerebbe un nuovo mercato per la sua energia, e potrebbe sfruttare efficacemente un sistema di gasdotti in grado di servire sia il Giappone, sia parte della Cina.<br />
L&#8217;accordo potrebbe essere annunciato già a metà dicembre durante la visita a Tokyo di Vladimir Puitn che i due governi stanno cercando di organizzare; se la vista avrà luogo, esssa sarà un evento di portata storica.<br />
L&#8217;anno scorso il nostro gruppo, che da sempre segue con particolare attenzione le vicende del Sol Levante, aveva proposto uno scenario che prevedeva proprio la restituzione di parte delle isole Kurili al Giappone, parallelamente ad un accordo per la fornitura di Gas Naturale.<br />
Per ora il nostro scenario rimane una ipotesi futuribile, ma i contatti tra Abe e Putin lo stanno piano piano trasformando in una visione verosimile del futuro.<br />
<a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/scenario-russia-giappone-la-isole-kurili-tornano-a-tokio-lungo-il-confine-del-1855-scenario/" target="_blank">Qui trovate il nostro scenario del 2015 buona lettura </a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/giappone-russia-accordo-kurili/">Giappone e Russia: accordo sulle Kurili?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Putin e Abe Shinzo si incontrano a Mosca: focus sulle Kurili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2016 11:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Premier giapponese Abe Shinzo e il Presidente russo Vladimir Putin si incontrano oggi a Mosca per discutere dei rapporti tra i due paesi e focalizzare gli sforzi delle due nazioni per ricercare una soluzione al caso delle contese isole Kurili, occupate dall&#8217;Unione Sovietica dopo aver dichiarato guerra al Giappone nel 1945. Le isole strategiche [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/putin-e-abe-shinzo-si-incontrano-a-mosca-focus-sulle-kurili/">Putin e Abe Shinzo si incontrano a Mosca: focus sulle Kurili</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Premier giapponese Abe Shinzo e il Presidente russo Vladimir Putin si incontrano oggi a Mosca per discutere dei rapporti tra i due paesi e focalizzare gli sforzi delle due nazioni per ricercare una soluzione al caso delle contese isole Kurili, occupate dall&#8217;Unione Sovietica dopo aver dichiarato guerra al Giappone nel 1945. Le isole strategiche e da sempre contese dalle due nazioni sono oggi terreno di scontro ma potrebbero anche diventare motivo di avvicinamento tra Mosca e Tokyo.<br />
Il Premier giapponese potrebbe invitare il Presidente russo a vistare il Giappone nel prossimo autunno, se ciò accadrà potrebbe essere il segnale di un possibile riavvicinamento tra la Russia e il Giappone. Il Giappone oggi ha una forte domanda di energia e un accordo con la Russia potrebbe garantire una adeguata differenziazione delle fonti energetiche del paese del Sol Levante.<br />
In passato avevamo scritto uno scenario riguardante un possibile riavvicinamento russo.giapponese a proposito delle Kurili un riavvicinamento che deve prevedere accordi economici di natura energetica tra i due paesi, se volete leggerlo ecco il link, è del 28 Marzo 2015 &#8230; <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/scenario-russia-giappone-la-isole-kurili-tornano-a-tokio-lungo-il-confine-del-1855-scenario/" target="_blank">http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/scenario-russia-giappone-la-isole-kurili-tornano-a-tokio-lungo-il-confine-del-1855-scenario/</a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/putin-e-abe-shinzo-si-incontrano-a-mosca-focus-sulle-kurili/">Putin e Abe Shinzo si incontrano a Mosca: focus sulle Kurili</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Lancio missilistico nordcoreano: il Giappone dispiega la Difesa Antimissile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 16:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo giapponese ha dato ordine allo Stato Maggiore delle Forze di Autodifesa Nipponiche di dispiegare i sistemi di difesa antimissile, in vista del lancio missilistico Nord coreano previsto nel corrente mese di febbraio. Le Forze di Aurodifesa del Giappone stanno quindi rendendo operative batterie Patriot PAC-3, oltre che aver allertato un cacciatorpediere dotato del [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/lancio-missilistico-nordcoreano-il-giappone-dispiega-la-difesa-antimissile/">Lancio missilistico nordcoreano: il Giappone dispiega la Difesa Antimissile</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo giapponese ha dato ordine allo Stato Maggiore delle Forze di Autodifesa Nipponiche di dispiegare i sistemi di difesa antimissile, in vista del lancio missilistico Nord coreano previsto nel corrente mese di febbraio.<br />
Le Forze di Aurodifesa del Giappone stanno quindi rendendo operative batterie Patriot PAC-3, oltre che aver allertato un cacciatorpediere dotato del sisitmea antimissile AEGIS, una di esse sarebbe dispiegata a Tokyo nel compound del ministero della difesa.<br />
Già in occasione dello scorso lancio missilistico della Corea del Nord, che aveva messo infortita un satellite dalla scarsa valenza scientifica, le forze della difesa antimissile giapponese avevano schierato le medesime batterie e sistemi d&#8217;arma.<br />
I militari del Giappone avrebbero ricevuto l&#8217;ordine di abbattere qualsiasi vettore missilistico minacci ci colpire il territorio nipponico. In occasione dello scorso lancio dei Nord coreani, il vettore era stato lanciato seguendo una rotta polare e quindi non ha sorvolato il territorio del Giappone.<br />
Oggi non sappiamo se i Nord coreani ripeteranno la stessa traiettoria di lancio oppure se decideranno che il vettore sorvoli nelle sue prime fasi di volo il giappone per poi passare al di sopra degli Stati Uniti d&#8217;America, dimostrando a Washignton di possedere un missile in grado di raggiungere ogni punto del territorio americano. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/lancio-missilistico-nordcoreano-il-giappone-dispiega-la-difesa-antimissile/">Lancio missilistico nordcoreano: il Giappone dispiega la Difesa Antimissile</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Giappone è tornato: il Pacifismo Proattivo di Abe Shinzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 08:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Estremo Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stesura di questo post deriva da un simposio che si è tenuto lo scorso 30 marzo presso la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana, alla quale hanno partecipato tra gli altri due nostri analisti. Il simposio dal titolo &#8220;Gli Scenari Geopolitici ed Economici nell&#8217;Area del Pacifico Occidentale&#8221;, organizzato dalla Fondazione Italia Giappone, ha visto [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-giappone-e-tornato-il-pacifismo-proattivo-di-abe-shinzo/">Il Giappone è tornato: il Pacifismo Proattivo di Abe Shinzo</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La stesura di questo post deriva da un simposio che si è tenuto lo scorso 30 marzo presso la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana, alla quale hanno partecipato tra gli altri due nostri analisti. Il simposio dal titolo <strong>&#8220;Gli Scenari Geopolitici ed Economici nell&#8217;Area del Pacifico Occidentale&#8221;</strong>, organizzato dalla Fondazione Italia Giappone, ha visto come protagonista il Prof. Matake Kamiya, del National Defense College di Tokyo, nonché studiosi della regione Pacifica Occidentale ed Asiatica Orientale. Questo post ne rappresenta una schematica relazione che offriamo ai nostri lettori.</em></p>
<p>Il Giappone è tornato, quel Giappone che dopo la sconfitta e l&#8217;umiliazione dell&#8217;occupazione subita al termine della seconda guerra mondiale, ora rivede la sua postura di pacifismo passivo e mette in pratica una nuova dottrina nazionale di difesa il &#8220;Pacifismo Proattivo&#8221;.<br />
La traduzione di tale termine, seppur apparentemente letterale, non è la più felice nella lingua italiana. Essa a nostro avviso andrebbe tradotta come &#8220;Difensivismo Proattivo&#8221;, una specie di traduzione moderna del romano &#8220;si vis pacem, para bellum&#8221;  (se vuoi la pace preparati per la guerra) una dottrina che prevede un ammodernamento ed un aumento numerico dei mezzi e degli uomini delle Forze di Autodifesa Giapponesi e la possibilità per il governo di Tokyo di stipulare patti di difesa collettiva con vari alleati a livello regionale e mondiale.<br />
La Cina è l&#8217;avversario principale del Giappone nella geopolitica odierna (non chiamiamo la Cina ancora nemico in quanto Pechino e Tokyo intrattengono fiorenti relazioni economiche e commerciali), la Cina che negli ultimi 6 anni ha mostrato un atteggiamento sempre più assertivo nei confronti dei suoi vicini asiatici (Vietnam, Filippine, Corea del Sud, Taiwan e naturalmente il Giappone) un atteggiamento che ha portato la Cina a confronti &#8220;fisici&#8221; nelle acque e nei cieli del Pacifico Occidentale con le forze armate dei paesi con cui ha in atto, a vario titolo, dispute territoriali.<br />
Il Governo di Tokyo è fermamente convinto che l&#8217;assertività cinese aumenterà nei prossimi anni, parallelamente all&#8217;aumento delle risorse economiche sulle quali potrà contare il governo di Pechino, la cui economia continua a crescere, nonostante la crisi mondiale e che nel 2020/2023 dovrebbe superare la stessa economia americana e diventare la prima economia del mondo.<br />
Diventare la prima economia del mondo non significherà automaticamente diventare la prima potenza bellica mondiale, gli Stati Uniti e lo stesso Giappone manterranno ancora per una ventina di anni la supremazia tecnologica in campo bellico, tuttavia il gap tecnologico militare della Cina si assottiglia anno dopo anno.<br />
Ma perché quindi il Giappone ha deciso di modificare la sua dottrina militare di pacifismo passivo? A nostro avviso, e analizzando la relazione del Prof. Kamiya, e grazie alla sua risposta ad una risposta ad una nostra specifica domanda, siamo giunti alla conclusione che il Giappone soffre dell&#8217;incoerenza americana nei rapporti dell&#8217;amministrazione Obama con &#8220;alleati&#8221; ed &#8220;avversari&#8221;. Come il prof. Kamiya ci ha sottolineato gli Stati Uniti di Obama nel 2009 hanno iniziato una politica di &#8220;accoglienza e apertura&#8221; nei confronti della Cina. Nel 2013, dopo i fatti delle Senkaku e delle illegali ritorsioni cinesi all&#8217;arresto da parte del Giappone del comandante di un peschereccio cinese nelle acque delle medesime isole, il quale aveva speronato una unità della guardia costiera di Tokyo, Obama ha attuato una politica di contenimento nei confronti della Cina.<br />
Tuttavia nel 2014, senza che i cinesi modificassero la loro postura aggressiva, e le loro richieste territoriali, l&#8217;America è passata nuovamente ad una politica di apertura ed accoglienza nei confronti della Cina. È proprio questa incoerenza degli Stati Uniti che potrebbe aver spinto il Giappone ad accelerare la propria strategia di &#8220;Pacifismo Proattivo&#8221; o come lo abbiamo tradotto noi &#8220;Difensivismo Proattivo&#8221;, una accelerazione che ormai pare essere divenuta inarrestabile, come inarrestabile sarà la crescita della potenza militare cinese nei prossimi dieci anni.<br />
Anche se il prossimo presidente americano dovesse tornare ad onorare i patti, sia scritti sia quelli non scritti, con gli storici alleati dell&#8217;America, il timore del ritorno al potere di un nuovo &#8220;Obama&#8221;, dopo quattro anni di supposta relativa stabilità che potrà offrire il prossimo presidente americano, fa si che il Giappone abbandoni definitivamente il propio pacifismo passivo e programmi tutti i passi necessari che gli consentiranno di confrontarsi, anche da solo, contro l&#8217;assertività, se non l&#8217;aggressività della Cina contemporanea e degli anni futuri.     </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-giappone-e-tornato-il-pacifismo-proattivo-di-abe-shinzo/">Il Giappone è tornato: il Pacifismo Proattivo di Abe Shinzo</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Senkaku la Cina valuta una soluzione stile Crimea?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2014 06:55:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tentazione a Pechino è fortissima. La Russia con un colpo di mano incruento ha preso nuovamente il controllo di una parte contesa, e strategicamente fondamentale, del proprio territorio nazionale: la Crimea. Il risultato è stato raggiunto senza sparare un colpo e senza che la comunità internazionale prendesse misure realmente punitive nei confronti della Federazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La tentazione a Pechino è fortissima. La Russia con un colpo di mano incruento ha preso nuovamente il controllo di una parte contesa, e strategicamente fondamentale, del proprio territorio nazionale: la Crimea. Il risultato è stato raggiunto senza sparare un colpo e senza che la comunità internazionale prendesse misure realmente punitive nei confronti della Federazione Russa.<br />
A Pechino, dopo il Blizt in Crimea, in molti e non solo nell&#8217;apparato militare del regime, si chiedono se non possa essere questa la strada migliore per risolvere la questione delle isole <strong>Senkaku/Diaoyu</strong>. Delle isole Senkaku/Diaoyu abbiamo diffusamente parlato in passato sul nostro sito e vi rimandiamo a <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/tag/senkaku/" title="Senkaku archivio" target="_blank">questa sezione per rileggere i post</a> dedicati a questo arcipelago.<br />
Ma quali sono le motivazioni che potrebbero spingere i cinesi ad occupare militarmente le isole contese?<br />
In prima istanza il fatto che le Senkaku/Diaoyu non sono oggi presidiate da alcun contingente Giapponese, fatto che renderebbe l&#8217;occupazione delle isole, o della maggiore delle isole l&#8217;unica in grado di poter permettere la creazione di una base operativa avanzata di forze militari, semplice ed incruenta.<br />
Il secondo fattore è politico e risiede nella estrema propensione del presidente americano Obama ad evitare il conflitto armato ad ogni costo, anche quando gli interessi strategici dei paesi alleati risultano minacciati.<br />
La terza motivazione è diplomatica poiché presso il consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite qualsiasi risoluzione atta a condannare l&#8217;azione cinese, e promuovere una eventuale azione internazionale, sarebbe bloccata dal veto cinese con la simmetrica astensione della Federazione Russa.<br />
Un&#8217;altra motivazione è prettamente geopolitica. Se il Giappone potesse controllare, anche militarmente le isole Senkaku/Diaoyu, la Cina si vedrebbe chiuso il libero accesso all&#8217;Oceano Pacifico dal Mar Cinese Orientale. Le Senkaku, considerate congiuntamente con le isole di Miyakojima, Ishigaki e Okinawa, potrebbero creare un filtro, in caso di conflitto, atto a limitare il transito delle unità cinesi che volessero operata ad est dell&#8217;arcipelago giapponese.<br />
Come avete letto la Cina ha più di una buona motivazione per tentare un Blitz in stile Crimea alle Senkaku, e tale Blitz ha secondo il nostro gruppo buone possibilità di riuscita.<br />
Dinnanzi al fatto compiuto difficilmente il Giappone potrebbe opporsi in maniera efficace alla superpotenza cinese e gli Stati Uniti mostrano un pattern comportamentale che abbiamo già visto in numerosi occasioni, dall&#8217;estremo oriente (pensate all&#8217;affondamento della corvetta Cheonan della Marina sud Coreana ad opera della Corea del Nord) all&#8217;Europa (l&#8217;Esempio della Crimea è paradigmatico), al Medio Oriente (Pensate alla questione delle armi chimiche siriane e della &#8220;Red Line&#8221; di Obama), all&#8217;Africa (pensata all&#8217;assalto al consolato Usa di Bengasi durato ore e che è costato la vita all&#8217;Ambasciatore americano).<br />
L&#8217;ideologia pacifista ad oltranza, la guerra combattuta stando nascosti tra gli arbusti delle retrovie, le operazioni condotte sempre e solo con Droni comandati a distanza, e la totale carenza di conoscenza storica e strategica dei vertici americani sta trasformando il pianeta in un luogo sempre più insicuro, dove nazioni esterne alle alleanza che vedono come capofila gli Usa, hanno compreso che con la forza possono ottenere sul campo ciò che con la diplomazia non otterrebbero mai nei consessi internazionali.<br />
Il mondo si è accorto di questo aspetto negativo della politica estera americana e, prima che scada il mandato di questo presidente, chi potrà cercherà di approfittarne, per primi i cinesi.</p>
<p><em>Addendum</em></p>
<p>Questo post è stato scritto lo scorso 6 aprile viene pubblicato oggi in quanto la Crimea e l&#8217;Ucraina hanno monopolizzato le nostre pagine. Ieri il presidente Obama, in visita in Giappone, ha rassicurato l&#8217;alleato nipponico riguardo l&#8217;appoggio americano in caso di conflitto con la Cina per le Semkaku. Nonostante ciò riteniamo quanto scritto nel nostro post perfettamente valido e attuale. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/senkaku-la-cina-valuta-una-soluzione-stile-crimea/">Senkaku la Cina valuta una soluzione stile Crimea?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Giappone la tentazione di costruire la bomba</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 07:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Estremo Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giappone è l&#8217;unica nazione al mondo ad aver subito un attacco con armi nucleari, l&#8217;unico stato che ha vissuto direttamente il dramma derivante dall&#8217;utilizzo di armi di distruzione di massa basate sull&#8217;atomo contro centri urbani. Anche per questo motivo il Giappone è stato da sempre uno dei maggiori sponsor delle politiche della non proliferazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giappone è l&#8217;unica nazione al mondo ad aver subito un attacco con armi nucleari, l&#8217;unico stato che ha vissuto direttamente il dramma derivante dall&#8217;utilizzo di armi di distruzione di massa basate sull&#8217;atomo contro centri urbani. Anche per questo motivo il Giappone è stato da sempre uno dei maggiori sponsor delle politiche della non proliferazione nucleare militare, nonostante sia stato e sia ancora oggi uno degli Stati con il maggior numero di reattori nucleari civili.<br />
Il Giappone ha inoltre adottato, su precisa richiesta degli Stati Uniti, una costituzione anti militarista, non la chiameremmo pacifista, che limita fortemente l&#8217;industria bellica, lo sviluppo e anche l&#8217;utilizzo delle forze armate, una costituzione che impedisce anche il commercio estero dei gran parte delle armi prodotte in Giappone.<br />
Il Giappone di oggi vive però una condizione strategica in rapida evoluzione, una condizione che vede la nascita della Cina come potenza nucleare, economica, e geopolitica globale. Una Cina che tenta di imporre la propria egemonia su tutta l&#8217;area orientale, espandendo le proprie pretese territoriali a tutte le isole, e relative acque limitrofe, del mar della Cina, sia orientale che meridionale.<br />
Nello stesso conetto il Giappone osserva la Corea del Nord diventare una nazione armata di armi nucleari sempre più sofisticate, basate sia sul plutonio che sull&#8217;uranio, armi che presto saranno operative e potenzialmente utilizzabili come testate dei missili balsitici a raggio intermedio nelle disponibilità del regime di Pyongyang.<br />
Il Giappone, un Giappone segnato da una crisi economica e da un disastro naturale di proporzioni immani come lo Tzunami che ha cancellato centinaia di chilometri quadrati di territorio, vede inoltre gli Stati Uniti tentennare, e spesso non agire, in difesa dei propri alleati minacciati da nemico aggressivi. I casi degli attacchi della Corea del Nord alle forze navali sud coreane o alle isole sulla costa ovest della Corea sono paradigmatici. Casi nei quali i Nord coreani hanno affondato una nave da guerra della Corea del Sud, e dove l&#8217;artiglieria coreana ha bombardato un&#8217;isola nel possesso di Seoul. In entrambi questi sconti gli Stati Uniti non sono intervenuti se non per limitare la risposta della Corea del Sud.<br />
Dinnanzi a questi esempi il Giappone potrebbe mettere in dubbio l&#8217;efficacia dell&#8217;ombrello atomico dell&#8217;alleato americano, ombrello che dovrebbe garantire la capacità di deterrenza nei confronti di Cina e Corea del Nord, nel malaugurato caso queste nazioni dovessero prendere in considerazione una guerra contro Tokio.<br />
Ma l&#8217;America, questa America, è inaffidabile davanti alle prove di forza si ritira e lascia gli alleati alle prese con problemi a volte più grandi di loro.<br />
Per questi motivi il governo di Tokio, segretamente e senza pubblicità alcuna, potrebbe valutare di allestire tutti i materiali necessari ad assemblare un,arma atomica nel giro di pochi giorni. Il Giappone di spone di tutta la tecnologia necessaria, della metallurgia dell&#8217;elettronica e soprattutto del plutonio.<br />
Il Giappone non fabbricherà mai in tempo di pace un&#8217;arma atomica ma potrebbe essere tentato, vista a situazione geopolitica e strategica mondiale, e diventare in paese sulla soglia di trasformarsi in uno stato armato di armi nucleari.<br />
Questa è la conseguenza della postura americana contro gli avversari, in estremo oriente così come in Europa, in America Latina così come in Medio Oriente.<br />
La volontà americana di isolarsi, la volontà di Obama di disarmare gli Stati Uniti sta generando il più grave di rischio di proliferazione nucleare a livello mondiale dagli anni 50 dello scorso secolo.<br />
Iran, Arabia Saudita, Egitto, Turchia, Corea del Nord, Giappone, tutti stato che posseggono un piano più o meno concreto di dotarsi di armi nucleari.<br />
La politica americana degli ultimi cinque anni non sta generando la pace, solamente una situazione di non guerra dove la sicurezza del mondo risulta in constante declino. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/giappone-la-tentazione-di-costruire-la-bomba/">Giappone la tentazione di costruire la bomba</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>ADIZ nel mar della Cina: gli Usa autorizzarono Pechino?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2013 07:01:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ADIZ CIna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ADIZ (Air Defense Identification Zone) la Zona di Identificazione della Difesa Aerea istituita dalle autorità di Pechino nel Mar Cinese Meridionale, potrebbe essere stata tacitamente avvallata anche dagli Stati Uniti d&#8217;America. Un alto ufficiale cinese, Yang Jiechi, ha affermato che la grande maggioranza della comunità internazionale è al fianco della Cina nell&#8217;istituzione dell&#8217;ADIZ. Il pensiero [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/adiz-nel-mar-della-cina-gli-usa-autorizzarono-pechino/">ADIZ nel mar della Cina: gli Usa autorizzarono Pechino?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ADIZ (Air Defense Identification Zone) la Zona di Identificazione della Difesa Aerea istituita dalle autorità di Pechino nel Mar Cinese Meridionale, potrebbe essere stata tacitamente avvallata anche dagli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
Un alto ufficiale cinese, Yang Jiechi, ha affermato che la grande maggioranza della comunità internazionale è al fianco della Cina nell&#8217;istituzione dell&#8217;ADIZ. Il pensiero corre immediatamente agli Stati Uniti d&#8217;America ed al fatto che l&#8217;istituzione dell&#8217;ADIZ nel mar Cinese Orientale non ha fatto registrare reazioni particolarmente irritate da parte di Washington, inoltre i cinesi hanno affermato che i sorvoli degli aerei americani verranno tollerati senza particolari problemi. A questi fatti va aggiunta la puntualizzazione del pentagono arrivata poco dopo il sorvolo di due B-52 sull&#8217;area della ADIZ cinese. Il Dipartimento della Difesa americano aveva emesso un comunicato per affermare che il volo dei B-52 era un volo di routine e che i due mezzi aerei erano disarmati. Perché la necessità di questa precisazione? Perché il pentagono ha dovuto affermare che i propri velivoli erano disarmati? E se fossero stati armati, sarebbe cambiato qualcosa?<br />
Il giorno dopo l&#8217;ente che regola il settore civile dell&#8217;aviazione americana la FAA (Federal Aviation Administration) ha istruito i vettori aerei civili americani ad obbedire alle regole imposte dai cinesi sul mar Cinese Orientale.<br />
<a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/12/Cina-J-10.png" class="thickbox no_icon" title="Cina J-10"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/12/Cina-J-10-300x142.png" alt="Cina J-10" width="300" height="142" class="alignleft size-medium wp-image-13135" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/12/Cina-J-10-300x142.png 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/12/Cina-J-10-1024x487.png 1024w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/12/Cina-J-10.png 1195w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Anche la stampa cinese, e parliamo di quelle testate che storicamente sono vicine al regime comunista di Pechino, hanno pubblicato editoriali nei quali si sottolinea che non verranno intraprese azioni militari nei confronti degli aeromobili americani, australiani o sud coreani, che dovessero entrare nell&#8217;ADIZ sul mar Cinese Meridionale senza aderire alle regole imposte da Pechino. Va da se invece che se gli stessi comportamenti fossero tenuti dai giapponesi le forze di difesa aerea cinese farebbero alzare in volo i caccia intercettori.<br />
Tutti questi elementi assumono, anche alla luce delle parole di Yang Jiechi, caratteristiche del tutto peculiari.<br />
Tra le pieghe del linguaggio diplomatico e valutando attentamente i comportamenti reali sia della Cina sia degli Stati Uniti d&#8217;America emerge il fatto che, con grande probabilità, l&#8217;amministrazione americana ha quantomeno accettato, per non dire autorizzato, la creazione dell&#8217;Area di Identificazione della Difesa Aerea cinese nella zona delle Isole Senkaku.<br />
Ancora una volta, seguendo ormai un comportamento stereotipato, ripetitivo, quasi ossessivo, gli Stati Uniti di Obama non  si mettono al fianco degli alleati storici ma scelgono  di accettare le imposizioni degli avversari. E scelgono di accettare le imposizioni degli avversari anche quando questi atti danneggiano, non solo gli interessi nazionali degli alleati, ma anche quando questi comportamenti mettono in pericolo la sicurezza nazionale degli amici, come nel caso del Giappone.<br />
Il Giappone è solo, forse tradito dall&#8217;alleato americano come dopo la fine della prima guerra mondiale, e da solo dovrà organizzare la difesa del proprio territorio e dei propri interessi nazionali, senza più contare ciecamente sulla copertura offerta dagli Stati Uniti d&#8217;America.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/adiz-nel-mar-della-cina-gli-usa-autorizzarono-pechino/">ADIZ nel mar della Cina: gli Usa autorizzarono Pechino?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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