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	<title>Grecia | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Aug 2020 15:52:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I Neo-Ottomani preparano l’attacco all’Occidente.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 13:52:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per loro, per gli ideologi del neo-ottomanesimo intrisi di retorica nazionalista, mistica, religiosa noi, noi Occidente, siamo semplicemente il nemico. Noi, noi Europa, noi cristiani, noi ebrei siamo per loro semplicemente un terreno di conquista.  Che questo semplice concetto rappresenti integralmente la visione neo-ottomana è dimostrato direttamente dalle dichiarazioni che arrivano da Ankara, da Istanbul, dagli estremisti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per loro, per gli ideologi del neo-ottomanesimo intrisi di retorica nazionalista, mistica, religiosa noi, noi Occidente, siamo semplicemente il nemico. Noi, noi Europa, noi cristiani, noi ebrei siamo per loro semplicemente un terreno di conquista.  Che questo semplice concetto rappresenti integralmente la visione neo-ottomana è dimostrato direttamente dalle dichiarazioni che arrivano da Ankara, da Istanbul, dagli estremisti che oggi prendono sempre più piede in Libia, da un’ampia fetta della popolazione rurale che abita la Turchia. Che questo semplice concetto sia aderente alla realtà lo si nota dalla sempre maggiore aggressività, sia verbale sia militare, messe in campo dal paese che oggi incarna lo spirito neo-ottomano che sta sorgendo nel Mediterraneo orientale e non solo. Al momento però la Turchia non possiede una struttura militare capace di sostenere questo progetto imperiale nel breve periodo; per diventare una potenza imperiale oggi la Turchia deve assolutamente diventare egemone nella gestione di alcuni beni primari e indispensabili al sostentamento stesso di quei nemici che abbiamo elencato in apertura di questa analisi. <br />Uno dei beni indispensabili all’Europa é il gas naturale, gas naturale di cui il Mediterraneo orientale è ricco: giacimenti di grandissima rilevanza sono presenti nelle acque cipriote, nelle acque israeliane, nelle acque libanesi ed egiziane. Le compagnie petrolifere di tutto il mondo sono accorse in quest’area geografica per sviluppare progetti di scoperta e poi estrazione funzionali ai bisogni dell’intero continente europeo e dei paesi rivieraschi e poveri (fino ad ora) di materie energetiche. Ma il Mediterraneo non è solamente il luogo dove trovare il gas naturale, il Mediterraneo è anche e soprattutto il luogo dove far transitare i gasdotti che possono portare ingentissime quantità di metano verso l’Europa, metano che non necessariamente deve provenire dai giacimenti ivi presenti. Il Mediterraneo infatti può ospitare sul suo fondo gasdotti che provengono dal Caucaso, dalla Persia, dal paesi del Golfo. Ed è su questo aspetto geografico e geopolitico che la Turchia di Erdogan pensa di costruire quella sua vita economica e quella indispensabilità strategica che potrebbe portare Ankara (o forse Istanbul) a diventare veramente la capitale di un nuovo impero. È funzionale a questo tentativo l’accordo ottenuto da Erdogan con il governo libico di Tripoli, accordo secondo il quale la Turchia e Libia condividerebbero il confine di una zona economica esclusiva marittima in grado di tagliare letteralmente in due il Mediterraneo. Chiunque volesse posare un gasdotto che attraversasse in Mediterraneo dovrebbe fare i conti con la volontà turca e quindi anche con le condizioni turche. Tuttavia questa arbitraria decisione di identificare un confine marittimo comune tra Turchia e Libia si scontra con la presenza, fisica e reale, della Grecia e di tutte le isole che appartengono ad Atene nel mar Egeo. La costellazione di isole greche nell’Egeo, e l’imponente presenza dell’isola di Creta, rendono la delimitazione di una zona economica esclusiva tra Turchia e Libia semplicemente un’utopia. <br />In risposta alla dichiarazione libico-turca riguardante la zona economica esclusiva, Atene e il Cairo hanno siglato poche ore fa un accordo analogo istituendo e delimitando un’altra zona economica esclusiva che relega la Turchia a uno Stato litoraneo, senza possibili pretese di controllo integrale del Mediterraneo orientale.</p>
<p>L’accordo tra Grecia ed Egitto ha alterato un labile equilibrio raggiunto grazie alla mediazione tedesca alcune settimane fa. In quei giorni infatti la Turchia si apprestava a iniziare  l’esplorazione petrolifera all’interno di aree  rivendicate, anzi possedute, dalla Repubblica ellenica, ci riferiamo in particolare a tratti di mare presenti nella competenza meridionale delle isole greche di Rodi, Karpatos e Kastellorizo. Poco più a nord di tali aree sono previste dal giorno 10 agosto esercitazioni militari turche, che però saranno svolte all’interno delle acque territoriali di Ankara. Il fatto che in quest’area vi sia, o non vi sia, presenza di idrocarburi è del tutto irrilevante, la Turchia con questa azione punta a  dimostrare che le isole greche non posseggono una loro zona economica esclusiva.</p>
<p>La strategia di Erdogan potrebbe mimare quanto già accaduto nella zona economica esclusiva di Cipro, quando unità militare turche hanno impedito con la forza le attività di ricerca di una nave italiana, la SAIPEM 2000, inviata nell’area di sua competenza dopo che era stata vinta da parte italiana una concessione di esplorazione emessa dalle autorità cipriote. Allo stesso modo, nei prossimi giorni, Erdogan potrebbe mandare una nave per esplorazioni marittime all’interno della zona economica esclusiva greca, facendo scortare tale unità dalla sua marina militare. Questo atteggiamento Turco è figlio della debolezza italiana che alcuni mesi fa ha concesso ai turchi di prevalere con la forza contro il diritto internazionale.</p>
<p>Siamo assolutamente certi che al contrario dell’Italia la Grecia non permetterà che la violenza prevarichi il diritto e l’indipendenza della Repubblica ellenica. In un tale scenario, e qui dedicheremo un articolo specifico ad un’ipotesi di conflitto nell’area Rodi-Karpatos-Kastellorizo, l’unità dell’Occidente contro i progetti neo-ottomani e contro l’imperialismo Turco sarà fondamentale, non tanto per vincere una guerra, quanto per evitarla.</p>
<p>Nel caso in cui la Grecia sia lasciata da sola a confrontarsi contro i turchi la tentazione per Ankara di usare ancora una volta la forza del Mediterraneo potrebbe essere un richiamo troppo forte da vincere, scatenando così un conflitto armato tra due Stati che da sempre combattono l’uno contro l’altro contendendosi i medesimi territori. Se al contrario l’Europa tutta, l’Occidente tutto, la Nato nel suo complesso, prendesse posizione a difesa della legge e del diritto internazionale e conseguentemente a difesa della Grecia, non assisteremo a nessuna guerra in quanto Erdogan sa benissimo di non potersi confrontare contro un simile schieramento. <br />Nel nostro intimo attendiamo invece che, come spesso accaduto, alcuni paesi, per prima l’Italia, non prendano posizione a difesa del diritto internazionale e della legge. Spesso Roma tende a schierarsi dalla parte di colui che sembra il più forte e più determinato, già troppe volte abbiamo visto il nostro Paese appiattirsi sulle posizioni turche, cedere alle pressioni di Ankara, non difendere i propri interessi nazionali per il timore di dover ricorrere, anche in maniera molto limitata, allo strumento militare. <br />Nel malaugurato caso di conflitto tra Ankara ed Atene, la Grecia chiederà aiuto all&#8217;Occidente, alla NATO, a noi tutti; speriamo che questa volta, almeno questa volta, i governanti dell’Europa non si girino dall’altra parte, facendo finta che nulla stia accadendo alle porte della nostra Europa, dove un nuovo impero cerca di emergere a discapito nostro, mettendo in discussione ogni aspetto della nostra cultura e della nostra società. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/neo-ottomani-attacco-occidente/">I Neo-Ottomani preparano l’attacco all’Occidente.</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Allemagne et Grèce deux poids deux mesures</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francais]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 21:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il manque quelques heures au referendum grec, on fera donc une dernière réflexion, á notre avis déterminante et plutôt importante. L’Union Européenne n&#8217;est plus qu&#8217;un vague souvenir décadent . L&#8217;idée de solidarité non seulement est disparue mais est activement combattue. Par qui direz vous? Par l&#8217;Europe du Nord principalement.&#160; Devant les souffrances d&#8217;un peuple entier [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: 24px;">Il manque quelques heures au referendum grec, on fera donc une dernière réflexion, á notre avis déterminante et plutôt importante.</span><br />
L’Union Européenne n&#8217;est plus qu&#8217;un vague souvenir décadent . L&#8217;idée de solidarité non seulement  est disparue mais est activement combattue. Par qui direz vous? Par l&#8217;Europe du Nord principalement.&nbsp;</p>
<p>Devant les souffrances d&#8217;un peuple entier (et la discussion sur qui est, plus ou moins coupable de cette situation, n&#8217;est pas au centre de nos actuels intérêts ) on veux donner nom et prénom aux choses.</p>
<p>Un pays en particulier, au sein de l&#8217;Europe s&#8217;est mis à la guide de tous les autres, grâce peut être á une apparente supériorité technique et morale.</p>
<p>On parle de l&#8217;Allemagne bien évidemment, non dans la personne du chancelier Merkel, qui au contraire á mis en évidence sa volonté de contrôler certaines revendications internes au pays.</p>
<p>On parle d&#8217;une idée répandue au sein même de l&#8217;électorat selon laquelle les peuples du Nord, et en particulier le peuple allemand, paient les dettes des peuples du sud, en particulier de la Grèce.</p>
<p>Et bien il faut le dire de façon claire et nette, de façon d&#8217;abattre pour toujours cette idée si répandue.</p>
<p>L&#8217;Allemagne oublie ses propres dettes, jamais payées.</p>
<p>L&#8217;Allemagne oublie le coût de son unification qui a été étalée sur l&#8217;Europe entière.</p>
<p>Et les infractions pour excès de déficit/ PIL jamais notifiées (entre autres grâce à la médiation italienne)?&nbsp;</p>
<p>Qui dans cette situation peut nous donner des leçons?</p>
<p>La liberté de pensée reste un point ferme. Nous ne pouvons néanmoins reconnaître, en regardant, au panorama européen, aucune autorité qui puisse le faire.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/francese/allemagne-et-grece-deux-poids-deux-mesures/">Allemagne et Grèce deux poids deux mesures</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Grecia Germania due pesi due misure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 18:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A poche ore ormai dal referendum greco, vogliamo fare una ultima riflessione. Secondo noi piuttosto decisiva ed importante. L&#8217;Unione europea è solo un ricordo un po&#8217; decadente. L&#8217;idea di solidarietà non solo è scomparsa del tutto, ma addirittura è avversata. Da chi? Dall&#8217;Europa del nord principalmente. Di fronte alle sofferenze di un popolo intero (e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A poche ore ormai dal referendum greco, vogliamo fare una ultima riflessione. Secondo noi piuttosto decisiva ed importante. L&#8217;Unione europea è solo un ricordo un po&#8217; decadente. L&#8217;idea di solidarietà non solo è scomparsa del tutto, ma addirittura è avversata. Da chi? Dall&#8217;Europa del nord principalmente. Di fronte alle sofferenze di un popolo intero (e in questo momento non ci interessa la diatriba di chi sia più colpevole) vogliamo dare nome e cognome alle cose. C&#8217;è un paese in Europa che si è posto alla guida di tutti gli altri, per una apparente superiorità tecnica e morale. Stiamo parlando della Germania. Attenzione, non della Merkel, che anzi ha dimostrato di voler contenere certe istanze egoistiche interne al paese. Parliamo proprio di una idea diffusa tra l&#8217;elettorato (quasi una vulgata) secondo cui i popoli del nord e nella fattispecie il popolo tedesco stiano pagando i debiti dei popoli del sud, Grecia nella fattispecie. Ebbene diciamolo. Questa vulgata va abbattuta. La Germania dimentica i propri debiti non pagati. La Germania dimentica il costo dell&#8217;unificazione, riversato sull&#8217;intera Europa. E le mancate infrazioni per eccesso di deficit / PIL (peraltro ignorate anche grazie alla mediazione italiana)? Ebbene, pensatela come volete. Noi però maestri da cui apprendere lezioni, proprio non ne vediamo.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/grecia-germania-due-pesi-due-misure/">Grecia Germania due pesi due misure</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Tspiras ha deciso il 5 luglio referendum sull&#8217;Euro </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 08:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terrà il giorno 5 luglio il referendum greco che chiederà al popolo ellenico di decidere se rimanere all&#8217;interno della moneta unica europea oppure scegliere di tornare alla dracma.Appare quindi scontato il fatto che il giorno 30 giugno prossimo la Grecia non restituirà al Fondo Monetario Internazionale il prestito da 1,6 miliardi di Euro in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà il giorno 5 luglio il referendum greco che chiederà al popolo ellenico di decidere se rimanere all&#8217;interno della moneta unica europea oppure scegliere di tornare alla dracma.Appare quindi scontato il fatto che il giorno 30 giugno prossimo la Grecia non restituirà al Fondo Monetario Internazionale il prestito da 1,6 miliardi di Euro in scadenza. Riteniamo possibile che, nel caso in cui la Banca Centrale Europea non dovesse concedere altra liquidità di emergenza alle banche elleniche, il governo di Tsipras sarà costretto ad istituire il controllo dei capitali, limitando il ritiro di contanti presso gli sportelli bancari e limitare le quantità di denaro che possono essere trasferite all&#8217;estero.&nbsp;</p>
<p>In questi mesi il governo greco non ha istituito il controllo dei capitali e ha permesso al popolo greco di ritirare liberamente fondi dai conti correnti, sfruttando la liquidità di emergenza della Banca Centrale Europea. In questo modo i greci hanno ritirato oltre 86 miliardi di euro. Questo fatto fa si che ora la popolazione greca possa avere la disponibilità di diversi miliardi di euro in contante che potranno essere utili nei primi mesi di presenza delle Dracma.&nbsp;</p>
<p>Una cosa è certa, tenere un referendum simile nel pieno della stagione estiva potrebbe danneggiare in maniera concreta l&#8217;industria turistica greca che in questa fase è l&#8217;unica risorsa certa del paese. Secondariamente il governo Tsipras ha avuto come mandato quello di abbattere l&#8217;austerità, un referendum potrebbe apparire non indispensabile. Ma la Grecia è la culla della Democrazia e nel massimo pericolo ricorrere al referendum nel passato ha spesso fatto prendere ai greci le giuste decisioni. Speriamo sia così anche questa volta. &nbsp; &nbsp;&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/tspiras-ha-deciso-il-5-luglio-referendum-sulleuro/">Tspiras ha deciso il 5 luglio referendum sull’Euro </a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il default della Grecia preludio al crollo della Nato?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 07:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pensate che questo titolo sia provocatorio? No, non è così, questo titolo non è provocatorio ma è una possibile conseguenza diretta dell&#8217;eventuale default della Grecia. Pensate che questo titolo derivi da pregiudiziali ideologiche nei confronti dell&#8217;Alleanza Atlantica. Non è nemmeno così: chi vi scrive apprezza il ruolo insostituibile che questa struttura politico militare ha avuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pensate che questo titolo sia provocatorio? No, non è così, questo titolo non è provocatorio ma è una possibile conseguenza diretta dell&#8217;eventuale default della Grecia. Pensate che questo titolo derivi da pregiudiziali ideologiche nei confronti dell&#8217;Alleanza Atlantica. Non è nemmeno così: chi vi scrive apprezza il ruolo insostituibile che questa struttura politico militare ha avuto nella difesa della libertà e della democrazia nella storia dell&#8217;Europa. Vi chiedete perché il default greco possa ingenerare il crollo della NATO (per come la conosciamo oggi)? Le parole chiave da evidenziare sono due: solidarietà e fiducia.<br />
Sono solidarietà e fiducia il pilastro fondante dell&#8217;Alleanza Atlantica, così come di ogni altra alleanza militare e politica. Sono la solidarietà nel momento del bisogno, prescindendo dagli errori dell&#8217;alleato nel passato, e la fiducia nell&#8217;intervento di tutto il gruppo di difesa, che rende forte un&#8217;alleanza miliare.<br />
La Grecia non è solo un paese che fa parte della NATO, ma è un paese che fa parte dell&#8217;Unione Europea e della Moneta Unica. Oggi la Grecia è in forte difficoltà per le note problematiche economiche. Oggi alla Grecia servirebbe, da parte degli alleati, solidarietà indiscussa e la Grecia dovrebbe avere altrettanta indiscussa fiducia negli alleati.<br />
Ma oggi non è così. La Grecia non ha alcuna fiducia nei suoi quasi ex alleati, che il governo e il popolo greco accusano di voler spogliare la Grecia della propria sovranità, e delle residue ricchezze nazionali, con politiche di privatizzazioni dei settori strategici e cessione di aree di territorio cruciali per lo sviluppo del paese, come porti e aeroporti. E gli alleati della Grecia non mostrano alcuna solidarietà per il popolo greco, al quale vogliono far pagare ogni debito fino all&#8217;ultimo centesimo, rinfacciando errori del passato, e questa non è certo solidarietà.<br />
La Grecia quindi, dopo il default e l&#8217;uscita dall&#8217;Euro, potrebbe spostare il suo baricentro geopolitico verso la Russia, nell&#8217;estremo tentativo di non cedere le proprie residue risorse all&#8217;Europa.<br />
Questa catena di eventi potrebbe essere devastate per l&#8217;Alleanza Atlantica, per diversi fattori. In primo luogo perché per la prima volta l&#8217;Alleanza Occidentale (non parliamo della Nato ma dell&#8217;unione politica di Europa e America) si trova dinnanzi ad un momento nel quale un gruppo di paesi deve rinunciare a qualcosa di proprio per aiutare un alleato in difficoltà e, in caso di default di Atene, fallirà nella sua missione di sostegno ed aiuto reciproco.<br />
Questo precedente potrebbe ripetersi? Secondo il nostro punto di vista sì, ad esempio nel caso di incidenti nell&#8217;area del Baltico. Perché un paese come la Germania, che ha rifiutato di concedere pochi miliardi di Euro alla Grecia, dovrebbe domani esporsi con costi e rischi ben maggiori per difendere i territori baltici, non certo il centro focale di interesse per Berlino?<br />
Il secondo fattore è invece più &#8220;tecnico&#8221;. La NATO è suddivisa in diversi comandi. Quello che interessa la Grecia è il comando sud. Il Comando Sud ha competenza su reparti di Italia, Grecia, Turchia e della Gran Bretagna a Gibilterra. Ora cerchiamo di osservare la situazione del Comando Sud.<br />
La Turchia si trova ai margini delle operazioni NATO, e negli ultimi anni non ha mai preso parte attivamente nelle azioni dell&#8217;Alleanza. La Turchia percorre una strada parallela alla NATO, tuttavia senza mai far coincidere la proprie decisioni con quelle dell&#8217;Alleanza, in Libia ad esempio, la Turchia non ha agito organicamente alla NATO ma ha consegnato &#8220;aiuti&#8221; alle fazioni a lei vicine, nella guerra in Siria e nelle azioni contro ISIS non ha concesso l&#8217;uso delle basi aeree per Raid contro gli islamisti, e da circa un anno valuta acquisizioni di sistemi di difesa della Cina invece che da alleati NATO. La Turchia è formalmente nella NATO ma agisce primariamente per il proprio interesse nazionale.<br />
Il secondo paese del Comando Sud è la Grecia e in caso di default, come già scritto, potrebbe avvicinarsi alla Russia.<br />
Il terzo paese è l&#8217;Italia, forte alleato della NATO, ma la NATO oggi non ascolta le richieste italiane, la NATO ha agito in Libia nel 2011 contro l&#8217;interesse dell&#8217;Italia e ora preserva nel non appoggiare le richieste italiane di intervento, seppur troppo limitato a nostro avviso, per contrastare i trafficanti di uomini che operano indisturbati in nord Africa espandendo la potenza delle organizzazioni estremiste e terroriste. La stessa NATO non agisce nelle opportune sedi internazionali per richiedere il giusto processo per i nostri Marò, nelle mani degli indiani. Anche in Italia quindi cresce l&#8217;antipatia dell&#8217;opinione pubblica nei confronti delle attuali politiche della NATO, una NATO irriconoscibile rispetto all&#8217;Alleanza che difese la nostra Libertà negli anni della Guerra Fredda.<br />
Oggi il Comando Sud NATO si mantiene attivo per la presenza della Grecia, senza Grecia e con la situazione poco prima enunciata in Turchia e Italia, il Comando Sud potrebbe essere presto, in caso di avvicinamento della Grecia alla Russia, una scatola vuota.<br />
Ecco perché secondo noi gli effetti del possibile default greco riverbererebbero fino a scuotere dalle fondamenta la stessa NATO, ed è per questo che la questione Grecia va osservata con la massima attenzione e senza limitarsi ai soli effetti economici immediati.<br />
L&#8217;assenza della solidarietà degli alleati della Grecia (che sono in gran parte i medesimi componenti della NATO), e la completa sfiducia del popolo greco nei suoi teorici alleati, fatto che oggi osserviamo nella realtà, potrebbe essere il copione che osserveremo domani nel caso in cui un paese periferico della NATO chieda aiuto all&#8217;alleanza in caso di minaccia reale (come oggi fa l&#8217;Italia per la questione libica).<br />
Il default greco potrebbe essere la fine della fiducia tra gli occidentali e la fine dell&#8217;Alleanza Atlantica per come la conosciamo oggi, una Alleanza che potrebbe divenire un&#8217;unione Tra Usa, Gran Bretagna e i paesi dell&#8217;ex Patto di Varsavia, nelle prossime settimane parleremo anche di questo.</p>
<p><i>Addendum</i></p>
<p><i>Dimenticavamo una cosa : &#8220;Chiudere le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato&#8221; questo si trova scritto nel programma elettorale della lista di Syriza.</i></p>
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                    photo by:</p>
<p>                        <a  href="http://flickr.com/39442289@N00/2810911117" target="_blank" class="pdrp_link pdrp_attributionLink"><br />
                        </a>
                    </div><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-default-della-grecia-preludio-al-crollo-della-nato/">Il default della Grecia preludio al crollo della Nato?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Grecia Russia un accordo possibile: materie prime in cambio di….un porto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 07:07:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Grecia è sull&#8217;orlo del Default, il governo greco sembra aver già preso la sua decisione e aver scelto di non piegarsi alle richieste della Troika (FMI, BCE, EU), Troika sparita formalmente dai negoziati tra la Grecia e i sui creditori ma che invece continua a dettare le regole della trattativa greca. Ma come può [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Grecia è sull&#8217;orlo del Default, il governo greco sembra aver già preso la sua decisione e aver scelto di non piegarsi alle richieste della Troika (FMI, BCE, EU), Troika sparita formalmente dai negoziati tra la Grecia e i sui creditori ma che invece continua a dettare le regole della trattativa greca.<br />
Ma come può la Grecia uscire dell&#8217;Unione Europea e forse dall&#8217;Euro senza rischiare una inflazione a doppia cifra e un aumento vertiginoso delle materie prime (energetiche ed alimentari) che la Grecia non possiede?<br />
Una risposta può esserci ma è una risposta non convenzionale e che esce dai normali schemi comportamentali del blocco europeo e del blocco NATO. Questa risposta non convenzionali si chiama Russia.<br />
Riteniamo possible che Putin sia disposto ad aiutare la Grecia, ma non nei termini che molti possono immaginare. Secondo la nostra ipotesi la Russia, se mai dovesse aiutare la Grecia, non la aiuterà con aiuti economici diretti ma in maniera &#8220;non monetaria&#8221;. Riteniamo possibile che la Russia fornisca alla Grecia in Default energia a costo politico, con pagamenti dilazionati in decine di anni. Ma alla Grecia non basta energia, alla Grecia servono materie prime per la residuale industria nazionale, che Tsipras sembra voler rilanciare, e serve cibo. La Russia potrebbe quindi fornire sia energia, sia materie prime per l&#8217;industria sia grano e derrate alimentari di base. La qualità di vita del popolo greco sicuramente degraderà ma con questo supporto la nazione potrà forse, e ribadiamo forse, ripartire.<br />
Non crediate però che la Russia agisca, impiegando risorse vitali per la propria economia, senza poter ottenere una contropartita. E qual&#8217;è la contropartita che Mosca potrebbe chiedere ad Atene? A nostro avviso l&#8217;unica contropartita che interessa la Russia potrebbe essere l&#8217;accesso ad un porto posto nel mediterraneo, un porto vicino al Mar Nero e difficilmente accessibile dal mediterraneo orientale. Secondo noi la Russia potrebbe quindi barattare gli aiuti energetici e alimentari alla Grecia con l&#8217;utilizzo del porto di Salonicco.<br />
Se il governo Greco accettasse una tale proposta la Russia potrebbe disimpegnarsi dal pantano siriano, dove le truppe di Al Assad indietreggiano di settimana in settimana e dove presto la base navale di Tartus, l&#8217;ultima base russa in Mediterraneo, sarà sotto la minaccia diretta degli islamisti siriani.<br />
Un porto nel mediteranno è di vitale importanza per la strategia russa, senza una base navale nel mediterraneo, in caso di conflitto, la marina di Mosca è potenzialmente tagliata fuori da tutto il mediterraneo. Essendo gli Stretti del Bosforo, dei Dardanelli e di Gibilterra sotto il controllo della NATO.<br />
Un porto nel mediterraneo, l&#8217;utilizzo di un porto nel mediterraneo, giustificherebbe un ingente impegno di Mosca a favore della Grecia, anche perché vedere ormeggiata la flotta russa in un porto di una nazione della NATO, sarebbe la fine del Comando sud dell&#8217;Alleanza Atlantica. Oggi infatti le tre nazioni cardine del Comando Sud (Italia, Grecia e Turchia) sono spesso lontane dalle posizioni cardine dell&#8217;Alleanza Atlantica. La Turchia ha già da tempo una politica autonoma dalla NATO, la Grecia (se offrisse un porto a Mosca) sarebbe di fatto con un piede fuori dall&#8217;alleanza, e l&#8217;Italia è alle prese con una forte disaffezione dell&#8217;opinione pubblica nei confronti degli alleati.<br />
Sono giorni cruciali per il futuro della Grecia e della sua posizione geopolitica. Noi la seguiremo con attenzione.</p>
<p>Photo: Hombre GNU Free Documentation License</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/grecia-russia-un-accordo-possibile-materie-prime-in-cambio-di-un-porto/">Grecia Russia un accordo possibile: materie prime in cambio di….un porto</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>4 Giugno Ultimatum alla Grecia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2015 18:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Troika, parola proibita ad Atene, e anche a Bruxelles, quando sono presenti rappresentanti del governo greco, è viva e vegeta e domani potrebbe dare un vero e proprio ultimatum alla Grecia di Tsipras. L&#8217;ultimatum potrebbe avere la forma di un &#8220;accordo&#8221;, si ma un accordo non tra la Troika e la Grecia, bensì un [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/4-giugno-ultimatum-alla-grecia/">4 Giugno Ultimatum alla Grecia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Troika, parola proibita ad Atene, e anche a Bruxelles, quando sono presenti rappresentanti del governo greco, è viva e vegeta e domani potrebbe dare un vero e proprio ultimatum alla Grecia di Tsipras.<br />
L&#8217;ultimatum potrebbe avere la forma di un &#8220;accordo&#8221;, si ma un accordo non tra la Troika e la Grecia, bensì un accordo tra la Troika, la Germania e la Francia. Poche ore fa infatti a Berlino si sono riuniti: la Troika ai suoi massimi livelli (Junker per la Commissione Europea, Draghi per la Banca Centrale Europea, Lagarde per il Fondo Monetario Internazionale), il presidente francese Holland e il Cancelliere Tedesco Merkel. I cinque convenuti a Berlino avrebbero messo a punto un ultimatum a Tsipras, non invitato alla riunione. L&#8217;ultimatum sarà emesso come un accordo nel quale i creditori annunciano quali siano le richieste minime che la Troika più Francia e Germania accetteranno dalla Grecia. Verranno richiesti aumenti di tasse e riduzione delle pensioni, nonché rapide e massicce privatizzazioni.<br />
E&#8217; altamente probabile che il governo greco rifiuti tale ultimatum.</p>
<p>Fotografia di Ron Waller, Acropoli e Partenone</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/4-giugno-ultimatum-alla-grecia/">4 Giugno Ultimatum alla Grecia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Grecia torna alle urne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica Greca non è riuscito a trovare un accordo tra i partiti del parlamento di Atene e presto annuncierà il nuovo scioglimento delle camere ed il ritorno alle urne nella metà del mese di giugno. I mercati internazionali hanno reagito in modo negativo alla notizia, l&#8217;Euro le obbligazioni degli Stati europei e [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/la-grecia-torna-alle-urne/">La Grecia torna alle urne</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica Greca non è riuscito a trovare un accordo tra i partiti del parlamento di Atene e presto annuncierà il nuovo scioglimento delle camere ed il ritorno alle urne nella metà del mese di giugno.</p>
<p>I mercati internazionali hanno reagito in modo negativo alla notizia, l&#8217;Euro le obbligazioni degli Stati europei e i titoli finanziari sono in calo?</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/la-grecia-torna-alle-urne/">La Grecia torna alle urne</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Flash: dimesso il vice ministro degli esteri greco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 16:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il vice ministro degli esteri greco Xenogiannakopoulou si è dimesso pochi minuti fa in aperto contrasto con le misure di austerità proposte del governo tecnico ellenico. Si sono dimessi anche i viceministri di sanità e difesa e 46 parlamentari. La situazione in Grecia si fa sempre più complessa, mentre le forze dell&#8217;ordine sembrano avvicinarsi [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/flash-dimesso-il-vice-ministro-degli-esteri-greco/">Flash: dimesso il vice ministro degli esteri greco</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><figure id="attachment_2859" aria-describedby="caption-attachment-2859" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/02/Μαριλίζα_Ξενογιαννακοπούλου_2.jpg" class="thickbox no_icon" title="Μαριλίζα_Ξενογιαννακοπούλου_2"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2859" title="Μαριλίζα_Ξενογιαννακοπούλου_2" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/02/Μαριλίζα_Ξενογιαννακοπούλου_2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><figcaption id="caption-attachment-2859" class="wp-caption-text">Xenogiannakopoulou</figcaption></figure></p>
<p>Il vice ministro degli esteri greco Xenogiannakopoulou si è dimesso pochi minuti fa in aperto contrasto con le misure di austerità proposte del governo tecnico ellenico.</p>
<p>Si sono dimessi anche i viceministri di sanità e difesa e 46 parlamentari.</p>
<p>La situazione in Grecia si fa sempre più complessa, mentre le forze dell&#8217;ordine sembrano avvicinarsi alle posizioni dei manifestanti</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/flash-dimesso-il-vice-ministro-degli-esteri-greco/">Flash: dimesso il vice ministro degli esteri greco</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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