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	<title>Grexit | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Jul 2015 20:01:57 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SCENARIO &#8211; Grecia dopo la morte della Democrazia resta solo la Dittatura &#8211; SCENARIO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 07:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa non è una previsione ma uno scenario estremo sull&#8217;evoluzione della situazione in Grecia, determinato da un concatenarsi di fattori, comunque a bassa probabilità, il nostro sito è solito produrre scenari più o meno probabili, non vi scandalizzate Atene gennaio 2016 La neve ha ricoperto l&#8217;acropoli con un manto di oltre 30 cm e anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa non è una previsione ma uno scenario estremo sull&#8217;evoluzione della situazione in Grecia, determinato da un concatenarsi di fattori, comunque a bassa probabilità, il nostro sito è solito produrre scenari più o meno probabili, non vi scandalizzate</em></p>
<p><strong>Atene gennaio 2016</strong></p>
<p>La neve ha ricoperto l&#8217;acropoli con un manto di oltre 30 cm e anche nelle parti della capitale greca vicino al mare il paesaggio è imbiancato. Una possente ondata di freddo è scivolata nei giorni scorsi dalle steppe russe verso ovest e ha colpito la penisola ellenica e parte dei Balcani.<br />
L&#8217;Inverno 2015/2016 si è rivelato estremamente freddo e anche nell&#8217;Europa centro orientale, in particolare in Ucraina, la situazione è apparsa critica già un mese prima, poco prima del capodanno, quando solo il flusso di gas dall&#8217;Europa occidentale e le riserve di metano di Kiev hanno permesso all&#8217;intero paese di non congelare. Ora l&#8217;Ucraina sopravvive grazie alla bolletta energetica pagata da Kiev per mezzo degli aiuti europei.<br />
In Grecia invece le cose vanno diversamente. Dopo aver accettato il piano della Troika nel luglio 2015 la situazione economica greca è peggiorata drammaticamente. Con il controllo dei capitali non più in essere, i cittadini greci in grado di farlo hanno trasferito all&#8217;estero le proprie riserve valutarie e le banche hanno vissuto una gravissima crisi di liquidità che si è riflessa sul paese con il totale azzeramento dei finanziamenti all&#8217;industria locale, già in crisi per il crollo dei consumi interni e per la forza dell&#8217;euro che non permette all&#8217;industria turistica greca di proporre prezzi concorrenziali al mercato.<br />
L&#8217;aumento dell&#8217;IVA per le isole e la privatizzazione dei servizi infrastrutturali ha determinato al contrario una riduzione dei margini per gli operatori e un aumento delle tariffe per i turisti. La disoccupazione è peggiorata e molte famiglie hanno avuto difficoltà a mantenere attiva la fornitura di energia elettrica, e nelle poche aree servite dai metanodotti la fornitura del metano. Questi due elementi, problematici in tempi normali, si rivelano drammatici durante questa ondata di gelo che colpisce non solo Atene ma gran parte della parte continentale della Grecia.<br />
La Grecia dell&#8217;austerità e senza sovranità, non riesce a far fronte alle necessità energiche imposte che questo rigido inverno e sono decine di migliaia le famiglie ora senza riscaldamento. Le abitazioni della Grecia non sono progettate per sostenere temperature così basse e senza energia elettrica e gasolio per le caldaie gli effetti sulla popolazione più fragile sono devastanti.<br />
Si registrano decessi dovuti al freddo, non solo tra i senzatetto, ma anche tra coloro i quali posseggono una abitazione, le struttura sanitarie sono al collasso, intasate da pazienti in ipotermia, e con le infezioni polmonari che mietono vittime tra anziani e bambini. In questa situazione drammatica, mentre il premier greco parla alla televisione di speranza e ripresa al fianco dell&#8217;Europa, il partito nazionalista ed estremista di destra &#8220;rinascita aurea&#8221; organizza manifestazioni che divengono presidi permanenti in piazza del parlamento e, cosa mai vista negli ultimi trenta anni in Grecia, davanti alle principali caserme del paese.<br />
I militari erano stati messi al riparo dai tagli dell&#8217;austerità, ma con la Troika ad Atene ogni capitolo di spesa viene colpito, gli ospedali, le pensioni, i sussidi e le spese per l&#8217;esercito. Il popolo nei suoi presidi chiede al parlamento le dimissioni del governo mentre davanti alle caserme rimane in silenzio con le bandiere nazionali. La situazione nel paese ormai è di piena emergenza, troppi i decessi per freddo e infezioni, il ministro della Difesa ordina la mobilitazione delle forze armate in soccorso della popolazione e che una caserma su cinque venga adibita a riconverto di emergenza per la popolazione stremata. Ma questo non basta a placare gli animi e i sostenitori della protesta di &#8220;rinascita aurea&#8221; si sono moltiplicati e non sono più ormai solo estremisti di destra ma ogni parte della popolazione greca si unisce a quello che appare l&#8217;unico gruppo di opposizione organizzata del paese.<br />
Dopo una settimana di incubo il freddo lascia la Grecia in una situazione drammatica e le proteste non si placano. In una manifestazione pubblica con decine di migliaia di persone il capo di &#8220;rinascita aurea&#8221; si presenta sul palco con il Ministro della Difesa. Anzi ex ministro della difesa, appartenente ad un partito differente rispetto a &#8220;rinascita aurea&#8221; che annuncia le sue dimissioni e chiede che il governo faccia lo stesso, in caso contrario i nazionalisti greci, uniti, sono pronti a mandarli a casa con la forza. In questa situazione di tensione il governo chiede l&#8217;intervento della polizia per sgomberare i presidi dei nazionalisti. Ma anche la polizia è ormai allo stremo, anche lo loro famiglie hanno sofferto l&#8217;ondata di gelo e l&#8217;austerità, senza contare che i reparti antisommossa della polizia greca sono numericamente esigui.<br />
Molti poliziotti non si presentano al lavoro e la polizia non può intervenire. Il governo osserva la paralisi del centro di Atene e di fatto l&#8217;assedio del parlamento che è di fatto isolato dal resto del paese da un cordone di manifestanti che non hanno più nulla da perdere, sono senza lavoro, senza casa e senza un futuro per i loro figli. Senza più polizia, assediati dai manifestanti, il governo chiede l&#8217;intervento dell&#8217;esercito. Così i reparti militari escono dalle caserme dove nelle settimana scorse hanno ospitato decine di migliaia di cittadini senza più soldi, casa e futuro.<br />
Giunti in piazza del parlamento i reparti militari sono accolti non come una minaccia ma come l&#8217;ultima risorsa della piazza contro il governo e la Troika che lo guida in ogni scelta strategica. Così l&#8217;esercito giunto in piazza del parlamento non interviene contro i manifestanti e invece prende il controllo del parlamento, il capo del governo viene posto in stato di arresto e viene insediato un direttorio guidato dall&#8217;ex ministro della difesa. I rappresentati della Troika fuggono da Atene, le borse di tutto il continente crollano, mentre nelle strade di Atene scendono in piazza i sostenitori del governo che si scontrano con la folla favorevole ai golpisti.<br />
In Grecia è iniziata la dittatura e greci contro greci si combattono per le strade in difesa di un paese devastato dalla corruzione, dall&#8217;austerità, e ora dall&#8217;embrione della guerra civile&#8230;         </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/scenario-grecia-dopo-la-morte-della-democrazia-resta-solo-la-dittatura-scenario/">SCENARIO – Grecia dopo la morte della Democrazia resta solo la Dittatura – SCENARIO</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;ultima proposta di Atene all&#8217;Europa </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 08:39:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È arrivata nella notte a Bruxelles l&#8217;ultima proposta del governo greco riguardante una possibile soluzione, seppur temporanea, della crisi finanziaria greca. Il governo di Atene avrebbe preparato una manovra da quasi 12 miliardi di euro, 4 miliardi in più rispetto alle misure chieste da Bruxelles due settimane fa e che determinarono il referendum del 5 [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/lultima-proposta-di-atene-alleuropa/">L’ultima proposta di Atene all’Europa </a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: 24px;">È arrivata nella notte a Bruxelles l&#8217;ultima proposta del governo greco riguardante una possibile soluzione, seppur temporanea, della crisi finanziaria greca.</span><br />
Il governo di Atene avrebbe preparato una manovra da quasi 12 miliardi di euro, 4 miliardi in più rispetto alle misure chieste da Bruxelles due settimane fa e che determinarono il referendum del 5 luglio scorso.&nbsp;</p>
<p>Anche se il saldo totale risulta superiore agli 8 miliardi di tagli ed austerità chiesti da Bruxelles quello che fa la differenza sono i capitoli di spesa sui quali il governo di Atene vuole intervenire.</p>
<p>La Troika desidera infatti avere, non solo una cifra di tagli alla spesa pubblica garantita, ma vorrebbe anche decidere quali tagli operare.&nbsp;</p>
<p>Registriamo una sempre più forte pressione degli Stati Uniti di America nei confronti degli alleati europei indirizzata a determinare una ristrutturazione del debito pubblico greco,  mettendo nei fatti la cancelliera tedesca Merkel in una posizione di estrema debolezza, sia all&#8217;interno del proprio paese sia nel consesso europeo.</p>
<p>L&#8217;America ricalca la posizione del fondo monetario internazionale istituzione economica nella quale Washington è il primo azionista e contributore. La ristrutturazione del debito pubblico greco è invece sempre stata osteggiata, anche pubblicamente, dalla cancelliera tedesca. Nel caso in cui la Grecia dovesse ottenere una ristrutturazione del proprio debito, e cioè la rinuncia da parte dei creditori ad esigere parte del debito stesso, anche altri paesi dell&#8217;eurozona potrebbero chiedere la medesima procedura, al fine di poter destinare più risorse alla ripresa economica.&nbsp;</p>
<p>Entro il prossimo fine settimana si esprimerà sulla proposta di Atene. Sebbene oggi appaia chiaro che solo con una ristrutturazione del debito pubblico greco si potrà evitare la fuoriuscita di Atene dall&#8217;eurozona, è altrettanto chiaro che tale ristrutturazione del debito pubblico greco impatterà, e non in maniera marginale, sulla capacità di governo a medio termine della Cancelliera tedesca Merkel.&nbsp;</p>
<p>Anche a casa della campagna di stampa incoraggiata a volte dallo stesso partito della cancelliera tedesca, la popolazione germanica avrà la sensazione di aver pagato di tasca propria gli errori dei greci. I tedeschi individueranno quindi nella signora Merkel una &#8220;cancelliera di gomma&#8221;, che non è stata in grado di difendere l&#8217;interesse supremo della nazione tedesca, determinando la fine della sua carriera politica.&nbsp;</p>
<p>A Bruxelles non si gioca quindi solamente la partita greca, dobbiamo ricordarcene quando osserviamo l&#8217;incertezza e la rigidità degli attori che giocano su questo campo. &nbsp;&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/lultima-proposta-di-atene-alleuropa/">L’ultima proposta di Atene all’Europa </a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Grexit offusca le guerre, il caos libico e la crisi cinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 10:25:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grexit, Grexit, Grexit, un mantra terrificante che rimbomba e rimbomberà nei titoli della stampa, dei TG, della Rete. Una parola che in effetti segna la crisi ufficiale di questa Europa, non basata sui popoli ma sulla finanza, sulla burocrazia e sulla dittatura franco-tedesca. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che mentre la Grexit sta per diventare una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grexit, Grexit, Grexit, un mantra terrificante che rimbomba e rimbomberà nei titoli della stampa, dei TG, della Rete. Una parola che in effetti segna la crisi ufficiale di questa Europa, non basata sui popoli ma sulla finanza, sulla burocrazia e sulla dittatura franco-tedesca.<br />
Tuttavia non dobbiamo dimenticare che mentre la Grexit sta per diventare una realtà (Junker ha affermato che la Grecia ha tempo fino alle 12:30 di venerdì per dare una risposta positiva alle richieste dell&#8217;asse Franco-Tedesco), le restanti problematiche geopolitiche mondiali non sono scomparse dalla mappa del mondo. Prima tra tutte volgiamo ricordarvi la Libia, che continua la sua marcia verso la completa disgregazione, disgregazione che apre la strada all&#8217;espansione del Califfato da Derna fino a Tripoli. La degenerazione libica ha costretto la Tunisia ad imporre lo Stato di Emergenza, sospendendo di fatto il processo democratico che era iniziato positivamente e aveva portato ad elezioni regolari.<br />
La Libia, che dovrebbe essere il nostro argomento di discussione politica quotidiana, è relegata ad un problema di terz&#8217;ordine che non vale la pena affrontare. La Libia dalla quale ogni giorno continuano a partire migliaia e migliaia di persone, profughi, ma per lo più migranti economici, che l&#8217;Italia accoglie sperando nella solidarietà dell&#8217;Europa. Ma questa europa, volutamente con la e minuscola, non conosce la solidarietà, conosce solo l&#8217;interesse nazionale di due/tre paesi. L&#8217;Italia non fa parte di questa elitè e non deve illudersi che l&#8217;europa di Junker, della Merkel, di Shultz correrà in suo soccorso, se la questione immigrazione diventasse più ingovernabile di quanto lo sia già oggi. L&#8217;Italia deve fare da sola, tutelare il proprio interesse nazionale, e ricordarsi che a questa europa siamo stati utili solo quando portavamo denari per il funzionamento del carrozzone o per finanziare gli &#8220;aiuti&#8221; alla Grecia.<br />
Esiste poi un terzo problema che viene poco evidenziato dai media tradizionali, parliamo della crisi finanziaria cinese. Il nostro settore economico ve ne sta parlando da mesi. La Cina vive la fase terminale di una bolla speculativa (forse associata ad una crisi produttiva), una bolla finanziaria che ormai è scoppiata e che ha determinato il continuo e quotidiano crollo degli indici di borsa a Shanghai. La Borsa cinese non riesce ad arrestare la sua caduta e non certo per colpa della Grecia, poche ore fa la borsa cinese ha chiuso a -4% con il 40% del listino che non ha avuto nemmeno la possibilità di fissare un prezzo. Una crisi gravissima che impatterà su di noi in maniera violenta e sulla quale i nostri colleghi del settore economico stanno lavorando per fornirvi nei prossimi giorni il quadro della situazione.<br />
Cari amici e lettori, la Grecia e la sua possibile uscita dalla zona Euro sono un tema da affrontare in maniera approfondita, tuttavia non sono l&#8217;unico tema di cui dobbiamo parlare al fine di non ritrovarci, una volta passato lo Tsunami greco, in problemi ancora più gravi, che invece incombono già oggi su di noi.<br />
Seguite la vicenda greca, ma non dimenticate che l&#8217;odierna situazione geopolitica è molto complessa anche a causa di guerre in atto in Yemen, Siria e Ucraina che potrebbero avere violente ripercussioni a livello mondiale, anche con un minimo preavviso.<br />
GPC seguirà certamente la crisi greca, come ha fatto, ma non dimenticherà il resto.<br />
A presto</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-grexit-offusca-le-guerre-il-caos-libico-e-la-crisi-cinese/">La Grexit offusca le guerre, il caos libico e la crisi cinese</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Senza il cappio al collo (e quindi senza cravatta)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 08:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un breve post per sottolineare un aspetto che apparentemente può sembrare limitato ad una moda, ma che in realtà sottolinea un forte simbolismo del governo greco. Parliamo dell&#8217;usanza di parte dell&#8217;esecutivo greco guidato da Tsipras di non indossare la cravatta. E questo aspetto di &#8220;costume&#8221; è però limitato ai governo che intrattengono trattative con la [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/senza-il-cappio-al-collo-e-quindi-senza-cravatta/">Senza il cappio al collo (e quindi senza cravatta)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/07/_______.jpg" class="thickbox no_icon" title="Ο ΣΥΡΙΖΑ-ΕΚΜ για την παραγωγική ανασυγκρότηση της Θράκης"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/07/_______-300x225.jpg" alt="Ο ΣΥΡΙΖΑ-ΕΚΜ για την παραγωγική ανασυγκρότηση της Θράκης" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-18750" /></a>Un breve post per sottolineare un aspetto che apparentemente può sembrare limitato ad una moda, ma che in realtà sottolinea un forte simbolismo del governo greco. Parliamo dell&#8217;usanza di parte dell&#8217;esecutivo greco guidato da Tsipras di non indossare la cravatta. E questo aspetto di &#8220;costume&#8221; è però limitato ai governo che intrattengono trattative con la Troika. Anche il nuovo ministro delle finanze greco Tsakalotos, al fianco dell&#8217;ex ministro Varoufakis, ha tolto la sua cravatta alla sua prima conferenza stampa da responsabile del dicastero delle finanze. Questo non è più un fenomeno di moda o di costume, è un messaggio alla Troika: non potete metterci il cappio al collo.<br />
E&#8217; cambiato l&#8217;uomo alla guida del ministero delle finanze greco, non è cambiata la filosofia.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/senza-il-cappio-al-collo-e-quindi-senza-cravatta/">Senza il cappio al collo (e quindi senza cravatta)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Referendum in Grecia ha vinto il No</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2015 20:33:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco dopo una giornata di attesa spasmodica arrivano i dati che confermano la vittoria del No al Referendum greco che aveva come questione l&#8217;accettazione o il rifiuto, da parte del popolo della Grecia, delle condizioni poste dalla Troika al fine di erogare una terza parte di aiuti economici atri ad evitare la fuoriuscita di Atene [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/referendum-in-grecia-ha-vinto-il-no/">Referendum in Grecia ha vinto il No</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco dopo una giornata di attesa spasmodica arrivano i dati che confermano la vittoria del No al Referendum greco che aveva come questione l&#8217;accettazione o il rifiuto, da parte del popolo della Grecia, delle condizioni poste dalla Troika al fine di erogare una terza parte di aiuti economici atri ad evitare la fuoriuscita di Atene dall&#8217;eurozona.<br />
Il risultato odierno non risolve tuttavia la situazione in quanto da domani il governo greco rimetterà in moto tutti i canali diplomatici atti a tradurre in fatti concreti la volontà popolare.<br />
La vittoria del No non determina automaticamente l&#8217;uscita della Grecia dall&#8217;Euro, tuttavia il governo di Tsipras ora ha il pieno mandato necessario per trarre le estreme conseguenze nel caso in cui la Troika rimanesse ferma sulle proprie posizioni. In questo caso non attendetevi un salvataggio delle Grecia da parte della Cina o della Russia, nazioni che tuttavia potrebbero rifornire la Grecia di energia, generi alimentari, merci e medicinali in cambio dell&#8217;utilizzo di infrastrutture strategiche del paese. Nel mentre il ministro della difesa di Atene, Kammenos, ha pubblicamente dichiarato che auspica una stretta collaborazione con Mosca, senza elaborare ulteriormente.&nbsp;<br />
Oggi con il referendum non si è chiusa una storia ma solo un capitolo di essa. Questa storia, la storia interessante inizia oggi perché indipendentemente da quale è il verdetto delle urne la Grecia di oggi è una nuova Grecia, un paese sull&#8217;orlo del baratro oppure posto alla vigilia di una nova rinascita, solo gli atti del governo nei prossimi giorni e nei prossimi mesi ci dirano come andranno le cose ad Atene. Certo è che i tanti euroscettici in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito avranno molta più forza nel difendere le loro posizioni, parliamo della Lega Nord e del M5S in Italia di Podemos in Spagna, del Front National in Francia e UKIP in Gran Bretagna. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/referendum-in-grecia-ha-vinto-il-no/">Referendum in Grecia ha vinto il No</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Evitare il default della Grecia è una priorità (di Obama)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 15:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Greca]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Evitare il default della Grecia è una priorità assoluta, una priorità che è ai primissimi posti di un&#8217; agenda, una priorità che ha spinto un capo di Stato a mettere in campo tutta le sue potenzialità diplomatiche e di &#8220;azione morale&#8221; in una serie di telefonate ai pezzi grossi dell&#8217;Europa (Francia, Germania, Commissione Europea). Questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Evitare il default della Grecia è una priorità assoluta, una priorità che è ai primissimi posti di un&#8217; agenda, una priorità che ha spinto un capo di Stato a mettere in campo tutta le sue potenzialità diplomatiche e di &#8220;azione morale&#8221; in una serie di telefonate ai pezzi grossi dell&#8217;Europa (Francia, Germania, Commissione Europea). Questo Capo di Stato non è però un europeo, ma è il presidente americano Obama. Secondo numerose indiscrezioni la Casa Bianca sarebbe favorevole ad una rapida ristrutturazione del debito greco (nei fatti uno taglio del debito stesso), una ristrutturazione che deve avere come protagonisti i creditori della Grecia e tra essi l&#8217;America è una figura marginale. Per questo motivo si sta facendo strada l&#8217;ipotesi che gli Stati Uniti d&#8217;America potrebbero farsi direttamente a carico di parte del debito greco, A patto però che altri paesi dell&#8217;eurozona facciano la loro parte nel sobbarcarsi tale onere finanziario.<br />
Ma perché il presidente americano nutre così grande interesse nelle sorti della Grecia, un piccolo stato con minime risorse naturali il quale rappresenta lo 0,2% della ricchezza mondiale? Come mai Obama, l&#8217;isolazionista Obama, che tante volte nel passato si è disinteressato delle vicende europee, oggi si spende personalmente durante la notte in telefonate, riunioni, pianificazione di scenari riguardanti questo piccolo fazzoletto di mondo, di un vecchia e decadente Europa? La risposta deve ricercarsi ancora una volta nella geopolitica.<br />
La Grecia da territorio periferico e marginale è diventata oggi un importante centro per lo sviluppo della geopolitica europea e forse mondiale. La Grecia, pilastro della Nato durante la guerra fredda, oggi potrebbe cercare appoggi ed alleanze ad oriente e trovarle nella Russia di Putin, impaziente di trovare uno sbocco nel mediterraneo. La Grecia potrebbe essere la risorsa tanto attesa da Putin e dalla sua Russia. La Grecia che si decidesse di abbandonare la NATO potrebbe dare il via all&#8217;implosione stessa di tutto il comando sud dell&#8217;alleanza atlantica, come vi abbiamo spiegato in&nbsp;<a href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-default-della-grecia-preludio-al-crollo-della-nato/"></a><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-default-della-grecia-preludio-al-crollo-della-nato/">questo post di alcune settimane fa</a><br />
Obama senza forse accogersene però, sta giocando una partita molto più complessa, una partita che non riguarda solo la marginale Grecia ma anche il pilastro stesso di questa Europa odierna: la Germania. È nostra ferma e decisa idea che, se il presidente americano riuscisse a costringere l&#8217;Europa germanocentrica ad intervenire economicamente in favore della Grecia e creando un precedente applicabile anche ad Italia e Spagna, lo stesso rapporto di alleanza tra Berlino e Washington potrebbe essere messo in discussione da questo e dei successivi governi della Germania. Le azioni in politica economica internazionale del presidente americano Obama, azioni e proseguite ininterrottamente negli ultimi sei anni e mezzo, hanno incrinato profondamente i rapporti fiduciari di amicizia tra l&#8217;America e numerosi paesi europei.<br />
Tra questi paesi Germania Italia e Grecia sono coloro i quali che più degli altri hanno subito, e subiscono quotidianamente, gli effetti negativi delle politiche americane. Ci riferiamo in primo luogo alla disastrosa situazione in terra di Libia e ai miliardi di perdite economiche dovute alle sanzioni contro la Russia, sanzioni che costano poco se non nulla agli stati uniti ma il cui peso è quasi interamente sorretto dai paesi manifatturieri ed agricoli europei.<br />
Una così forte ingerenza americana negli affari interni europei potrebbe essere letta dalla Germania, dopo gli scandali legati allo spionaggio nei confronti della Cancelliera Merkel, alla corruzione operata dalla CIA nei confronti dei vertici dei servizi di sicurezza tedeschi, il possibile furto ad opera di ignoti di materiale progettuale tedesco e francese, come il definitivo  segnale che gli Stati Uniti non sono un alleato della Germania, ma ancora una forza che a settant&#8217;anni dalla fine della seconda guerra mondiale, continua a quell&#8217;opera di indirizzamento nei confronti del governo tedesco anche contro gli interessi nazionali della nazione germanica. Riteniamo quindi che la spiccata attività di Washington, focalizzata sul fatto di mantenere unito il comando sud della Nato, potrebbe portare in caso di successo ad una frattura con il governo tedesco. Una frattura che non si manifesterebbe, a nostro avviso, con una presa di posizione anti americana della Germania, ma con atti unilaterali di Berlino indirizzati a preservare in primo luogo l&#8217;interesse nazionale della Germania.<br />
L&#8217;America gioca oggi una partita pericolosa per se è per l&#8217;intera europa, forse pensando che la Germania continuerà comunque la sua politica estera ed economica al seguito delle decisioni americane.<br />
Secondo la nostra analisi questo assunto dell&#8217;America non è corretto, e potrebbe inaugurare un&#8217;epoca completamente nuova nelle relazioni tra Germania e Stati Uniti; Usa sempre più vicini alle posizioni di competitor storici delle Germania nel Vecchio Continente e sempre meno propensi a tutelare le posizioni degli alleati che erano la prima linea della Guerra Fredda, come Italia e Germania. Oggi la prima linea nel confronto con la Russia si è spostata più ad est e con essa il supporto americano.<br />
Ma la Germania non è la debole Italia dei giorni nostri, che ha accettato la Guerra in Libia, le sanzioni alla Russia, la presenza del Califfato a Derna e Sirte senza alzare un poco la voce. La Germania è di un&#8217;altra pasta e per i tedeschi nulla è sopra la Germania &#8220;Deutschland über Alles&#8221;, se lo ricordino anche gli alleati.</p>
<p>Photo Kotsolis WIki common license</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/evitare-il-default-della-grecia-e-una-priorita-di-obama/">Evitare il default della Grecia è una priorità (di Obama)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Grecia chiuse le banche e la borsa. Attesa per l&#8217;annuncio del controllo dei capitali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 05:43:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Greca]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La borsa e le Banche greche resteranno chiuse per una settimana, e cioè fino a lunedì 6 luglio, il giorno successivo al referendum indetto dal governo di Tsipras. Siamo in attesa di conoscere quale sarà il tetto imposto dal governo al limite di prelievo presso i bancomat per i cittadini greci. Il ministro annuncerà a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La borsa e le Banche greche resteranno chiuse per una settimana, e cioè fino a lunedì 6 luglio, il giorno successivo al referendum indetto dal governo di Tsipras. Siamo in attesa di conoscere quale sarà il tetto imposto dal governo al limite di prelievo presso i bancomat per i cittadini greci. Il ministro annuncerà a breve la cifra, che secondo affidabili indiscrezioni locali, dovrebbe essere di 60 euro al giorno. Nessuna limitazione per le imprese.&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda i sondaggi riferiti al referendum sulla permanenza nell&#8217;euro il sì all&#8217;accordo appare in netto vantaggio. Tuttavia non bisogna dare nulla per scontato e questa settimana con le banche chiuse potrebbe spostare, in maniera sostanziale, queste percentuali. Comunque finirà il referendum la Grecia vivrà grandissima instabilità. Se vincerà il sì la Grecia resterà nell&#8217;eurozona, ma il govenro si dimetterà, portando a nuove elezioni dall&#8217;esito più che incerto. In caso di vittoria del no, assisteremo ad un terremoto finanziario dalle conseguenze imprevedibili.&nbsp;</p>
<p>Viviamo tempi interessanti.&nbsp;</p>
<p><i>Aggiornamento&nbsp;</i></p>
<p>Da domani in Grecia possibile ritirare 60 euro a testa, oggi probabilmente non sarà possibile ritirare nulla.&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/grecia-chiuse-le-banche-e-la-borsa-attesa-per-lannuncio-del-controllo-dei-capitali/">Grecia chiuse le banche e la borsa. Attesa per l’annuncio del controllo dei capitali</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Grecia chiede all Germania 278 miliardi di euro come Danni di Guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 15:05:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Grexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un segnale che la Grecia e la Germania siano ai ferri corti? Sicuramente la quantificazione formale, da parte del governo di Atene, dei danni di guerra che la Grecia chiede alla Germania. Danni quantificati dal governo di Tsipras in 278 miliardi di euro, cifra che secondo Atene va disgiunta dai danni di guerra già corrisposti [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/la-grecia-chiede-all-germania-278-miliardi-di-euro-come-danni-di-guerra/">La Grecia chiede all Germania 278 miliardi di euro come Danni di Guerra</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un segnale che la Grecia e la Germania siano ai ferri corti? Sicuramente la quantificazione formale, da parte del governo di Atene, dei danni di guerra che la Grecia chiede alla Germania. Danni quantificati dal governo di Tsipras in 278 miliardi di euro, cifra che secondo Atene va disgiunta dai danni di guerra già corrisposti dai tedeschi ai greci negli anni sessanta.<br />
Secondo il governo greco all&#8217;epoca non erano stati contabilizzati i danni relativi alla distruzione di infrastrutture greche, i danni relativi ai crimini di guerra e il rimborso di un prestito, con relativi interessi, che la banca centrale greca fu costretta ad erogare all&#8217;occupante tedesco, prestito che prosciugò le riserve auree della banca nazionale di Atene e, secondo quanto dice il governo di Tsipras, mai restituito alla Grecia.<br />
La richiesta di danni è superiore al debito greco nei confronti dell&#8217;Europa. Tale richiesta di danni di guerra potrebbe essere utilizzata dal governo greco come giustificazione per non rimborsare parte del proprio debito odierno, in particolare il debito ora nelle mani di banche ed istituzioni tedesche.<br />
Oggi, poco dopo la formalizzazione della quantificazione dei danni di guerra chiesti dalla Grecia, fonti della commissione europea hanno affermato, senza riferirsi a questa richiesta di denaro rivolta alla Germania, che la Grecia sta percorrendo la &#8220;strada sbagliata&#8221; nel processo di riforme economiche che la Troika (seppur con nome diverso) ha chiesto ad Atene.<br />
Domani il premier greco Tsipras sarà in visita a Mosca, che il nostro settore economico seguirà, con particolare riferimento al possibile coinvolgimento russo nei progetti di risanamento della Grecia di Tsipras.</p>
<p>Greece says it did not cover payments for damaged infrastructure, war crimes and the return of the forced loan.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/la-grecia-chiede-all-germania-278-miliardi-di-euro-come-danni-di-guerra/">La Grecia chiede all Germania 278 miliardi di euro come Danni di Guerra</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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