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	<title>Hamas | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Aug 2014 13:50:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Iron Dome quanti missili ancora a disposizione? Un fattore determinante per le guerre di Israele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 05:05:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’inizio della battaglia tra Hamas e Israele il movimento palestinese ha lanciato 3700 razzi contro il territorio israeliano. I razzi che minacciavano infrastrutture strategiche o centri abitati hanno innescato il lancio dei missili intercettori Iron Dome. Non abbiamo stime precise riguardanti il numero di razzi che Iron Dome ha abbattuto o cercato di abbattere, ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’inizio della battaglia tra Hamas e Israele il movimento palestinese ha lanciato 3700 razzi contro il territorio israeliano. I razzi che minacciavano infrastrutture strategiche o centri abitati hanno innescato il lancio dei missili intercettori Iron Dome. Non abbiamo stime precise riguardanti il numero di razzi che Iron Dome ha abbattuto o cercato di abbattere, ma dai dati che abbiamo raccolto in maniera indipendente e con le sole info Open a disposizione, stimiamo che circa 400 razzi siano stati oggetto delle attenzioni di Iron Dome.<br />
Spesso, seppur non tutti i razzi, vengono intercettati da due missili, anche in questo caso in maniera indipendente e con le informazioni Open a disposizione, stimiamo che per ogni razzo da neutralizzare siano stati lanciati 1,6 missili Iron Dome.<br />
A conti fatti Israele potrebbe aver lanciato circa 650 missili in questo mese di operazioni.<br />
Ora il nostro obbiettivo è cercare di capire quanti missili Iron Dome siano ancora nelle disponibilità di Israele. Questo perché anche da questo fattore potrebbe dipendere l’evoluzione della guerra in atto tra Hamas e lo stato di Israele.<br />
Non esistono stime o info sulle riserve di missili Iron Dome dobbiamo quindi cercare di fare un bilancio in base al numero di batterie di Iron Dome presenti, le possibili riserve di ogni batteria e le riserve nei depositi anche utilizzando i dati di budget e i costi stimati di ogni singolo missile.<br />
Le stime sulle batterie e sulle riserve di ogni batteria sono la parte più semplice, seppur non certa. I missili schierati dovrebbero essere circa 800. Molto più difficile comprendere le riserve nei depositi delle forze armate israeliane che, in base alle nostre stime, dovrebbero essere non superiori alle 500 unità. Altro fattore da considerare è la capacità produttiva quotidiana di missili da parte dell’industria israeliana. Capacità stimata in 5/7 missili al giorno in tempo di guerra. In trenta giorni quindi 170/190 missili.<br />
Se i nostri conteggi si avvicinano alla realtà Israele dispone della piena capacità di Iron Dome, ma non ha più riserve di missili nei depositi.<br />
Questa situazione potrebbe aver spinto i pianificatori della difesa di Israele a restringere il raggio di intervento di Iron Dome al fine di risparmiare missili ma esponendo in misura lievemente maggiore le periferie a bassa densità abitativa, come appare dalla maggior quantità di missili palestinesi che negli ultimi giorni raggiungono il suolo israeliano.<br />
Questa nostra analisi non è fine a se stessa, ma è funzionale a comprendere il possibile atteggiamento dei nemici di Israele nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.<br />
Hamas, sulla falsa riga di queste considerazioni (non le nostre ma simili valutazioni della dirigenza e dei consiglieri militari iraniani), potrebbe valutare di avere un vantaggio strategico nel continuare un conflitto a bassa intensità, per far diminuire ancora le riseve dei missili Iron Dome. Nello schema di Hamas, la minor efficienza di Iron Dome potrebbe essere letta come un vantaggio strategico, e questo per due motivi.<br />
Il primo è che la maggior insicurezza dei cittadini israeliani potrebbe spingere Gerusalemme a maggiori concessioni (ma non pensiamo che sia questo il caso).<br />
Il secondo punto è che Israele potrebbe valutare un intervento massiccio nella striscia di Gaza per rovesciare Hamas. In questa seconda ipotesi Hamas potrebbe poter contare sull’appoggio di Hezbollah proprio in base al fatto che Israele possa essere a corto di missili del sistema Iron Dome.<br />
Se esistesse veramente un coordinamento tra Hamas ed Hezbollah, la quantità di missili Iron Dome a disposizione di Israele potrebbe fare la differenza tra il coinvolgimento o meno nella guerra dell’Hezbollah libanese.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/iron-dome-quanti-missili-ancora-a-disposizione-un-fattore-determinante-per-le-guerre-di-israele/">Iron Dome quanti missili ancora a disposizione? Un fattore determinante per le guerre di Israele</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Gaza via il blocco della Striscia se Hamas rinuncia ai misssili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2014 11:07:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono al Cairo i negoziati per una tregua di lungo periodo tra Hamas e lo stato di Israele. La novità di maggior interesse riguarda il fatto che Israele ha proposto di rimuovere il blocco di Gaza e di istituire a Gaza un porto marittimo ed uno scalo aereo regionale, infrastrutture che permetterebbero collegamenti tra la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono al Cairo i negoziati per una tregua di lungo periodo tra Hamas e lo stato di Israele.<br />
La novità di maggior interesse riguarda il fatto che Israele ha proposto di rimuovere il blocco di Gaza e di istituire a Gaza un porto marittimo ed uno scalo aereo regionale, infrastrutture che permetterebbero collegamenti tra la Striscia gli Stati dell&#8217;aerea senza transitare da Israele o Egitto.<br />
Israele pone come condizione la smilitarizzazione di Gaza, intesa non come la rinuncia di Hamas a tutte le armi in suo possesso ma la rinuncia formale e verificabile internazionalmente alla componente missilistica oggi in possesso del gruppo palestinese, nonché l&#8217;impegno a non compiere attentati terroristici in Israele.<br />
L&#8217;Egitto si dichiarerebbe disposto a sovvenzionare la ricostruzione di Gaza, in partnership con l&#8217;Unione Europea ponendo le medesime condizioni israeliane e l&#8217;impegno di Hamas a non rifornire di armi o addestrare la guerriglia islamista del Sinai e dei Fratelli Mussulmani.<br />
Se questo accordo dovesse vedere la luce la via per un accordo definitivo tra Israele e Palestina potrebbe non essere più una chimera. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/gaza-via-il-blocco-della-striscia-se-hamas-rinuncia-ai-misssili/">Gaza via il blocco della Striscia se Hamas rinuncia ai misssili</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Gaza : la tregua impossibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 14:46:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Gaza la tregua è impossibile. La tregua è impossibile perchè mentre si parla di cessate il fuoco da più parti arrivano segnali che dimostrano quanto l&#8217;accordo raggiunto sarebbe precario e foriero di un indebolimento della posizione israeliana non solo nella zona confinante con la Striscia di Gaza ma nell&#8217;intera regione. I fatti sono chiari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Gaza la tregua è impossibile. La tregua è impossibile perchè mentre si parla di cessate il fuoco da più parti arrivano segnali che dimostrano quanto l&#8217;accordo raggiunto sarebbe precario e foriero di un indebolimento della posizione israeliana non solo nella zona confinante con la Striscia di Gaza ma nell&#8217;intera regione.<br />
I fatti sono chiari anche in una condizione di caos estremo che pervade i rapporti di forza le alleanze e le relazioni diplomatiche dei paesi dell&#8217;area e delle potenze mondiali.</p>
<p>L&#8217;Egitto: l&#8217;Egitto è destinato presto a perdere il suo ruolo di mediatore tra i palestinesi e Israele. Questo perchè l&#8217;Egitto dei Fratelli Mussulmani non é equidistante tra le due parti ma è parte in causa essendo Hamas una ditta emanazione storica dei Fratelli Mussulmani egiziani. In seconda istanza le masse dell&#8217;Egitto che sostengono il Presidente Morsi hanno iniziato a chiedere a gran voce, anche con manifestazioni degenerate in violenza, una ferma presa di posizione al fianco dei Fratelli di Hamas. In questo contesto Morsi pagherà in qualche modo qualunque scelta faccia in futuro. Se appoggerà il piano americano e indirettamente tutelerà Israele la sua posizione politica e personale sarà messa a rischio, se si schiererà al fianco dei nazionalisti l&#8217;intera stabilità della regione sarà in pericolo. Comunque vada l&#8217;Egitto non avrà più il ruolo di mediatore ma diventerà, anzi è già diventato, parte attiva del confronto politico e militare tra i palestinesi e lo stato di Israele.<br />
Hezbollah: la milizia libanese ha espresso la volontà, se non la necessità di intervenire nel conflitto di Gaza. Indirettamente fornendo conoscenze tecniche tattiche militari ed armamenti, direttamente preparandosi ad aprire un nuovo fronte di guerra nel nord di Israele. Fronte in grado di minacciare l&#8217;intero territorio israeliano alla luce del vasto e potente arsenale missilistico di Hezbollah forte di decine di migliaia di razzi di artiglieria e alcune migliaia di missili, con sitemi di guida più o meno sofisticati.<br />
Iran: l&#8217;Iran è noto per aver fornito supporto tecnologico ad Hamas e armi in maniera diretta ad Hezbollah, il più fedele alleato nella regione. Nei giorni scorsi da Tehran giungevano inviti a organizzare truppe volontarie per combattere a Gaza e giungevano inviti da esponenti a vari livelli del regime a rifornire di armi i combattenti di Hamas, i quali si erano allontanati da Tehran alcuni mesi fa ma che oggi anche alla luce del nuovo capo delle brigate Al Quassam, braccio armato di Hamas, si sono riavvicinati al regime iraniano.<br />
Israele: Israele deve necessariamente risolvere il problema in modo radicale. La via da intraprendere può essere quella diplomatica o quella militare ma la minaccia alla sopravvivenza allo stato di Israele va eliminata. Oggi come abbiamo visto Hamas ed Hezbollah, organizzazioni che hanno nella loro &#8220;costituzione&#8221; l&#8217;obiettivo di eliminare Israele, godono del supporto politico e militare dell&#8217;Iran e dell&#8217;Egitto, per questo motivo hanno alzato la posta nei negoziati per il cessate il fuoco di questi giorni. Proviamo ad immaginare cosa potrebbero chiedere o fin dove potrebbero spingersi se fossero coperti dallo scudo nucleare dell&#8217;Iran. Si fermerebbero Hamas ed Hezbollah o cercherebbero con ancora più forza di eliminare il loro nemico storico? Cosa accadrebbe se Hamas o Hezbollah fossero prossimi alla sconfitta decisiva? O meglio cosa farebbe un Iran nucleare se il suo più fedele alleato nel Libano fosse prossimo alla sconfitta militare e all&#8217;annientamento della propria organizzazione?<br />
Per questi motivi la tregua in Medio Oriente tra Israele e i propri nemici è impossibile. Non è impossibile nel senso che non sia possibile un cessate il fuoco nelle prossime ore, ma è impossibile che questa tregua, gestita da attori non neutrali porti ad una stabilizzazione dell&#8217;area.<br />
Il problema, il vero problema di Israele è l&#8217;Iran, anzi è l&#8217;Iran potenza regionale, è l&#8217;Iran potenza nucleare, è l&#8217;Iran che non potendo schiacciare, per ora quello che a Tehran definiscono &#8220;il Grande Satana&#8221; e cioè gli Stati Uniti d&#8217;America, vuole eliminare dal medio oriente &#8220;il Piccolo Satana&#8221; e cioè lo Stato di Israele, per aprirsi la strada all&#8217;egemonia sul suo vero nemico storico: l&#8217;Arabia Saudita, vero ultimo obiettivo di Tehran.<br />
Ma questa è un&#8217;altra storia, e sarà un&#8217;altra analisi.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/gaza-la-tregua-impossibile/">Gaza : la tregua impossibile</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un soldato israeliano ferito nel Golan; Marwan Issa nuovo capo militare di Hamas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 10:24:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un soldato israeliano è stato ferito da un proiettile vagante sulla altura del Golan, non è in pericolo di vita. A Gaza intanto mentre si stanno celebrando i funerali delle vittime degli scontri di ieri è stato nominato capo del braccio armato del partito che governa Gaza Marwan Issa noto per la sue posizioni filo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un soldato israeliano è stato ferito da un proiettile vagante sulla altura del Golan, non è in pericolo di vita.<br />
A Gaza intanto mentre si stanno celebrando i funerali delle vittime degli scontri di ieri è stato nominato capo del braccio armato del partito che governa Gaza Marwan Issa noto per la sue posizioni filo iraniane e per gli stretti rapporti che ha con Hezbollah. Rapporti maturati durante la permanenza di Marwan Issa in Libano.<br />
Intanto l&#8217;ambasciatore israeliano in Egitto ha lasciato il Cairo con la sua famiglia e ha fatto ritorno in Israele.<br />
Oggi alle 14 ora locale la commissione difesa ed Esteri della Knesset voterà l&#8217;autorizzazione formale al richiamo dei riservisti.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/un-soldato-israeliano-ferito-nel-golan-marwan-issa-nuovo-capo-militare-di-hamas/">Un soldato israeliano ferito nel Golan; Marwan Issa nuovo capo militare di Hamas</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ahmed Jabari capo militare di Hamas ucciso a Gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 15:13:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il capo militare di Hamas Ahmed Jabari è stato ucciso a Gaza City durante un raid dell&#8217;aviazione di Israele. La Striscia di Gaza è in fermento e fonti sul posto riferiscono di una corsa alle armi da parte di vari gruppi legati al muovimento palestinese. Con il calare della notte il sud di Israele potrebbe [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/ahmed-jabari-capo-militare-di-hamas-ucciso-a-gaza/">Ahmed Jabari capo militare di Hamas ucciso a Gaza</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il capo militare di Hamas Ahmed Jabari è stato ucciso a Gaza City durante un raid dell&#8217;aviazione di Israele.<br />
La Striscia di Gaza è in fermento e fonti sul posto riferiscono di una corsa alle armi da parte di vari gruppi legati al muovimento palestinese. Con il calare della notte il sud di Israele potrebbe assistere alla vendetta di Hamas per la morte del suo importante capo militare.<br />
Vendetta che sarà molto probabilmente posta in essere con un barrage di razzi verso il Negev e forse anche verso bersagli più lontani e storicamente non minacciati dai razzi di Gaza.</p>
<p>AGGIORNAMENTO</p>
<p>Anche il capo militare di Hamas a Rafah Raed Al Atar è stato ucciso in un raid dell&#8217;aviazione di Tel Avivi.<br />
Nel frattempo con la sera sono iniziati a cadere in Israele i primi razzi di Hamas in quella che potrebbe essere una delle più lunghe notti nel sud di Israele da Cast Lead, mentre l&#8217;aviazione di Israele ha distrutto un deposito di missili di fabbricazione iraniana nella Striscia</p>
<p>L&#8217;operazione lanciata da Israele è denominata &#8220;Pillar of Cloud&#8221;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/ahmed-jabari-capo-militare-di-hamas-ucciso-a-gaza/">Ahmed Jabari capo militare di Hamas ucciso a Gaza</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Chi lancia Razzi su Israele? Non Hamas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 09:50:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante lo scorso fine settimana abbiamo assistito ad una escalation, in dimensione estremamente ridotta, tra Israele e alcuni gruppi militari operanti nella striscia di Gaza. Diciamo alcuni gruppi militari, o paramilitari, in quanto Hamas, la componente principale delle milizie operanti nella striscia non ha partecipato a nessuno dei lanci in oggetto. Tutto è iniziato con [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/chi-lancia-razzi-su-israele-non-hamas/">Chi lancia Razzi su Israele? Non Hamas</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante lo scorso fine settimana abbiamo assistito ad una escalation, in dimensione estremamente ridotta, tra Israele e alcuni gruppi militari operanti nella striscia di Gaza. Diciamo alcuni gruppi militari, o paramilitari, in quanto Hamas, la componente principale delle milizie operanti nella striscia non ha partecipato a nessuno dei lanci in oggetto.</p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/03/Grad-Rocket-Range-Israele-Gaza.jpg" class="thickbox no_icon" title="Grad Rocket Range Israele Gaza"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3529" title="Grad Rocket Range Israele Gaza" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/03/Grad-Rocket-Range-Israele-Gaza-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/03/Grad-Rocket-Range-Israele-Gaza-300x229.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/03/Grad-Rocket-Range-Israele-Gaza-1024x783.jpg 1024w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/03/Grad-Rocket-Range-Israele-Gaza.jpg 1366w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Tutto è iniziato con alcuni tiri di mortaio e di razzi Grad verso la zona del Negev e di alcuni centri residenziali della regione tra cui Ashkelon, Be&#8217;er Sheva, Ashdod. A questi attacchi lo stato ebraico ha risposto con due operazioni &#8220;chirurgiche&#8221; attuate con ordigni estremamente precisi, talmente precisi da colpire una determinata finestra in un caso, ed un garage nel secondo, e di limitata potenza tanto che gli edifici colpiti non hanno subito danni strutturali e i locali a quelli contigui le esplosioni sono rimasti solo leggermente danneggiati. Il raid ha causato la morte di un capo militare, Zuhir al-Qaisi,  di un&#8217;organizzazione denominata &#8221; comitati di resistenza popolari&#8221; un&#8217;organizzazione in antitesi ad Hamas e che fu responsabile del rapimento del caporale israeliano Gilad Shalit.</p>
<p>Alla morte di Zuhir al-Qaisi, la sua organizzazione ed altre entità minoritarie hanno iniziato un barrage di circa 90 razzi nelle due notti successive ai quali l&#8217;aviazione israeliana ha risposto ancora in modo mirato ma non così selettivo causando la morte, così riferiscono le nostre fonti, di due civili nell&#8217;esplosione di un deposito di munizioni. Fonti mediche palestinesi riferiscono di 15 vittime negli attacchi di questi giorni e circa 40 feriti, non si conosce il numero dei miliziani rispetto ai civili uccisi.</p>
<p>Dei 90 razzi 40 erano diretti su aree abitate e sono stati intercettati dal sistema &#8220;Iron &#8220;Dome&#8221;, nella serata di domenica comunque, un errore del sistema radar non ha permesso l&#8217;intercettazione di due razzi Grad che hanno colpito due edifici, tra cui una scuola ad Be&#8217;er Sheva.</p>
<p>In tutta la vicenda Hamas non ha lanciato nemmeno una pietra verso il territorio israeliano anzi, le forze di polizia di Gaza si sono attivate al fine di limitare l&#8217;escalation in atto, il tutto è stato supportato dai servizi segreti egiziani che hanno operato come mediatori tra Hamas ed Israele al fine di assicurarsi che la tregua tra lo stato ebraico e l&#8217;organizzazione che comanda Gaza reggesse.</p>
<p>L&#8217;episodio va visto anche alla luce del recente allontanamento di Hamas sia dalla Siria sia dell&#8217; Iran. In questi giorni di tensione i gruppi ancora vicini a Tehran hanno cercato di dimostrare che nessuna tregua è possibile tra Hamas e Israele e hanno cercato di ingenerare una spirale di ritorsioni reciproche focalizzata nel coinvolgere Hamas negli attacchi. Questo tentativo però è fallito ed ormai agli analisti di tutto il mondo è chiaro che Hamas e Israele hanno un accordo, e che questo accordo è solido visto l&#8217;impegno dell&#8217;Egitto e degli Stati sunniti del Golfo che stanno prendendo sempre più spazio a Gaza.</p>
<p>In quest&#8217;ottica di nuovi rapporti non è da escludere che una volta risolta la questione iraniana il blocco navale di Gaza venga revocato e che nonostante la retorica, Hamas e Israele riescano a raggiungere un punto di contatto, se non di accordo, sulla tolleranza reciproca.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/chi-lancia-razzi-su-israele-non-hamas/">Chi lancia Razzi su Israele? Non Hamas</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Hamas: lotta o governo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hamas, la fazione palestinese che controlla, quasi del tutto, la Striscia di Gaza, sta vivendo negli ultimi mesi una trasformazione interna tutt&#8217;altro che scontata e tutt&#8217;altro che di semplice lettura. Un modo per prevedere come evolverà la politica di Hamas può essere verificare l&#8217;origine dei fondi che questa organizzazione ha ricevuto e riceverà in futuro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hamas, la fazione palestinese che controlla, quasi del tutto, la Striscia di Gaza, sta vivendo negli ultimi mesi una trasformazione interna tutt&#8217;altro che scontata e tutt&#8217;altro che di semplice lettura. Un modo per prevedere come evolverà la politica di Hamas può essere verificare l&#8217;origine dei fondi che questa organizzazione ha ricevuto e riceverà in futuro per il proprio sostentamento, civile e militare.</p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/02/800px-Khaled_Meshaal_01.jpg" class="thickbox no_icon" title="800px-Khaled_Meshaal_01 Hamas"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2652" title="800px-Khaled_Meshaal_01 Hamas" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/02/800px-Khaled_Meshaal_01-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Fino a pochi mesi fa il movimento palestinese che, per ora ma non per molto ancora, fa capo a Khaled Meshaal riceveva la maggior parte dei propri finanziamenti dalla parte sciita del mondo islamico, Iran Siria ed Hezbollah in primis. Con le rivolte nel nord africa, e la loro estensione alla Siria, la prospettiva esistenziale di Hamas è cambiata, a causa di ambo gli avvenimenti.</p>
<p>Per prima cosa infatti la caduta del regime di Mubarak in Egitto, e la rinascita del movimento dei fratelli mussulmani, ha indotto una parte di Hamas a cercare di interrompere i contatti con la controparte sciita, o quantomeno limitarli, e tornare nella sfera di influenza della fratellanza egiziana, dalla quale il movimento palestinese prese vita nella prima metà degli anni ottanta, per pi divenire un soggetto attivo alla fine dello stesso decennio. Al fianco dei Fratelli Mussulmani sono presenti fin dai primi momenti delle rivolte arabe, le monarchie del Golfo che hanno incoraggiato, sostenuto e indirizzato in modo abbastanza evidente i movimenti delle piazze. Poi è venuta la rivolta in Siria, il timore che il regime di Assad possa crollare per implosione, il panico di Hezbollah che ha portato in Libano tutto quello che si poteva spostare, la prospettiva di rimanere dalla parte dei perdenti, isolati dal mondo fisicamente dal blocco navale israeliano, e isolati diplomaticamente senza appoggio della parte sunnita, e con Hezbollah e Iran che senza la Siria di Assad devono pensare in primo luogo alla loro sopravvivenza e a non essere la prossima tessera a cadere nel Domino mondiale delle insurrezioni popolari.</p>
<p>Così Hamas ha iniziato a accettare fondi, per se e per la popolazione di Gaza, da Paesi come la Turchia, e da organizzazioni &#8220;caritatevoli&#8221; islamiche legate sia ai Fratelli Mussulmani, sia alle monarchie del Golfo, il Leader attuale ha annunciato che non si presenterà alle prossime elezioni, troppo coinvolto con i vecchi schemi per proseguire nell&#8217;impegno politico, ma uomo saggio nell&#8217;accettare la possibile nuova strada del proprio movimento. Meshaal ha concluso la propria esperienza politica con un tour di tutto il medio oriente, Israele escluso, passando dall&#8217;Egitto ai Paesi arabi dl Golfo, la Giordania, ed infine l&#8217;Iran. Questo viaggio potrebbe avere avuto sia valenza di saluto di addio nei confronti dei governanti di questi paesi, sia la testimonianza che una parte importante di Hamas non rinnega, per ora, l&#8217;alleato Iraniano, anzi cerca di rinnovare il fronte islamico a favore delle popolazioni palestinesi.</p>
<p>Hamas è quindi diviso al proprio interno sul fatto di diventare una forza di governo e limitare di fatto gli aspetti di lotta estremistica che lo aveva caratterizzato fino al 2010-11, ma non tutti sono concordi e non tutti decideranno prima che la partita siriana si sia conclusa, in un modo o nell&#8217;altro.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/hamas-lotta-o-governo/">Hamas: lotta o governo?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Repressione di Hamas contro gli Sciiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:26:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hamas, ha iniziato una intensa attività repressiva nella striscia di Gaza nei confronti di organizzazioni riconducibili all&#8217;Islam Sciita e che ricevono ingenti finanziamenti dall&#8217;Iran. Numerose sedi di organizzazioni, anche caritatevoli, che operano nella Striscia dai mesi immediatamente successivi alla partenza delle truppe israeliane, sono state ispezioniate da gruppi armati del braccio armato di Hamas, numerose [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hamas, ha iniziato una intensa attività repressiva nella striscia di Gaza nei confronti di organizzazioni riconducibili all&#8217;Islam Sciita e che ricevono ingenti finanziamenti dall&#8217;Iran. Numerose sedi di organizzazioni, anche caritatevoli, che operano nella Striscia dai mesi immediatamente successivi alla partenza delle truppe israeliane, sono state ispezioniate da gruppi armati del braccio armato di Hamas, numerose di esse sono state chiuse, a chi si opponeva gli uomini di Hamas hanno spiegato che la cosa non era negoziabile e in alcuni casi sono passati alle maniere forti.</p>
<p>Le organizzazioni Sciite ultimamente stavano assumendo un ruolo sempre più centrale nella vita quotidiana degli abitanti di Gaza, al fine di risolvere problemi sanitari ed economici. Mediante la stessa strategia di aiuto alla popolazioni bisognose Hezbollah ha ampliato notevolmente la propria influenza nel Libano, non solo nella parte meridionale, aumentato non solo i propri simpatizzanti ma anche il numero di mussulmani che hanno abbracciato la fede sciita. A Gaza stavamo osservando le stesse dinamiche con un incremento dei simpatizzanti di Hezbollah a scapito sia di Fatah che della stessa organizzazione di Hamas.</p>
<p>Hamas già da alcune settimane ha abbandonato le proprie attività in Siria a supporto del regime di Assad e i nostri analisti sono estremamente convinti che Hamas si stia ponendo in netta contrapposizione con la milizia sciita di Hebollah, in modo particolare in alcuni campi profughi palestinesi in Libano e in Giordania, nonchè nella Striscia di Gaza. Il solco che ormai si è scavato tra Hamas ed Hezbollah appare ormai troppo ampio per essere nuovamente colmato, anche in base alla valutazioni di intelligence fornite ad Hamas in base alle quali il disfacimento della struttura del regime siriano e il confronto militare che si sta preparando nei confronti dell&#8217;Iran renderà Hezbollah molto meno potente e molto meno influente rispetto a quanto abbiamo osservato fino ad oggi.</p>
<figure id="attachment_2191" aria-describedby="caption-attachment-2191" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/foto.jpg" class="thickbox no_icon" title="Khaled Meshaal"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2191" title="Khaled Meshaal" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/foto-300x199.jpg" alt="wikipedia" width="300" height="199" /></a><figcaption id="caption-attachment-2191" class="wp-caption-text">Khaled Meshaal leader attuale di Hamas</figcaption></figure>
<p>Appare sempre più evidente la soddisfazione dei dirigenti di Hamas di non dover più dipendere dagli sciiti per i finanziamenti e per l&#8217;addestramento delle milizie,  avendo avuto Hamas ampie assicurazioni dalle organizzazioni sunnite che si apprestano a prendere il potere in Egitto, in merito a finanziamenti sia per l&#8217;apparato militare sia per le opere in favore della popolazione residente nella Striscia di Gaza. Il ruolo dei Fratelli Mussulmani, non come forza estremista, ma come emanazione delle monarchie sunnite del Golfo Persico sta emergendo in forma sempre più netta. Tuttavia questa fase di sottomissione egiziana ai paesi della penisola arabica potrebbe essere transitoria ed essere limitata a questi primi anni in cui il potere in Egitto deve transitare definitivamente dalle mani dei militari verso un sistema politico più stabile. Passata questa fase il nazionalismo egiziano potrebbe riemergere in modo improvviso e preponderante.</p>
<p>Dobbiamo inoltre segnalare voci sempre più insistenti che giungono da Gaza, riferiscono che l&#8217;attuale leader di Hamas Khaled Meshal è pronto a ritirarsi dalla politica attiva e decretare il cambio di alleanza del partito palestinese anche con il cambio del vertice politico</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/repressione-di-hamas-contro-gli-sciiti/">Repressione di Hamas contro gli Sciiti</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Anche Hamas lascia Assad</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 20:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Assad]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prorpio così, anche i miliziani di Hamas che in Siria hanno vissuto, si sono armati e si sono addestrati, stanno lasciando in questi ultimi giorni la Siria del presidente Assad. La rinascita dei fratelli mussulmani e il ritornato interesse delle monarchie sunnite per gli stati che si affacciano sul mediterraneo, permettono ai vertci di Hamas [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_205" aria-describedby="caption-attachment-205" style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/220px-Bashar_al-Assad_cropped.jpg" class="thickbox no_icon" title="220px-Bashar_al-Assad_(cropped)"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-205" title="220px-Bashar_al-Assad_(cropped)" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/220px-Bashar_al-Assad_cropped.jpg" alt="da Wikipedia" width="220" height="365" /></a><figcaption id="caption-attachment-205" class="wp-caption-text">Bashar al Assad</figcaption></figure>
<p>Prorpio così, anche i miliziani di Hamas che in Siria hanno vissuto, si sono armati e si sono addestrati, stanno lasciando in questi ultimi giorni la Siria del presidente Assad. La rinascita dei fratelli mussulmani e il ritornato interesse delle monarchie sunnite per gli stati che si affacciano sul mediterraneo, permettono ai vertci di Hamas di interrompere un legame ormai scomodo con la minoranza che ancora oggi ha in mano la Siria. Questa mossa dei palestinesi che controllano Gaza non è piaciuta all&#8217;alleato iraniano, che ha minacciato di interrompere le forniture di armi e finanziamenti diretti a Gaza City. Questo cambio di alleanza di Hamas può rivelarsi un brutto colpo per i piani di risposta Iraniani ad un eventuale attacco dello stato di Israele. Gaza infatti, nelle intenzioni degli strateghi di Teheran doveva essere il secondo fronte domestico con cui la stato enraico avrebbe dovuto confrontarsi dopo aver aperto le ostilità in terra persiana. Gli alleati con confinano con Israele sono, o per meglio dire erano, fondamentli nella strategia di rappresaglia dell&#8217;Iran, infatti Teheran può attaccare Israele, gli Emirati Arabi e l&#8217;Arabia Saudita unicamente con le forze missilistiche di cui possiede: troppi bersagli e troppo lontani per essere colpiti con una intensità di fuoco capace di fare danni veramente devastanti. Il ruolo di Hamas e Hezbollah era quello di saturare le difese israeliane con migliaia di missili sia dal nord (Libano, con Hezbollah ) che da sud ( Gaza, con Hamas ) e creare, si in questo caso, danni devastanti e per un lasso di tempo considerevole. Così probabilmente non sarà, Hamas infatti sembra puntare a diventare forza di governo in palestina, e seppur ufficialmente si rifuiti di riconoscere il diritto ad esistere di Israele, potrebbe nei fatti trovare un accordo di convivenza con Tel Aviv, anche con l&#8217;aiuto del nuovo Egitto post Mubarak; l&#8217;accordo per la liberazione del caporale Shalit è lì a dimostrarlo.<br />
Il solo fronte che molto probabilmente aprirà Hezbollah in caso di guerra tra Israele e Iran, sarà in questa ottica molto meno efficace perchè l&#8217;aviazione e l&#8217;intelligence di Israele potrà concentrarsi in modo mirato sul Libano, senza trovarsi a essere impegnata anche in direzione di Gaza.<br />
La partenza dei miliziani Palestinesi dalla Siria inoltre diminuisce la capacità repressiva del regime e lancia un chiaro segnale agli oppositori Siriani: Assad è sempre più solo e con in tasca un biglietto aereo di sola andata per Teheran.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/anche-hamas-lascia-assad/">Anche Hamas lascia Assad</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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