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	<title>Iran | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Sun, 21 Jan 2024 13:14:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il cammino dell’Iran verso l’egemonia regionale (in attesa della Bomba)</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/cammino-iran-verso-egemonia-regionale-in-attesa-della-bomba/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cammino-iran-verso-egemonia-regionale-in-attesa-della-bomba</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2024 13:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quale nazione può attaccare simultaneamente Erbil in Irak, Aleppo in Siria, il Belucistan Pakistano, fornire missili balistici e antinave agli Houti yemeniti, droni, missili anticarro, decine di migliaia di razzi e missili di precisione, missili antinave supersonici, sistemi di difesa area ad Hezbollah, droni alla Russia, missili balistici alle milizie sciite irachene, e risorse di [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/cammino-iran-verso-egemonia-regionale-in-attesa-della-bomba/">Il cammino dell’Iran verso l’egemonia regionale (in attesa della Bomba)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quale nazione può attaccare simultaneamente Erbil in Irak, Aleppo in Siria, il Belucistan Pakistano, fornire missili balistici e antinave agli Houti yemeniti, droni, missili anticarro, decine di migliaia di razzi e missili di precisione, missili antinave supersonici, sistemi di difesa area ad Hezbollah, droni alla Russia, missili balistici alle milizie sciite irachene, e risorse di intelligence a tutti quanti? La risposta è semplice: Iran. </p>
<p>Tutto questo sforzo bellico (che alle spalle ha un ideale geostrategico ben definito) origina da Teheran e si alimenta anche dai fondi che l’amministrazione americana attuale ha deciso di sbloccare in favore di Teheran, nella vana speranza di separare l’Iran dalla Russia; un clamoroso errore di valutazione strategica che oggi l’intero mondo, ed in particolare Israele ed Unione Europea pagano e pagheranno. </p>
<p>Nelle ultime settimane la postura di per sé aggressiva dell’Iran teocratico si è modificata, e le Guardie della Rivoluzione (quindi emanazione diretta del potere teocratico che controlla l’Iran post-rivoluzionario) hanno deciso di agire in prima persona su più fronti, in maniera palese e sfidando apertamente la sovranità di tre paesi della regione. </p>
<p>In particolare va menzionato l’attacco missilistico portato al Pakistan, potenza nucleare regionale, attaccato senza tante remore al pari di Irak e della parte separatista della Siria. L’attacco va letto non solo come una azione mirata e puntuale ma come la smania iraniana di sottolineare il desiderio (e forse la reale valenza) di potenza regionale e forse il sogno (o forse la reale valenza) di potenza nucleare regionale di Teheran. </p>
<p>Eh sì, parliamo di nuovo della bomba iraniana, della bomba atomica iraniana, che rappresenta nel progetto di strategia a lungo temine degli Ayatollah, non tanto un’arma di deterrenza ma un’arma funzionale al progetto egemonico iraniano. Perché?<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Perché le regole della deterrenza in medioriente non sono le medesime che sono state valide durante la guerra fredda, quando si affrontavano due blocchi divisi da visioni politiche e della società diverse. La bomba della repubblica Islamica dell&#8217;Iran non porta con sé una visione strettamente politica razionale, a differenza della guerra fredda, ma fa propria una visione dogmatica, irrazionale di impronta religiosa. L&#8217;obbiettivo della teocrazia non è di stabilire un nuovo equilibrio in medioriente per mettere fine al monopolio nucleare israeliano, ma di distruggere lo stesso stato d&#8217;Israele come ripetuto dai vertici politici e religiosi della repubblica Islamica, oltre a rendere un intervento militare o di &#8220;regime change&#8221; guidato dall&#8217;esterno, se non impossibile, almeno molto difficile. (Di questi concetti avevamo parlato in questo editoriale 11 anni fa: <a  href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/israele-il-giorno-dopo-la-bomba-iraniana-scenario/">https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/israele-il-giorno-dopo-la-bomba-iraniana-scenario/ </a></p>
<p>Il cambio di passo delle Guardie della Rivoluzione potrebbe anche segnalare che il potere teocratico, cioè la Guida Suprema, senta il bisogno di riaffermare il suo peso sull&#8217;apparato politico del paese che sembra perseguire una strade differente. I recenti accordi siglati con i Sauditi potrebbero essere visti o vissuti come un indebolimento dell&#8217;ideologia in vigore nella repubblica Islamica iraniana, mentre i recenti attacchi diretti o indiretti all&#8217;estero, nel Mar Rosso e contro un altra repubblica Islamica, quella pakistana,  potrebbero rafforzare e galvanizzare lo spirito rivoluzionario, nazionalista e religioso di una popolazione giovane che si sta interrogando sul proprio futuro.</p>
<p><a  href="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/11/0236C5E9-016A-4A53-A4F6-7930A7E923CA.jpeg" class="thickbox no_icon" title="IR-6"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26232" src="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/11/0236C5E9-016A-4A53-A4F6-7930A7E923CA-300x186.jpeg" alt="IR-6" width="300" height="186" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/11/0236C5E9-016A-4A53-A4F6-7930A7E923CA-300x186.jpeg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/11/0236C5E9-016A-4A53-A4F6-7930A7E923CA.jpeg 360w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In questa ottica, la repressione sempre più asfissiante e le esecuzioni capitali sempre più frequenti, potrebbero essere anche un indicatore della divisione interna, che quindi porterebbe il regime iraniano ad accelerare ancora di più la sua corsa verso l&#8217;atomica.</p>
<p>L’unica certezza che oggi abbiamo è che Teheran ha attivato tutte le milizie e gruppi paramilitari che riferiscono a Teheran, ordinando solo al Partito di Dio libanese di mantenere  pressione su Israele ma di non dare il via ad una guerra totale, questo perché nonostante tutto la bomba a Teheran non è ancora pronta ed agli Ayatollah serve tempo. Il punto cruciale è: quanto tempo? Nessuno senza informazioni segrete può rispondere in maniera corretta e quindi certo non possiamo farlo noi, su queste pagine. A tale riguardo possiamo solo formulare ipotesi logiche o verosimili, osservando non tanto le dichiarazioni dei politici, ma quello che nei fatti accade sul campo di battaglia, sia esso in Irak, nel Libano del Sud, nel Mar Rosso o nel Golfo. </p>
<p>Abbiamo in noi la profonda certezza che l’obiettivo più immediato e allo stesso tempo prioritario dei vertici della Rivoluzione Iraniana è dotarsi dell’arma atomica, sfruttando ogni possibile supporto all’interno del loro sistemi di alleanze come fatto in passato con i sistemi missilistici molto molto simili, se non identici a quelli della Corea del Nord (argomento trattato dal nostro gruppo nel 2016 prima dei test atomici nord-coreani <a  href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/iran-corea-del-nord-stessi-missili-stesse-testate">https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/iran-corea-del-nord-stessi-missili-stesse-testate</a> )  ; guadagnando in ogni modo possibile tempo destabilizzando il Golfo, il Mar Rosso, il Kurdistan e naturalmente Israele, per giungere a sconvolgere il mondo con un annuncio che cambierebbe per sempre il Medio Oriente e tutta la regione Euro-Asiatica. L’annuncio di una bomba iraniana non arresterebbe i conflitti ma potrebbe far precipitare il mondo in una spirale di guerra e di violenza oggi non prevedibile e che noi certo non ci auguriamo. Nei prossimi giorni, quando sentirete parlare degli Houti, delle milizie irachene, di Hezbollah, del Jihad Islamico, di Katahab Hezbollah, è all’Iran che dovrete pensare perché ogni azioni di questi gruppi armati deriva da direttive o da indicazioni iraniane così come da direttive ed indicazioni iraniane deriva l’entità degli attacchi da essi portati agli interessi occidentali, fino a quando Teheran non disporrà del suo arsenale atomico e non deciderà di offrirlo come ombrello protettivo per tutte queste formazioni alleate dell’Iran e scendere direttamente in campo nel conflitto regionale mediorientale, con l’obiettivo primario di cancellare Israele della mappa mondiale e subito dopo prendere il controllo dei maggiori luoghi sacri dell’Islam presenti in terra saudita. Gli Houti infatti non solo oggi svolgono il ruolo di milizia incaricata di controllare lo Stretto di Bab El Mandeb ma domani saranno l’esercito che avrà il compito di destabilizzare il regno dei Saud e soddisfare il desiderio millenarista di riportare i seguaci del Figlio di Fatima ad avere il controllo della Santa Città di Mecca e Medina. </p>
<p>L’egemonia sciita non ha come obiettivo primario la distruzione di Israele, esso rappresenta solo un mezzo per arrivare all’unico vero obiettivo della Teocrazia di Teheran: il controllo delle città Sante dell’Islam e con esse della vera egemonia sul mondo mussulmano.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/cammino-iran-verso-egemonia-regionale-in-attesa-della-bomba/">Il cammino dell’Iran verso l’egemonia regionale (in attesa della Bomba)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il cammino dell’Iran verso l’egemonia regionale (in attesa della Bomba)</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/cammino-iran-verso-egemonia-regionale-in-attesa-della-bomba-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cammino-iran-verso-egemonia-regionale-in-attesa-della-bomba-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jan 2024 13:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quale nazione può attaccare simultaneamente Erbil in Irak, Aleppo in Siria, il Belucistan Pakistano, fornire missili balistici e antinave agli Houti yemeniti, droni, missili anticarro, decine di migliaia di razzi e missili di precisione, missili antinave supersonici, sistemi di difesa area ad Hezbollah, droni alla Russia, missili balistici alle milizie sciite irachene, e risorse di [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/cammino-iran-verso-egemonia-regionale-in-attesa-della-bomba-2/">Il cammino dell’Iran verso l’egemonia regionale (in attesa della Bomba)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quale nazione può attaccare simultaneamente Erbil in Irak, Aleppo in Siria, il Belucistan Pakistano, fornire missili balistici e antinave agli Houti yemeniti, droni, missili anticarro, decine di migliaia di razzi e missili di precisione, missili antinave supersonici, sistemi di difesa area ad Hezbollah, droni alla Russia, missili balistici alle milizie sciite irachene, e risorse di intelligence a tutti quanti? La risposta è semplice: Iran. <br />Tutto questo sforzo bellico (che alle spalle ha un ideale geostrategico ben definito) origina da Teheran e si alimenta anche dai fondi che l’amministrazione americana attuale ha deciso di sbloccare in favore di Teheran, nella vana speranza di separare l’Iran dalla Russia; un clamoroso errore di valutazione strategica che oggi l’intero mondo, ed in particolare Israele ed Unione Europea pagano e pagheranno. <br />Nelle ultime settimane la postura di per sé aggressiva dell’Iran teocratico si è modificata, e le Guardie della Rivoluzione (quindi emanazione diretta del potere teocratico che controlla l’Iran post-rivoluzionario) hanno deciso di agire in prima persona su più fronti, in maniera palese e sfidando apertamente la sovranità di tre paesi della regione. <br />In particolare va menzionato l’attacco missilistico portato al Pakistan, potenza nucleare regionale, attaccato senza tante remore al pari di Irak e della parte separatista della Siria. L’attacco va letto non solo come una azione mirata e puntuale ma come la smania iraniana di sottolineare il desiderio (e forse la reale valenza) di potenza regionale e forse il sogno (o forse la reale valenza) di potenza nucleare regionale di Teheran. <br />Eh sì, parliamo di nuovo della bomba iraniana, della bomba atomica iraniana, che rappresenta nel progetto di strategia a lungo temine degli Ayatollah, non tanto un’arma di deterrenza ma un’arma funzionale al progetto egemonico iraniano. Perché? <br /><span style="font-size: inherit;">Perché le regole della deterenza in medioriente non sono le medesime che sono state valide durante la guerra fredda, quando si affrontavano due blocchi divisi da visioni politiche e della società diverse. La bomba della repubblica Islamica dell&#8217;Iran non porta con sé una visione strettamente politica razionale, a differenza della guerra fredda, ma fa propria una visione dogmatica, irrazionale di impronta religiosa. L&#8217;obbiettivo della teocrazia non è di stabilire un nuovo equilibrio in medioriente per mettere fine al monopolio nucleare israeliano, ma di distruggere lo stesso stato d&#8217;Israele come ripetuto dai vertici politici e religiosi della repubblica Islamica, oltre a rendere un intervento militare o di &#8220;regime change&#8221; guidato dall&#8217;esterno, se non impossibile, almeno molto difficile. </span><span style="font-size: inherit;">(Di questi concetti avevamo parlato in questo editoriale 11 anni fa: </span><a  href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/israele-il-giorno-dopo-la-bomba-iraniana-scenario/">https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/israele-il-giorno-dopo-la-bomba-iraniana-scenario/</a>)</p>
<p>Il cambio di passo delle Guardie della Rivoluzione potrebbe anche segnalare che il potere teocratico, cioè la Guida Suprema, senta il bisogno di riaffermare il suo peso sull&#8217;apparato politico del paese che sembra perseguire una strade differente. I recenti accordi siglati con i Sauditi potrebbero essere visti o vissuti come un indebolimento dell&#8217;ideologia in vigore nella repubblica Islamica iraniana, mentre i recenti attacchi diretti o indiretti all&#8217;estero, nel Mar Rosso e contro un altra repubblica Islamica, quella pakistana,<span class="Apple-converted-space">  </span>potrebbero rafforzare e galvanizzare lo spirito rivoluzionario, nazionalista e religioso di una popolazione giovane che si sta interrogando sul proprio futuro.</p>
<p><a  href="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/11/0236C5E9-016A-4A53-A4F6-7930A7E923CA.jpeg" class="thickbox no_icon" title="IR-6"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26232" src="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/11/0236C5E9-016A-4A53-A4F6-7930A7E923CA-300x186.jpeg" alt="IR-6" width="300" height="186" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/11/0236C5E9-016A-4A53-A4F6-7930A7E923CA-300x186.jpeg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/11/0236C5E9-016A-4A53-A4F6-7930A7E923CA.jpeg 360w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>In questa ottica, la repressione sempre più asfissiante e le esecuzioni capitali sempre più frequenti, potrebbero essere anche un indicatore della divisione interna, che quindi porterebbe il regime iraniano ad accelerare ancora di più la sua corsa verso l&#8217;atomica.</p>
<p>L’unica certezza che oggi abbiamo è che Teheran ha attivato tutte le milizie e gruppi paramilitari che riferiscono a Teheran, ordinando solo al Partito di Dio libanese di mantenere  pressione su Israele ma di non dare il via ad una guerra totale, questo perché nonostante tutto la bomba a Teheran non è ancora pronta ed agli Ayatollah serve tempo. Il punto cruciale è: quanto tempo? Nessuno senza informazioni segrete può rispondere in maniera corretta e quindi certo non possiamo farlo noi, su queste pagine. A tale riguardo possiamo solo formulare ipotesi logiche o verosimili, osservando non tanto le dichiarazioni dei politici, ma quello che nei fatti accade sul campo di battaglia, sia esso in Irak, nel Libano del Sud, nel Mar Rosso o nel Golfo. <br />Abbiamo in noi la profonda certezza che l’obiettivo più immediato e allo stesso tempo prioritario dei vertici della Rivoluzione Iraniana è dotarsi dell’arma atomica, sfruttando ogni possibile supporto all’interno del loro sistemi di alleanze come fatto in passato con i sistemi missilistici molto molto simili, se non identici a quelli della Corea del Nord (argomento trattato dal nostro gruppo nel 2016 prima dei test atomici nord-coreani <a  href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/iran-corea-del-nord-stessi-missili-stesse-testate">https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/iran-corea-del-nord-stessi-missili-stesse-testate ) </a> ; guadagnando in ogni modo possibile tempo destabilizzando il Golfo, il Mar Rosso, il Kurdistan e naturalmente Israele, per giungere a sconvolgere il mondo con un annuncio che cambierebbe per sempre il Medio Oriente e tutta la regione Euro-Asiatica. L’annuncio di una bomba iraniana non arresterebbe i conflitti ma potrebbe far precipitare il mondo in una spirale di guerra e di violenza oggi non prevedibile e che noi certo non ci auguriamo. Nei prossimi giorni, quando sentirete parlare degli Houti, delle milizie irachene, di Hezbollah, del Jihad Islamico, di Katahab Hezbollah, è all’Iran che dovrete pensare perché ogni azioni di questi gruppi armati deriva da direttive o da indicazioni iraniane così come da direttive ed indicazioni iraniane deriva l’entità degli attacchi da essi portati agli interessi occidentali, fino a quando Teheran non disporrà del suo arsenale atomico e non deciderà di offrirlo come ombrello protettivo per tutte queste formazioni alleate dell’Iran e scendere direttamente in campo nel conflitto regionale mediorientale, con l’obiettivo primario di cancellare Israele della mappa mondiale e subito dopo prendere il controllo dei maggiori luoghi sacri dell’Islam presenti in terra saudita. Gli Houti infatti non solo oggi svolgono il ruolo di milizia incaricata di controllare lo Stretto di Bab El Mandeb ma domani saranno l’esercito che avrà il compito di destabilizzare il regno dei Saud e soddisfare il desiderio millenarista di riportare i seguaci del Figlio di Fatima ad avere il controllo della Santa Città di Mecca e Medina. <br />L’egemonia sciita non ha come obiettivo primario la distruzione di Israele, esso rappresenta solo un mezzo per arrivare all’unico vero obiettivo della Teocrazia di Teheran: il controllo delle città Sante dell’Islam e con esse della vera egemonia sul mondo mussulmano.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/cammino-iran-verso-egemonia-regionale-in-attesa-della-bomba-2/">Il cammino dell’Iran verso l’egemonia regionale (in attesa della Bomba)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Hezbollah is set to violate US sanctions: a challenge to American deterrence or the result of an undisclosed US-Iran agreement?</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/medio-oriente/hezbollah-is-set-to-violate-us-sanctions-a-challenge-to-american-deterrence-or-the-result-of-an-undisclosed-us-iran-agreement/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=hezbollah-is-set-to-violate-us-sanctions-a-challenge-to-american-deterrence-or-the-result-of-an-undisclosed-us-iran-agreement</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 20:54:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Israele Hezbollah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The leader of the Shiite “Party of God”, the Lebanese Hezbollah, Hassan Nasrallah, gave a speech on the occasion of the Shiite holiday of Ashura; during the speech he announced that a &#8220;Hezbollah-owned&#8221; oil tanker is on its way from Iran to Lebanon, carrying a large amount of fuel.  The news is of the utmost [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/medio-oriente/hezbollah-is-set-to-violate-us-sanctions-a-challenge-to-american-deterrence-or-the-result-of-an-undisclosed-us-iran-agreement/">Hezbollah is set to violate US sanctions: a challenge to American deterrence or the result of an undisclosed US-Iran agreement?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>The leader of the Shiite “Party of God”, the Lebanese Hezbollah, Hassan Nasrallah, gave a speech on the occasion of the Shiite holiday of Ashura; during the speech he announced that a &#8220;Hezbollah-owned&#8221; oil tanker is on its way from Iran to Lebanon, carrying a large amount of fuel.<span class="Apple-converted-space">  </span>The news is of the utmost importance as Iranian crude oil is subject to an embargo imposed by the United States, and the (sic) Lebanon’s government has repeatedly declared that it respects these sanctions in exchange for economic and military aid.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>Today the balance is broken and Hezbollah acts as an actual autonomous state, ordering fuel and taking charge of the oil tanker, calling it &#8220;Lebanese territory&#8221;.<span class="Apple-converted-space">  </span>This stance is particularly relevant since, by the same word of the Hezbollah leader, any kind of threat or attack against the oil tanker in question will be deemed an attack on Lebanese territory, which is in Hezbollah’s hands , and the Party of God would then carry out &#8221; the rules of engagement against Israel defined in the event of an attack on southern Lebanon ”.<span class="Apple-converted-space">  </span>These rules of engagement, known to the parties of the conflict, provide that an attack on the Lebanese territory that doesn’t constitute<span class="Apple-converted-space">  </span>a response to the launch of rockets (even sporadic by Palestinian groups, Salafists, etc.) would provoke a retaliation, even not proportional, through the launch of rockets by regular Hezbollah militias against Israeli military and / or industrial targets and, in the event of an Israeli response, the launch of Hezbollah rockets against Israeli housing settlements.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>Please do understand, dear friends and readers, what the implications of such statements and acts are.<span class="Apple-converted-space">  </span>Hezbollah makes clear to the whole world the potential disappearance of American deterrence, and that American sanctions are, from the point of view of the possible military response, a dead letter.<span class="Apple-converted-space">  </span>At the same time, Hezbollah would be able to accredit itself as the de facto government of the whole of Lebanon and be able to decide the fate of the entire country.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>There is a second possibility, and that would be that the United States and Iran have reached an agreement during the nuclear talks and that this agreement allows the export of Iranian fuel to Lebanon.<span class="Apple-converted-space">  </span>After the disaster in Kabul, unfortunately, every hypothesis must be considered, even this one that we have just exposed.<span class="Apple-converted-space">  </span>It cannot be ruled out either that the Americans have no approved nor pending plan to prevent this act of force by Hezbollah, a Monroe doctrine amplified to the nth degree by reducing to the North American continent and the Pacific the area the US would be willing to actively use the military tool in, and that it would leave the field open to all America&#8217;s adversaries, leaving all US allies alone in managing the military, diplomatic and political threats that are looming on the horizon.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>The “Hezbollah” tanker will cross the Arabian Sea, the Bab El Mandeb Strait, the Red Sea, the Suez Canal, and will finally arrive in the Mediterranean Sea within about four days since its departure from Bandr Abbas.<span class="Apple-converted-space">  </span>We will follow its journey and keep you posted, in this new phase of <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-rappresaglia-israeliana-agli-attacchi-iraniani-nel-mare-arabico/">the Tanker War</a>.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/medio-oriente/hezbollah-is-set-to-violate-us-sanctions-a-challenge-to-american-deterrence-or-the-result-of-an-undisclosed-us-iran-agreement/">Hezbollah is set to violate US sanctions: a challenge to American deterrence or the result of an undisclosed US-Iran agreement?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hezbollah viola le sanzioni Usa, Carburante iraniano in arrivo per il Libano. Sfida o accordo già fatto con gli Usa?</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/hezbollah-viola-le-sanzioni-usa-carburante-iraniano-in-arrivo-per-il-libano-sfida-o-accordo-gia-fatto-con-gli-usa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=hezbollah-viola-le-sanzioni-usa-carburante-iraniano-in-arrivo-per-il-libano-sfida-o-accordo-gia-fatto-con-gli-usa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 14:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Israele Hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>    Il leader del Partito di Dio sciita, l’Hezbollah libanese, Hassan Nasrallah ha tenuto un discorso in occasione della festività sciita della Ashura, durante questo discorso egli ha annunciato che una petroliera “dell’Hezbollah” è in viaggio dall’Iran verso il Libano, con a bordo una ingente quantità di carburante. La notizia è della massima rilevanza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
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<p>Il leader del Partito di Dio sciita, l’Hezbollah libanese, Hassan Nasrallah ha tenuto un discorso in occasione della festività sciita della Ashura, durante questo discorso egli ha annunciato che una petroliera “dell’Hezbollah” è in viaggio dall’Iran verso il Libano, con a bordo una ingente quantità di carburante. La notizia è della massima rilevanza in quanto il greggio iraniano è sottoposto ad embargo da parte degli Stati Uniti, ed il governo (sic.) del Libano ha più volte dichiarato di rispettare queste sanzioni in cambio di aiuti economici e militari. <br /><br />Oggi l’equilibrio si rompe ed Hezbollah agisce come un vero e proprio stato autonomo, ordinando carburante e prendendo in carico la petroliera definendola “territorio libanese”. Questa presa di posizione è particolarmente rilevante in quanto, per stessa parola del capo di Hezbollah, ogni tipo di minaccia o attacco alla petroliera in questione verrà ritenuto un attacco al territorio libanese nelle mani di Hezbollah, e lo stesso partito di Dio metterà in atto “le regole di ingaggio contro Israele definite in caso di attacco al sud del Libano”. Tali regole di ingaggio, note alle parti in conflitto, prevedono che un attacco al territorio libanese, non in risposta al lancio di razzi (anche sporadico da parte di gruppi palestinesi, salafiti, ecc) prevede una rappresaglia, anche non proporzionale, mediante il lancio di razzi da parte delle milizie regolari dell’Hezbollah contro obiettivi militare e/o industriali israeliani ed in caso di risposta israeliana il lancio di razzi dell’Hezbollah contro insediamenti abitativi israeliani.</p>
<p>Capite bene, cari amici e lettori, quali siano le implicazioni di tali dichiarazioni e di tali atti. Hezbollah rende evidente al mondo intero la potenziale scomparsa della deterrenza americana, e che le sanzioni americane sono, sotto il punto di vista della possibile risposta militare, lettera morta. Allo stesso tempo Hezbollah sarebbe in grado di accreditarsi come il governo de facto di tutto il Libano ed in grado di decidere le sorti dell’intero paese. <br /><br />Esiste una seconda possibilità e cioè che Stati Uniti e Iran abbiano raggiunto un accordo durante i colloqui sul nucleare e che questo accordo consenta l’esportazione di carburante iraniano verso il Libano. Dopo il disastro di Kabul purtroppo ogni ipotesi va considerata, anche questa che abbiamo testé esposto. Non si può nemmeno escludere che gli americani non abbiano alcun piano approvato o in via di approvazione per impedire questo atto di forza dell’Hezbollah, una dottrina Monroe amplificata all’ennesima potenza riducendo al continente nord-americano ed al Pacifico l’area nella quale gli Usa sarebbero disposti ad utilizzare attivamente lo strumento militare e che lascerebbe campo libero a tutti gli avversari dell’America, lasciando tutti gli alleati degli USA soli nella gestione delle minacce militari, diplomatiche e politiche che si profileranno all’orizzonte. <br /><br />La petroliera “di Hezbollah” attraverserà il Mare Arabico, lo Stretto di Bab El  Mandeb, il Mar Rosso, il Canale di Suez, ed arriverà in Mediterraneo nel giro di circa quattro giorni dalla sua partenza presso Bandr Abbas. Seguiremo il viaggio di questa petroliera e vi informeremo su quello che le accadrà, in questa nuova fase della <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-rappresaglia-israeliana-agli-attacchi-iraniani-nel-mare-arabico/">Guerra delle Petroliere .</a></p>
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		<title>La vendetta iraniana (contro Trump e contro Israele)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 18:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno fa Qassem Soleimani raggiungeva l’aeroporto di Baghdad, pochi minuti dopo l’atterraggio del suo aereo due droni americani presero di mira il convoglio che lo scortava verso il centro della città, uccidendolo sul colpo: un omicidio mirato di un terrorista (per gli americani), l’assassino di un martire compiuto da terroristi (per gli ayatollah). Pochi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno fa Qassem Soleimani raggiungeva l’aeroporto di Baghdad, pochi minuti dopo l’atterraggio del suo aereo due droni americani presero di mira il convoglio che lo scortava verso il centro della città, uccidendolo sul colpo: un omicidio mirato di un terrorista (per gli americani), l’assassino di un martire compiuto da terroristi (per gli ayatollah). Pochi giorni dopo alcuni missili balistici iraniani hanno colpito una base aerea americana, dalla quale erano decollati i droni che hanno ucciso Soleimani, causando solo pochi danni materiali e nessuna vittima tra gli americani; chi cercava vendetta non l’ha certo trovata con quella azione. </p>
<p>Sebbene per molti all’interno del regime, la figura di Soleimani fosse ormai diventata troppo ingombrante, esso è stato elevato al rango di martire, un martire ed un eroe che il regime degli ayatollah non è riuscito né a difendere né a vendicare. Proprio sul tema della vendetta la propaganda iraniana è diventata asfissiante nei giorni che hanno preceduto  l’anniversario odierno. Una propaganda voluta, cercata, più e più volte reiterata. Ma quale può essere il senso di una così intensa, apparente, voglia di vendetta? Le interpretazioni possono essere molteplici, le più plausibili sono sostanzialmente due. <br /><br />La prima ipotesi che vogliamo formulare é che l’Iran cerchi realmente una vendetta sul campo. Se questa fosse la scelta e la decisione della Guida Suprema, il Grande Ayatollah Alì Khamenei, e del Consiglio della Rivoluzione, è indubbio che la vendetta iraniana arriverà prima del cambio al vertice dell’amministrazione americana. La strada per la vendetta militare è stata già ben codificata dagli iraniani ed i sistemi d’arma necessari al suo compimento sono già arrivati a destinazione, si tratta di droni, missili da crociera e missili balistici, che sarebbero già stati posizionati in Iraq, Siria e Yemen.  Nessun missile partirebbe dal territorio iraniano e gli obiettivi sarebbero sia basi americane in Iraq, sia obiettivi strategici all’interno dello stato di Israele. Questo tipo di attacco punta a causare danni diretti ai principali nemici dell’Iran e rafforzare la figura di Teheran come hub del fronte sciita e mussulmano anti-israeliano, senza apparire apertamente e direttamente come il responsabile dell’azione militare di cui sopra. L’Iran deve in un certo senso ristabilire quel tipo di “deterrenza terroristica” che lo ha reso in questi decenni fonte di ispirazione per numerosi movimenti e milizie che perseguono con la lotta armata, anche contro i civili, i loro scopi. <br />Ricordiamo inoltre che l’Iran ha subito l’assassinio di uno dei vertici del suo programma atomico militare, e che ancora nessuno tra i probabili mandanti ed esecutori ha subito la rappresaglia iraniana.</p>
<p>La tempistica di questo eventuale attacco iraniano non è secondaria, sarebbe<span style="font-size: inherit;"> infatti un vero e proprio suicidio politico attaccare interessi e forze militari americane dopo il 20 Gennaio (Biden regnante), fatto che  comprometterebbe le possibilità (ottime tra l’altro) per Teheran di tornare al tavolo delle trattative con gli americani. <br />E qui giunge la seconda possibilità relativa alle motivazioni iraniane di inscenare una così fitta propaganda riguardo la vendetta contro gli Stati Uniti e contro Israele.  Questa seconda motivazione potrebbe essere quella di offrire al prossimo presidente americano la possibilità di evitare la vendetta degli ayatollah in cambio dell’apertura di un tavolo negoziale. Vista in questa ottica la situazione attuale, non vi sarà nessun attacco iraniano né ad interessi americani e neppure ad assetti strategici israeliani, proprio per poter utilizzare la carta della non-rappresaglia alla prossima partita diplomatica da giocare con Joe Biden. Ricordiamo a tutti voi che il vero obiettivo dell’Iran è quello di essere al più presto una potenza nucleare militare, ma che senza una economia solida ed in gran parte autonoma da risorse estere la bomba iraniana non garantirebbe la sopravvivenza del regime teocratico. Quando si parla di Iran va sempre tenuto presente il fatto che l’aspetto millenaristico, e la conseguenza attesa per il ritorno del Mahdi, va sempre affiancato al desiderio del regime di non perdere il potere, che è stato consolidato in questi decenni di regno del terrore. Non abbiamo oggi dinnanzi l’Iran di Khomeini, ma una nazione con priorità che si sono sviluppate negli ultimi venti anni, priorità più borghesi che rivoluzionarie e che mirano più al mantenimento del potere che alla lotta contro il Grande e il Piccolo Satana (per usare una espressione tanto cara al fu Grande Ayatollah Khomeini).</span></p>
<p>I giorni tra oggi e il 20 gennaio saranno densi di frasi ad effetto e movimenti militari, cerchiamo di osservare il tutto ricordando queste poche righe. <br /><br /></p>
<p><strong><em>Addendum</em></strong></p>
<p><em>Può esistere anche una terza via per la vendetta iraniana contro Israele e Stati Uniti, non ne abbiamo parlato in modo esplicito in quanto porterebbe ad una reazione durissima di Washington  e Gerusalemme chiunque sia il presidente in carica: gli attacchi terroristici sul suolo israeliano o americano.</em></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/vendetta-iraniana-trump-israele/">La vendetta iraniana (contro Trump e contro Israele)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La morte di Moshen Fahtizade e la fine della rivoluzione iraniana.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2020 16:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La morte di Moshen Fahtizade non determinerà certo la fine del programma atomico militare iraniano, meglio noto come Programma Amad, ma sta segnando la fine della rivoluzione iraniana. Il regime teocratico degli ayatollah sembra infatti aver perso la forza che gli aveva conferito la Guida Suprema Khomeini ed aver smarrito lo slancio che i giovani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><br />La morte di Moshen Fahtizade non determinerà certo la fine del programma atomico militare iraniano, meglio noto come Programma Amad, ma sta segnando la fine della rivoluzione iraniana. Il regime teocratico degli ayatollah sembra infatti aver perso la forza che gli aveva conferito la Guida Suprema Khomeini ed aver smarrito lo slancio che i giovani Pasdaran avevano messo in campo per resistere durante la guerra contro l’Irak di Saddam Hussein. Oggi la rivoluzione è sopita, anzi è morta, e come un cadavere non è capace di reagire alle uccisioni di elementi chiave della struttura principale del regime. Prima l’uccisione per mano americana di K. Soleimani, ora l’esecuzione del padre dei progetti atomici iraniani incentrati sulla raffinazione dell’uranio e sulla missilistica offensiva M. Fahtizade. <br />Una rivoluzione viva e ancora presente avrebbe reagito immediatamente all’uccisione del Generale Soleimani, accolta al contrario da una parte del regime quasi come una liberazione. Al contrario Teheran non ha messo in pratica nessuna vera rappresaglia militare ad un atto ostile così grave come l’assassino di Soleimani. Non può essere certo considerato una rappresaglia il lancio di una decina di vettori balistici, dopo adeguata informativa, contro una base aerea americana che ha visto nessuna vittima tra le truppe americane e danni materiali nei fatti marginali. Dopo questa sceneggiata nulla più è accaduto e il grande generale riposa non vendicato nel cimitero degli eroi e nel paradiso dei martiri. Il medesimo paradiso ha accolto ieri uno dei padri del programma atomico di Teheran, un programma che in teoria non esiste, ma che oggi il moderato presidente Rohani ha affermato che proseguirà più velocemente di prima (quindi il progetto Amad esiste e si sviluppa di giorno in giorno). <br />Così gli Stati Uniti prima e qualcun altro dopo hanno potuto impunemente uccidere due persone ai vertici delle rispettive organizzazioni al servizio della rivoluzione.</p>
<p>Immaginate  cosa sarebbe accaduto se qualcuno avesse ucciso il ministro della difesa russo, oppure se qualcun altro avesse assassinato il capo del programma atomico della Corea del Nord. I paesi consci della propria forza non esitano a rispondere a tali atti ostili, ancora di più se messi in atto sul loro territorio patrio. Invece l’Iran tace, resta immobile, promette una vendetta che diventa sempre meno utile ogni ora che passa.  Un nuovo fisico nucleare presto prenderà le redini del progetto Amad e farà di tutto per produrre la prima bomba atomica degli ayatollah, ma questo non terrà in piedi una rivoluzione già defunta. <br />L’opposizione interna, i nemici esterni e gli alleati sparsi nel Medio Oriente hanno ben notato che ormai nulla può il regime per difendere i suoi uomini chiave e che tutte le minacce di ritorsione non si sono mai concretizzate in una azione decisiva. Ed anche questa volta l’Iran attende “il tempo giusto” per la rappresaglia, una formula che indica la debolezza intrinseca del regime ed allo stesso tempo la volontà di garantirsi la sopravvivenza mediante la creazione di un arsenale atomico. <br />Emerge forte la convinzione che la prossima amministrazione americana sarà un amico di Teheran e vorrà dare agli ayatollah la possibilità di essere la potenza dominante nel Medio Oriente. Quello che gli iraniani non sanno o che fingono di non sapere è che questa possibilità sarà vincolata strettamente ed indissolubilmente all’abbandono completo della partnership con la Russia, vero ed unico nemico strategico già ampiamente individuato dalla nuova e nascente amministrazione Biden come l’obiettivo diplomatico economico, e perché no militare, delle forze americane. <br />La ormai defunta rivoluzione iraniana spera quindi nell’aiuto del Grande Satana (come amava definire gli Usa la guida suprema Khomeini) per mantenere il potere ed espandere l’influenza degli sciiti nel mondo. <br />È quindi altamente probabile che nei prossimi giorni l’Iran possa subire un nuovo attacco, convenzionale o meno, contro personaggi o strutture chiave del regime. Ogni iraniano, ogni amico e ogni nemico nell’Iran ovunque nel mondo saprà che, attacco dopo attacco, azione dopo azione, il regime degli ayatollah non è più autosufficiente e dovrà sperare nell’aiuto di una potenza straniera per garantire la stabilità del potere teocratico che ora imprigiona la libertà dei persiani. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/morte-moshen-fahtizade-fine-rivoluzione-iraniana/">La morte di Moshen Fahtizade e la fine della rivoluzione iraniana.</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Gli “incidenti” di Teheran e la rappresaglia iraniana che verrà.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2020 21:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro esplosioni hanno scosso l’Iran nelle scorse settimane, tre delle quali avvenute alla viglia del venerdì, l’ultima ieri sera, a nord-ovest della capitale, Teheran. Quattro esplosioni che hanno colpito in sequenza luoghi cruciali per la strategia del regime iraniano e che hanno evidenziato come le strutture strategiche di Teheran siano vulnerabili al sabotaggio e alle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>Quattro esplosioni hanno scosso l’Iran nelle scorse settimane, tre delle quali avvenute alla viglia del venerdì, l’ultima ieri sera, a nord-ovest della capitale, Teheran.</p>
<p>Quattro esplosioni che hanno colpito in sequenza luoghi cruciali per la strategia del regime iraniano e che hanno evidenziato come le strutture strategiche di Teheran siano vulnerabili al sabotaggio e alle azioni di cyber-warfare. </p>
<p>L’ultima esplosione, ieri sera, è stata udita nella periferia occidentale della città, prima confermata dai media di regime, poi negata, poi riclassificata (sempre dai media del regime) come la detonazione di una mina per lo scavo di una galleria. Ma come ben sappiamo quando dall’Iran arrivano più versioni ufficiali o semi-ufficiali di un fatto che potrebbe interessare la sicurezza nazionale, la verità potrebbe essere molto scomoda per la dittatura degli Ayatollah. <br /><br />Ma andiamo con ordine e riepiloghiamo quanto accaduto nelle ultime due settimane. I report di esplosioni ed incendi si sono susseguiti a distanza di 48-72 ore e hanno interessato: </p>
<p>1) la zona di Parchin, sede del programma nucleare segreto degli Ayatollah, dove si studierebbero i detonatori nucleari per le future testate atomiche iraniane e le geometrie dei congegni ad implosione.</p>
<p>2) una importante centrale elettrica ad Ahwaz  </p>
<p>3) il centro di ricerca nucleare di Natanz dove l’Iran sviluppa e affina le centrifughe per raffinare il minerale di uranio, Natanz rappresenta il fulcro dell’arricchimento del minerale di uranio e il luogo da dove tutto il progetto nucleare iraniano ha preso vita.</p>
<p>4) le esplosioni di ieri nella zona, a nord-ovest di Teheran,  dove sorge il centro di ricerca della divisione missilistica delle Guardie della Rivoluzione.</p>
<p>Ma come è possibile che in così poco tempo abbiamo assistito a così tanti “problemi” in siti strategici per la dottrina militare iraniana? La risposta non è certo semplice ma non può essere limitata a difetti di manutenzione o semplice incuria. La vicinanza temporale degli eventi fa logicamente pensare ad una ben pianificata attività di sabotaggio, oppure ad un attacco informatico ben strutturato, oppure un mix dei due elementi. Tutti gli elementi oggetto delle esplosioni concorrono in maniera significativa allo sviluppo della capacità nucleare militare dell’Iran e della conseguente struttura missilistica che potrebbe essere incaricata di “consegnare” una futura testata nucleare Made in Iran.</p>
<p> </p>
</div></div>



<p>È evidente che lo stato che potrebbe beneficiare maggiormente in seguito a  questi “incidenti” in Iran sia lo stato di Israele, il quale vive quotidianamente le minacce del regime iraniano che sogna la distruzione dello stato ebraico. Rallentare lo sviluppo delle centrifughe nucleari e dei missili balistici iraniani consente ad Israele di avere più tempo per gestire questa minaccia e in fondo sperare che il regime teocratico degli Ayatollah collassi prima di ottenere la bomba atomica. Va inoltre ricordato un altro elemento. Poco prima degli incidenti in Iran fonti non ufficiali hanno fatto trapelare che uno stato ostile, identificato dalle medesime fonti come l’Iran, avrebbe tentato, con parziale successo un attacco informatico contro il sistema idrico di Israele. <br />Israele inoltre avrebbe un vantaggio politico nell’attaccare con successo queste strutture iraniane: formalmente l’Iran non sta compiendo ricerca militare mirata alla costruzione di una bomba atomica, quindi risulta per gli iraniani difficile se non impossibile richiedere una investigazione internazionale riguardo a quanto è accaduto, e forse sta ancora accadendo in Iran, in quanto la presenza di ispettori internazionali metterebbe sì in luce le azioni di un governo straniero ostile ma allo stesso tempo esporrebbe le prove relative alle ricerche nucleari militari che ufficialmente l’Iran non sta svolgendo.</p>



<p>Risulta altamente probabile che l’Iran cercherà di rispondere in maniera asimmetrica al colpo ricevuto in questi giorni, e se gli Ayatollah avessero individuato in Gerusalemme il responsabile di quello che non si può annunciare Urbi et Orbi, si potrebbe assistere ad una ritorsione contro interessi israeliani ad opera di forze al soldo e agli ordini dell’Iran. Parliamo di risposta asimmetrica perché all’opera di cyber warfare e sabotaggio che potrebbe aver visto come bersaglio il programma atomico iraniano, i proxy della Repubblica Teocratica Islamica potrebbero rispondere con un attacco convenzionale contro siti strategici israeliani, come ad esempio il porto di Haifa, le basi missilistiche israeliane oppure il centro nucleare di Dimona. Va tuttavia considerato il fatto che un attacco portato con alcuni vettori, e non con una salva di decine di missili, è altamente improbabile causi danni concreti contro gli importanti obiettivi strategici su suolo israeliano prim elencati. La mossa quindi sarebbe principalmente propagandistica e volta a placare le inevitabili reazioni interne al regime di coloro i quali cercheranno di guadagnare il loro spicchio di potere mettendo in evidenza le mancanze degli attuali vertici politici e militari. Questo tipo di risposta è però molto pericoloso perché potrebbe determinare una risposta israeliana che vada ben oltre la classica eliminazione delle batterie responsabili dell’attacco e mettere in discussione il ruolo stesso che Teheran si è guadagnato sulle sponde del Mediterraneo, durante la guerra in Siria. Se Teheran non risponderà l’intero mondo arabo sunnita vedrà in Israele il partner, e in altra misura lo strumento, per contenere l’espansione sciita nel Golfo e verso il Mediterraneo, compito che gli Stati Uniti non sono stati in grado di svolgere nemmeno sotto la presidenza Trump. La nuova visione di Israele da parte di Arabia Saudita, Emirati, Giordania ed Egitto, permetterà al governo di Gerusalemme di procedere verso l’annessione di parte della Cisgiordania, dando così forza e legittimità ad un governo che potrebbe essere chiamato presto a guidare, al posto degli Stati Uniti, la battaglia per evitare l’egemonia sciita degli Ayatollah, su tutto il Medio Oriente. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/incidenti-teheran-rappresaglia-iraniana/">Gli “incidenti” di Teheran e la rappresaglia iraniana che verrà.</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Trump : affondare le navi iraniane che dovessero minacciare la fLotta americana (dopo che l&#8217;Iran ha lanciato il suo primo missile balistico intercontinentale)</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/trump-affondare-navi-iraniane/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=trump-affondare-navi-iraniane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 13:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Spot on Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente americano Trump ha dato ordine di colpire ed affondare qualsiasi unità miliare iraniana che dovesse minacciare lA flotta americana. La decisone, forse tardiva, della Casa Bianca giunge dopo alcuni giorni nei quali le unità navali delle Guardie della Rivoluzione hanno minacciato diverse unità americane sia nello Stretto di Hormuz sia nel Mare Arabico. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/trump-affondare-navi-iraniane/">Trump : affondare le navi iraniane che dovessero minacciare la fLotta americana (dopo che l’Iran ha lanciato il suo primo missile balistico intercontinentale)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente americano Trump ha dato ordine di colpire ed affondare qualsiasi unità miliare iraniana che dovesse minacciare lA flotta americana. La decisone, forse tardiva, della Casa Bianca giunge dopo alcuni giorni nei quali le unità navali delle Guardie della Rivoluzione hanno minacciato diverse unità americane sia nello Stretto di Hormuz sia nel Mare Arabico. </p>



<p>In realtà la decisione del Presidente americano va letta sotto una luce che va oltre il limitato scenario marittimo descritto nell’annuncio della Casa Bianca. Dobbiamo infatti informarvi in maniera compiuta che l’Iran alle prime ore del 22 aprile ha lanciato con successo in orbita polare un satellite militare, su una traiettoria polare. Il satellite, dalle scarse capacità pratiche, avrebbe sorvolato il Nord America per poi perdere l’orbita, dimostrando comunque a Trump ed al mondo che ora l’Iran dispone di un missile balistico intercontinentale. Sì, avete capito bene, un missile balistico intercontinentale. Il vettore utilizzato oggi dall’Iran ha dimostrato di non necessitare di una torre per il suo lancio, ma è stato lanciato direttamente da un TEL (un veicolo di trasporto e lancio), ed è stato rifornito rapidamente di combustibile. Il vettore è un missile a due stadi, il secondo stadio a combustibile solido, con una aerodinamica completamente rivista; insomma i un missile completamente nuovo, moderno, e come abbiamo visto potente ed affidabile. In una parola: un’arma. 
Un’arma e non un vettore spaziale, un’arma ad alta mobilità e rapidità di impiego non un vettore civile che impiega giorni per essere preparato e lanciato, ma che in poche decine di minuti può decollare e colpire.</p>



<p>Alla luce di quanto osservato oggi si spiega in maniera chiara come mai gli iraniani nei giorni scorsi hanno provocato e minacciato le unità navali americane nel Golfo e nel Mare Arabico, disponevano di un vettore, nuovo e probabilmente già testato dal fornitore, in grado di minacciare gli Stati Uniti Continentali. La minaccia diretta agli Stati Uniti Continentali è una vera e propria Red-Line per il presidente americano, che immediatamente ha reagito ordinando l’aumento del livello di allerta delle forze armane in Medio Oriente e la variazione delle regole di ingaggio nei confronti delle unità militari iraniane. </p>



<p>La dichiarazione di Trump non è un bluff, non è una spacconata, è una variazione concreta e reale della strategia militare americana in Medio Oriente. Monitoreremo quotidianamente la situazione nel Golfo e vi riferiremo con rapidità in caso di necessità sui nostri social e sul sito. </p>



<p>Vi ricordiamo che ci trovate su Facebook, Twitter e su Telegram con due canali dedicati. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/trump-affondare-navi-iraniane/">Trump : affondare le navi iraniane che dovessero minacciare la fLotta americana (dopo che l’Iran ha lanciato il suo primo missile balistico intercontinentale)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Italia: una scelta di campo per l&#8217;orgoglio del paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 15:42:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Tensione Usa Iran]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap">Cosa è l&#8217;Italia oggi sullo scenario geopolitico mondiale? Sì, il titolo rappresenta la nostra idea, oggi il nostro paese, la nostra amata Italia, è una nullità nello scenario internazionale, ed è per noi imbarazzante vedere i nostri decisori (ahinoi) cercare di affrontare, rigorosamente con frasi fatte e parole di circostanza, la crisi tra Iran e Stati Uniti, credendo di aver svolto il loro compito chiedendo la pace nel mondo e non muovendo un dito nella vita concreta per far sì che il paese abbia un peso, seppur modesto, nei consessi internazionali.</p>



<p>E così, cari amici, mentre Russi e Turchi (con il placet parigino) si spartiscono nei fatti la Libia, noi restiamo a guardare la decomposizione delle nostre storiche alleanze, subiamo ormai quotidianamente gli insulti delle popolazioni locali, mentre le nostre aziende (ormai abbandonate a loro stesse) devono garantirsi in autonomia sicurezza e libertà di operare in questi teatri, dove un tempo la nostra bandiera era vista come il miglior biglietto da visita per fare affari o discutere di cooperazione.</p>



<p class="has-drop-cap">L&#8217;imbarazzo, anzi la vergogna, è arrivata a livelli mai toccati prima poco dopo l&#8217;uccisione di Soleimani da parte degli americani a Baghdad. La diplomazia americana ha fatto il giro del mondo al telefono per parlare con decine di governi, alcuni dei quali avvisati dello strike in tempo reale, altri consultati ore dopo, ma pur sempre in grado di ottenere informazioni di prima mano e poter comunque dire la loro al capo della diplomazia americana. Pompeo ha chiamato Israele, i sauditi, il Kuwait, Londra, Berlino, Bruxelles, pure l&#8217;India ma si è dimenticato di chiamare Roma. Oppure non si è dimenticato perché da anni lo scorso governo di sinistra di questo paese (i cui uomini sono ancora al governo oggi) ammicca agli ayatollah, copre le nostre statue per non urtare la sensibilità del presidente iraniano in visita a Roma, va a Teheran ad incontrare Khamenei (Renzi), mentre il movimento ha nominato sottosegretario agli esteri un filo-iraniano, a capo della Farnesina un uomo senza alcuna preparazione o contezza della situazione internazionale, e che ha un garante legato all&#8217;Iran per questioni matrimoniali. Qualcuno ancora si chiede perché gli americani non ci interpellano sull&#8217;Iran e conseguentemente ci hanno letteralmente abbandonato sulla questione libica? In Libia era nostro DOVERE mettere in campo il nostro esercito, nei mille modi possibili, per far sì che si potesse arrivare ad una soluzione politica e diplomatica. Sono gli eserciti e la potenza militare che determinano in questi contesti la capacità di giungere alla pace tramite conferenze e vertici, senza alle spalle la potenza militare nessuna nostra iniziativa in Libia avrà mai successo. Non basta più promettere soldi ai libici o regalare mezzi navali di seconda mano alla marina di Tripoli per ottenere in cambio fedeltà; è follia ragionare riguardo alla Libia unicamente pensando all&#8217;immigrazione africana incontrollata. La Libia è molto di più, è garanzia di sicurezza per i nostri confini meridionali, è fonte energetica primaria per il nostro mezzogiorno, e partner nel commercio con il Sahel, è luogo di lavoro per le nostre multinazionali e imprese: il denaro da noi investito in Libia sarebbe potuto rientrare in toto nell&#8217;economia italiana se la politica estera di questo paese dal 2011 in avanti fosse stata gestita pensando all&#8217;Italia e non alla poltrona romana.</p>



<p class="has-drop-cap">Ed oggi si prosegue nel solco tracciato da Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, il solco della vergogna che domani diventerà il monumento alla morte economica e sociale del nostro paese. Oggi cosa rimane dell&#8217;Italia? L&#8217;industria pesante è un vago ricordo del passato, l&#8217;alluminio del quale eravamo il maggiore produttore su scala globale non vive più qui, l&#8217;industria automobilistica è l&#8217;ombra di se stessa, la siderurgia è un problema e non una risorsa, l&#8217;industria aeronautica si sforza di tenere il passo con i tempi, ma se i nostri alleati ci giudicheranno inaffidabili daremo l&#8217;addio anche ad essa. In questo marasma generale rimane viva Eni, che però ha dovuto abbandonare i progetti verso la Russia per le inutili sanzioni (applaudite da tutti i signori in oggetto), si è trovata a gestire in solitaria i rapporti con l&#8217;Egitto, e ora vede in pericolo gli assetti in Libia. Ma chi governa questo benedetto Paese vede queste cose? Se le vede perché non fa nulla? Perché si affida alla predazione orientale (perché è una predazione e non un aiuto quello che arriva da Oriente) e perché non riesce a chiamare dittatura assassina quella che in effetti è una dittatura assassina? L&#8217;Italia da sempre è stata baluardo ed esempio dell&#8217;Occidente, anche nei giorni bui dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando un paese a pezzi ha fatto una chiara scelta di campo a favore dell&#8217;Occidente, scelta che ha determinato la nostra rinascita e che ha garantito quella libertà che tanti, troppi oggi ripudiano, sognando una vita al fianco degli ayatollah. Cosa sarebbe successo se dopo la guerra mondiale l&#8217;Italia avesse scelto il comunismo e se il nostro paese fosse entrato nell&#8217;orbita delle dittatura? Nulla di quello che oggi vediamo come un diritto naturale sarebbe stato a noi concesso, nemmeno la possibilità di scrivere il proprio pensiero o decidere del proprio futuro. Oggi allo stesso modo abbiamo il dovere di scegliere il nostro campo, se stare al fianco dell&#8217;Occidente, degli Stati Uniti, di Israele (e credetemi anche della Federazione Russa se la partita fosse ben giocata) oppure cadere nel baratro delle dittature orientali illudendoci che la causa dei nostri mali arrivi dagli Stati Uniti e dal complotto giudaico, temi sempre più ricorrenti in questa Italia allo sbando e senza visione del futuro. Noi chiediamo con tutta la forza che abbiamo a voi che ci leggete, qualunque sia il vostro lavoro, la vostra preparazione scolastica, il vostro credo religioso, il vostro partito politico di fare tutto ciò che è in vostro potere per far si che l&#8217;Italia resti nel campo delle libertà e non infili la tua testa, con il sorriso sulle labbra nel giogo della tirannide.</p>



<p>W l&#8217;Italia!</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/italia-una-scelta-di-campo-per-lorgoglio-del-paese/">Italia: una scelta di campo per l’orgoglio del paese</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La possibile valenza strategica della ritorsione (terrestre) iraniana contro gli Stati Uniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 17:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[War Room]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo già scritto in maniera generica di quale potrebbe essere la via militare della ritorsione iraniana contro gli Stati Uniti. Oggi vogliamo entrare un po’ più nel dettaglio della possibile azione &#8220;terrestre&#8221;, in antitesi all&#8217;azione nello Stretto di Hormuz, che cercheremo di delineare nei prossimi giorni. Il luogo della rappresaglia A nostro giudizio gli iraniani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già scritto in maniera generica di quale potrebbe essere la via militare della ritorsione iraniana contro gli Stati Uniti.<br />
Oggi vogliamo entrare un po’ più nel dettaglio della possibile azione &#8220;terrestre&#8221;, in antitesi all&#8217;azione nello Stretto di Hormuz, che cercheremo di delineare nei prossimi giorni.</p>
<p>Il luogo della rappresaglia</p>
<p>A nostro giudizio gli iraniani tenteranno, se mai dovessero decidere una azione militare diretta, di colpire un luogo simbolo, ma che allo stesso tempo possa avere anche una importante valenza strategica. Questo luogo crediamo possa essere la base Ali Al Salem in Kuwait. Questa base possiede un alto valore simbolico, da qui è partono droni simili a quello che ha ucciso Soleimani, e da qui potrebbe iniziare un tentativo iraniano atto a isolare ancora maggiormente gli americani in Medio Oriente, facendo percepire la loro presenza come una minaccia alla sicurezza degli stati alleati, più che una garanzia contro aggressioni straniere.<br />
L’attuale strategia iraniana prevede di ridurre, per poi eliminare completamente, la presenza americana nel Golfo, unico argine all&#8217;espansionismo sciita. Il parlamento iracheno, ormai completamente sotto minaccia delle milizie, ha votato per chiedere al governo di espellere le truppe americane presenti nel paese. Se questa procedura fosse completata, il Kuwait diventerebbe il prossimo obiettivo di Teheran.</p>
<p>La modalità dell&#8217;attacco</p>
<p>Esiste una sola modalità possibile per un attacco iraniano contro il Kuwait: i missili balistici e da crociera in possesso degli ayatollah. Ma quali vettori saranno impiegati?<br />
Questo tipo di attacco non potrà essere svolto con successo utilizzando unicamente vettori a propellente liquido, missili con altissima capacità offensiva ma che richiedono tempo di preparazione al lancio relativamente lunghi, fatto che potrebbe innescare un attacco preventivo americano sui siti di lancio iraniani.<br />
Riteniamo quindi che la prima ondata sarà lanciata da missili a corto e medio raggio a combustibile solido come lo Zolfaghar, un vettore con raggio utile di 700 km e un&#8217;alta precisione, ed il Fateh-110, un vettore da 300 km di portata e anch&#8217;esso con altissima precisione.<br />
Tutti gli altri vettori iraniani potrebbero invece rimanere in stato di massima allerta per poter replicare al secondo colpo americano, prendendo di mira in particolare Israele. Parliamo dei missili della famiglia Shahab, per numerosità, e del vettore Sejjil per la sua capacità di essere pronto al lancio in meno di 30 minuti grazie al suo motore a combustibile solido.<br />
Gli scenari dopo questa fase assumono contorni non ben definibili e quindi non è utile cercare di tracciarli. Scriveremo invece un post riguardante la capacità missilistica iraniana, punta di diamante delle capacità offensive della repubblica islamica.</p>
<p>Photo credit Google</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/strategica-ritorsione-iran-stati-uniti/">La possibile valenza strategica della ritorsione (terrestre) iraniana contro gli Stati Uniti</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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