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	<title>petrolio | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
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		<title>Prezzo del petrolio arma geopolitica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 13:29:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo un post di un nostro lettore, Giuseppe Masala, che già altre volte ha portato la sua opinione sulle nostre pagine, buona lettura. La quotazione del barile di petrolio è da sempre molto di più che un fattore di influenza della congiuntura economica internazionale ma è un vero e proprio strumento usato per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2016/01/oil_rig_maintenance_in_darwin_harbour_may_2006.jpg" class="thickbox no_icon" title="Oil Rig Maintenance in Darwin Harbour May 2006"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2016/01/oil_rig_maintenance_in_darwin_harbour_may_2006-300x225.jpg" alt="Oil Rig Maintenance in Darwin Harbour May 2006" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-20570" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2016/01/oil_rig_maintenance_in_darwin_harbour_may_2006-300x225.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2016/01/oil_rig_maintenance_in_darwin_harbour_may_2006.jpg 1024w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2016/01/oil_rig_maintenance_in_darwin_harbour_may_2006-760x570.jpg 760w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2016/01/oil_rig_maintenance_in_darwin_harbour_may_2006-380x285.jpg 380w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2016/01/oil_rig_maintenance_in_darwin_harbour_may_2006-94x72.jpg 94w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2016/01/oil_rig_maintenance_in_darwin_harbour_may_2006-253x189.jpg 253w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<em>Riceviamo e pubblichiamo un post di un nostro lettore, Giuseppe Masala, che già altre volte ha portato la sua opinione sulle nostre pagine, buona lettura.</em><br />
La quotazione del barile di petrolio è da sempre molto di più che un fattore di influenza della congiuntura economica internazionale ma è un vero e proprio strumento usato per ottenere risultati di natura geopolitica. </p>
<p>I due casi storicamente più eclatanti dell&#8217;utilizzo geopolitico del barile di petrolio sono stati: </p>
<p>1) L&#8217;abbandono da parte degli USA degli accordi di Bretton Wood che prevedevano la convertibilità del dollaro in oro e la conseguente implementazione di un sistema fluttuante dove però il barile di petrolio viene prezzato in dollari (petrodollaro). Tale sistema ha consentito il mantenimento dell&#8217;egemonia del dollaro negli scambi internazionali e di fatto è &#8211; assieme allo strumento militare- una colonna portante della supremazia USA nello scacchiere mondiale; </p>
<p>2) Il crollo del prezzo del petrolio degli anni &#8217;80 causato dall&#8217;iperproduzione saudita con il fine di mettere in difficoltà l&#8217;URSS (grande esportatore di gas e petrolio) e che ne ha accelerato la fine. </p>
<p>Anche l&#8217;attuale crollo delle quotazioni del greggio ben difficilmente può essere descritto come un mero fenomeno economico. Le finalità nella scelta saudita di mantenere stabile la produzione in un contesto di calo della domanda, causata dal rallentamento della congiuntura internazionale, ha da un lato – sì – l&#8217;obbiettivo di spiazzare i tanti concorrenti (Venezuela, Russia, Iran ma anche USA che ha aumentato enormemente la sua produzione grazie alle cosiddette tecniche di fracking) ma ha anche la finalità di mettere in forte difficoltà nazioni come la Russia e l&#8217;Iran che ostacolano l&#8217;egemonia saudita nel Medio Oriente, basti pensare a tale proposito alla crisi siriana dove Iran e Russia appoggiano politicamente e militarmente quell&#8217;Assad che è avversato dai sauditi. </p>
<p>In questo contesto di assoluta tensione va notato che anche i paesi che in qualche modo subiscono la strategia saudita (probabilmente però avallata dagli USA) si muovono per riuscire ad attutirne le conseguenze negative. Già da tempo infatti la Russia sta ponendo in essere una strategia graduale tendente a minare l&#8217;egemonia del petrodollaro grazie alla vendita dei propri idrocarburi in valute  diverse da quella statunitense, in particolare lo yuan cinese.  A tale proposito è passata sotto silenzio, almeno sui media occidentali, una notizia clamorosa riguardante l&#8217;India (grande importatore di petrolio) e l&#8217;Iran (avviato a ritornare un grande esportatore dopo la fine delle sanzioni): le due nazioni si sono accordate per commerciare il petrolio in rupie indiane scavalcando completamente il dollaro americano. </p>
<p>Questa strategia di dedollarizzazione del petrolio non può essere considerata come una mera strategia commerciale ma come un&#8217;iniziativa che ha il fine di distruggere quel sistema monetario basato sul petrodollaro – nato grazie a Nixon nel 1971 – che è una delle chiavi dell&#8217;egemonia statunitense. Inutile ricordare inoltre che gli Stati Uniti sono i veri protettori della Casa Saud. </p>
<p>Come sempre i terremoti nelle quotazioni del prezzo del petrolio portano a terremoti a livello geopolitico. Anche questa volta, non è azzardato dire, che farà la Storia e deciderà se questo secolo sarà un altro secolo americano o un secolo multipolare.</p>

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                    </div><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/prezzo-del-petrolio-arma-geopolitica/">Prezzo del petrolio arma geopolitica</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>-SCENARIO- La Cina vittima dell&#8217;accordo tra USA e Iran -SCENARIO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 08:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Scenario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo scenario vuole porre l&#8217;accento su un aspetto a nostro avviso non secondario dell&#8217;accordo sul nucleare iraniano firmato poche settimane fa dal gruppo dei 5+1 e dall&#8217;Iran. L&#8217;accordo permetterà alla Repubblica Islamica Iraniana di tornare protagonista sul mercato mondiale del petrolio. L&#8217;Iran ha una capacità prosuttiva di un milione di barili di greggio al giorno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo scenario vuole porre l&#8217;accento su un aspetto a nostro avviso non secondario dell&#8217;accordo sul nucleare iraniano firmato poche settimane fa dal gruppo dei 5+1 e dall&#8217;Iran.<br />
L&#8217;accordo permetterà alla Repubblica Islamica Iraniana di tornare protagonista sul mercato mondiale del petrolio. L&#8217;Iran ha una capacità prosuttiva di un milione di barili di greggio al giorno, tuttavia le sanzioni degli ultimi anni hanno limitato l&#8217;attuale capacità estrattiva a circa 300000 barili giorno. Riteniamo che entro due anni l&#8217;Iran possa ritornare ai livelli produttivi antecedenti le sanzioni economiche. I maggiori clienti del petrolio iraniano saranno principalmente due: l&#8217;Europa e la Cina, con una fondamentale differenza e cioè che i consumi di greggio nel vecchio continente sono stabili, anzi in lieve contrazione, mentre i consumi cinesi sono in forte espansione. Gli Stati Uniti sono invece meritano un discorso a parte. Gli States infatti hanno due linee di approvvigionamento per quanto riguarda il greggio, e a seconda dei prezzi di mercato le percentuali di utilizzo dei due canali variano. In caso di prezzi bassi importano petrolio dalla regione del golfo, in caso di prezzi superiori ai 75/85 dollari possono contare su ampie riserve di greggio estraibile con la tecnica del <a  href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fracking" target="_blank">Fracking</a>.<br />
Cosa accedrebbe quindi se tra alcuni anni l&#8217;Iran violasse l&#8217;accordo sul proprio programma atomico? È ragionevole pensare che assiteremo ad uno Strike rivolto contro le installazioni nucleari iraniane. Uno Strike guidato dagli Stati Uniti ma con il decisivo ed indispensabile supporto dell&#8217;Arabia Saudita. Se questo sarà lo scenario l&#8217;Iran non replicherà con una guerra totale contro il regno saudita, anche se avrebbe la capacità di eseguire una azione di terra attraversando l&#8217;Irak meridionale nei pressi di Bassora con le sue divisioni corazzate, ma con grande probabilità eseguirà un blocco navale dello Stretto di Hormuz. Un blocco che, anche con l&#8217;intervento diretto della flotta americana, potrebbe compromettere la via d&#8217;acqua per mesi. L&#8217;Iran dispone infatti di numerosi sistemi missilistici antinave che possono essere lanciati da mezzi ruotati, e quindi mobili, dispersi su centinaia di chilometri quadrati, fatto che renderebbe molto complessa la loro totale neutralizzazione.<br />
In questo contesto, con lo Stretto di Hormuz chiuso alla navigazione la Cina subirebbe un colpo gravissimo, se non addirittura mortale, alla prorpia economia, mentre gli Stati Uniti potrebbero addirittura disporre di così tanto greggio da diventare i principali esportatori di petrolio.<br />
Per fare ciò, tuttavia, è e sarà necessario, che nei mesi antecedenti la Crisi nel Golfo, la tensione salga gradualmente (e con essa il prezzo del petrolio), in modo tale che le compagnie americane che praticano il Fracking possano innalzare la loro produzione.<br />
Come potete osservare in questo scenario una crisi con l&#8217;Iran, dopo un relativo periodo di stabilità, potrebbe regalare agli Stati Uniti un doppio successo. Una devastante crisi dell&#8217;economia cinese, e grandi profitti derivati dall&#8217;esportazione di greggio americano verso i propri &#8220;alleati&#8221; che avevano nei sauditi e nell&#8217;Iran i primari partner in campo energetico.<br />
Sebbene questo post rappresenti uno scenario futuribile, le ipotesi qui espresse vanno tenute nella necessaria considezione, in quanto giustificherebbero la blanda opposizione del Congresso Americano ad un accordo Usa-Iran molto penalizzante per gli storici alleati di Washington (Israele ed Arabia Saudita fra tutti). Uno scenario che andrà tenuto a mente se il Congresso Americano abolirà il divieto di esportazione del Greggio Made in USA e se tra alcuni anni fioccheranno di nuovo le accuse di tradimento dei patti nei confronti dell&#8217;Iran&#8230;..</p>
<p>Photo Credit: Joshua Doubek commons wikimedia</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/scenario-la-cina-vittima-dellaccordo-tra-usa-e-iran-scenario/">-SCENARIO- La Cina vittima dell’accordo tra USA e Iran -SCENARIO-</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Petrolio giù, scorte su</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 06:56:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia dei consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati Finanziari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>arbyreed / Foter.com / CC BY-NC La domanda di petrolio negli USA sta leggermente calando e lo sta facendo da qualche giorno ormai. Ciò ha portato ad uno stock crescente di petrolio e di conseguenza ad un calo del costo del barile, attualmente attestato intorno ai 97$. Le aspettative sono per un ulteriore calo. Da [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/petrolio-giu-scorte-su/">Petrolio giù, scorte su</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<dl class="wp-caption foter-photo alignleft" id="foter-photo-figure" style="width: 300px; color: #888; position: relative; font-size: 11px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; overflow: hidden; zoom: 1; padding: 4px; border: 1px solid #DDDDDD; border-radius: 3px 3px 3px 3px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a  title="Night Rig" href="http://foter.com/re/505e63"><img decoding="async" class="foter-photo mceItem" style="border: none; padding: 0; display: block; width: 100%;" title="Night Rig" alt="Night Rig" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/10/night-rig.jpg" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd" style="padding: 0; margin: 0;"><span style="display: block; float: right;"><a  href="http://www.flickr.com/photos/19779889@N00/271642790/">arbyreed</a> / <a  href="http://foter.com/">Foter.com</a> / <a  href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/">CC BY-NC</a></span></dd>
</dl>
<p>La domanda di petrolio negli USA sta leggermente calando e lo sta facendo da qualche giorno ormai. Ciò ha portato ad uno stock crescente di petrolio e di conseguenza ad un calo del costo del barile, attualmente attestato intorno ai 97$. Le aspettative sono per un ulteriore calo. Da segnalare anche un tracollo nella fiducia del consumatore americano. Piccola riflessione a latere: ormai chiaramente Europa e USA stanno vivendo dinamiche completamente diverse, l&#8217;unico fil rouge che ancora le lega è il grande momento che sta attraversando la finanza. Tuttavia, a ben guardare, nonostante questa grande performance delle borse e dei mercati, l&#8217;economia reale continua a essere la Cenerentola della situazione: da nessuna parte, in Occidente, assistiamo allo stesso exploit in termini di aumento dei consumi o di creazione di posti di lavoro. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui la fiducia delle persone continua a essere altalenante, con punte verso il basso.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/petrolio-giu-scorte-su/">Petrolio giù, scorte su</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>L&#8217;Iran elargisce 2.5 miliardi di dollari alla Siria. Le sanzioni non indeboliscono Tehran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2013 13:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Repubblica Islamica dell&#8217;Iran ha annunciato ieri una donazione al governo siriano di 2,5 miliardi di dollari in prodotti petroliferi. La notizia è importante e viene riportata dal nostro sito per due ragioni fondamentali. Per prima cosa una così importante dazione di prodotti petroliferi, non solo greggio ma anche prodotti raffinati in particolare Diesel e [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/liran-elargisce-2-5-miliardi-di-dollari-alla-siria-le-sanzioni-non-indeboliscono-tehran/">L’Iran elargisce 2.5 miliardi di dollari alla Siria. Le sanzioni non indeboliscono Tehran</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/oil_pump_jack.jpg" class="thickbox no_icon" title="Petrolio Iran"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/oil_pump_jack-300x200.jpg" alt="Petrolio Iran" title="Oil Pump Jack" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-11826" /></a>La Repubblica Islamica dell&#8217;Iran ha annunciato ieri una donazione al governo siriano di 2,5 miliardi di dollari in prodotti petroliferi. La notizia è importante e viene riportata dal nostro sito per due ragioni fondamentali.<br />
Per prima cosa una così importante dazione di prodotti petroliferi, non solo greggio ma anche prodotti raffinati in particolare Diesel e benzina, ribadisce per l&#8217;ennesima volta ed in maniera pubblica il supporto incondizionato e massiccio dell&#8217;Iran all&#8217;alleato siriano. Supporto che, alla pari delle forniture militari russe e dello stesso Iran, nonché delle migliaia di uomini del partito libanese Hezbollah inviati a combattere in Siria, mantiene in vita il regime del presidente Al Assad.<br />
In seconda istanza il fatto che l&#8217;Iran regali alla Siria 2,5 miliardi di dollari in petrolio e, fatto ancor più importante, in prodotti raffinati dimostra che l&#8217;economia iraniana, non solo non è collassata sotto la pressione delle sanzioni americane, ma che possiede ancora la forza necessaria per sostenere i propri alleati, Siria e Corea del Nord in maniera particolare.<br />
Vogliamo portare la vostra attenzione sui prodotti petroliferi raffinati, sapete perché? Perché negli ultimi due anni, quando si iniziò concretante a parlare di sanzioni contro l&#8217;Iran, in molti sia in America che in Medio Oriente, chiedevano che conto l&#8217;Iran venissero istituite le consistette &#8220;sanzioni paralizzanti&#8221;. Di cosa si trattava? Il termine &#8220;sanzioni paralizzanti&#8221; si riferiva ad una serie di provvedimenti che non colpissero solo l&#8217;esportazione di greggio iraniano ma sanzioni che si focalizzassero sulla necessità iraniana di importare prodotti raffinati, vista l&#8217;allora carenza di capacità di raffinazione.<br />
Le sanzioni paralizzanti non furono mai istituite. Oggi a distanza di oltre due anni quel tipo di sanzione economica probabilmente non sarebbe più definita paralizzante. Il fatto che l&#8217;Iran sia in grado di regalare ai siriani prodotti petroliferi raffinati dimostra che gli sforzi iraniani per aumentare le proprie capacità di raffinazione sono andati a buon fine, e ora l&#8217;industria petrolifera nazionale possiede un surplus di prodotto che può essere ceduta all&#8217;alleato in difficoltà.<br />
In senso lato questa notizia dimostra che la Repubblica Islamica iraniana ha reagito con efficenza alle sanzioni economiche, le quali hanno si dato problemi all&#8217;economia del paese ma non l&#8217;hanno messa in ginocchio, anzi oggi l&#8217;Iran appare molto meno sensibile alle sanzioni intenzionali; non possiamo affermare che Tehran sia ormai immune alle sanzioni americane ma l&#8217;impatto di queste misure sulla Repubblica Islamica è molto più limitato di quanto i media tradizionali fanno a volte intendere. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/liran-elargisce-2-5-miliardi-di-dollari-alla-siria-le-sanzioni-non-indeboliscono-tehran/">L’Iran elargisce 2.5 miliardi di dollari alla Siria. Le sanzioni non indeboliscono Tehran</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>L&#8217;Iran rifornisce di petrolio la Corea del Nord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del nord]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si fanno ancora più strette le relazioni tra Corea del Nord e Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. I due stati hanno raggiunto un accordo che prevede la fornitura di petrolio alla Corea del Nord da parte dell&#8217;Iran. L&#8217;accordo era stato annunciato in aprile dal ministro iraniano del petrolio Ghasemi, il quale ha sottolineato l&#8217;aspetto strategico di questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/kerch_12.jpg" class="thickbox no_icon" title="Oil Tanker"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/kerch_12-300x199.jpg" alt="Oil Tanker" title="Petroliera" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-11619" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/kerch_12-300x199.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/kerch_12-480x320.jpg 480w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/kerch_12-242x161.jpg 242w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/kerch_12-217x143.jpg 217w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/kerch_12-469x313.jpg 469w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/kerch_12.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Si fanno ancora più strette le relazioni tra Corea del Nord e Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. I due stati hanno raggiunto un accordo che prevede la fornitura di petrolio alla Corea del Nord da parte dell&#8217;Iran. L&#8217;accordo era stato annunciato in aprile dal ministro iraniano del petrolio Ghasemi, il quale ha sottolineato l&#8217;aspetto strategico di questo scambio commerciale.<br />
L&#8217;accordo nasce in una situazione che vede l&#8217;Iran non più in grado di vendere tutto il greggio che produce e la Corea del Nord in una condizione che non le permette di acquistare a prezzo corrente energia sul libero mercato.<br />
Viste queste premesse, se è vero che l&#8217;Iran non avrebbe comunque nessun incasso dal greggio invenduto, quali vantaggi ha la Repubblica Islamica nel fornire greggio alla Corea del Nord in profonda crisi economica e non in grado di pagare a prezzo pieno le forniture, e come farà la Corea del Nord a compensare l&#8217;Iran del petrolio inviato via mare?<br />
Per cercare di capire come la Corea del Nord potrebbe compensare gli iraniani per l&#8217;invio del petrolio dobbiamo pensare a quali sono i settori industriali, tecnologici e militari della Corea del Nord che sono oggi più avanzati degli stessi settori in Iran.<br />
Abbiamo analizzato le industrie dei due paesi e gli unici settori nei quali la Corea del Nord è un passo avanti l&#8217;Iran sono la missilistica a lungo raggio e il programma nucleare militare. In ogni altro settore, dalla medicina all&#8217;agricoltura, dall&#8217;industria pesante alla chimica, dalle telecomunicazioni alla finanza la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran è avanti decenni in confronto alla Corea del Nord.<br />
È quindi ragionevole ipotizzare che la Corea del Nord potrebbe fornire tecnologia missilistica e nucleare in cambio del petrolio di Tehran. Probabilmente la nostra teoria è più di una ipotesi, in questi anni è già in atto una stretta collaborazione in questi campi tra i due stati. Ufficiali e tecnici dei due paesi viaggiano tra Tehran e Pyongyang con una certa regolarità e rappresentanti dei due paesi sono spesso presenti ai test missilistici dell&#8217;alleato. Alcuni report evidenziano la presenza del capo del progetto nucleare iraniano in Corea del Nord nel periodo dell&#8217;ultimo test atomico di Pyongyang, una casualità?<br />
Forse, sta di fatto che la Corea del Nord potrà pagare il greggio inviato dagli iraniani solo con la fornitura di tecnologia missilistica o nucleare. Le due tecnologia indispensabili per diventare una potenza atomica sul piano militare, due tecnologia che per essere sviluppate necessitano di molto tempo, materiali speciali e tecnici altamente specializzati, tutte cose che la Corea del Nord può fornire oggi stesso all&#8217;Iran. </p>

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                        Alexxx1979</a>
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		<title>Superpetroliera cinese attracca in Iran. Una sfida aperta agli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 09:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Isola di Kharg, maggior terminal petrolifero iraniano. Una superpetroliera cinese capace di trasportare due milioni di barili di greggio è attraccata alcuni giorni fa alle banchine di carico in attesa di imbarcare petrolio iraniano per l&#8217;energivoro gigante asiatico. La tempistica dell&#8217;arrivo del supertanker cinese antecedente ai negoziati del gruppo del 5+1 con l&#8217;Iran è un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Isola di Kharg, maggior terminal petrolifero iraniano.<br />
Una superpetroliera cinese capace di trasportare due milioni di barili di greggio è attraccata alcuni giorni fa alle banchine di carico in attesa di imbarcare petrolio iraniano per l&#8217;energivoro gigante asiatico. La tempistica dell&#8217;arrivo del supertanker cinese antecedente ai negoziati del gruppo del 5+1 con l&#8217;Iran è un segnale che va ricollegato all&#8217;esplosiva situazione che si sta vivendo nel giardino di casa della Cina: la penisola di Corea.<br />
<figure id="attachment_1812" aria-describedby="caption-attachment-1812" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Supertanker_AbQaiq.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Supertanker_AbQaiq-300x109.jpg" alt="" title="Supertanker_AbQaiq" width="300" height="109" class="size-medium wp-image-1812" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Supertanker_AbQaiq-300x109.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Supertanker_AbQaiq-1024x372.jpg 1024w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Supertanker_AbQaiq.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1812" class="wp-caption-text">wikipedia</figcaption></figure>L&#8217;arrivo del Supertanker cinese indica che la Cina si sta opponendo, e non solo a parole, alla politica si sanzioni nei confronti dell&#8217;Iran organizzate dagli Stati Uniti d&#8217;America. Con questa mossa la Cina ottiene greggio a basso costo dagli iraniani che, con i depositi al limite massimo di capienza e in carenza di compratori internazionali, accetterebbe prezzi inferiori rispetto a quelli decisi dall&#8217;OPEC, e allo stesso tempo rende molto più difficili gli sforzi degli Stati Uniti che attraverso le sanzioni sperano di interrompere il programma atomico dell&#8217;Iran. Ma le sanzioni non fermeranno i progetti atomici iraniani, come non hanno fermato i progetti atomici della Corea del Nord. Le sanzioni affameranno il popolo iraniano aumenteranno l&#8217;isolamento del paese degli Ayatollah, così come hanno affamato la Corea del Nord, e allo stesso tempo faranno crescere la paranoia in tutti gli strati della popolazione che vedendosi in pericolo appoggeranno le idee militariste dei loro leader.<br />
Ma osservare lo bandiera cinese sventolare su un supertanker nell&#8217;isola di Kharg significa molto di più. Significa che Corea del Nord ed Iran sono legate a doppio filo nella pericolosa strategia espansionistica cinese. Significa che la Cina è estremamente innervosita dalla possibilità che il regime nord coreano collassi, e vuole ricordare agli americani che così come gli Usa sono risoluti nel non tollerare più le minacce dei Coreani, allo stesso modo la Cina è decisa a mantenere aperta la rotta che porta il purissimo petrolio light iraniano alle raffinerie cinesi, anche se ciò comporta il fallimento del piano di sanzioni americane verso l&#8217;industria petrolifera iraniana.<br />
Ecco perché una semplice petroliera che attracca in un terminal iraniano rappresenta la più grande sfida che la Cina abbia mai lanciato agli Stati Uniti d&#8217;America dai tempi della nascita della Repubblica Popolare Cinese. Una sfida aperta che, alla maniera dei cinesi senza proclami ma con fatti concreti, dimostra agli Stati Uniti che la Cina, nonostante quello che riportano quotidianamente i media tradizionali, è pronta a difendere la Corea del Nord con le armi. La Corea del Nord, non il regime di Kim che troppe volte non ha rispettato gli ordini di Pechino.<br />
In questa situazione di incertezza l&#8217;Iran avanza nel suo programma nucleare, civile o militare che sia, lo stallo nei colloqui del 5+1 e il timore che alla fine gli Stati Uniti rinuncino ad intervenire militarmente verso l&#8217;Iran sta rendendo lo stato di Israele estremamente nervoso. Gerusalemme osserva la penisola di Corea e vede la Corea del sud ad un passo dalla distruzione totale se, per un qualsiasi motivo, quale che sia, la leadership di Pyongyang decidesse di premere il pulsante atomico. Nei pensieri del Primo Ministro di Israele l&#8217;idea di un nuovo olocausto all&#8217;orizzonte potrebbe spingere il gabinetto di sicurezza di Israele a prendere una decisione definitiva sull&#8217;opzione militare contro l&#8217;Iran, prima che le capacità militari di Israele non siano più sufficienti per gestire in autonomia l&#8217;attacco ai siti nucleari dell&#8217;Iran, lasciando da parte le considerazioni politiche verso gli Stati Uniti e avendo come riferimento quella volontà di non voler più assistere ad un nuovo olocausto. La politica del &#8220;Never Again&#8221; potrebbe concretizzarsi in un attacco ai siti nucleari iraniani, attacco che diventerebbe ancora più vicino alla realtà se nella penisola coreana si scatenasse una guerra dove l&#8217;impiego di armi atomiche non può più essere escluso.<br />
Tocca ora agli Stati Uniti decidere quale si la migliore strategia che possa mantenere intatta la fiducia degli alleati nella fedeltà dell&#8217;America ai trattati di mutua difesa e che eviti di scatenare una guerra dalle conseguenza potenzialmente devastati. Questa volta nessun può far finta di niente, nessuno può accettare lo status quo.<br />
La situazione in Corea così come nel Golfo Persico non può rimanere quella attuale, deve cambiare e cambierà; sarà la diplomazia o la forza delle armi a determinare il cambiamento perché oggi l&#8217;equilibrio geopolitico è instabile, talmente instabile da alimentare i foschi scenari che oggi osserviamo nel mondo.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/superpetroliera-cinese-attracca-in-iran-una-sfida-aperta-agli-usa/">Superpetroliera cinese attracca in Iran. Una sfida aperta agli Usa</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il peso delle elezioni italiane (e non solo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 07:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati Finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La settimana appena passata si è chiusa con due eventi molto importanti: il downgrade dell’Inghilterra e le elezioni politiche italiane. Questi due eventi avranno modo di esplicitare la loro forza a partire dall’apertura di lunedì 25 febbraio. In particolar modo i primi esiti delle elezioni italiane (exit poll) giungeranno in piena seduta di borsa americana. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana appena passata si è chiusa con due eventi molto importanti: il downgrade dell’Inghilterra e le elezioni politiche italiane. Questi due eventi avranno modo di esplicitare la loro forza a partire dall’apertura di lunedì 25 febbraio. In particolar modo i primi esiti delle elezioni italiane (exit poll) giungeranno in piena seduta di borsa americana.</p>
<p>Non ci occuperemo delle elezioni italiane in sè, è nostra abitudine non commentare la politica di italiana, e tuttavia non è possibile ignorare il fatto che all’estero guardino con interesse e a tratti con preoccupazione a questa tornata elettorale.</p>
<p>Dal punto di vista degli analisti finanziari (stranieri) il timore è che le riforme economiche avviate da Mario Monti (premier non eletto), sebbene insufficienti, possano essere rese ulteriormente inefficaci dalla prossima maggioranza che uscirà dalle urne elettorali. Il timore chiaramente passa attraverso una maggiore instabilità percepita da parte dei mercati e che si rifletterà nell’aumento del tanto temuto spread.</p>
<p>Quindi oggi all’apertura della borsa americana lo scenario potrebbe essere quello di un rafforzamento del dollaro per il combinato effetto del downgrade britannico (USD &#8211; GBP) e per l’incertezza derivante dalle elezioni italiane (USD &#8211; EUR).</p>
<p>Uno sguardo anche alle commodities. In particolare il petrolio, dopo aver perso terreno per diverse sedute consecutive, ha chiuso la settimana passata in rialzo (adesso è a quota 93$). I nostri analisti non credono che le vicende di cui sopra potranno influire sul corso del petrolio, se non marginalmente attraverso l’effetto valutario del cambio dollaro &#8211; euro.</p>
<p>In ogni caso, al di là delle vicende europee, sullo sfondo continuerà ad influire la debolezza generalizzata dei principali indicatori macro economici. A questo punto i mercati dovrebbero aver già scontato la parte principale, tuttavia gli effetti potrebbero ancora riverberarsi nelle prime sedute della settimana entrante. A conti fatti dunque, gli occhi degli intermediari saranno tutti puntati sull&#8217;Italia.</p>
<p>Come ogni nostro articolo in ambito finanziario, non costituisce alcun invito a investire o disinvestire in titoli, obbligazioni o altri strumenti finanziari.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/il-peso-delle-elezioni-italiane-e-non-solo/">Il peso delle elezioni italiane (e non solo)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le tensioni si propagano dal Medio Oriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Nov 2012 10:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Commodities]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[NYMEX]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla nostra pagina Facebook1 (sulla quale vi invitiamo a partecipare numerosi) abbiamo affrontato il tema del prezzo del petrolio, in relazione ai recenti e preoccupanti venti di guerra in Medio Oriente. Inizialmente si è verificato un fenomeno singolare, non del tutto inaspettato. In tempi non “sospetti” uno scontro di queste proporzioni e le relative implicazioni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla nostra pagina Facebook<sup><a  href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/le-tensioni-si-propagano-dal-medio-oriente/#footnote_0_6995" id="identifier_0_6995" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="&nbsp;https://www.facebook.com/GeoPoliticalCenter&nbsp;">1</a></sup> (sulla <a  title="Gruppo Facebook di GeoPoliticalCenter" href="https://www.facebook.com/GeoPoliticalCenter" target="_blank">quale</a> vi invitiamo a partecipare numerosi) abbiamo affrontato il tema del prezzo del petrolio, in relazione ai recenti e preoccupanti venti di guerra in Medio Oriente. Inizialmente si è verificato un fenomeno singolare, non del tutto inaspettato. In tempi non “sospetti” uno scontro di queste proporzioni e le relative implicazioni, avrebbero fatto rivalutare il costo del greggio di una cifra tra 1 e 5$ a barile. Nei giorni scorsi, invece abbiamo assistito ad un fenomeno nuovo: il prezzo del petrolio è rimasto stabile o addirittura ha perso terreno.</p>
<p>La spiegazione è molto semplice, la recente crisi in Medio Oriente non è stata sufficiente a contrastare la sfiducia dei mercati finanziari rispetto alla crisi dei debiti sovrani in Europa. Se da un lato infatti i mercati sono più tranquilli adesso relativamente agli aspetti finanziari europei, al contrario la tensione si è spostata e cresce sugli aspetti di economia reale: disoccupazione in primis.</p>
<p>Questi timori sono talmente forti da aver azzerato addirittura l’influenza negativa di un possibile nuovo conflitto in MO.</p>
<p>Venerdì invece c’è stato un cambio di indirizzo: il petrolio si è rivalutato e non poco. In una sola seduta ha acquistato ben l’1,22%, toccando quota 86,67$ al barile. Un livello comunque lontano dai 105/110$ dei primi mesi del 2012, ma che comunque segna un primo rialzo dovuto sicuramente alla crisi in MO.</p>
<p>C’è da dire che dietro questo rialzo vi è anche una motivazione strettamente tecnica: gli operatori in chiusura di settimana hanno preferito acquistare e coprire le proprie scorte, per prevenire eventuali peggioramenti della crisi nel fine settimana e trovarsi completamente scoperti lunedì prossimo. I future per il NYMEX WTI Crude sono per le consegne di Dicembre, mentre i future sul Brent Crude sono per quelle di Gennaio.</p>
<p>Fare una previsione sull’apertura di lunedì è veramente difficile in questo contesto. I nostri analisti ritengono, tuttavia, che il prezzo tornerà a subire nuovamente gli influssi fortemente negativi provenienti dallo stato dell’economia europea e americana che, non dimentichiamolo, sta affrontando le difficili trattative sul “fiscal cliff”. Tuttavia, dovesse acuirsi il conflitto in Medio Oriente, riteniamo verosimile la forchetta tra 1$ e 5$ di apprezzamento.</p>
<p>Questo articolo è una analisi e non è da intendersi in alcun modo come invito a investire o disinvestire in titoli, materie prime o altri prodotti finanziari.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_6995" class="footnote"> <a  href="https://www.facebook.com/GeoPoliticalCenter">https://www.facebook.com/GeoPoliticalCenter</a> </li></ol><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/le-tensioni-si-propagano-dal-medio-oriente/">Le tensioni si propagano dal Medio Oriente</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217; Iran minaccia: fermeremo le esportazioni di greggio ( e chiuderemo Hormuz )</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 06:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Spot on Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli in occidente per un&#8217;ulteriore rafforzamento delle sanzioni internazionali nei confronti dell&#8217;Iran. Richieste in tal senso sono state avanzate da tutti e due i candidati alla Presidenza americana e dai paesi dell&#8217;Unione Europea. Sanzioni che potrebbero colpire non solo il settore petrolifero ma anche quello del gas [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Oil_well.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Oil_well-300x225.jpg" alt="" title="Oil_well" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-2398" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Oil_well-300x225.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Oil_well.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In questi ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli in occidente per un&#8217;ulteriore rafforzamento delle sanzioni internazionali nei confronti dell&#8217;Iran. Richieste in tal senso sono state avanzate da tutti e due i candidati alla Presidenza americana e dai paesi dell&#8217;Unione Europea. Sanzioni che potrebbero colpire non solo il settore petrolifero ma anche quello del gas naturale, istituzioni bancarie e organizzazioni specifiche. Questa prospettiva è per l&#8217;Iran una minaccia molto grave, quasi paragonabile a quella di un attacco aereo alle proprie installazioni nucleari. Ed il regime iraniano ha reagito duramente e anche in modo scoordinato a questa prospettiva. Il governo iraniano ha minacciato infatti di interrompere completamente le proprie esportazioni di greggio che sono scese a causa delle sanzioni da 1,4 milioni di barili di 18 mesi fa al giorno ad 1 milione di barili al giorno di oggi.<br />
Le nuove sanzioni potrebbero ridurre ulteriormente le esportazioni di greggio; ma perchè l&#8217;Iran dovrebbe interrompere l&#8217;export di petrolio, perchè favorire il progetto delle potenze occidentali di bloccare i ricavi derivanti dalla vendita del petrolio, che vantaggi avrebbe l&#8217; Iran?<br />
Per capire la logica che potrebbe star dietro alla decisione iraniana di sospendere le esportazioni bisogna ricordarsi le dichiarazioni della dirigenza iraniana di quasi un anno fa, proprio un anno fa quando le sanzioni diventarono veramente efficaci.<br />
<figure id="attachment_1689" aria-describedby="caption-attachment-1689" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Persian_Gulf_map.png" class="thickbox no_icon" title="wiki"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Persian_Gulf_map-300x246.png" alt="wiki" title="Persian_Gulf_map" width="300" height="246" class="size-medium wp-image-1689" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Persian_Gulf_map-300x246.png 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Persian_Gulf_map-55x45.png 55w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/01/Persian_Gulf_map.png 537w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1689" class="wp-caption-text">Mappa del Golfo Persico</figcaption></figure>In quel periodo, sia alti dirigenti del regime sia parlamentari dichiararono che che se all&#8217;Iran fosse stato impedito, mediante le sanzioni internazionali, di esportare il petrolio iraniano la repubblica islamica avrebbe impedito anche alle altre nazioni che utilizzano lo Stretto di Hormuz per trasportare il proprio greggio di continuare i commerci come se nulla fosse mai successo. Ecco quindi che le dichiarazioni iraniane di sospendere le proprie esportazioni di petrolio si fanno più chiare ed assumono non più i caratteri di una resa bensì i le forme di una durissima risposta alle sanzioni che stanno diffondendo il malcontento in particolare nei grandi centri urbani come Tehran.<br />
La semplice minaccia volta ad aumentare il prezzo del barile a causa dello stop alle esportazioni iraniane non ha una logica coerente in quanto gli altri paesi produttori hanno le capacità per vicariare alla carenza iraniana e Tehran si troverebbe privato di una fondamentale fonte di valuta pregiata indispensabile per importare beni primari indispensabili per la popolazione.<br />
Bisognerà quindi guardare allo Stretto di Hormuz nel giorno in cui la Guida Suprema della repubblica islamica dell&#8217;Iran decidesse di interrompere le esportazioni, perchè l&#8217;unico modo per causare un riverbero su scala mondiale di tale atto sarà la chiusura dello Stretto di Hormuz, scenario che innescherebbe in maniera quasi automatica la risposta durissima e massiccia degli Stati Uniti e delle monarchie sunnite del Golfo.<br />
<a  href="http://english.alarabiya.net/articles/012/10/23/245462.html" title="L'iran minaccia di interrompere le esportazioni di greggio" target="_blank">Qui l&#8217;articolo di Al Arabiya</a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/l-iran-minaccia-fermeremo-le-esportazioni-di-greggio-e-chiuderemo-hormuz/">L’ Iran minaccia: fermeremo le esportazioni di greggio ( e chiuderemo Hormuz )</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Petrolio e mercati finanziari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Commodities]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati Finanziari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche mese fa, per la precisione era maggio e l’articolo potete ritrovarlo qui, abbiamo affrontato il tema dei driver del prezzo del petrolio. Il dubbio dei nostri analisti era ed è che il prezzo non sia guidato principalmente dai fenomeni di economia reale, bensì da altri fattori che stanno risultando via via sempre più importanti. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche mese fa, per la precisione era maggio e l’articolo potete ritrovarlo <a  title="Cosa sta guidando il prezzo del petrolio" href="http://www.geopoliticalcenter.com/2012/05/cosa-sta-guidando-il-prezzo-del-petrolio/">qui</a>, abbiamo affrontato il tema dei driver del prezzo del petrolio. Il dubbio dei nostri analisti era ed è che il prezzo non sia guidato principalmente dai fenomeni di economia reale, bensì da altri fattori che stanno risultando via via sempre più importanti.</p>
<p>Sia chiaro, nella formazione del prezzo delle commodities, in particolare il petrolio, continuano ad avere un ruolo fondamentale gli usuali fattori, quali incontro tra domanda e offerta, sussidi all’acquisto, limitazioni al consumo e all’acquisto, guerre e tutto quel campionario che i nostri lettori conoscono molto bene. E’ altresì innegabile che la componente finanziaria stia assumendo un ruolo a tratti preponderante.</p>
<p>Si osservino i grafici seguenti. Nel primo pannello possiamo vedere l’andamento del prezzo del petrolio rispetto all’indice Euro Stoxx 600 e all’SPGSCI (Standard &amp; Poor’s Goldman Sachs Commodity Index), per i primi 8 mesi del 2002. Nel pannello successivo, invece, troviamo rappresentati i primi 8 mesi del 2012.</p>
<p>Il 2002&#8230;</p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/unctad1.jpg" class="thickbox no_icon" title="Image courtesy of Unctad"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-6677" title="Image courtesy of Unctad" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/unctad1-300x182.jpg" alt="Image courtesy of Unctad" width="300" height="182" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/unctad1-300x182.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/unctad1.jpg 598w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>… e il 2012.</p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/unctad2.jpg" class="thickbox no_icon" title="Image courtesy of Unctad"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-6678" title="Image courtesy of Unctad" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/unctad2-300x205.jpg" alt="Image courtesy of Unctad" width="300" height="205" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/unctad2-300x205.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/unctad2.jpg 598w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Come è possibile notare chiaramente dai grafici l&#8217;andamento degli scambi sui mercati finanziari è strettamente correlato all&#8217;andamento dei prezzi delle commodities. Ma già andando indietro di una decina di anni, troviamo una situazione completamente differente. Come dicevamo poco sopra, non possiamo ignorare le cause classiche che concorrono alla formazione del prezzo, tuttavia è parimenti impossibile ignorare la forza dirompente di un mercato dei derivati che scambia sui mercati delle commodities, avendo ormai assunto una dimensione di 30 volte superiore alle quantità fisiche realmente prodotte. A fronte di questo squilibrio di volumi, è chiaro che un mercato &#8220;fisico&#8221; come quello delle commodities assuma connotazioni prettamente finanziarie, sia in termini di volatilità che di creazione del prezzo. A nostro avviso, questa &#8220;finanziarizzazione&#8221; del mercato del petrolio ha portato ad una forte distorsione del significato del prezzo stesso, aggiungendo ulteriore confusione su temi quali la scarsità delle risorse.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/petrolio-e-mercati-finanziari/">Petrolio e mercati finanziari</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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