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	<title>Sinai | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Nov 2017 15:23:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Strage in una moschea egiziana oltre 200 morti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 15:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Sinai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Strage senza precedenti nell&#8217;Egitto moderno. Un commando molto ben organizzato formato da 20/30 uomini ha attaccato la moschea di Bir al-Abed nel Sinai a circa 40 chilometri di distanza dalla capitale della regione El Arish. I terroristi hanno piazzato una bomba all&#8217;interno della moschea e subito dopo la deflagrazione hanno colpito con armi automatiche, anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Strage senza precedenti nell&#8217;Egitto moderno. Un commando molto ben organizzato formato da 20/30 uomini ha attaccato la moschea di Bir al-Abed nel Sinai a circa 40 chilometri di distanza dalla capitale della regione El Arish.<br />
I terroristi hanno piazzato una bomba all&#8217;interno della moschea e subito dopo la deflagrazione hanno colpito con armi automatiche, anche pesanti, i fedeli in fuga dal luogo di culto. All&#8217;arrivo dei soccorsi i terroristi hanno proseguito l&#8217;attacco prendendo di mira i soccorritori e le ambulanze con a bordo i feriti che si recavano in ospedale.<br />
Il sistema di soccorso del Sinai è completamente collassato, sia per l&#8217;uccisione dei soccorritori impegnati ad Bir al-Abed sia per il timore di attacchi negli ospedali locali. L&#8217;esercito egiziano ha cercato di reagire ma gli attentatori hanno tentato di rifugiarsi in abitazioni private  dell&#8217;area e gli abitanti non gli hanno dato quartiere, poi hanno fatto perdere le loro tracce.<br />
Al Cairo è riunito il consiglio di sicurezza nazionale egiziano che dovrà decidere una risposta ad un attentato che mira a destabilizzare l&#8217;intera nazione. Gli attentatori del Sinai sono storicamente anti-governativi (mentre erano a favore del governo Morsi, che sospese le operazioni militari nelle penisola, consentì l&#8217;invio di armi alle milizie, e autorizzò navi militari iraniane a transitare per il Canale di Suez). I terroristi del Sinai usano molteplici sigle ma il loro obiettivo è quello di rovesciare il governo del Generale El Sisi. Le milizie sono spesso collegate con le frange più estremiste delle guerriglia operante a Gaza e hanno legami solidi con ambienti sudanesi, dove giungono armi iraniane che poi sono &#8220;trasportate&#8221; in varie aree della regione.<br />
Il bilancio delle vittime è impressionante: 235 morti e 120 feriti, e non è definitivo. Il fatto che il numero dei morti superi ampiamente il numero dei feriti indica che molti di essi sono poi stati uccisi in una seconda fase dell&#8217;attentato.<br />
I terroristi del Sinai mettono anche in dubbio l&#8217;autorità religiosa della moschea di Al Azar e in passato si sono resi protagonisti di attacchi contro i cristiani, in particolare sotto le feste di Natale, che sono alle porte.<br />
Si apre una stagione nuova per l&#8217;Egitto, dove l&#8217;attuale &#8220;pazienza strategica&#8221; in salsa egiziana andrà rivista, così come le azioni militari nel Sinai che fino ad oggi sono state caratterizzate da rapide incursioni, senza che si mettesse in atto un vero controllo del territorio, che spesso è limitato alle aree turistiche della penisola. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/strage-in-una-moschea-egiziana-oltre-200-morti/">Strage in una moschea egiziana oltre 200 morti</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Venticinque poliziotti egiziani uccisi nel Sinai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2013 07:04:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una pattuglia della polizia egiziana è stata sorpresa da un&#8217;imboscata nel nord del Sinai da un gruppo armato che ha attaccato il convoglio con lanciagranate e armi automatiche pesanti, l&#8217;autobus che trasportava i poliziotti. Il bilancio per i militari del Cairo è drammatico, le vittime dell&#8217;attacco sarebbero 25 soldati, tutti i componenti della pattuglia. L&#8217;esercito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/06/egyptian_convoy_at_the_rafah_border_egypt.jpg" class="thickbox no_icon" title="Esercito egiziano colpo di stato egitto"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/06/egyptian_convoy_at_the_rafah_border_egypt-300x200.jpg" alt="Esercito egiziano colpo di stato egitto" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-11104" /></a>Una pattuglia della polizia egiziana è stata sorpresa da un&#8217;imboscata nel nord del Sinai da un gruppo armato che ha attaccato il convoglio con lanciagranate e armi automatiche pesanti, l&#8217;autobus che trasportava i poliziotti.<br />
Il bilancio per i militari del Cairo è drammatico, le vittime dell&#8217;attacco sarebbero 25 soldati, tutti i componenti della pattuglia.<br />
L&#8217;esercito egiziano sta conducendo da un mese una campagna per cercare di riprendere il controllo della penisola del Sinai, da sempre feudo delle formazioni islamiste, le quali si sono particolarmente rafforzate nell&#8217;ultimo anno ricevendo armi dal Sudan e dalla Libia, nell&#8217;indifferenza interessata del governo egiziano.<br />
L&#8217;episodio odierno mette in evidenza il fatto che per combattere queste formazioni l&#8217;esercito egiziano dovrà inviare molte migliaia di uomini armati e supportati dall&#8217;aviazione, sempre che Israele conceda all&#8217;Egitto di spostare nel Sinai demilitarizzato forze così ingenti.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/venticinque-soldati-egiziani-uccisi-nel-sinai/">Venticinque poliziotti egiziani uccisi nel Sinai</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;esercito egiziano all&#8217;offensiva nel Sinai contro gli islamisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2013 07:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È iniziata alle prime luci dell&#8217;alba dell&#8217;11 luglio l&#8217;offensiva dell&#8217;esercito egiziano nel Sinai. Le forze di terra egiziane, supportate da carri armati, veicoli corazzati, elicotteri d&#8217;attacco e alcuni jet hanno condotto un attacco coordinato contro i campi base degli integralisti che nell&#8217;ultimo anno avevano trasformato la penisola demilitarizzata nel loro santuario. L&#8217;esercito egiziano ha portato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/unexpected_landscapes_beyond_the_ordinary_200505053.jpg" class="thickbox no_icon" title="Offensiva in Sinai "><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/unexpected_landscapes_beyond_the_ordinary_200505053-300x225.jpg" alt="Offensiva in Sinai " title="Unexpected landscapes beyond the ordinary (2005-05-053)" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-11427" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/unexpected_landscapes_beyond_the_ordinary_200505053-300x225.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/unexpected_landscapes_beyond_the_ordinary_200505053-321x240.jpg 321w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/unexpected_landscapes_beyond_the_ordinary_200505053-301x225.jpg 301w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/unexpected_landscapes_beyond_the_ordinary_200505053-287x215.jpg 287w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/unexpected_landscapes_beyond_the_ordinary_200505053-120x90.jpg 120w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/07/unexpected_landscapes_beyond_the_ordinary_200505053.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>È iniziata alle prime luci dell&#8217;alba dell&#8217;11 luglio l&#8217;offensiva dell&#8217;esercito egiziano nel Sinai. Le forze di terra egiziane, supportate da carri armati, veicoli corazzati, elicotteri d&#8217;attacco e alcuni jet hanno condotto un attacco coordinato contro i campi base degli integralisti che nell&#8217;ultimo anno avevano trasformato la penisola demilitarizzata nel loro santuario.<br />
L&#8217;esercito egiziano ha portato per la prima volta dagli anni 60 elicotteri d&#8217;attacco e carri armati nel Sinai, dopo aver ricevuto in base agli accordi di pace di Camp David, il nulla osta delle autorità militari israeliane.<br />
Gli scontri hanno causato la morte o il ferimento di decine di militanti, la scoperta e la chiusura di numerosi tunnel per il contrabbando tra la Striscia di Gaza e il territorio egiziano, decapitando l&#8217;organizzazione salafita del Sinai e forse causando la morte di alcuni uomini di Hamas accorsi in Egitto per dare man forte ai salafiti egiziani.<br />
Con l&#8217;offensiva odierna l&#8217;esercito egiziano tenta anche di bloccare il flusso di armi e uomini che dal Sinai avrebbe potuto rafforzare le posizioni del braccio armato della Fratellanza Mussulmana, che al Cairo sta cercando di organizzarsi contro i militari, seppure all&#8217;interno del movimento non vi sia un accordo generale su come portare avanti la protesta.  </p>

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                    </div><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/lesercito-egiziano-alloffensiva-nel-sinai-contro-gli-islamisti/">L’esercito egiziano all’offensiva nel Sinai contro gli islamisti</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La Fine degli Accordi di Camp David ( trattato di pace Israele &#8211; Egitto )</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 06:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/08/800px-Camp_David_Menachem_Begin_Anwar_Sadat_1978.jpg" class="thickbox no_icon" title="800px-Camp_David,_Menachem_Begin,_Anwar_Sadat,_1978"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-6158" title="800px-Camp_David,_Menachem_Begin,_Anwar_Sadat,_1978" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/08/800px-Camp_David_Menachem_Begin_Anwar_Sadat_1978-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Nel 1978 l&#8217;allora presidente egiziano Sadat e il primo ministro di Israele Begin, firmarono uno storico trattato di pace tra Israele ed Egitto, un trattato che ha garantito oltre 35 anni di pace tra i due stati mediorientali e una collaborazione tra Il Cairo e Tel Aviv che è andata oltre gli accordi firmati alla presenza del presidente americano Jimmy Carter. Quell&#8217;accordo però costò la vita a Sadat, che morì in un attentato organizzato dai Fratelli Mussulmani, attentato che quasi costò la via anche al vice di Sadat, Moubarak. I fratelli mussulmani hanno sempre osteggiato l&#8217;accordo di pace con Israele, ritenendo una lesione dell&#8217;onore nazionale l&#8217;obbligo della smilitarizzazione della penisola del Sinai, dimenticando che gli Israeliani erano arrivat ifino al Canale di Suez e l&#8217;Egitto aveva perso la guerra. Durante la recente campagna elettorale, dominata e vinta da Morsi, un fratello mussulmano, il tema degli accordi di pace di Camp David è stato più volte nominato, anche se spesso a mezza voce, dai candidati. Ai nostri analisti è apparso subito chiaro che il presidente Morsi e il suo partito avrebbero fatto di tutto per modificare  quegli accordi.  Morsi ha aspettato, e in parte sta ancora aspettando l&#8217;occasione giusta per portare il proprio affondo sulla questione. Un primo importantne passo lo ha fatto dopo l&#8217;attacco di un gruppo terroristico al confine con Israele, proprio nel Sinai. Dopo l&#8217;attacco notturno ad un posto di frontiera che è costato la vita a 16 militari egiziani, le autorità di Israele hanno invitato l&#8217;Egitto a controllare meglio la zona di frontiera. Il nuovo presidente non si è lasciato scappare l&#8217;occasione e, con il benestare di Israele, ha inviato nel Sinai alcune compagnie meccanizzate ed un piccolo numero di elicotteri d&#8217;attacco Apache. Pochi giorni dopo ha esautorato il ministro della Difesa, Gen. Tantawi, uno dei suoi più agguerriti oppositori e con lui il capo di stato maggiore della difesa e i comandanti in capo di aeronautica, esercito e marina, elimiando buona parte di quei generali che avrebbero potuto opporsi a suoi ordini diretti. Un vero e proprio repulisti, interpretato da molti analisti come il desiderio del presidente egiziano di liberarsi di quegli uomini che avevano buoni rapporti con gli israeliani. Morsi ha accompagnato questi fatti con dichiarazioni pubbliche concilianti verso i partner occidentali e ribadendo la propria volontà di rispettare i trattati di pace con Israele. Tuttavia l&#8217;esercito dell&#8217;Egitto si prepara a schierare un numero sempre maggiore di truppe nella penisola demilitarizzata del Sinai e questa volta senza chiedere il permesso a nessuno. La risposta americana è stata debole, come sempre quando un governo, quale esso sia, associa fatti bellicosi a parole distensive. L&#8217;amministrazione americana tende a non evidenziare i fatti bellicosi e tende a dare credito alle parole concilianti. In questo contesto e ricordando uno degli obiettivi principali dei fratelli mussulmani ( la riconquista della piene sovranità sul Sinai ) il nostro team ritiene altamente probabile che nei prossimi mesi si possa assistere ad un aumento dell&#8217;attività militare egiziana nel Sinai che vada oltre i limiti posti dagli Accordi di Camp David del 1978. Attività che riporterebbe una discreta presenza militare egiziana in una zona cuscinetto fondamentale per Israele, proprio in una fase della storia dove Tel Aviv si trova impegnata a fronteggiare la minaccia iraniana e tenere in grande considerazione gli avvenimenti in Siria e nel sud del Libano. Morsi e i fratelli mussulmani potrebbero cercare di approfittare del possibile conflitto tra Israele Iran e Hezbollah per riprendersi con un colpo di mano la piena sovranità del Sinai, e rendendo ancora più precaria la condizione di Israele che nella regione ormai può contare solo sulla neutralità della Giordania. In questa situazione chiudere i conti con Tehran prima della prossima primavera diventa per Israele un esigenza ancora più pressante.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/la-fine-degli-accordi-di-camp-david-trattato-di-pace-israele-egitto/">La Fine degli Accordi di Camp David ( trattato di pace Israele – Egitto )</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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