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	<title>Stretto di Hormuz | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
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		<title>Trump : affondare le navi iraniane che dovessero minacciare la fLotta americana (dopo che l&#8217;Iran ha lanciato il suo primo missile balistico intercontinentale)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 13:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente americano Trump ha dato ordine di colpire ed affondare qualsiasi unità miliare iraniana che dovesse minacciare lA flotta americana. La decisone, forse tardiva, della Casa Bianca giunge dopo alcuni giorni nei quali le unità navali delle Guardie della Rivoluzione hanno minacciato diverse unità americane sia nello Stretto di Hormuz sia nel Mare Arabico. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/trump-affondare-navi-iraniane/">Trump : affondare le navi iraniane che dovessero minacciare la fLotta americana (dopo che l’Iran ha lanciato il suo primo missile balistico intercontinentale)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente americano Trump ha dato ordine di colpire ed affondare qualsiasi unità miliare iraniana che dovesse minacciare lA flotta americana. La decisone, forse tardiva, della Casa Bianca giunge dopo alcuni giorni nei quali le unità navali delle Guardie della Rivoluzione hanno minacciato diverse unità americane sia nello Stretto di Hormuz sia nel Mare Arabico. </p>



<p>In realtà la decisione del Presidente americano va letta sotto una luce che va oltre il limitato scenario marittimo descritto nell’annuncio della Casa Bianca. Dobbiamo infatti informarvi in maniera compiuta che l’Iran alle prime ore del 22 aprile ha lanciato con successo in orbita polare un satellite militare, su una traiettoria polare. Il satellite, dalle scarse capacità pratiche, avrebbe sorvolato il Nord America per poi perdere l’orbita, dimostrando comunque a Trump ed al mondo che ora l’Iran dispone di un missile balistico intercontinentale. Sì, avete capito bene, un missile balistico intercontinentale. Il vettore utilizzato oggi dall’Iran ha dimostrato di non necessitare di una torre per il suo lancio, ma è stato lanciato direttamente da un TEL (un veicolo di trasporto e lancio), ed è stato rifornito rapidamente di combustibile. Il vettore è un missile a due stadi, il secondo stadio a combustibile solido, con una aerodinamica completamente rivista; insomma i un missile completamente nuovo, moderno, e come abbiamo visto potente ed affidabile. In una parola: un’arma. 
Un’arma e non un vettore spaziale, un’arma ad alta mobilità e rapidità di impiego non un vettore civile che impiega giorni per essere preparato e lanciato, ma che in poche decine di minuti può decollare e colpire.</p>



<p>Alla luce di quanto osservato oggi si spiega in maniera chiara come mai gli iraniani nei giorni scorsi hanno provocato e minacciato le unità navali americane nel Golfo e nel Mare Arabico, disponevano di un vettore, nuovo e probabilmente già testato dal fornitore, in grado di minacciare gli Stati Uniti Continentali. La minaccia diretta agli Stati Uniti Continentali è una vera e propria Red-Line per il presidente americano, che immediatamente ha reagito ordinando l’aumento del livello di allerta delle forze armane in Medio Oriente e la variazione delle regole di ingaggio nei confronti delle unità militari iraniane. </p>



<p>La dichiarazione di Trump non è un bluff, non è una spacconata, è una variazione concreta e reale della strategia militare americana in Medio Oriente. Monitoreremo quotidianamente la situazione nel Golfo e vi riferiremo con rapidità in caso di necessità sui nostri social e sul sito. </p>



<p>Vi ricordiamo che ci trovate su Facebook, Twitter e su Telegram con due canali dedicati. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/trump-affondare-navi-iraniane/">Trump : affondare le navi iraniane che dovessero minacciare la fLotta americana (dopo che l’Iran ha lanciato il suo primo missile balistico intercontinentale)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il sequestro della petroliera Stena Impero. Una precisa strategia iraniana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 13:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stretto di Hormuz, la petroliera Stena Impero battente bandiera britannica naviga verso la sua destinazione in Arabia Saudita in acque internazionali seguendo la rotta standard in ingresso al Golfo. Una flottiglia di navi dei Guardiani della Rivoluzione la accerchia e le ordina di dirigersi a nord verso le acque interne iraniane. La petroliera cerca di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stretto di Hormuz, la petroliera Stena Impero battente bandiera britannica naviga verso la sua destinazione in Arabia Saudita in acque internazionali seguendo la rotta standard in ingresso al Golfo. Una flottiglia di navi dei Guardiani della Rivoluzione la accerchia e le ordina di dirigersi a nord verso le acque interne iraniane. La petroliera cerca di fuggire virando a sud, nessuna nave militare britannica in grado di difenderla è nel raggio utile per soccorrerla, così come invece successo dieci giorni prima con un&#8217;altra petroliera che batteva la bandiera di Sua Maestà.<br />
Visto che la Stena Impero non si dirigeva verso nord, un elicottero ha trasportato sul ponte della nave una squadra d&#8217;assalto delle Guardie della Rivoluzione che armi in pugno hanno abbordato la petroliera e ne hanno preso il controllo.<br />
Quasi simultaneamente un&#8217;altra petroliera appartenente a un armatore scozzese, ma battente bandiera della Liberia, viene sequestrata da un&#8217;altra squadra delle Guardie della Rivoluzione 40 miglia più ad ovest rispetto alla posizione della Stena Impero. I fatti innescano una reazione immediata della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, che minacciano immediate ritorsioni, si riunisce in emergenza il governo britannico e aerei americani sorvolano l&#8217;area per evitare nuovi sequestri. Quando la tensione raggiunge l&#8217;apice gli iraniani liberano la seconda petroliera, allentando la tensione e di fatto evitando una immediata reazione dei britannici.<br />
Il sequestro è avvenuto nell&#8217;imminenza della chiusura dei mercati finanziari e in una settimana nella quale è atteso il nuovo premier britannico che prenderà il posto della May.<br />
Dopo la cattura della nave fonti iraniane hanno affermato che la petroliera non aveva risposto ad una richiesta di soccorso, il fermo della nave era quindi conseguente a questo atto.<br />
Abbiamo quindi assistito ad una astuta strategia pensata per poter mettere in atto i progetti di ritorsione degli Ayatollah in risposta al sequestro della petroliera Grace1 a Gibilterra, limitando la possibilità che la Gran Bretagna risponda direttamente e militarmente a questo atto ostile di Teheran.<br />
L&#8217;Iran pondera attentamente ogni mossa, calcolando il rischio di ogni azione senza esporsi mai in maniera diretta alla rappresaglia britannica o americana, ma restando pronto in caso di conflitto o di attacco straniero.<br />
E&#8217; evidente che Teheran non teme sanzioni o altri mezzi di pressione economica o politica ma cerca di evitare in ogni modo uno scontro militare con le potenze occidentali. Da qui si desume che nei fatti l&#8217;unico vero mezzo che ha l&#8217;occidente per fermare l&#8217;espansionismo iraniano sia un colpo militare diretto, limitato ed estremamente potente che possa far riflettere chi controlla il potere a Teheran sul fatto che l&#8217;occidente, così come anche la Russia, ha ancora la capacità di utilizzare lo strumento militare, solo questo potrà far tornare al tavolo delle trattative l&#8217;Iran degli Ayatollah.<br />
Ma in questo caso è possibile che ci sia un prezzo da pagare per una simile azione, un prezzo non solo militare nella regione, ma il ritorno del terrorismo in Europa e negli Stati Uniti, un terrorismo che da sempre è stata l&#8217;arma di ricatto dei regimi e dei fondamentalismi.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/sequestro-petroliera-stena-impero-strategia-iraniana/">Il sequestro della petroliera Stena Impero. Una precisa strategia iraniana</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;Iran tenta di dirottare una petroliera britannica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 07:14:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Barchini armati veloci delle Guardie della Rivoluzione iraniana hanno tentato di dirottare una petroliera britannica che attraversava lo Stretto di Hormuz. Secondo le notizie fornite dal governo di Londra gli iraniani avrebbero intimato alla petroliera britannica di cambiare rotta ed avvicinarsi alla costa iraniana. La petroliera era scortata da poppa dalla nave da guerra di [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/liran-tenta-di-dirottare-una-petroliera-britannica/">L’Iran tenta di dirottare una petroliera britannica</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Barchini armati veloci delle Guardie della Rivoluzione iraniana hanno tentato di dirottare una petroliera britannica che attraversava lo Stretto di Hormuz. Secondo le notizie fornite dal governo di Londra gli iraniani avrebbero intimato alla petroliera britannica di cambiare rotta ed avvicinarsi alla costa iraniana. La petroliera era scortata da poppa dalla nave da guerra di Sua Maestà Britannica HMS Montrose (F236) che è entrata in azione affiancando la petroliera e puntando le armi di bordo in direzione delle unità iraniane. Allo stesso tempo venivano trasmessi avvisi verbali alle unità iraniane, intimando loro di allontanarsi. Le unità delle Guardie della Rivoluzione iraniana si sono quindi ritirate e la petroliera britannica ha superato lo Stretto di Hormuz. È altamente probabile che Londra fosse a conoscenza delle intenzioni iraniane in quanto la petroliera British Heritage aveva tenuto una rotta anomala nell&#8217;avvicinarsi allo stretto, una rotta che l&#8217;aveva tenuta a sud dell&#8217;isola di Abu Musa (illegalmente occupata dagli iraniani negli anni 80), dove solitamente transita il naviglio pesante in quanto a sud di Abu Musa si trovano alcune secche particolarmente insidiose.<br />
La determinazione britannica ha impedito che l&#8217;Iran mettesse in atto la sua minaccia, che non è rimasta nella sfera teorica ma si è concretizzata nel tentativo dell&#8217;uso della forza militare. Ora ogni nave britannica che transiterà per Hormuz sarà un possibile obiettivo degli iraniani che questa mattina davanti alla determinazione della Royal Navy hanno subito uno smacco per loro inaccettabile.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/liran-tenta-di-dirottare-una-petroliera-britannica/">L’Iran tenta di dirottare una petroliera britannica</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Atti di Guerra nel Golfo Persico &#8211; Geopolitica alla Radio &#8211; Podcast</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 06:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica alla Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo podcast della nostra rubrica di Geopolitica alla Radio il riassunto e la relativa analisi dei fatti che si sono succeduti negli ultimi giorni nei pressi dello Stretto di Hormuz, con l&#8217;attacco alle petroliere partite da Arabia Saudita ed Emirati Arabi e l&#8217;evoluzione dello scontro tra Iran e Stati Uniti. Abbiamo fatto un sunto [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/atti-di-guerra-nel-golfo-persico-geopolitica-alla-radio-podcast/">Atti di Guerra nel Golfo Persico – Geopolitica alla Radio – Podcast</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo podcast della nostra rubrica di Geopolitica alla Radio il riassunto e la relativa analisi dei fatti che si sono succeduti negli ultimi giorni nei pressi dello Stretto di Hormuz, con l&#8217;attacco alle petroliere partite da Arabia Saudita ed Emirati Arabi e l&#8217;evoluzione dello scontro tra Iran e Stati Uniti.<br />
Abbiamo fatto un sunto molto dettagliato della situazione in essere e delineato alcune possibili future evoluzioni.</p>
<p>Buon Ascolto</p>
<p><a  class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/user/neverwasradio/33-golfo-di-oman" data-resource="episode_id=18317492" data-theme="light" data-autoplay="false" data-playlist="false" data-cover="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/8f4c838f8fbc0a83de9fd5a8b77e9f47.jpg" data-width="100%" data-height="400px">Ascolta &#8220;Fiamme nel Golfo &#8211; Rubrica n.32 di Equilibrium Network con Geopoliticalcenter.com &#8211; Stagione 4 &#8211; 2018/19&#8221; su Spreaker.</a><script async="" src="https://widget.spreaker.com/widgets.js"></script></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/atti-di-guerra-nel-golfo-persico-geopolitica-alla-radio-podcast/">Atti di Guerra nel Golfo Persico – Geopolitica alla Radio – Podcast</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Iran: sfida a Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2019 13:33:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due petroliere sono state attaccate all&#8217;imboccatura dello stretto di Hormuz, dopo aver preso a bordo metanolo e nafta in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi. Le due navi sono state colpite a distanza di 30 minuti una dall&#8217;altra. La prima è stata la Front Altair la quale è stata colpita con un ordigno ad alto [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/iran-sfida-a-trump/">Iran: sfida a Trump</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due petroliere sono state attaccate all&#8217;imboccatura dello stretto di Hormuz, dopo aver preso a bordo metanolo e nafta in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi.<br />
Le due navi sono state colpite a distanza di 30 minuti una dall&#8217;altra. La prima è stata la Front Altair la quale è stata colpita con un ordigno ad alto potenziale, probabilmente un siluro, la seconda, che si trovava 25 miglia più a est (la Kokuka Corageous) è stata oggetto dell&#8217;esplosione di una mina agganciata allo scafo, una cosiddetta Limpet Mine.<br />
L&#8217;azione ostile giunge dopo settimane di dichiarazioni bellicose degli iraniani, che hanno più volte minacciato di interrompere il flusso di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, e dopo che due settimane fa alcune petroliere furono danneggiate al largo degli Emirati sempre da mine agganciate allo scafo. Un&#8217;altra interessante similitudine tra i due attacchi alle petroliere è il fatto che poche ore prima i ribelli Houti dello Yemen hanno attaccato, utilizzando sistemi d&#8217;arma forniti dalla teocrazia. Prima dell&#8217;attacco al largo degli Emirati un drone Houti ha colpito un oleodotto saudita sul Mar Rosso e ieri prima dell&#8217;attacco alle petroliere tra Oman e Iran un missile da crociera lanciato dai ribelli filo-iraniani ha colpito il terminal dell’aeroporto saudita di Abha, causando 23 feriti.<br />
Stiamo quindi assistendo ad aperti atti di guerra contro gli Stati Uniti, l&#8217;Arabia Saudita e i loro alleati nella regione e nel mondo.<br />
Ma perché parliamo di ordigno ad alto potenziale per l&#8217;attacco alla Front Altair? Perché come si è osservato una mina magnetica di piccole dimensioni non è in grado di perforare il doppio scafo delle moderne petroliere, inoltre un testimone privilegiato, il comandante russo di una nave della Maersk Line, ha parlato durante la segnalazione dell&#8217;incidente di un probabile siluramento avendo egli osservato la vampa dell’esplosione.</p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/04C76B23-B790-4D08-AFC9-CE1C868ED359.jpeg" class="thickbox no_icon" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26107" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/04C76B23-B790-4D08-AFC9-CE1C868ED359-300x172.jpeg" alt="" width="300" height="172" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/04C76B23-B790-4D08-AFC9-CE1C868ED359-300x172.jpeg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/04C76B23-B790-4D08-AFC9-CE1C868ED359-768x441.jpeg 768w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/04C76B23-B790-4D08-AFC9-CE1C868ED359-1024x589.jpeg 1024w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/04C76B23-B790-4D08-AFC9-CE1C868ED359.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Il tipo di carico della nave colpita, e il fatto che l&#8217;ordigno non sia stato fatto detonare sotto lo scafo, ha impedito che l&#8217;unità affondasse, generando un ben diverso effetto dell&#8217;attacco.</p>
<p>Ben di altra natura i danni a carico della Kokuka Courageous, la quale ha subito solamente la perforazione dello scafo esterno, ma non di quello interno. Interessante anche il fatto che un barchino delle Guardie della Rivoluzione iraniana, dopo l&#8217;esplosione della prima mina, si sia premurato di asportare dallo scafo della nave una seconda mina inesplosa, come potete osservare da queste immagini.</p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2.png" class="thickbox no_icon" title=""><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26109" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2-300x225.png" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2-300x225.png 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2-768x576.png 768w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2-1024x768.png 1024w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2-760x570.png 760w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2-380x285.png 380w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2-94x72.png 94w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2-253x189.png 253w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/0296409A-6733-44B3-ACE2-AF6A3F490BA2.png 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/EF5CF6E1-8F5A-4CEE-815C-F798E22F4C03.jpeg" class="thickbox no_icon" title=""><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26110" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/EF5CF6E1-8F5A-4CEE-815C-F798E22F4C03-169x300.jpeg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/EF5CF6E1-8F5A-4CEE-815C-F798E22F4C03-169x300.jpeg 169w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/EF5CF6E1-8F5A-4CEE-815C-F798E22F4C03-577x1024.jpeg 577w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/EF5CF6E1-8F5A-4CEE-815C-F798E22F4C03.jpeg 640w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a> <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/219710DC-C141-4D3B-ADA3-CD0B28A6DBEB.jpeg" class="thickbox no_icon" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26111" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/219710DC-C141-4D3B-ADA3-CD0B28A6DBEB-169x300.jpeg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/219710DC-C141-4D3B-ADA3-CD0B28A6DBEB-169x300.jpeg 169w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/219710DC-C141-4D3B-ADA3-CD0B28A6DBEB-577x1024.jpeg 577w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2019/06/219710DC-C141-4D3B-ADA3-CD0B28A6DBEB.jpeg 640w" sizes="auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a><br />
È quantomeno curioso che un natante, senza farsi molti problemi, prenda a bordo un dispositivo esplosivo che potrebbe fare molti danni su un piccolo barchino come quello delle Guardie della Rivoluzione, a meno che quell&#8217;oggetto sia ben noto a chi lo sta maneggiando e che la stessa persona sappia bene come renderlo inoffensivo.<br />
È anche anomalo il comportamento dell&#8217;Unione Europea che non ha condannato l&#8217;azione di guerra cui abbiamo assistito nello specchio di mare tra Iran e Oman, anomala come la poca attenzione che i media hanno riservato alla vicenda definendola &#8220;tensione in Medio Oriente&#8221;. Ma questa non è tensione, questo è un atto di guerra, o se volete un atto terroristico, che sottolinea ancora una volta la vera essenza di chi da anni utilizza l&#8217;inganno per ottenere vantaggi da ogni trattativa e da ogni accordo internazionale cui è chiamato a partecipare.<br />
Ieri un sonoro schiaffo è arrivato al volto degli Stati Uniti e del presidente Trump, uno schiaffo che vuole verificare se le linee rosse tracciate dalla Casa Bianca sono reali oppure se rappresentano solo il bluff di un affarista non avvezzo alla politica internazionale.<br />
In questa situazione dove la deterrenza americana, e di tutto l’occidente, viene messa alla prova dagli ayatollah, solo una legittima rappresaglia contro chi ha ordinato gli attacchi e contro le basi dove vengono addestrati e da dove partono gli uomini che li hanno condotti, potrà evitare nel prossimo futuro un conflitto dalle conseguenze imprevedibili. Tollerare oggi le azioni ostili, terroristiche, di guerra, mosse contro l&#8217;America e i suoi alleati è la via migliore per far sì che domani un nuovo grande conflitto sconvolga non solo il Golfo Persico ma tutta la regione mediorientale.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/iran-sfida-a-trump/">Iran: sfida a Trump</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Tensione nel Golfo: una strategia iraniana per bloccare l&#8217;export di petrolio saudita.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:41:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sta emergendo chiaramente in queste ore una strategia iraniana per bloccare le esportazioni di petrolio da parte dell&#8217;Arabia Saudita. Vanno infatti letti nel medesimo piano gli episodi accaduti ieri al largo del principale porto petrolifero degli Emirati Arabi Uniti sul Mare Arabico, e l&#8217;attacco di questa mattina di droni partiti dallo Yemen che avrebbero avuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta emergendo chiaramente in queste ore una strategia iraniana per bloccare le esportazioni di petrolio da parte dell&#8217;Arabia Saudita. Vanno infatti letti nel medesimo piano gli episodi accaduti ieri al largo del principale porto petrolifero degli Emirati Arabi Uniti sul Mare Arabico, e l&#8217;attacco di questa mattina di droni partiti dallo Yemen che avrebbero avuto come bersaglio le installazioni petrolifere saudite sulla costa del Mar Rosso. Diciamo partiti dallo Yemen e non degli Houti, in quanto è impossibile per le milizie dei cammellieri yemeniti costruire, lanciare e dirigere a distanza droni tanto avanzati come quelli visti oggi in volo verso la costa saudita del Mar Rosso.<br />
Appare a noi evidente che Teheran abbia mandato un chiaro messaggio a Ryad e agli americani che operano nella regione: l&#8217;Iran ha la volontà e forse la capacità di bloccare l&#8217;export petrolifero arabo sia dai terminali degli Emirati Arabi, sia dai porti sauditi sul Mar Rosso.<br />
Questa tesi fa sì che in caso di conflitto nel Golfo Persico, non sarebbe agevole per i sauditi esportare il proprio greggio evitando la via d&#8217;acqua che è posta di fronte alla base navale iraniana di Bandar Abbas.<br />
Ma possiamo andare oltre e pensare che l&#8217;Iran voglia mandare un altro messaggio ai sauditi e forse ancor di più agli americani. Il conflitto, se dovesse scoppiare, non chiuderà Hormuz solo per una settimana o per un mese, ma potrebbe essere volontà degli Ayatollah far diventare il transito per Hormuz una sfida continua per molti mesi dopo la fase acuta del conflitto, obbligando americani e arabi a ingaggiare gli iraniani sulle coste orientali del Golfo.<br />
La successione temporale degli attacchi al porto degli Emirati sul Mare Arabico e dei terminal petroliferi sauditi sul Mar Rosso, fa pensare che questi fatti siano funzionali unicamente alla strategia di minaccia che emerge sempre più forte da Teheran. La teocrazia iraniana alza la posta, ed è disposta a rischiare il futuro dell&#8217;intera nazione iraniana oramai certa del <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/tensione-usa-iran-teheran-pensa-ad-un-bluff-di-trump/">bluff di Donald Trump</a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/tensione-nel-golfo-strategia-iraniana-per-bloccare-lexport-di-petrolio-saudita/">Tensione nel Golfo: una strategia iraniana per bloccare l’export di petrolio saudita.</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tensione Usa-Iran: Teheran pensa ad un bluff di Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 18:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Strike on Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione si complica nel Golfo Persico e in tutta la regione mediorientale. Teheran sembra credere che il presidente americano Trump stia letteralmente bluffando nella disputa tra Stati Uniti ed Iran che ha portato alla denuncia dell&#8217;accordo sul nucleare iraniano e a nuove durissime sanzioni degli Stati Uniti nei confronti della teocrazia iraniana. L&#8217;assunto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione si complica nel Golfo Persico e in tutta la regione mediorientale. Teheran sembra credere che il presidente americano Trump stia letteralmente bluffando nella disputa tra Stati Uniti ed Iran che ha portato alla denuncia dell&#8217;accordo sul nucleare iraniano e a nuove durissime sanzioni degli Stati Uniti nei confronti della teocrazia iraniana.<br />
L&#8217;assunto di Teheran originerebbe dal comportamento passato di Trump in Estremo Oriente e in America meridionale. Nei due scacchieri, in particolare nei confronti della Corea del Nord, Trump ha minacciato più volte l’intervento militare per poi sedersi velocemente al tavolo delle trattative, ed interrompendo poi come richiesto da Kim le annuali esercitazioni delle forze americane nella regione.<br />
Anche in Sud-America Trump ha più volte fatto trasparire la possibilità di un intervento militare al fianco di Guaidó in Venezuela, senza poi dare nessun seguito alle fatidiche parole &#8220;tutte le opzioni sono sul tavolo&#8221;. Gli iraniani oggi credono che Trump si comporterà allo stesso modo nel Golfo e che il timore, anzi il terrore, di una guerra lo farà desistere da ogni velleità di intervento contro Teheran.<br />
Va letto a nostro avviso in questa prospettiva ciò che è accaduto ieri al largo degli Emirati, dove quattro unità navali commerciali sono state oggetto di atti di sabotaggio, non destinati certo a determinare l&#8217;affondamento delle navi in oggetto, ma funzionale a ribadire ciò che da Teheran ripetono da giorni, &#8220;abbiamo il dito sul grilletto&#8221;.<br />
Va inoltre ricordato che i vertici militari iraniani, ed a ragione, non vedono più la presenza di un gruppo attacco portaerei americano all’interno del Golfo come una minaccia, ma bensì come una opportunità; sì, una opportunità per utilizzare i missili antinave che le forze regolari e le Guardie della Rivoluzione hanno ricevuto ed accumulato in questi anni e con i quali potrebbero tentare di affondare una portaerei americana.<br />
Ed è così che il buon senso dimostrato da Trump ora è un elemento di svantaggio per gli americani che pagano ancora l&#8217;indebolimento della loro capacità di deterrenza, iniziato quasi dieci anni fa e che prosegue ancora oggi.<br />
Purtroppo l&#8217;unico modo per ripristinare la capacità di deterrenza americana non si materializzerà con la costruzione di nuove armi, tantomeno con l&#8217;aumento del numero degli effettivi o delle portaerei nucleari. La capacità di deterrenza di Washington si potrà manifestare solo dopo che il presidente deciderà di affrontare militarmente, e con tutta la capacità offensiva a sua disposizione, uno dei nemici degli Stati Uniti, non importa quale.<br />
Fino ad allora Russia, Cina, Corea del Nord, Iran, Venezuela e tutti gli altri non interromperanno la loro vincente strategia di minaccia costante alla ormai defunta Pax Americana.<br />
Assistiamo ad un copione che si ripete uguale a se stesso. Un paese sfida la posizione di forza degli Stati Uniti (Corea del Nord, Venezuela, Iran, Siria, la Libia di Haftar, fate voi), la Cina offre supporto economico, la Russia armi e istruttori, se non truppe operative. La stessa cosa avviene oggi in Iran. Gli ayatollah sfidano Washington puntando a diventare una potenza nucleare come Pyongyang. La Cina garantisce gli acquisti del petrolio iraniano aggirando le sanzioni, la Russia attiva un ponte aereo per colmare le carenza tattiche di Teheran in vista di un possible confronto.<br />
Con queste carte in mano Teheran chiama il bluff di Trump, oggi osservando petroliere finire in avaria con il timone distrutto da piccole mine magnetiche al largo degli Emirati Arabi e domani magari dirottando una petroliera saudita diretta negli USA nel porto di Bandr Abbas per un controllo relativo ai documenti di trasporto, oppure sfidando le unità maggiori americane avvicinandosi ad esse con i barchini suicidi dei Pasdaran.<br />
L&#8217;Iran teocratico degli Ayatollah ha chiamato il bluff alla Casa Bianca, tocca ora a Trump cambiare le carte sul tavolo e riprendersi quella deterrenza alla quale da troppo tempo gli Stati Uniti hanno rinunciato.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/tensione-usa-iran-teheran-pensa-ad-un-bluff-di-trump/">Tensione Usa-Iran: Teheran pensa ad un bluff di Trump</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Gli obiettivi strategici di una possibile opzione militare americana contro l&#8217;Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2019 15:27:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Spot on Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di tutto due premesse indispensabili: la prima riguarda il presidente americano Trump, che non è una persona alla quale piace ricorrere allo strumento militare come prima opzione per risolvere le questioni tra stati. Allo stesso tempo l&#8217;attuale inquilino della Casa Bianca utilizza la pressione combinata della potenza economica americana e le capacità militari degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto due premesse indispensabili: la prima riguarda il presidente americano Trump, che non è una persona alla quale piace ricorrere allo strumento militare come prima opzione per risolvere le questioni tra stati. Allo stesso tempo l&#8217;attuale inquilino della Casa Bianca utilizza la pressione combinata della potenza economica americana e le capacità militari degli Usa al fine di ottenere il massimo vantaggio per Washington in eventuali colloqui che dovessero mettere termine alla fase di confronto economico-militare.<br />
La seconda premessa riguarda l&#8217;attuale interlocutore degli Stati Uniti e cioè l&#8217;Iran. In passato il Presidente Trump si è dovuto confrontare con varie tipologie di avversari, incluso un dittatore assoluto quale Kim Jong Un. Oggi invece gli Stati Uniti hanno a che fare con uno stato, non solo dittatoriale e dove il popolo è privato della libertà (religiosa, sessuale, politica sportiva, ecc), ma dove l&#8217;autorità religiosa e quella politica coincidono. L&#8217;essenza teocratica dell&#8217;Iran degli Ayatollah è un fattore che differenzia integralmente la Corea del Nord dall&#8217;Iran. L&#8217;intrinseca natura millenarista dell&#8217;Iran teocratico lo rende fondamentalmente imprevedibile, sia sul piano politico che sul piano militare. I vertici politici iraniani, così come i vertici delle Guardie della Rivoluzione sono intimamente convinti che lo loro stessa vita, così come la vita dell&#8217;intero popolo iraniano, sia votata alla gloria di D.o e dell&#8217;Imam Alì, e in attesa del 12° Imam che tornerà nella gloria alla fine dei tempi. Questa caratteristica ideologica dei vertici iraniani rende la partita nello Stretto di Hormuz completamente diversa da quella giocata in Estremo Oriente; in caso di conflitto, cosa potrebbe quindi accadere, e come potrebbe iniziare questa guerra?<br />
A nostro avviso è altamente probabile che il conflitto nasca proprio nello Stretto di Hormuz o nella parte meridionale del Golfo Persico. In quest&#8217;area la presenza iraniana è massiccia e gli Ayatollah ritengono la via d&#8217;acqua che connette il Golfo all&#8217;Oceano in loro esclusiva pertinenza. In base a questo assunto strategico Teheran negli anni 80 ha occupato tutti gli isolotti dello Stretto, legalmente appartenenti agli Emirati Arabi Uniti. Attraverso il controllo di questi tre isolotti (Abu Musa, Great Tumb, Lesser Tumb), l&#8217;Iran fa ricadere l&#8217;intero Stretto di Hormuz nelle sue acque territoriali.<br />
Dato questo fatto i falchi iraniani, costretti a limitare in maniera massiccia le vendite di greggio sul mercato internazionale e prospettando un periodo di crisi economica per il paese, che darebbe alle opposizioni un fertile terreno di propaganda, potrebbero ingiungere alle portaerei americane che volessero attraversare lo Stretto di domandare il permesso di transito alle autorità militari iraniane. Questa procedura non è per nulla nuova in quanto fu il presidente Obama, nell&#8217;ottica di ingraziarsi l&#8217;Iran al tempo dei negoziati sul nucleare, ad ordinare alla flotta americana di domandare agli iraniani il permesso di transito ad Hormuz, determinando all&#8217;epoca le dimissioni di ufficiali americani contrari alla sua politica di accondiscendenza verso Teheran.<br />
E&#8217; certo che oggi il Pentagono ha ordinato alle sue unità militari in viaggio per il Golfo Persico di interrompere questa pratica, suscitando ancora più nervosismo tra gli iraniani.<br />
Hormuz è un punto molto particolare dello scacchiere geopolitico internazionale, un braccio di mare dai bassi fondali, dove una grande unità come la portaerei Lincoln ha una via obbligata e che dista poche miglia dalle basi missilistiche iraniane. Un tratto di mare dove Teheran può dispiegare i suoi sottomarini tascabili e dove può far transitare navi civili con a bordo, nascosti, missili antinave di ultima generazione.<br />
Sì, perché è questa la nuova minaccia che arriva da Teheran, non solo i missili antinave lungo le coste dello Stretto e sull&#8217;isola fortezza di Abu Musa, ma navi mercantili che hanno a bordo sistemi antinave occultati in finti container da trasporto.<br />
Nella parte orientale dello Stretto di Hormuz le unità militari americane non distano mai più di venti miglia nautiche dai lanciatori missilistici iraniani basati a terra, una distanza minima per permettere alle difese del Gruppo Attacco Portaerei di reagire con efficacia, una distanza che i missili antinave iraniani sono in grado di coprire in circa 60/80 secondi, troppo pochi per garantire l&#8217;incolumità della Lincoln in caso di un attacco coordinato.<br />
Se l&#8217;Iran dovesse provocare gli Stati Uniti lo farà proprio in quel punto, appena ad ovest dello Stretto di Hormuz, è in quel punto che il conflitto potrebbe esplodere e se ciò avvenisse gli Stati Uniti dovrebbero perseguire alcuni obiettivi strategici irrinunciabili.<br />
Il primo sarebbe la completa distruzione delle capacità di difesa aerea dell&#8217;Iran, inclusi gli aeroporti militari, la distruzione dei centri di comando e controllo lungo la costa ed a Teheran e il disturbo delle comunicazioni tra i vari settori della difesa iraniana.<br />
Il secondo obiettivo sarebbe la conquista delle isole dello Stretto ora controllate da Teheran, le quali rappresentano oggi una vera spina nel fianco di ogni unità militare o civile che attraversi lo Stretto.<br />
Il terzo obiettivo è quello di eliminare i vertici della teocrazia iraniana, che in questi anni sono stati responsabili della diffusione del terrorismo in Medio Oriente e la cui dipartita aprirebbe la possibilità di un cambio di regime a Teheran.<br />
Il quarto obiettivo è prevenire un attacco iraniano contro gli alleati americani della regione, in particolare le monarchie sunnite del Golfo ed Israele. La ritorsione iraniana potrebbe aver luogo sia mediante l&#8217;impiego di missili balistici lanciati contro le basi militari americane nel Golfo, contro le principali raffinerie e terminal petroliferi sauditi, contro la capitale dell&#8217;Arabia Saudita Riad, e contro la totalità dello stato di Israele anche coinvolgendo nella lotta l&#8217;Hezbollah libanese e il suo possente arsenale missilistico.<br />
Ma l&#8217;Iran potrebbe andare oltre: i suoi 2000 carri e i suoi 350000 effettivi potrebbero tentare di occupare militarmente la parte meridionale dell&#8217;Irak e lo stesso Kuwait, minacciando direttamente il territorio saudita e quindi sfidando ad una guerra di terra nel deserto gli Stati Uniti e i suoi alleati arabi. Uno scenario che confligge profondamente con tutta la recente dottrina militare americana che non prevede più l&#8217;utilizzo di massicce forze militari di terra nella regione mediorientale. Una simile mossa potrebbe mettere in seria difficoltà il presidente americano che dovrebbe indossare la divisa militare e prepararsi ad una sanguinosa guerra a poco più di un anno dal voto presidenziale americano. L&#8217;Iran possiede la capacità per un simile intervento di terra, ed è proprio su quel fronte che Teheran potrebbe confrontarsi in maniera meno impari con gli americani che indubbiamente controllano in maniera netta il cielo ed il mare della regione.<br />
La macchina bellica americana sarà pronta al transito della portaerei Lincoln a partire dal 17 maggio prossimo, ed è a quella data che noi da oggi iniziamo a guardare.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/gli-obiettivi-strategici-di-una-possibile-opzione-militare-americana-contro-liran/">Gli obiettivi strategici di una possibile opzione militare americana contro l’Iran</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>I Pasdaran iraniani simuleranno la chiusura dello Stretto di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2018 13:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Spot on Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore di sabato mattina le forze delle Guardie della Rivoluzione iraniana simuleranno la chiusura dello stretto di Hormuz ai vascelli non battenti bandiera iraniana. La notizia è stata diffusa da fonti di intelligence israeliane e dal CENTCOM americano. Gli americani in particolare hanno reso noto che il Pentagono è cosciente dell&#8217;imminenza dell&#8217;azione militare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle prime ore di sabato mattina le forze delle Guardie della Rivoluzione iraniana simuleranno la chiusura dello stretto di Hormuz ai vascelli non battenti bandiera iraniana.<br />
La notizia è stata diffusa da fonti di intelligence israeliane e dal CENTCOM americano. Gli americani in particolare hanno reso noto che il Pentagono è cosciente dell&#8217;imminenza dell&#8217;azione militare iraniana e che la Marina Americana è pronta a mettere in atto ogni misura necessaria a garantire la libertà di navigazione attraverso la via d’acqua che Teheran ritiene di sua esclusiva e totale competenza.<br />
È probabile che nella giornata odierna e in quella di domani vengano dispiegati lungo la costa di Hormuz numerosi sistemi antinave e antiaerei, sistemi radar e droni da osservazione ed attacco.<br />
Nella giornata di sabato tutta la forza navale delle Guardie della Rivoluzione, circa 100 piccole imbarcazioni veloci, 20 pattugliatori costieri lanciamissili e una quindicina di sottomarini tascabili prenderanno posizione poco fuori la base navale di Bandr Abbas per poi dirigersi verso le vie d’acqua dove transitano i navigli commerciali.<br />
Per la particolare conformazione dello stretto, e dei suoi fondali, il transito delle grandi unità commerciali è limitato ad una piccola porzione di mare, con a Nord le navi dirette verso il Golfo Persico e a Sud le unità dirette nell&#8217;oceano indiano.<br />
È altamente probabile che le unità dei Pasdaran obblighino qualunque unità volesse attraversare lo stretto a chiedere “l&#8217;autorizzazione&#8221; al transito alla base iraniana di Bandr Abbas, è altresì altamente probabile che nessuna unità saudita, emiratina, o americana attraversi lo Stretto durante le esercitazioni. Ma cosa avverrà se una unità militare americana, ad esempio la USS The Sullivans (DDG-68), sarà incaricata di dimostrare al mondo che gli iraniani non possono impedire a chicchessia di transitare attraverso Hormuz?<br />
Il secondo problema è verificare per quanto tempo proseguirà questa esercitazione iraniana. Le navi commerciali possono attendere senza grandi problemi, se non un relativo danno economico, circa 24/36 ore, dopodiché attendere senza un valido motivo significherebbe rendere caotici gli approdi ai terminal petroliferi o ai porti commerciali.<br />
Ma gli iraniani hanno la capacità di chiudere Hormuz? A questa domanda risponderemo con un nostro post nelle prossime ore.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/pasdaran-chiusura-stretto-hormuz/">I Pasdaran iraniani simuleranno la chiusura dello Stretto di Hormuz</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;aeronautica saudita pronta ad evitare la chiusura di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 10:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Spot on Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>52 Tornado, 61 F-15E, 40 Eurofighter Thypoon queste le tre componenti dell’aeronautica militare saudita che saranno direttamente impegnate nell&#8217;opporsi ad un possibile blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell&#8217;Iran. Sarà affidato a questi mezzi il compito di colpire le basi e le unità di superficie della Repubblica Islamica iraniana, con assoluta priorità per unità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>52 Tornado, 61 F-15E, 40 Eurofighter Thypoon queste le tre componenti dell’aeronautica militare saudita che saranno direttamente impegnate nell&#8217;opporsi ad un possibile blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell&#8217;Iran. Sarà affidato a questi mezzi il compito di colpire le basi e le unità di superficie della Repubblica Islamica iraniana, con assoluta priorità per unità e infrastrutture delle Guardie della Rivoluzione.<br />
Ma per permettere agli aerei da attacco di colpire i loro obiettivi sarà indispensabile la mobilitazione degli AWACS sauditi, e degli aerei deputati alla superiorità aerea, in gran parte F-15C (circa 50) e di una parte degli Eurofighter menzionati in precedenza.<br />
I caccia di Riad sono in grado di confrontarsi egregiamente con la datata aeronautica iraniana, ma potrebbero trovare grosse difficoltà con i sistemi antiaerei a medio raggio che sono dispiegati massicciamente nella zona di Hormuz.<br />
Al fianco dei sauditi sarà sicuramente presente l&#8217;alleato americano che, se il conflitto dovesse rimanere confinato nella regione delle Stretto, potrebbe partecipare solo fornendo informazioni di intelligence e coordinando le forze saudite.<br />
Al contrario se il conflitto dovesse precipitare in una escalation che vedesse impiegati missili balistici e da crociera iraniani, che dovessero essere lanciati contro il territorio saudita, oppure se unità o basi americane fossero attaccate dagli iraniani ci attendiamo una violenta reazione americana con l’impiego di centinaia di missili da crociera ed una campagna di bombardamento strategico convenzionale di una portata mai vista dai tempi del Vietnam.<br />
Uno scontro tra Iran ed Arabia Saudita non è una ipotesi remota, in particolare se Teheran vedrà vacillare il potere assoluto della sua teocrazia.<br />
Se le rivolte diverranno diffuse, se il malcontento per la crisi economica dovesse peggiorare per la limitazione alla vendita del greggio iraniano, se la popolazione non avrà più paura della polizia religiosa e delle Guardie della Rivoluzione, l&#8217;unica risorsa del regime sarà cercare lo scontro con il nemico esterno e tentare in questo modo di cementare il paese e il suo spirito nazionalista attorno al governo.<br />
Presto scriveremo uno scenario riguardante una possibile battaglia ad Hormuz. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/laeronautica-saudita-pronta-ad-evitare-la-chiusura-di-hormuz/">L’aeronautica saudita pronta ad evitare la chiusura di Hormuz</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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