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	<title>Tartus | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
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		<title>La marina russa manterrà una Task Force nel Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 06:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comando supremo della flotta russa ha comunicato che dal mese di marzo 2013 sarà creata una Task Force che opererà nel mar Mediterraneo in maniera continuativa, Task Force permanente nel mediterraneo che era stata soppressa del 1993. La Task Force mediterranea della federazione russa sarà composta da 15/20 navi, tra naviglio combattente e unità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/03/Project_1164_Moskva_2009_G1.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/03/Project_1164_Moskva_2009_G1-300x162.jpg" alt="" title="Project_1164_Moskva_2009_G1" width="300" height="162" class="alignleft size-medium wp-image-8975" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/03/Project_1164_Moskva_2009_G1-300x162.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/03/Project_1164_Moskva_2009_G1-1024x555.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il comando supremo della flotta russa ha comunicato che dal mese di marzo 2013 sarà creata una Task Force che opererà nel mar Mediterraneo in maniera continuativa, Task Force permanente nel mediterraneo che era stata soppressa del 1993.<br />
La Task Force mediterranea della federazione russa sarà composta da 15/20 navi, tra naviglio combattente e unità di supporto, e per forza di cose dovrà rifornirsi in maniera sistematica presso il porto siriano di Tartus. Per mantenere attiva tutto l&#8217;anno la Task Force del Mediterraneo il comando della flotta russa dovrà ricorrere a risorse di tutte le flotte del comando unificato e non solo della navi della flotta del mar nero che storicamente hanno il compito di pattugliare il mar Mediterraneo<br />
In questa luce va inquadrata quindi la grande esercitazione che all&#8217;inizio del 2013  ha visto impiegate unità navali di tutte le flotte del comando navale russo operare nel Mediterraneo. L&#8217;esercitazione che nei fatti è ancora in corso andrà quindi a imbricarsi con la messa in servizio della Task Force mediterranea.<br />
La flotta russa, oggi, non possiede le risorse per garantire una presenza significativa in tutti gli scacchieri internazionali dove sono in atto dispute geopolitiche con i vari avversari della Russia. Il fatto che venga data priorità assoluta al mar Mediterraneo e non, ad esempio, all&#8217;area Pacifica o del Golfo Persico, sta a testimoniare che gli strateghi e i politici di Mosca hanno individuato il bacino del mediterraneo e l&#8217;Europa come il punto di maggiore interesse strategico per il futuro, allo stesso modo in cui gli Stati uniti d&#8217;America hanno individuato nell&#8217;area pacifica il focus della loro politica estera da qui al 2020/2025.<br />
L&#8217;area del Pacifico è oggi contesa agli Stati Uniti e ai suoi alleati (Giappone, Australia, Corea del Sud,Vietnam) dalla Cina che vuole espandere la propria influenza ben oltre il mar Giallo. Espansione utile in una prima fase principalmente per soddisfare la fame di risorse energetiche del gigante asiatico, sempre più in cerca di fonti energetiche per il proprio sviluppo industriale. Il Golfo Persico è invece conteso tra le due principali correnti dell&#8217;Islam, con i rispettivi alleati e, sia per motivi logistico, sia per il fatto che la Russia già possiede imponenti riserve di idrocarburi e gas naturale, non è il luogo migliore dove tentare di sottrarre spazio agli americani. Diversa sarà la situazione nel mediterraneo ed in Europa, un continente che ha pochissime fonti energetiche tradizionali e che già dalla fine della guerra fredda è stato per così dire &#8220;dimenticato&#8221; dagli Stati Uniti che non ritengono la zona geografica del nostro Paese importante per lo sviluppo degli Stati Uniti d&#8217;America. Così la Russia potrebbe riempire il vuoto lasciato dagli americani e diventare per alcuni paesi della regione un punto di riferimento, per l&#8217;acquisto di beni energetici, con la possibilità in un futuro ancora più lontano di avere nella Russia anche un referente nelle scelte di politica internazionale.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-marina-russa-manterra-una-task-force-nel-mediterraneo/">La marina russa manterrà una Task Force nel Mediterraneo</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>È tempo per Assad di lasciare Damasco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 11:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Tartus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione nella capitale della Siria si avvicina sempre ad uno stato di guerra totale. Le milizie delle forze di opposizione, armate con armi individuali e di squadra stanno mettendo in difficoltà le forze regolari siriane. Parliamo di armi individuali e di squadra e non di armi leggere perchè i ribelli non dispongono solo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/07/Damasco.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/07/Damasco-300x225.jpg" alt="" title="Damasco" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-5688" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/07/Damasco-300x225.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/07/Damasco.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La situazione nella capitale della Siria si avvicina sempre ad uno stato di guerra totale. Le milizie delle forze di opposizione, armate con armi individuali e di squadra stanno mettendo in difficoltà le forze regolari siriane. Parliamo di armi individuali e di squadra e non di armi leggere perchè i ribelli non dispongono solo di fucili d&#8217;assalto ma anche di mitragliatori pesanti, armi anticarro di seconda generazione e di alcuni esemplari di armi antiaeree, probabilmente missili Strela. Con questo equipaggiamento, adeguate informazioni sulla dislocazione delle forze di Assad sul campo e con l&#8217;utilizzo di ordigni esplosivi, autobombe e in rari casi di terroristi suicidi, stanno indebolendo in maniera significativa l&#8217;apparato militare dell&#8217;esercito regolare. Nella mattinata di oggi numerosi sconti sono avvenuti in molti quartieri della capitale siriana e una grande esplosione ha colpito la zona dei ministeri della difesa e dell&#8217;interno provocando ingenti danni, la morte del ministro della difesa e il ferimento in modo grave del ministro degli interni. In questo contesto di guerriglia urbana senza esclusione di colpi che sta interessando Damasco, a nostro avviso è giunto il momento per Assad e le forze a lui fedeli di abbandonare la capitale della Siria e ritirarsi, insieme ai suoi fedelissimi e con la benedizione russa nella zona costiera dove gli Alawiti sono maggioranza. Un segnale che questa mossa potrebbe essere prossima è il ritiro avvenuto nelle scorse 24 ore dei battaglioni dell&#8217;esercito siriano che erano di stanza ai margini delle alture del Golan, truppe che hanno ormai completamente abbandonato le posizioni. I media generalisti riferiscono di uno spostamento di truppe utile alla difesa di Damasco, tuttavia il nostro settore mediorientale ritiene che la destinazione di queste truppe fedeli ad Assad non sia Damasco ma la regione costiera di Tartus e Latakia. Il ripiegamento di tali truppe sarebbe quindi utile ad evitare che esse vengano tagliate fuori da una ordinata ritirata verso la zona occidentale del paese.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/e-tempo-per-assad-di-lasciare-damasco/">È tempo per Assad di lasciare Damasco</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Due navi iraniane passano Suez : direzione Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 19:59:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Tartus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due navi da guerra iraniane hanno attraversato il canale di Suez e sono ora dirette verso le coste siriane. Si tratta di un cacciatorpediniere e di una nave appoggio. Le stesse due navi avevano raggiunto il mediterraneo la scorsa estate e avevano ormeggiato presso il porto siriano nei pressi di Latakia. La missione navale Iraniana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due navi da guerra iraniane hanno attraversato il canale di Suez e sono ora dirette verso le coste siriane. Si tratta di un cacciatorpediniere e di una nave appoggio. Le stesse due navi avevano raggiunto il mediterraneo la scorsa estate e avevano ormeggiato presso il porto siriano nei pressi di Latakia. La missione navale Iraniana svolge due compiti contemporaneamente, dimostrare l&#8217;appoggio al regime di Assad e portare tramite la nave appoggio, che viaggia insieme al cacciatorpediniere, rifornimenti ai lealisti di Assad.</p>
<p>L&#8217;Iran mantiene la peculiare caratteristica di rialzare &#8220;la temperatura&#8221; quando la diplomazia si affaccia verso Tehran per cercare una soluzione negoziale delle dispute internazionali.</p>
<p>Marina ed aeronautica israeliana, così come le forze inglesi di stanza a Cipro stanno monitorando con attenzione le mosse delle due navi iraniane con radar costieri, marini, e con l&#8217;utilizzo di droni decollati dal territorio israeliano.</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento del 18/02/2012 ore 04.50 GMT</span></em></p>
<p><span style="color: #000000;">Le navi Iraniane si trovano nelle acque internazioneli prospicenti le acque territoriali Israeliane, a pochissima distanza dal confine internazionale, in quella che appare una aperta provocazione nei confronti dello stato ebraico. La marina e l&#8217;aviazione di Israele sono in stato di massima allerta</span></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento del 18/02/2012 ore 12,50 GMT</span></em></p>
<p><span style="color: #000000;">Le navi iraniane sono giunte inacque territoriali siriane, nel sud del paese, entro la prossima ora sono attese attraccare presso il porto militare di Tartus, la più importate base navale del paese gestita dalla Siria insieme alla marina russa.</span></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">Aggiornamento del 18/02/2012 ore 21,00 GMT</span></em></p>
<p><span style="color: #000000;">Le navi iraniane sono ormeggiate al porto di Tartus. Non abbiamo informazioni sulla data della ripartenza e sulla rotta di una eventuale crociera nel mediterraneo. In zona non ci sono solo le coste di Israele ma anche i campi metaniferi tra Israele e Cipro.</span></p>
<p>Israele ha dichiarato tramite un portavoce del ministero della difesa che le navi iraniane verranno tenute lontane dalle coste dello stato ebraico.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/medio-oriente/siria/due-navi-iraniane-passano-suez-direzione-siria/">Due navi iraniane passano Suez : direzione Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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