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	<title>Turchia | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Aug 2020 15:52:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I Neo-Ottomani preparano l’attacco all’Occidente.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 13:52:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per loro, per gli ideologi del neo-ottomanesimo intrisi di retorica nazionalista, mistica, religiosa noi, noi Occidente, siamo semplicemente il nemico. Noi, noi Europa, noi cristiani, noi ebrei siamo per loro semplicemente un terreno di conquista.  Che questo semplice concetto rappresenti integralmente la visione neo-ottomana è dimostrato direttamente dalle dichiarazioni che arrivano da Ankara, da Istanbul, dagli estremisti che oggi prendono sempre più piede in Libia, da un’ampia fetta della popolazione rurale che abita la Turchia. Che questo semplice concetto sia aderente alla realtà lo si nota dalla sempre maggiore aggressività, sia verbale sia militare, messe in campo dal paese che oggi incarna lo spirito neo-ottomano che sta sorgendo nel Mediterraneo orientale e non solo. Al momento però la Turchia non possiede una struttura militare capace di sostenere questo progetto imperiale nel breve periodo; per diventare una potenza imperiale oggi la Turchia deve assolutamente diventare egemone nella gestione di alcuni beni primari e indispensabili al sostentamento stesso di quei nemici che abbiamo elencato in apertura di questa analisi. <br />Uno dei beni indispensabili all’Europa é il gas naturale, gas naturale di cui il Mediterraneo orientale è ricco: giacimenti di grandissima rilevanza sono presenti nelle acque cipriote, nelle acque israeliane, nelle acque libanesi ed egiziane. Le compagnie petrolifere di tutto il mondo sono accorse in quest’area geografica per sviluppare progetti di scoperta e poi estrazione funzionali ai bisogni dell’intero continente europeo e dei paesi rivieraschi e poveri (fino ad ora) di materie energetiche. Ma il Mediterraneo non è solamente il luogo dove trovare il gas naturale, il Mediterraneo è anche e soprattutto il luogo dove far transitare i gasdotti che possono portare ingentissime quantità di metano verso l’Europa, metano che non necessariamente deve provenire dai giacimenti ivi presenti. Il Mediterraneo infatti può ospitare sul suo fondo gasdotti che provengono dal Caucaso, dalla Persia, dal paesi del Golfo. Ed è su questo aspetto geografico e geopolitico che la Turchia di Erdogan pensa di costruire quella sua vita economica e quella indispensabilità strategica che potrebbe portare Ankara (o forse Istanbul) a diventare veramente la capitale di un nuovo impero. È funzionale a questo tentativo l’accordo ottenuto da Erdogan con il governo libico di Tripoli, accordo secondo il quale la Turchia e Libia condividerebbero il confine di una zona economica esclusiva marittima in grado di tagliare letteralmente in due il Mediterraneo. Chiunque volesse posare un gasdotto che attraversasse in Mediterraneo dovrebbe fare i conti con la volontà turca e quindi anche con le condizioni turche. Tuttavia questa arbitraria decisione di identificare un confine marittimo comune tra Turchia e Libia si scontra con la presenza, fisica e reale, della Grecia e di tutte le isole che appartengono ad Atene nel mar Egeo. La costellazione di isole greche nell’Egeo, e l’imponente presenza dell’isola di Creta, rendono la delimitazione di una zona economica esclusiva tra Turchia e Libia semplicemente un’utopia. <br />In risposta alla dichiarazione libico-turca riguardante la zona economica esclusiva, Atene e il Cairo hanno siglato poche ore fa un accordo analogo istituendo e delimitando un’altra zona economica esclusiva che relega la Turchia a uno Stato litoraneo, senza possibili pretese di controllo integrale del Mediterraneo orientale.</p>
<p>L’accordo tra Grecia ed Egitto ha alterato un labile equilibrio raggiunto grazie alla mediazione tedesca alcune settimane fa. In quei giorni infatti la Turchia si apprestava a iniziare  l’esplorazione petrolifera all’interno di aree  rivendicate, anzi possedute, dalla Repubblica ellenica, ci riferiamo in particolare a tratti di mare presenti nella competenza meridionale delle isole greche di Rodi, Karpatos e Kastellorizo. Poco più a nord di tali aree sono previste dal giorno 10 agosto esercitazioni militari turche, che però saranno svolte all’interno delle acque territoriali di Ankara. Il fatto che in quest’area vi sia, o non vi sia, presenza di idrocarburi è del tutto irrilevante, la Turchia con questa azione punta a  dimostrare che le isole greche non posseggono una loro zona economica esclusiva.</p>
<p>La strategia di Erdogan potrebbe mimare quanto già accaduto nella zona economica esclusiva di Cipro, quando unità militare turche hanno impedito con la forza le attività di ricerca di una nave italiana, la SAIPEM 2000, inviata nell’area di sua competenza dopo che era stata vinta da parte italiana una concessione di esplorazione emessa dalle autorità cipriote. Allo stesso modo, nei prossimi giorni, Erdogan potrebbe mandare una nave per esplorazioni marittime all’interno della zona economica esclusiva greca, facendo scortare tale unità dalla sua marina militare. Questo atteggiamento Turco è figlio della debolezza italiana che alcuni mesi fa ha concesso ai turchi di prevalere con la forza contro il diritto internazionale.</p>
<p>Siamo assolutamente certi che al contrario dell’Italia la Grecia non permetterà che la violenza prevarichi il diritto e l’indipendenza della Repubblica ellenica. In un tale scenario, e qui dedicheremo un articolo specifico ad un’ipotesi di conflitto nell’area Rodi-Karpatos-Kastellorizo, l’unità dell’Occidente contro i progetti neo-ottomani e contro l’imperialismo Turco sarà fondamentale, non tanto per vincere una guerra, quanto per evitarla.</p>
<p>Nel caso in cui la Grecia sia lasciata da sola a confrontarsi contro i turchi la tentazione per Ankara di usare ancora una volta la forza del Mediterraneo potrebbe essere un richiamo troppo forte da vincere, scatenando così un conflitto armato tra due Stati che da sempre combattono l’uno contro l’altro contendendosi i medesimi territori. Se al contrario l’Europa tutta, l’Occidente tutto, la Nato nel suo complesso, prendesse posizione a difesa della legge e del diritto internazionale e conseguentemente a difesa della Grecia, non assisteremo a nessuna guerra in quanto Erdogan sa benissimo di non potersi confrontare contro un simile schieramento. <br />Nel nostro intimo attendiamo invece che, come spesso accaduto, alcuni paesi, per prima l’Italia, non prendano posizione a difesa del diritto internazionale e della legge. Spesso Roma tende a schierarsi dalla parte di colui che sembra il più forte e più determinato, già troppe volte abbiamo visto il nostro Paese appiattirsi sulle posizioni turche, cedere alle pressioni di Ankara, non difendere i propri interessi nazionali per il timore di dover ricorrere, anche in maniera molto limitata, allo strumento militare. <br />Nel malaugurato caso di conflitto tra Ankara ed Atene, la Grecia chiederà aiuto all&#8217;Occidente, alla NATO, a noi tutti; speriamo che questa volta, almeno questa volta, i governanti dell’Europa non si girino dall’altra parte, facendo finta che nulla stia accadendo alle porte della nostra Europa, dove un nuovo impero cerca di emergere a discapito nostro, mettendo in discussione ogni aspetto della nostra cultura e della nostra società. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/neo-ottomani-attacco-occidente/">I Neo-Ottomani preparano l’attacco all’Occidente.</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il pericoloso ricatto di Erdogan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Aug 2018 09:44:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sono minacce quelle esternate dal presidente turco Erdogan contro Stati Uniti e NATO, ma vere e proprie minacce di un Sultano desideroso di perdere ad ogni costo la guida del mondo mussulmano non sciita, se per fare ciò dovrà condividere con la Russia, con la Cina e con l&#8217;Iran i segreti della NATO poco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono minacce quelle esternate dal presidente turco Erdogan contro Stati Uniti e NATO, ma vere e proprie minacce di un Sultano desideroso di perdere ad ogni costo la guida del mondo mussulmano non sciita, se per fare ciò dovrà condividere con la Russia, con la Cina e con l&#8217;Iran i segreti della NATO poco importa, se dovrà arrestare personale NATO ad Incirlick pazienza.<br />
Ma cosa ha minacciato Erdogan? Il Sultano ha apertamente detto ciò che già fa da mesi se non da anni. La Turchia di Erdogan non si sente vincolata al Patto Atlantico, rinnega la laicità dello stato, ripudia l&#8217;amicizia con Israele, dimentica che dopo la Seconda guerra mondiale solo la Nato ed Israele le hanno impedito di finire all&#8217;interno della tenaglia sovietica.<br />
Da anni Erdogan cerca in ogni modo di emergere come leader del mondo mussulmano che desidera il controllo dei luoghi santi oggi in territorio israeliano. Cosciente che non avrebbe mai il supporto americano, egli tenta di procurarsi sistemi d&#8217;arma non prodotti da paesi dell&#8217;Alleanza Atlantica, mantenendo tuttavia la Turchia nella NATO in questo periodo di interregno. La Turchia di Erdogan ha già tra le mani il contratto per la fornitura del sistema di difesa aerea Russo S-400 (SA-21 Growler), punta ad ottenere caccia russi di 4ª generazione e forse anche sistemi terrestri. Ma cosa può dare in cambio Erdogan a Putin? Certo la rottura del comando Sud della NATO è già un&#8217;ampia contropartita politica e strategica, ma il presidente russo non si accontenterà di questo, se Erdogan volesse discutere un sostanziale sconto per l&#8217;acquisto di questi sistemi d&#8217;arma, fatto molto probabile alla luce delle difficoltà economiche di Ankara.<br />
Ecco che Erdogan potrebbe scambiare una forte riduzione del prezzo di acquisto di queste armi con la trasmissione a Mosca dei segreti militari più intimi della NATO, come ad esempio le librerie dei radar avanzati utilizzati dai turchi insieme agli americani, esemplari di missili antiradar ed antiaereo, preziosi sia per Mosca per studiare nuovi sistemi antiaerei, sia per la Cina affamata di hardware per mettere in atto processi di &#8220;ingegneria inversa&#8221;.<br />
I vertici militari turchi possiedono inoltre notizie e dati riservatissimi sui nuovi progetti missilistici, aeronautici e di velivoli a pilotaggio remoto della NATO, che potrebbero essere offerti senza tante remore a Mosca e a Pechino.<br />
Gerusalemme invece, sotto questo punto di vista, si è dimostrata molto più accorta. Israele ha cessato di scambiare dati segreti e sensibili con Erdogan dal 2008 rendendo oggi carta straccia le informazioni che la Turchia possiede su Israele, sulla sua dottrina militare e sui suoi sistemi d&#8217;arma.<br />
La NATO dovrebbe interrompere immediatamente ogni collaborazione con i turchi, ritirare dalla Turchia mezzi e uomini che oggi collaborano a difendere Ankara per due semplici motivi. Il primo è che Erdogan non autorizzerebbe mai l’impiego delle basi su suolo turco per ingaggiare forze riconducibili a Mosca o a Teheran. Il secondo è che ogni singola informazione sensibile passata alla Turchia aumenta il suo potere ricattatorio.<br />
La Turchia non è un alleato dell&#8217;Occidente, la Turchia di Erdogan ormai è alleata solo con Allah e con una visione millenaristica ed estremistica del ruolo turco in Medio Oriente ed in Europa.<br />
Se Erdogan terrà saldo il potere ad Ankara nessuno potrà impedire a questa Turchia di muoversi spedita verso un confronto militare con quelli che erano un tempo i suoi alleati nella Guerra Fredda. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-pericoloso-ricatto-di-erdogan/">Il pericoloso ricatto di Erdogan</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Siria: il Sultano ha il suo impero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2018 21:27:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Afrin è caduta, il Ramo di Ulivo brandito come un maglio dal presidente turco Erdogan ha colpito la popolazione curda della Siria, come negli scorsi anni di guerra aveva massacrato le città curde nel sud della Turchia. Circa duecentomila persone sono in fuga dirette a sud-ovest, non certo verso la libertà, ma solo verso la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Afrin è caduta, il Ramo di Ulivo brandito come un maglio dal presidente turco Erdogan ha colpito la popolazione curda della Siria, come negli scorsi anni di guerra aveva massacrato le città curde nel sud della Turchia.<br />
Circa duecentomila persone sono in fuga dirette a sud-ovest, non certo verso la libertà, ma solo verso la sopravvivenza. Una sopravvivenza messa in dubbio dall&#8217;ingresso in città di quelle orde di combattenti (ora con la bandiera dell&#8217;FSA) che in passato le milizie curde avevano tenuto lontano dalla città, dalle donne e dai bambini inermi.<br />
Ma se osservate le immagini dell&#8217;ingresso in città delle truppe turche e dei loro alleati dell&#8217;FSA, noterete che è la bandiera rossa con la mezzaluna che sventola dal palazzo del governo, è la bandiera turca che garrisce sul pennone più alto della città, mentre quella degli alleati arabi del&#8217;FSA sono quasi superflue.<br />
Anche se molti non se ne sono resi conto oggi è nato l&#8217;impero tanto desiderato da Erdogan, oggi è iniziato l&#8217;espansionismo territoriale che ha fatto seguito alla retorica e alle minacce. Ad Afrin non è stata una guerra per procura, ad Afrin le truppe regolari turche sono entrate in azione palesemente e reclamando un ruolo ben preciso per la Turchia.<br />
Il successo non placherà la sete di potere del Sultano, non tanto perché sia Erdogan, ma perché chiunque si trovasse nella sua posizione non avrebbe alcun motivo per fermarsi o addirittura per indietreggiare. L&#8217;avanza su Afrin ha reclamato il sangue di molti soldati di Ankara, o meglio il sangue di molti martiri come probabilmente preferirebbe dire Erdogan. Ma Erdogan ha anche altri motivi per non arretrare. Primo fra tutti il fatto che egli si senta un predestinato, un uomo del destino non solo per la Turchia ma per tutto il mondo mussulmano. Essere poi scampato alla morte in occasione del colpo di stato fallito del luglio 2016, il grande appoggio avuto dal popolo turco, non ha fatto altro che cementare nella psiche del presidente turco il concetto che egli non poteva ancora lasciare questo mondo, in attesa che il suo destino, quello delle Turchia e di tutto il mondo mussulmano si compia.<br />
La bandiera turca resterà ad Afrin, e se nessuno sarà abbastanza determinato da fermare la marcia dei turchi, presto sventolerà sui piccoli scogli greci al limite più meridionale del Mar Egeo, su tutta l&#8217;isola di Cipro e su altre aree della Siria.<br />
E&#8217; evidente anche che oggi Erdogan agisce in Siria con il nulla osta della Russia e dell&#8217;Iran, desiderose di spezzare il legame che ancora lega l&#8217;esercito e parte del popolo turco con l&#8217;occidente e con la NATO; il presidente invece non è più legato a nessuna alleanza, ma cerca di utilizzare i vari attori delle regione per l&#8217;esclusivo interesse turco.<br />
Verrà il giorno che gli interessi di Turchia e Russia divergeranno e chi oggi dal Cremlino ha autorizzato la nascita dell&#8217;impero turco dovrà confrontarsi con un nemico imprevedibile, esaltato dalla religione e dalla convinzione della propria invincibilità, pronto a sacrificare se stesso ed una intera nazione per la gloria della sua fede.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/siria-il-sultano-ha-il-suo-impero/">Siria: il Sultano ha il suo impero</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ankara ucciso l&#8217;ambasciatore Russo. L&#8217;autore un poliziotto turco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 19:07:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un poliziotto turco di 22 anni ha ucciso, con 5 colpi di pistola sparati alle spalle, l&#8217;ambasciatore russo in Turchia. L&#8217;attentatore, originario di Smirne, era incaricato della sicurezza durante l&#8217;inaugurazione di una mostra fotografica nel centro di Ankara. L&#8217;ambasciatore russo è morto sul colpo e nessuno tra i presenti ha compreso immediatamente cosa fosse successo, [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/ankara-ucciso-lambasciatore-russo-lautore-un-poliziotto-turco/">Ankara ucciso l’ambasciatore Russo. L’autore un poliziotto turco</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un poliziotto turco di 22 anni ha ucciso, con 5 colpi di pistola sparati alle spalle, l&#8217;ambasciatore russo in Turchia. L&#8217;attentatore, originario di Smirne, era incaricato della sicurezza durante l&#8217;inaugurazione di una mostra fotografica nel centro di Ankara. L&#8217;ambasciatore russo è morto sul colpo e nessuno tra i presenti ha compreso immediatamente cosa fosse successo, dando modo all&#8217;attentatore di urlare per alcune decine di secondi, alle telecamere presenti, le motivazioni del suo atto terroristico, e cioè la situazione della Siria e le azioni russe nella guerra ivi presente. L&#8217;attentatore è stato ucciso pochi minuti dopo dalle forze speciali turche, colpisce l&#8217;assenza di guardie personali dell&#8217;ambasciatore russo durante l&#8217;inaugurazione.<br />
Fonti di stampa di Ankara hanno comunicato che l&#8217;attentatore era un &#8220;gulenista&#8221; (un sostenitore dell&#8217;oppositore di Erdogan, Gülen) e che la sua intera famiglia è ora ricercata dalla polizia.<br />
Da tutto il mondo sono giunti messaggi di solidarietà alla Federazione Russa, inclusi gli Stati  Uniti d&#8217;America e il nostro Paese.<br />
L&#8217;ambasciata americana a Ankara ha raccomandato ai cittadini Usa di usare massima prudenza, in particolare nei pressi dell&#8217;ambasciata americana.<br />
Il nostro gruppo non ritiene che questo omicidio possa influenzare le relazioni tra Russia e Turchia, nonostante la gravità evidente del gesto, nessuno sembra intenzionato, in Russia, a ritenere responsabile il Governo turco per l&#8217;accaduto.<br />
E&#8217; tuttavia estremamente probabile che ora il Cremlino chieda ai turchi l&#8217;autorizzazione di schierare in Turchia un gruppo di protezione personale dell&#8217;FSB, con il compito di protegger la vita degli alti funzionari diplomatici russi presenti a Ankara.<br />
Vi relazioneremo sull&#8217;evoluzione della vicenda </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/ankara-ucciso-lambasciatore-russo-lautore-un-poliziotto-turco/">Ankara ucciso l’ambasciatore Russo. L’autore un poliziotto turco</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’incerto processo di consolidamento democratico della Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 08:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[colpo di stato in Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ospitiamo oggi con piacere un editoriale di Matia Sampietro buona lettura. Mentre i tuttologi e vari politici esperti in tutto nei media e nelle reti sociali si esprimono in maniera barbara sulla Turchia, liquidando con qualche riga i recenti fatti avvenuti ad Ankara e a Istanbul con delle certezze che sembrano illuminati da Dio è [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/lincerto-processo-di-consolidazione-democratica-della-turchia/">L’incerto processo di consolidamento democratico della Turchia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ospitiamo oggi con piacere un editoriale di Matia Sampietro buona lettura.</p>
<p>Mentre i tuttologi e vari politici esperti in tutto nei media e nelle reti sociali si esprimono in maniera barbara sulla Turchia, liquidando con qualche riga i recenti fatti avvenuti ad Ankara e a Istanbul con delle certezze che sembrano illuminati da Dio è doveroso procedere con estrema cautela anche in questo caso, diffidando dunque dalle analisi superficiali e approssimative.</p>
<p>Tutto ciò in gran parte è dovuto alla poderosa propaganda ideologica di questi tempi e al fatto di sentirsi in dovere di poter spiegare tutto ciò che avviene anche in Oriente Prossimo con forti connotazioni demagogiche e populiste che li porta a utilizzare pertanto in maniera totalmente errata, confusa e a sproposito dei concetti ben precisi come dittatura o comunque autoritarismo chiuso, sistema dittatoriale, democrazia, Islam, islamismo, &#8220;golpe&#8221;, laicità, laicismo e via discorrendo sino ad arrivare alle complicate ma per qualcuno semplici relazioni tra la Turchia, gli altri Stati in Oriente Prossimo in particolare Iraq, Iran e Siria, la UE, gli USA e la Russia.</p>
<p>Premesso che la situazione geo-strategica della Turchia, membro NATO, è una tra le più complesse del panorama politico mondiale nelle Relazioni Internazionali e nella Geopolitica, possiamo ricordare ante omnia almeno due delle teorie che hanno avuto molto successo in relazione al sistema internazionale in cui ci troviamo e che possono offrire degli interessanti spunti di riflessione in merito ai recenti avvenimenti.</p>
<p>Secondo Huntington l&#8217;attuale struttura del sistema internazionale non rientra nei tre modelli convenzionali (unipolare, bipolare e multipolare), ma in un sorta di ibrido definito mondo uni-multipolare con una superpotenza e varie potenze principali. In questo mondo, date le differenze tra potere militare, potere economico e i vari centri di potere troveremo probabilmente una riduzione di conflitti tra la superpotenza e le varie potenze regionali, invece inevitabili in un mondo unipolare. (1)</p>
<p>Jospeh Nye, conosciuto per il paradigma dell’interdipendenza complessa, invece immagina la distribuzione del potere come una partita a scacchi tridimensionale tra Stati e altri attori, in cui posiziona nella parte superiore della scacchiera il potere militare detenuto dagli Stati Uniti delineante una struttura chiaramente unipolare; nella parte intermedia il potere economico è invece distribuito in modo più equilibrato tra Stati Uniti, UE Giappone e i vari Paesi emergenti, di cui in particolare la Cina; mentre la parte inferiore si caratterizza per la presenza di tutte quelle relazioni transnazionali che attraversano tutte le frontiere trovandosi al di fuori del controllo statale come ad esempio le speculazioni finanziarie, internet o le reti terroristiche, in cui il potere resta disperso e per cui Nye ritiene sostanzialmente inutile parlare di unipolarità o di multipolarità. (2)</p>
<p>Viste le difficoltà di inquadrare con certezza il sistema internazionale a seconda delle differenti prospettive teoriche, possiamo comprendere la complessità dei rapporti tra gli Stati in questi decenni e mi chiedo come sia possibile che qualcuno possa sfornare verità assolute e semplicistiche che in questo campo non esistono.</p>
<p>Inoltre vorrei approfittarne per fare maggiore chiarezza sul regime politico della Turchia che sta creando non poche confusioni.</p>
<p>Il regime politico della Turchia non è assolutamente una &#8220;dittatura&#8221; come propagandisticamente spesso si afferma, e in Politica Comparata soprattutto in relazione alle ultime decadi la si è definita in tantissimi modi dipendendo dagli indicatori utilizzati anche a causa della continua presenza dei veto players e dei domini riservati (ovvero attori informali e formali con capacità di decisione e di influenza senza essere soggetti a responsabilità politica), e in questo ultimi periodo oscilla sempre tra i vari tipi di una democrazia difettosa (flawed democracy) e un regime politico ibrido che presenta elementi propri di una democrazia e altri caratteristici di un regime autoritario. (3)</p>
<p>In riferimento all&#8217;intervento dei militari negli affari interni della Turchia, bisogna doverosamente ricordare che è sempre stata una costante nella sua storia, e quello del 15 luglio 2016 fu il sesto intervento dalla sua fondazione come Repubblica nel 1923 (tentativi compresi). (4)</p>
<p>La domanda da un milione di dollari è: Cosa porterà questo ultimo intervento fallito dei militari in Turchia?<br />
Porterà una maggiore democrazia o assisteremo tutti a un retrocesso del processo di consolidazione democratica?<br />
È ancora presto per avere una risposta, ma sicuramente rafforzerà la leadership di Erdogan che punta a cambiare la Costituzione e alla conversione dell&#8217;attuale sistema parlamentare turco in un sistema presidenziale oltreché dare una ripulita all&#8217;attuale mondo militare.</p>
<p>Per concludere, c&#8217;è stato un fatto che accende una lampadina a qualunque analista politico, ovvero l&#8217;atteggiamento piuttosto ambiguo della UE e soprattutto degli USA nei confronti del loro alleato NATO di non condannare immediatamente sia l&#8217;intervento militare che la violenza fino alla loro sconfitta, cosa che rende probabile la teoria per cui gli Stati Uniti sperassero nella vittoria dei militari, o che comunque fossero coinvolti nella rivolta avendo come punto di riferimento Fetulà Gulen, esiliato e sotto protezione nord-americana, accusato da Erdogan di terrorismo e di essere il cervello di questo tentativo militare fallito.</p>
<p>1)  Samuel P. Huntigton, The Lonely Superpower, Foreign Affairs, vol. 78, n. 2, marzo-aprile 1999<br />
2)  Joseph S. Nye, The Paradox of American Power. Why the World’s Only Superpower Can’t Go it Alone, Oxford University Press, 2002.<br />
3)  Secondo gli indicatori di Freedom House, The Economist, Policy Project, Bertelsmann Transformation Index e International Institute for Democracy and Electoral Assistance.<br />
4) Nel 1960 misero fine alla I Repubblica; il cd. Pronunciamento del 1970; nel 1980 misero fine alla II Repubblica, il cd. “Golpe Postmoderno” del 1997 e il cd. “Golpe Virtuale” del 2007</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/lincerto-processo-di-consolidazione-democratica-della-turchia/">L’incerto processo di consolidamento democratico della Turchia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Erdogan domani parla alla Turchia e al Mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 11:35:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; atteso per domani, nel primo pomeriggio, un importantissimo discoro alla nazione del Leader turco Erdogan. Il presidente della Turchia, post Kemalista, si rivolgerà alla nazione (e al mondo) per comunicare le decisioni del Consiglio di Sicurezza della Turchia, che si riunirà subito prima del Gabinetto di Governo. Questa successione temporale lascia intendere che il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; atteso per domani, nel primo pomeriggio, un importantissimo discoro alla nazione del Leader turco Erdogan. Il presidente della Turchia, post Kemalista, si rivolgerà alla nazione (e al mondo) per comunicare le decisioni del Consiglio di Sicurezza della Turchia, che si riunirà subito prima del Gabinetto di Governo. Questa successione temporale lascia intendere che il governo dovrà probabilmente prende atto delle decisioni del Consiglio di Sicurezza della Turchia.<br />
Sono numerose le speculazioni riguardanti le decisioni che prenderanno questi due organi di governo di Ankara, al momento nessuno è in grado di anticipare cosa dirà Erdogan dopo le riunioni governative, ma attentiamo decisioni riguardanti sia la legislazione interna della Turchia, sia in merito al posizionamento internazionale di una Turchia, una nazione sempre più somigliante ad un regime Ottomano, e sempre meno simile ad una democrazia occidentale. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/erdogan-domani-parla-alla-turchia-e-al-mondo/">Erdogan domani parla alla Turchia e al Mondo</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Colpo di stato in Turchia (Fallito)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 21:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[colpo di stato in Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situazione gravissima in Turchia.  In questa pagina pubblicheremo tutti gli aggiornamenti in merito al colpo di stato perpetrato dai militari ai danni del governo turco.</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/colpo-di-stato-in-turchia/">Colpo di stato in Turchia (Fallito)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Situazione gravissima in Turchia.  In questa pagina pubblicheremo tutti gli aggiornamenti in merito al colpo di stato perpetrato dai militari ai danni del governo turco.</p>
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">05:58 - Fine</h6></div><p> E&#8217; fallito il colpo di Stato in Turchia, liberato il capo di stato maggiore, riaperto ad Istanbul porto e aeroporto, ancora sacche di resistenza dei militari golpisti ad Ankara, decisivo il ruolo delle Moschee nell&#8217;incitare i sostenitori di Erdogan a scendere in Piazza. Erdogan ne esce rafforzato e psicologicamente cambiato, indicativa la sua frase &#8220;Il Golpe fallito è un dono di Dio, ora ripulirò l&#8217;esercito&#8221;</p>
<p><div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">01:58 - Fallito il Colpo di Stato</h6></div><p></p>Smentite le voci che volevano Erdogan in giro per l&#8217;Europa alla ricerca di asilo. Al contrario, probabilmente, non ha mai lasciato i cieli turchi. Una improvvisa e massiccia mobilitazione popolare ha travolto i golpisti, facendoli arretrare da tutte le posizioni in precedenza occupate. Il golpe è, con molta probabilità, fallito</p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">00:49 - ONU</h6></div><p>Interviene Ban Ki-Moon che invita le parti in gioco alla calma</p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">00:00 - Blindati</h6></div><p>Mezzi cingolati a Istanbul</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p lang="en" dir="ltr">Military tanks seen driving down the road in Istanbul <a  href="https://t.co/0mBYjSqLwI">https://t.co/0mBYjSqLwI</a> <a  href="https://t.co/X5NMcrASpW">pic.twitter.com/X5NMcrASpW</a></p>
<p>&mdash; Daily Mail Online (@MailOnline) <a  href="https://twitter.com/MailOnline/status/754082091005014016">15 luglio 2016</a></p></blockquote>
<p><script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">00:28 - Proteste</h6></div><p>Probabili spari verso i (pochi) manifestanti.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p lang="en" dir="ltr">BREAKING: Video seems to show gunfire towards protesters in <a  href="https://twitter.com/hashtag/Istanbul?src=hash">#Istanbul</a> amid military coup. <a  href="https://twitter.com/hashtag/Turkey?src=hash">#Turkey</a> <a  href="https://t.co/kIE3CqjmVQ">pic.twitter.com/kIE3CqjmVQ</a></p>
<p>&mdash; Vocal Europe (@thevocaleurope) <a  href="https://twitter.com/thevocaleurope/status/754079033323905024">15 luglio 2016</a></p></blockquote>
<p><script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>/live]<br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">00:20 - Asilo</h6></div><p></p>Dopo il rifiuto della Germania, Erdogan starebbe volando verso la Svizzera. Voci assolutamente non verificabili, al momento, parlano addirittura di una rotta verso Ciampino</p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">00:15 - Istanbul</h6></div><p>Uditi spari in diversi punti della città</p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">00:06 - Proteste</h6></div><p></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p lang="ru" dir="ltr">Люди вышли на улицы и пытаются заблокировать передвижение военной техники<a  href="https://t.co/KKaDAIBX4Z">https://t.co/KKaDAIBX4Z</a><br />Видео:<a  href="https://twitter.com/Mix_clip">@Mix_clip</a> <a  href="https://t.co/liPtyuPP8F">pic.twitter.com/liPtyuPP8F</a></p>
<p>&mdash; РИА Новости (@rianru) <a  href="https://twitter.com/rianru/status/754073652744757248">15 luglio 2016</a></p></blockquote>
<p><script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">23:59 - Erdogan_3</h6></div><p>Erdogan avrebbe chiesto asilo alla Germania, che però glielo avrebbe negato </p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">”23:35” - ”Incirlik”</h6></div><p>Condition Delta. Base isolata dall&#8217;esterno</p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">”23:34” - ”Erdogan_2”</h6></div><p>Turkish state news agency reports that Erdogan will arrive in Istanbul Atatürk Airport.</p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">”23:30” - ”Erdogan”</h6></div><p>Ignota la sorte di Erdogan.</p><br />
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">”23:10” - ”Online”</h6></div><p>Sito nuovamente online, riprende la diretta per seguire il colpo di stato in Turchia</p></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/colpo-di-stato-in-turchia/">Colpo di stato in Turchia (Fallito)</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Geopolitica alla Radio Turchia avanza il Sultanato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 18:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica alla Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa puntata della nostra rubrica Geopolitica alla Radio vi parleremo della situazione in Turchia e della sempre più forte stretta sul paese del presidente Erdogan. Al termine della puntata un breve excursus sulla situazione in Polonia e sulle continue tensioni tra il blocco orientale della NATO e la Federazione Russa. Come sempre vi ricordiamo [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/geopolitica-alla-radio-turchia-avanza-il-sultanato/">Geopolitica alla Radio Turchia avanza il Sultanato</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questa puntata della nostra rubrica <strong>Geopolitica alla Radio</strong> vi parleremo della situazione in Turchia e della sempre più forte stretta sul paese del presidente Erdogan.<br />
Al termine della puntata un breve excursus sulla situazione in Polonia e sulle continue tensioni tra il blocco orientale della NATO e la Federazione Russa.<br />
Come sempre vi ricordiamo che alle ore 22:30 potrete ascoltarci in diretta ogni martedì sulla web radio neverwasradio.it </p>
<p>Buon Ascolto </p>
<p><iframe src="https://www.spreaker.com/embed/player/standard?autoplay=true&#038;episode_id=8727524" style="width: 100%; height: 131px;" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/geopolitica-alla-radio-turchia-avanza-il-sultanato/">Geopolitica alla Radio Turchia avanza il Sultanato</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Curdi del PKK abbattono elicottero da attacco della Turchia &#8211; VIDEO-</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2016 13:25:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Miliziani del PKK hanno abbattuto con un missile terra aria spalleggiabile un elicottero da attacco turco AH-1 Cobra. Il missile ha impattato dopo dietro il motore dell&#8217;elicottero turco determinando un danno al traliccio del rotore anticoppia, che si è staccato a causa del danno strutturale e delle forti vibrazioni indotte dal danno meccanico. Nessuna possibilità [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/curdi-del-pkk-abbattono-elicottero-da-attacco-della-turchia/">Curdi del PKK abbattono elicottero da attacco della Turchia – VIDEO-</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Miliziani del PKK hanno abbattuto con un missile terra aria spalleggiabile un elicottero da attacco turco AH-1 Cobra. Il missile ha impattato dopo dietro il motore dell&#8217;elicottero turco determinando un danno al traliccio del rotore anticoppia, che si è staccato a causa del danno strutturale e delle forti vibrazioni indotte dal danno meccanico. Nessuna possibilità per l&#8217;equipaggio turco di controllare l&#8217;elicottero così pesantemente danneggiato.<br />
Nell&#8217;impatto al suolo i due militari turchi ai comandi dell&#8217;elicottero hanno perso la vita. I missili terra aria spalleggiabili potrebbero essere stati portati all&#8217;interno della Turchia da formazioni curde che operano in Siria e che dispongono di un discreto numero di questi sistemi d&#8217;arma </p>
<p>Video: AL MASDAR NEWS</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/curdi-del-pkk-abbattono-elicottero-da-attacco-della-turchia/">Curdi del PKK abbattono elicottero da attacco della Turchia – VIDEO-</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il patto con il diavolo. L&#8217;Europa schiava della Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 08:26:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I protocolli segreti sono la norma in diplomazia e non l&#8217;eccezione&#8221;, così rispondeva molti anni fa un mio professore ad un giovane studente che stupito chiedeva informazioni riguardo il &#8220;protocollo segreto&#8221; del patto di non aggressione tra la Germania di Hitler e l&#8217;URSS di Stalin. Oggi la domanda che il nostro gruppo si pone è: [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-patto-con-il-diavolo-leuropa-schiava-della-turchia/">Il patto con il diavolo. L’Europa schiava della Turchia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I protocolli segreti sono la norma in diplomazia e non l&#8217;eccezione&#8221;, così rispondeva molti anni fa un mio professore ad un giovane studente che stupito chiedeva informazioni riguardo il &#8220;protocollo segreto&#8221; del patto di non aggressione tra la Germania di Hitler e l&#8217;URSS di Stalin.<br />
Oggi la domanda che il nostro gruppo si pone è: esite un &#8220;protocollo segreto&#8221; negli accordi tra l&#8217;Unione Europea di Angela Merkel e la Turchia di Erdogan? E se tale protocollo esiste cosa prevede?<br />
Certo noi non possiamo sapere se esiste un protocollo segreto, firmato a latere dell&#8217;accordo che permette di bloccare l&#8217;arrivo di immigrati lungo la famosa rotta balcanica (quella spalancata dalle dichiarazioni della Merkel l&#8217;estate scorsa), e men che meno possiamo eventualmente conoscerne il contenuto.<br />
Tuttavia possiamo analizzare alcuni fatti &#8220;non rituali&#8221; cui abbiamo assistito dopo l&#8217;accordo tra UE e Turchia per bloccare le partenze degli immigrati dalle coste turche.<br />
In primo luogo abbiamo visto un comico tedesco, che aveva scritto e recitato una &#8220;poesia&#8221; molto dura contro il presidente turco Erdogan, finire sotto processo con il placet della Cancelliera Merkel.<br />
Pochi giorni dopo a Berlino è stato modificato il libretto del &#8220;Don Giovanni&#8221; di Mozart dopo pressioni di Ankara. Perchè? Perché a un certo punto dell&#8217;opera il servitore di Don Giovanni elenca le conquiste amorose del suo padrone e, orrore, si parla di novantuno turche sedotte dal personaggio dell&#8217;opera</p>
<blockquote><p>In Italia seicento e quaranta, in Alemagna duecento e trentuna, cento in Francia, in Turchia novantuna”.</p></blockquote>
<p>Un altro fatto da registrare è il totale silenzio delle istituzioni europee riguardo la situazione della minoranza curda che vive, o meglio che tenta di sopravvivere nel sud est della Turchia. Una minoranza che vede all&#8217;interno delle proprie città &#8220;operazioni di polizia&#8221; condotte con l&#8217;utilizzo di carri armati, forze dell&#8217;esercito, e il supporto aereo degli F-16 di Ankara che bombardano lo stesso territorio turco in determinate occasioni. Sono centinaia i curdi uccisi di cui nessuno parla, sono migliaia i feriti e i profughi. Assistiamo alle stesse &#8220;operazioni di polizia&#8221; che furono condotte dal regime di Al Assad contro i primi embrioni di violenza e contro le quali il mondo intero iniziò a discutere inorridito.<br />
Il silenzio totale dell&#8217;Europa non è interrotto nemmeno in difesa della libertà di stampa e di informazione. Proprio ieri sono stai condannati a 5 anni di reclusione in Turchia due giornalisti che avevano documentato la consegna di un carico di armi ai ribelli siriani tramite il confine turco. Ieri durante una pausa del processo uno dei due è stato oggetto di un attentato da parte di un individuo armato di pistola, fermato dall&#8217;enturage del giornalista e dopo da un intervento tardivo della polizia.<br />
Ma in Europa di queste cose non si parla, così come è proibito anche solo nominare lo stermino degli Armeni, un genocidio che non da oggi la Turchia si rifiuta di riconoscere.<br />
Dubitiamo che tutta questa pletora di violazioni dei diritti umani possano passare sotto silezio se non esistesse un accorso non divulgabile tra Turchia e Europa, se non esistesse un patto con il diavolo, benedetto dalla signora Merkel, funzionale a far manterene alla Canceliera il suo potere persoanle in Germania, che potrebbe essere spazzato via da una invasione di clandestini, in grado di rivoluzionare il modo di pensare di milioni di tedeschi.<br />
Ma i patti con il diavolo non portano mai al paradiso, anzi conducono sempre alla dannazione; se Fraü Merkel ha stretto, come Faust, un patto che va ben oltre i valori fondanti della società europea e della società tedesca, sarà la stessa Germania, a tempo debito, a condannare la Cancelliera e tutto il suo gruppo di potere all&#8217;oblio politico.<br />
Se ciò non accadrà sarà perché la società Europea e la società Tedesca non esisteranno più nella forma odierna ma si saranno trasformate in un regime senza libertà, un regime dove sarà impossible leggere una riflessione come la nostra.</p>
<p>Photo Credit: Doktor Faust (Pubblic Domain)</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-patto-con-il-diavolo-leuropa-schiava-della-turchia/">Il patto con il diavolo. L’Europa schiava della Turchia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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