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L’Egitto sull’orlo di un colpo di stato militare

Colpo di stato in Egitto Tensione altissima in Egitto, dove monta la protesta popolare contro il presidente Morsi. Il ministro della difesa e capo di stato maggiore dell’esercito, generale Abdel Fatah El Sissi, ha ribadito che le forze armate non permetteranno che non venga rispettata la volontà del popolo egiziano.
El Sissi ha dichiarato che egli non si è mai intromesso nella vita politica del suo paese, ma in queste condizioni l’esercito, e il suo capo di stato maggiore, non possono rimanere in silenzio.
L’esercito egiziano ha iniziato ad alzare la voce dopo che il presidente egiziano ha dichiarato pubblicamente di essere favorevole all’impostazione di una No-Fly Zone sulla Siria, facendo sospettare di voler coinvolgere l’aviazione egiziana in questa operazione.
L’esercito egiziano non vuole essere coinvolto in una guerra regionale che potrebbe mettere in crisi le relazioni dell’Egitto con la Federazione Russa. I vertici delle forze armate egiziane, sono oggi molto legate agli Stati Uniti d’America e questo legame sembra poter influenzare, forse troppo a detta dei vertici militari del Cairo, le decisioni che vengono prese al ministero della difesa.
In secondo luogo i militari vedono salire la tensione con Israele, stato con il quale i vertici militari e dell’intelligence egiziana avevano collaborato, fino alla rivoluzione, nel contrastare i fondamentalisti che minacciano la laicità dello stato e la sovranità egiziana su alcune parti sensibili del territorio come il Sinai.
Il popolo vede da sempre nell’esercito un’istituzione di garanzia, che non permetterà a nessuno di mettere in pericolo l’integrità dello stato e i diritti dei cittadini, tutti i cittadini.
Il giorno cruciale per l’Egitto potrebbe essere il 30 giugno, quando si terranno al Cairo imponenti manifestazioni contro il presidente Morsi. Se la polizia e le forze dipendenti dal ministero dell’interno dovessero reprimere la rivolta e se il presidente egiziano proseguirà nel suo programma di radicalizzazione dell’Egitto i militari potrebbero prendere in mano la situazione, deporre il presidente, instaurare un governo guidato da una giunta militare e indire elezioni per una assemblea costituente in grado di modificare l’attuale costituzione, imparando dagli errori del passato.