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Senkaku : cambio di strategia per la Cina

Nella mattinata di ieri 5 febbraio 2013 avevamo iniziato la stesura di questo articolo il cui focus riguardava l’atteggiamento più aggressivo della Cina nella disputa per le isole Senkaku. Osservando i report degli spostamenti delle unità di sorveglianza marittima cinese avevamo notato un importante variazione negli schemi comportamentali di tali vascelli. Fino a 72 ore fa i vascelli da sorveglianza marittima della Repubblica Popolare Cinese entravano nelle acque delle isole contese, venivano intercettati dai guardacoste nipponici e, dopo aver affermato la sovranità cinese sullo specchio d’acqua e sulle isole stesse, tornavano in acque internazionali. Poi improvvisamente i cinesi hanno cambiato atteggiamento, le loro unità non hanno più risposto agli inviti dei giapponesi di lasciare le acque contese e sono rimaste all’interno delle acque di pertinenza delle Senkaku per più di 18 ore, ribadendo ciclicamente alle unità giapponesi in cinese ed in inglese, che le Senkaku sono isole cinesi, e cinesi sono le acque intorno agli isolotti.
Mentre valutavamo questo nuovo atteggiamento non sapevamo che il 30 gennaio scorso è avvenuto un radicale cambio di passo nella gestione della disputa internazionale. I guardacoste nipponici sono stati supportati dall’intervento di un cacciatorpediniere delle forza marittime di autodifesa giapponesi, mentre un’unità di pari classe si muoveva in supporto del vascello di sorveglianza marittima cinese.
Le due unità da guerra si sono avvicinate ad una distanza che i nostri analisti stimano intorno alle 20 miglia. Nei minuti successivi l’unità cinese avrebbe, secondo quanto riferito dai giapponesi, accesso il radar di tiro utilizzato per l’acquisizione dei bersagli da parte dei missili antinave e ha “bloccato” il radar sul caccia giapponese, azione che va classificata senza dubbio alcuno come atto ostile.
Così, quello che era iniziato come un pezzo che voleva raccontare l’ennesimo gradino dell’escalation nelle Senkaku, è diventato il racconto del primo atto ostile tra unità maggiori delle flotte di Cina e Giappone.
Da oggi le navi che incroceranno nelle acque delle Senkaku avranno sempre ben presente che il 30 gennaio un radar di tiro ha inquadrato e minacciato un caccia giapponese, ogni militare, pianificatore e politico lo terrà ben presente. Allo stesso modo militari politici e pianificatori inizieranno a organizzare un sistema di copertura aereo per le unità navali che pattugliano le isole Senkaku, questo potrebbe essere il vero momento critico nelle contesa per gli isolotti. Mentre nel confronto tra navi i tempi di reazione sono relativamente dilatati, ciò non vale per le forze aeree. Nei cieli le decisioni si prendono in pochi secondi e se un aereo cinese inquadrerà un F/15J giapponese in pochi secondi un atto ostile potrebbe trasformarsi in un atto di guerra.