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Un medioriente libero da armi atomiche. Le prospettive future

Un medioriente libero da armi nucleari è un sogno di molti, forse di tutti, così come lo è un mondo libero dalle armi atomiche. Ma oggi tutti e due i sogni sembrano destinati a rimanere tali, anche se una possibilità esiste. Analizziamo oggi la regione mediorientale e valutiamo chi possiede armi atomiche. Per ora, e ribadiamo PER ORA, l’unica nazione che dispone di armi nucleari è lo stato di Israele anche se non ne ha mai ne ammesso ne smentito ufficialmente il possesso, perseguendo quella politica di ambiguità dettata fin dall’inizio del programma nucleare. Per liberare il medio oriente dalle armi atomiche è necessario quindi evitare che nuovi stati si dotino di tali armi e far si che Israele acconsenta prima ad una riduzione del proprio arsenale, quindi al completo smantellamento. Ma oggi in una situazione di crescente instabilità e masse arabe che reclamano la rivincita contro Tel Aviv le atomiche sono l’unica garanzia di sopravvivenza dello stato ebraico. L’unico modo per far uscire Israele dal club atomico è fornire a questo stato l’assoluta garanzia di una protezione costante ed incondizionata protezione non solo da parte dell’alleato americano ma da una schiera più ampia di paesi. Solo con questa garanzia, forse, i governanti di Israele accetteranno di liberarsi delle testate atomice. Ogni altra strada che immagini pressioni basate sulla possibile proliferazione nucleare in medio oriente non solo è sbagliata ma rischia di innescare una serie di conflitti tra nemici, ex alleati ed avversari storici dagli sviluppi non completamente prevedibili e a volte nemmeno immaginabili.
Vi abbiamo fatto questa premessa perchè è ormai chiaro a molti analisti che dopo le elezioni americane, nel caso di una riconferma in carica del Presidente Obama, si terrà, dopo una adeguata preparazione che potrebbe portare via alcuni mesi, un vertice diretto tra Stati Uniti e Iran, se non a livello dei Leader, probabilmente a livello di ministri degli esteri. In questa sede l’Iran potrebbe scoprire le proprie carte essendo ormai prossimo alla capacità nucleare, e condizionare il non assemblaggio della bomba alla rinuncia di Israele agli armementi atomici. In caso contrario l’Iran si riterrebbe in diritto, per una specie di diritto simmetrico, di costriure quello che lo stato di Israele possiede da 50 anni, la bomba atomica. Cosa farà Obama? Chiederà ad Israele di esaudire le richieste iraniane o inizierà un conflitto con una potenza atomica. La discussione non è accademica ma potrebbe diventare uno scenario non più possibile ma probabile. La via del dialogo senza un intervento militare diretto degli americani in medio oriente è una strada destianta al fallimento. Ma quando parliamo di un intervento militare diretto non ci riferiamo ad una guerra contro l’Iran ci riferiamo a piani operativi ben definiti che siano in grado di proteggere gli alleati, arabi ed israeliani, da qualsiasi minaccia. Parliamo di piani a lungo termine che definiscano l’area mediorientale come centro strategico per l’occidente in generale e per gli Stati uniti in particolare. Solo in questo modo sarà possibile denuclearizzare la regione mediorientale, solo con una presenza fisica politica diploamtica e militare nell’area abbiamo una piccola speranza di eliminare le armi di distruzione di massa da una regione esplisiva con il medioriente. Ma oggi l’America di Obama sta facendo l’esatto contrario ritirandosi dalla regione e dichiarando l’area del Pacifico la priorità strategica e geopolitica degli Stati Uniti, lasciando il medioriente nella tenaglia dell’odio viscerale che oppone sunniti a sciiti, le speranza di rivalsa dei nazionalisti egiziani contro Israele e il miraggio dei fondamentalisti di costituire una roccaforte estremista in Siria sempre più vicino. Così ogni nazione per timore di soccombere nel vortice del caos e finire preda dei nemici farà di tutto per avere gli armamenti migliori, le armi più letali e il sogno roibito di ogni Re Califfo Presidente o Ayatollah sarà avere adisposizione l’arma finale, l’arma atomica.