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	<title>Francia | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Jan 2019 19:37:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Geopolitica alla Radio: i Gilet Gialli puntano alla de-macronizzazione della Francia &#8211; PODCAST &#8211;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 19:33:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica alla Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Gilet Gialli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa puntata di geopolitica alla radio vi raccontiamo insieme agli amici di Equilibrium Network della situazione in Francia legata alle proteste dei Gilet Gialli. Domani sabato 12 gennaio seguiremo le proteste del nono atto della protesta, che molti manifestanti affermano essere contro Macron &#8220;presidente dei ricchi&#8221; Buon ascolto Ascolta &#8220;Francia: la rivolta continua &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questa puntata di geopolitica alla radio vi raccontiamo insieme agli amici di Equilibrium Network della situazione in Francia legata alle proteste dei Gilet Gialli.</p>



<p>Domani sabato 12 gennaio seguiremo le proteste del nono atto della protesta, che molti manifestanti affermano essere contro Macron &#8220;presidente dei ricchi&#8221;</p>



<p>Buon ascolto</p>



<p><a  href="https://www.spreaker.com/user/equilibriumnetwork/10-francia-reloaded">Ascolta &#8220;Francia: la rivolta continua &#8211; Rubrica n.10 di Equilibrium Network con Geopoliticalcenter.com &#8211; Stagione 4 &#8211; 2018/19&#8221; su Spreaker.</a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/geopolitica-alla-radio-i-gilet-gialli-puntano-alla-de-macronizzazione-della-francia-podcast/">Geopolitica alla Radio: i Gilet Gialli puntano alla de-macronizzazione della Francia – PODCAST –</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Francia il Governo impone il &#8220;Job Act&#8221; per decreto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2016 20:05:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo francese ha deciso di imporre la riforma della legislazione sul lavoro applicando l&#8217;articolo 49.3 della Costituzione, articolo che permette al governo di adottare per decreto urgente una legislazione, che può essere messa in discussione solo da un voto di opposizione del parlamento successivo ad una richiesta di sfiducia che deve essere messa agli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo francese ha deciso di imporre la riforma della legislazione sul lavoro applicando l&#8217;articolo 49.3 della Costituzione, articolo che permette al governo di adottare per decreto urgente una legislazione, che può essere messa in discussione solo da un voto di opposizione del parlamento successivo ad una richiesta di sfiducia che deve essere messa agli atti dell&#8217;Assemblea Nazionale francese entro due giorni dalla decretazione governativa.<br />
La legge molto contestata in Francia era impantanata in parlamento; a nostro avviso da domani in Francia si potrebbero organizzare manifestazioni di piazza che potrebbero virare verso la violenza.<br />
La medesima legge potrebbe inoltre scoraggiare l&#8217;elettorato socialista dal partecipare massivamente alle prossime elezioni politiche e presidenziali francesi, avendo osservato un governo della sinistra demolire le certezze dello statuto dei lavoratori di Francia, tutto capitale per il Marine Le Pen&#8230;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/francia-il-governo-impone-il-job-act-per-decreto/">Francia il Governo impone il “Job Act” per decreto</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Gli occhi dell&#8217;Europa sulla Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Politico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 13:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni francesi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, sabato 12 Dicembre, gli occhi dell&#8217;Europa si stanno girando verso la Francia. Siamo alla vigilia del secondo turno, valido per le elezioni regionali. Il primo turno ha visto un grande vincitore, il Front National, che, in ben 2 regioni (Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Nord-Pas de Calais Picardie) ha superato il 40%, sfiorando, a livello nazionale, [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/gli-occhi-delleuropa-sulla-francia/">Gli occhi dell’Europa sulla Francia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/12/meeting_1er_mai_2012_front_national.jpg" class="thickbox no_icon" title="Meeting 1er mai 2012 Front National"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/12/meeting_1er_mai_2012_front_national-300x199.jpg" alt="Meeting 1er mai 2012 Front National" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-20352" /></a>Oggi, sabato 12 Dicembre, gli occhi dell&#8217;Europa si stanno girando verso la Francia. Siamo alla vigilia del secondo turno, valido per le elezioni regionali. Il primo turno ha visto un grande vincitore, il Front National, che, in ben 2 regioni (Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Nord-Pas de Calais Picardie) ha superato il 40%, sfiorando, a livello nazionale, il 30%. Ci siamo chiesti (chiedendolo anche a voi) se e in che modo le stragi di Parigi abbiano influenzato questa svolta a destra. Il governo in carica non ha certo brillato nell&#8217;affrontare la crisi economica sebbene la Francia sia una delle potenze economiche più importanti del vecchio continente. Senz&#8217;altro il problema della sicurezza, a cui si aggiungono il problema della disoccupazione (in aumento) e del PIL ristagnante non hanno fatto altro che regalare consenso alla Le Pen. Le reazioni, a questi risultati, non si sono certo fatte attendere. Sia dal fronte dei socialisti che dal fronte repubblicano. Il partito socialista è in grossa difficoltà, potendo contare una sola vittoria certa nella roccaforte della Bretagna, e avendo ritirato i propri candidati (come nel caso delle due regioni in cui si sono imposte, per il momento, le Le Pen). Ieri abbiamo riportato le parole dette dal premier Valls (socialista), che ha affermato, probabilmente cedendo nella provocazione dialettica della Le Pen, che “La vittoria del Front National può portare alla guerra civile”. Sul fronte repubblicano invece Sarkozy è convinto di rappresentare “un&#8217;alternativa autentica” potendo puntare anche sull&#8217;appoggio dei voti socialisti derivanti dall&#8217;appello “anti-Le Pen”. Si sta cercando, in tutti i modi possibili, di “salvare il salvabile” evitando di cedere l&#8217;amministrazione delle regioni al FN aiutando il “male minore”. Riteniamo che socialisti e repubblicani (soprattutto i primi) non siano riusciti a trovare al loro interno i punti di forza per dare le giuste risposte ai cittadini francesi. La gara del secondo turno è apertissima. Le elezioni presidenziali del 2017 non sono poi così lontane e il FN sta creando una base di consenso da non sottovalutare. Un po&#8217; come sta accadendo in Austria, dove addirittura dal 2008 è al governo la Grosse Koalition (la grande coalizione) tra i socialisti della SPOE e i popolari (centro-destra) della OEVP, necessaria per arginare l&#8217;ascesa dei liberali di Strache e della sua FPOE. In Francia, e non solo, non siamo poi così lontani da quest&#8217;ultima realtà.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/gli-occhi-delleuropa-sulla-francia/">Gli occhi dell’Europa sulla Francia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Elezioni UMP 2012 Psicodramma alla Francese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2012 09:05:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A causa delle dure notizie provenienti dal Medio Oriente, la politica europea è (de facto) passata in secondo piano. Di conseguenza, poche e frammentarie sono le notizie filtrate sui nostri media (giornali, telegiornali, e così pure siti internet specializzati in lingua italiana) sul vero e proprio psicodramma che ha recentemente colpito il più importante partito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/11/ump_edito_drapeau_4.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/11/ump_edito_drapeau_4-300x129.jpg" alt="" title="ump_edito_drapeau_4" width="300" height="129" class="alignleft size-medium wp-image-7110" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/11/ump_edito_drapeau_4-300x129.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/11/ump_edito_drapeau_4-173x75.jpg 173w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/11/ump_edito_drapeau_4.jpg 673w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>A causa delle dure notizie provenienti dal Medio Oriente, la politica europea è (de facto) passata in secondo piano. Di conseguenza, poche e frammentarie sono le notizie filtrate sui nostri media (giornali, telegiornali, e così pure siti internet specializzati in lingua italiana) sul vero e proprio psicodramma che ha recentemente colpito il più importante partito di opposizione francese, l’ UMP (Union pour un Mouvement Populaire).</p>
<p>Vediamo di fare un po’ di ordine a beneficio dei nostri lettori</p>
<p>Prima di tutto, cos’è l’ UMP? L’ UMP è il più importante partito francese di orientamento di centro-destra. Nasce nel 2002 come coalizione elettorale sotto il nome di Union pour la Majorité Presidentielle (ovvero: unione per la maggioranza presidenziale) con il preciso ed esclusivo mandato di sostenere la rielezione di Jacque Chirac, raggruppando le fila della destra parlamentare sia contro il PS (Partie Socialiste) e l’unione di sinistra di Lionel Jospin (uscita vincitrice delle elezioni parlamentari) sia contro la destra extraparlamentare di Jean Marie Le Pen. All’indomani delle elezioni, i tre movimenti confluiti nell’UMP (Rassemblement pour la République, Démocratie Libérale e i transfughi della Union pour la Démocratie Française) decidono di stabilizzare la propria unione con un duplice mandato: creare una casa comune per le tre anime della destra francese (i gollisti, i nazionalisti e i progressisti neo-liberal) stabilizzando il cosiddetto “cordone sanitario” nei confronti del Front National di JM Le Pen e quindi contenere la crescita della destra extraparlamentare e garantire la successione a Chirac del delfino designato: Alain Juppé, primo presidente del partito. Gravi problemi giudiziari di Juppé (nel 2004 viene arrestato con l’accusa di frodi fiscali, accusa particolarmente severa in Francia) e ripetuti insuccessi elettorali dell’UMP fra 2002 e 2004 determinano tuttavia l’ascesa di Nicolas Sarkozy, che il 28. Novembre 2004 viene eletto al congresso di Le Bourget con un esito quasi plebiscitario (85.1% degli iscritti): il successo interno al partito lancia Sarkò verso la successione designata al rivale-compagno Chirac, che prima è praticamente costretto a nominarlo ministro degli interni e quindi a riconoscerlo (molto a malincuore) come proprio delfino alle successive elezioni del 2007. Il resto è storia recente: il quinquennio di Sarkozy si conclude infatti con la sconfitta alle elezioni presidenziali del 2012, a vantaggio del leader (tutt’altro che indiscusso) del PS ed attuale Presidente della Repubblica Francese François Hollande</p>
<p>Perché queste elezioni? A seguito dell’insuccesso elettorale, e con la prospettiva di dover rispondere a breve di varie irregolarità amministrative e fiscali verificatesi nel corso del suo mandato presidenziale (l’immunità presidenziale ha infatti termine con la conclusione dell’incarico), Sarkozy decide di mettere in stand-by la proprio parabola politica, lasciando campo aperto nella successione alla guida del partito e rimettendo definitivamente la presidenza del partito, “congelata” fra 2007 e 2012 a seguito della sua vittoria elettorale. E qui si arriva alle elezioni interne del novembre 2012. A contendersi la candidatura, che ragionevolmente varrà anche come ticket elettorale in vista delle elezioni del 2017 (apparentemente remote, ma per le quali l’ UMP già ha iniziato a lavorare all’indomani della recente débacle) sono Jean François Fillon (1954, Mans), ex primo ministro di Sarkozy e sulla sua scia in temi di orientamento verso una politica di destra riformista e al tempo stesso nazionalista, e Jean-François Copé (1964, Boulogne-Billancourt), segretario generale del partito dal 2007 ed esponente di una corrente più moderata. Al di là dell’orientamento politico qui rapidamente delineato (ed ovviamente in modo incompleto) i due non potrebbero essere umanamente più diversi: Fillon discende da una famiglia che, nei suoi vari rami, ha dato alla Francia politici, scienziati e romanzieri sin dal rinascimento. Copé ha invece una storia umana e personale molto simile a Sarkozy, di cui condivide l’origine ebraica (rumena in questo caso) e l’essere francese di seconda generazione. Fillon può vantare numerosi incarichi istituzionali a partire dai primi anni ‘90, mentre Copé (fatta eccezione per il quinquennio 2002-2007, in cui ricoprì per brevi periodi gli incarichi di portavoce del governo, di ministro del budget e per pochi mesi di ministro dell’interno) ha quasi sempre esercitato funzioni interne al partito. Sostanzialmente irreprensibile la carriera politica di quest’ultimo, mentre assai travagliata e segnata da passaggi ai limiti del lecito quella di Fillon (non ultima, la violazione di un principio costituzionale che impedisce ai deputati di essere promotori d’impresa durante il proprio mandato)</p>
<p>Perché le elezioni dell’ UMP ci dovrebbero interessare? Dopotutto, sono un atto interno ad un partito, per di più estero. E’ vero, ma è altrettanto vero che l’ UMP (194/577 Deputati, 131/348 senatori, 25/74 deputati europei) rappresenta il pressoché solo partito di opposizione alla compagine di governo (i centristi di Bayrou sono sostanzialmente scomparsi dopo le ultime elezioni, e la destra di Le Pen è ancora oggetto di ostracismo da parte degli altri movimenti politici). In altri termini, l’UMP rappresenta il solo contrappeso alla politica di Hollande, contrappeso tanto più forte nella corrente che fa capo a Fillon: fu proprio l’ex primo ministro di Sarkozy a promuovere la legge di stabilità finanziaria dell’agosto 2011 (o “legge Matignon”, dal nome dell’albergo in cui fu presentata per la prima volta) che sposava in modo integrale le linee guida rigoriste di origine germanica. L’ UMP è inoltre un movimento europeista “con riserva”: per l’ UMP l’Europa è il posto della Francia, a patto che essa ne sia motore e non semplicemente carrozza al traino della Grande Germania. E’ inoltre verosimile che il presidente dell’UMP sia il candidato della destra alle prossime elezioni presidenziali (ammesso che Rachida Dati non provi l’avventura e non riesca a riunire le fila dei sostenitori di Sarkozy). A tutti gli effetti, le elezioni dell’UMP rappresentano l’equivalente delle ormai prossime primarie dei nostri partiti parlamentari.</p>
<p>OK. Mi hai convinto. Cos’è successo allora? In poche parole, un grandissimo pasticcio. Andiamo con ordine. Diversamente dall’Italia (ma anche dagli USA), non tutti i candidati possono partecipare alle elezioni presidenziali del partito. Dopo aver presentato la candidatura, è necessario ottenere il “parrinaggio” almeno del 3% degli iscritti al partito (n = 7924). In altre parole, almeno il 3% degli iscritti al partito deve dichiarare di essere un sostenitore del candidato, che diversamente non può portare avanti la propria campagna elettorale. Questo primo passo ha portato all’eliminazione di Dominique Dort, Nathalie Morizet, Bruno Le Maire e Henri Guaino – tutt’altro che senza polemiche. Secondo gli esclusi (e Fillon), Copé avrebbe scientificamente sabotato l’accesso al voto, rendendo difficile ai suoi rivali persino la presentazione dei parrinaggi. Il 28. Settembre, due soli candidati risultavano in possesso di un sufficiente numero di parrinaggi per presentarsi alla tornata elettorale del 19. Novembre: per l’appunto, Copé e Fillon. Ad onor del vero, un terzo candidato – il sindaco di Saint Quintin, Xavier Bernard, presentatosi per altro solo all’inizio di settembre, avrebbe avuto diritto a portare avanti la propria candidatura, forte di 8000 parrinaggi (non ufficialmente verificati, tuttavia): la distanza da Copé e Fillon (rispettivamente 47,000 e 46,000 parrinaggi) lo avrebbe tuttavia sconsigliato dal procedere, riservando di ripresentarsi alle presidenziali del 2017. Dopo una campagna tutt’altro che accesa, culminata nel confronto televisivo del 25. Ottobre e nella sorprendente dichiarazione di Copé di ergersi “paladino della lotta al razzismo anti-europeo” (che a suo dire serpeggerebbe nella Francia multietnica: tentativo tardivo di catturare gli elettori in fuga verso JM Le Pen e di scacciare l’immagine di Beur, ovverosia di Francese di seconda generazione con sangue per di più ebreo ed arabo nelle vene?) e “rottamatore” (per dirla come Renzi&#8230; ma i termini non erano molto diversi) della dirigenza del partito filo-Sarkozy, il 19. Novembre si è quindi andati al confronto elettorale.</p>
<p>Il margine fra i due candidati appare da subito molto risicato, come del resto era apparso durante la raccolta dei parrinaggi: nel giro di alcune ore è appare tuttavia evidente che la vittoria finale si giocherà su pochissimi voti. Alla sera del 19. Novembre, il comitato elettorale dichiara vincitore Copé con un margine di 98 voti su oltre 100,000 elettori. Qui inizia il vero e proprio pasticcio. Complice la non ufficializzazione del voto da parte della dirigenza del partito, sia Copé che Fillon si dichiarano infatti vincitori del confronto elettorale, ed invitano il rivale a “fare un passo indietro” (per usare una terminologia italiana). Nelle ore seguenti, i due rivali si accusano di bassezze e scorrettezze, con toni molto diversi da quelli pre-elettorali, finché la sera del 20. Novembre arriva l’annuncio ufficiale: Copé è presidente dell’ UMP con un margine dello 0.03% sul rivale (per l’esattezza, 87,388 vs 87,290 voti). Il quale dapprima rifiuta di riconoscere la vittoria di Copé, quindi (probabilmente consigliato dai propri spin doctor e con la speranza di conservare un ruolo nella nomenklatura del partito) ammette la sconfitta per poi, all’alba del 21. Novembre, dichiarare che i voti dei dipartimenti d’Oltre Mare – che ufficialmente sono parte integrante della Francia e quindi dell’Europa, non sarebbero stati conteggiati. Aspetto non da poco, visto che parliamo di La Réunion (circa 1,000,000 di abitanti), Guadeloupe (circa 500,000 abitanti) e soprattutto nuova Caledonia (250,000 abitanti): in altre parole, circa il 3% della popolazione della Repubblica, ed una percentuale sufficientemente ampia da capovolgere l’esito elettorale in caso di chiara espressione a favore di questo o quel candidato. Il che, come in thriller di bassa lega, puntualmente accade, portando Fillon in testa per una ventina di voti.</p>
<p>Tuttavia, l’esito del conteggio delle schede dei DOM/TOM non viene ritenuto influente né dal comitato elettorale né dal comitato di direzione UMP. Il quale giustifica una scelta assai discutibile con il fatto che il mancato conteggio dei DOM/TOM compenserebbe accertati brogli verificatisi nei seggi di Nizza (sic: http://www.u-m-p.org/actualites/a-la-une/jean-francois-cope-president-de-lump-appelle-a-la-raison-80362311) e, per tirarsi fuori dall’impasse decide  di affidarsi ad un’autorità super partes: quello stesso Juppé che, in teoria, avrebbe dovuto essere il candidato UMP alle elezioni politiche 2007. Il sindaco di Bordeaux decide di accettare l’incarico con riserva: sarà mediatore fra Fillon e Copé solo se entrambi i candidati accetteranno le sue risoluzioni. Ciò che viene rifiutato da Copé e accettato da Fillon il 21. Novembre, accettato da entrambi il 22. Novembre, accettato da Copé e rifiutato da Fillon il 23. Novembre. Il 23. Novembre, infine, il comitato di presidenza rifiuta le richieste di Juppé – per altro, a nostro modo di vedere, più che ragionevoli: ovverosia, di allontanare (anche solo temporaneamente) tutti i membri del comitato elettorale e procedere al riconteggio dei voti con diverso personale di sua fiducia e sotto la sua diretta supervisione allo scopo di evitare nuovi brogli. Al momento in cui scriviamo (cioè: le 2100 del 23. Novembre) Copé è dunque presidente in carica di un partito che minaccia di frantumarsi da un momento all’altro fra i sostenitori dei due leader.</p>
<p>Mhhh&#8230; per fortuna che la Francia dovrebbe essere diversa dall’Italia. E Sarkozy, in tutto questo? Sarkò è al tempo stesso il grande assente e il grande sconfitto. La vittoria di Copé, per quanto risicata, segna la vittoria della corrente interna dei “rottamatori” e soprattutto dei nemici di Sarkozy. Il quale, infine, è stato proprio ieri convocato dai giudici di Bordeaux (per ora come testimone) nell’affaire Bettencourt, uno scandalo che rischia di rovinare la faccia di buona parte della destra di governo e da cui Sarkozy è stato fino ad ora risparmiato (come Chirac al tempo di Clairstream) solo in ragione dell’immunità presidenziale.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/elezioni-ump-2012-psicodramma-alla-francese/">Elezioni UMP 2012 Psicodramma alla Francese</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il prossimo grande problema europeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Econ1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 07:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pochi giorni orsono la nota rivista economica &#8220;The Economist&#8221; è andata in stampa con una copertina tutta dedicata alla Francia. Troviamo rappresentate delle baguette (tipiche francesi) legate insieme come dei candelotti di dinamite, con una miccia accesa. Insomma, l&#8217;immagine e il messaggio sono chiari ed inequivocabili. Nemmeno a dirlo, i francesi, media e politici si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni orsono la nota rivista economica &#8220;The Economist&#8221; è andata in stampa con una copertina tutta dedicata alla Francia. Troviamo rappresentate delle baguette (tipiche francesi) legate insieme come dei candelotti di dinamite, con una miccia accesa. Insomma, l&#8217;immagine e il messaggio sono chiari ed inequivocabili. Nemmeno a dirlo, i francesi, media e politici si sono immediatamente indignati per la copertina e il relativo articolo.</p>
<p>L&#8217;Economist non è per nulla generoso nei confronti della Francia, l&#8217;articolo è sicuramente molto severo e molto pessimista. Ci chiediamo, quindi, se le ipotesi prospettate in tale articolo siano verosimili o se siano pervase da una vena eccessiva di pessimismo. La tesi sostenuta nell&#8217;editoriale è che la crisi dell&#8217;Euro si sia momentaneamente placata. Su GPC parliamo più raramente di questioni europee e ancora meno di vicende interne italiane, tuttavia in passato abbiamo sostenuto che il sacrificio chiesto a Grecia, Spagna e Italia (ma anche Portogallo e Irlanda) era volto a placare i mercati internazionali sul breve periodo. Per quanto concerne infatti il riequilibrio dei conti ci vorranno anni e anni, dunque da questo punto di vista l&#8217;ottica è sicuramente di lungo periodo. Ma sul breve periodo era necessario dare segnali forti ai mercati internazionali, e così è stato fatto con la tristemente nota politica di austerity.</p>
<p>Fin da subito, però, abbiamo messo in luce il fatto che tale calma fosse del tutto apparente e transitoria, infatti l&#8217;economia reale naviga tutt&#8217;ora in cattivissime acque: uno su tutti il dato sulla disoccupazione in ciascuno dei paesi periferici europei.</p>
<p>In tutto questo Germania e Francia hanno osservato con un certo distacco quanto stesse accadendo nei paesi periferici: scioperi, proteste e anche violenze di vario tipo. Ma la musica sembra cambiata da qualche settimana a questa parte ed è giunta anche la certificazione da parte di voci importanti.</p>
<p>Dapprima l&#8217;economia del colosso europeo ha cominciato a dare segnali di rallentamento, segnali preoccupanti di certo, ma che non stupiscono vista la situazione in cui versa il principale mercato di sbocco tedesco, ovvero l&#8217;Europa. E poi arriva la Francia, caso molto più delicato rispetto alla Germania che, dall&#8217;alto della propria solidità può comunque dormire sonni molto tranquilli.</p>
<p>La Francia è sempre al centro di numerose discussioni tra economisti: chi la vuole vicina al motore produttivo europeo, chi invece la colloca molto più vicina ai cosiddetti PIIGS. Attualmente, in effetti, ci sembra più vicina a questi ultimi e i motivi stanno tutti nei numeri. Il colosso transalpino ha avuto moltissimi benefici dall&#8217;Euro, sia in termini politici (ha evitato una marginalizzazione tutta ad opera dei tedeschi), ma anche in termini economici. Il governo francese può infatti finanziarsi sui mercati a buon prezzo (lo spread è saldamente in zona favorevole e lontanissimo rispetto a Italia e Spagna).</p>
<p>Gli aspetti negativi però non mancano e da questo momento in poi potrebbero acquistare un peso specifico superiore ai benefici strutturali tipici della Francia. Un dato sicuramente preoccupante è la disoccupazione: quella complessiva viaggia intorno al 10%, mentre quella giovanile raggiunge il 25% e questi ben sappiamo essere numeri &#8220;importanti&#8221;.</p>
<p>Un altro argomento di riflessione è il rapporto deficit &#8211; PIL passato dal 22% al 90%, alimentato da una spesa pubblica intorno al 60% del PIL. Queste cifre sono consistenti ma vale la pena ricordarlo che non sono da &#8220;allarme rosso&#8221;. Di certo, come si suole dire, non c&#8217;è da &#8220;dormire sugli allori&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda il mercato del lavoro, abbiamo già detto della disoccupazione. Per gli occupati bisogna ricordare come il mercato francese sia tra i più rigidi e costosi d&#8217;Europa. Dal lato delle aziende il panorama non è più roseo: anche qui le rigidità sono notevoli al punto che dal lontano 1987 nessuna nuova azienda è stata quotata al CAC-40. I costi elevati del lavoro fanno sì, inoltre, che la Francia abbia un numero complessivamente inferiore di piccole e medie aziende, rispetto a Germania e Italia. E ben sappiamo, ormai, che il vero motore dell&#8217;economia sono proprio le aziende medie e piccole.</p>
<p>La situazione insomma è sicuramente fonte di allarme. Negli ultimi 12 mesi i mercati finanziari hanno letteralmente martellato i paesi europei periferici, dando vita a una serie di avvicendamenti a livello governativo (Italia inclusa). La Francia fino ad oggi è stata lasciata ai margini dei movimenti speculativi dando tutto il tempo al premier Hollande di imprimere la svolta riformista rispetto al precedente indirizzo di Sarkozy. Tuttavia questo indirizzo riformatore non sta arrivando e la situazione francese assomiglia più ad una &#8220;palude&#8221; decisionale. Per loro stessa natura, tuttavia, i mercati finanziari non aspettano e probabilmente il tempo a disposizione di Hollande sta per terminare. Alla fine di questo periodo di immunità, la Francia potrebbe risentire direttamente degli influssi negativi, a partire dal proprio spread. Nei prossimi mesi vedremo se dopo Grecia, Spagna, Italia anche la Francia dovrà fronteggiare i malumori dei mercati finanziari.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/il-prossimo-grande-problema-europeo/">Il prossimo grande problema europeo</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un&#8217;altra guerra di Sarkozy &#038; Juppè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 17:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di oggi 25 aprile 2012 il ministro degli esteri francese Alain Juppè al termine di un incontro con i rappresentanti dell&#8217;opposizione siriana ha evocato in conferenza stampa il ricorso in sede di Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite da parte della Francia agli articoli del Capitolo VII della carta delle Nazioni Unite. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di oggi 25 aprile 2012 il ministro degli esteri francese Alain Juppè al termine di un incontro con i rappresentanti dell&#8217;opposizione siriana ha evocato in conferenza stampa il ricorso in sede di Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite da parte della Francia agli articoli del Capitolo VII della carta delle Nazioni Unite. Il capitolo sette, al quale presto dedicheremo un articolo, disciplina la &#8220;risoluzione pacifica delle controversie&#8221; ma al suo interno elenca anche modi e tempi con i quali il Consiglio di Sicurezza può imporre la propria volontà con le armi.</p>
<p>La mossa del governo francese non ci coglie impreparati, molti attendevano una mossa di Parigi dopo il primo turno delle elezioni presidenziali, e così è avvenuto. Una mossa fragorosa che ricorda molto nella forma la preparazione all&#8217;intervento in Libia con il ministro degli esteri francese che alla fine di un incontro con gli oppositori libici chiede un rapido intervento delle Nazioni Unite. Questo potrebbe essere il preludio ad un&#8217;altra guerra del duo Sarkozy-Juppè. Ma La Siria non è la Libia ed in sedi di Consiglio di Sicurezza il veto della Russia non è solo probabile, è certo.</p>
<p>Juppe è ben conscio della situazione politica al palazzo di vetro ma ad ogni modo ha invocato l&#8217;intervento armato autorizzato dalle Nazioni Unite. Difficile dire con certezza quanto questa richiesta serva a fini interni nella campagna elettorale francese. Certo è che a questo punto Hollande dovrà pronunciarsi sulla crisi siriana e dichiarare ai francesi e al mondo le sue intenzioni in merito. Che farà Hollande? Seguirà la strada percorsa in questi anni da Sarkozy oppure emergerà un&#8217;amina meno interventista? Qualunque dichiarazione facce in merito Hollande richia di perdere consensi da parte di un elettorato socialista estremamente diviso tra tentazioni pacifiste e la consapevolezza che non intervenire equivale ad assistere ad una strage di civili in stile Sarajevo.</p>
<p>Questa guerra di parole di Sarkozy e Juppè potrebbe essere quindi non solo un ammonimento ad Assad ed al suo regime, ma una mossa elettorale che danneggerà sicuramente il candidato socialista alla Presidenza francese François Hollande.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/unaltra-guerra-di-sarkozy-juppe/">Un’altra guerra di Sarkozy & Juppè</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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