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	<title>Nato | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jul 2016 13:42:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Un mondo senza blocchi. La nostra speranza per una nuova NATO</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 13:42:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si tiene a Varsavia in questi giorni uno storico vertice della Nato, un vertice che ha al centro della discussione i rapporti con la Russia, i rapporti politici, i rapporti diplomatici ma soprattutto i rapporti militari in Europa orientale; una regione che vive oggi in un crescendo di tensione, una nuova stagione del confronto tra gli Stati Uniti e la Russia, una stagione che vede nuovamente sorgere due blocchi contrapposti che si sfidano fisicamente in Europa.<br />
Questa visione di blocchi contrapposti è l&#8217;antitesi del nostro sogno, e della nostra speranza di un&#8217;Europa che non debba più vivere l&#8217;incubo della guerra, o la paura della stessa. Purtroppo è proprio la visione dei B locchi contrapposti che sta alimentando sia la paura della guerra sia una nuova, seppur ancora limitata, corsa agli armamenti tra Nato e Russia.<br />
A Varsavia in questi giorni si confronteranno due visioni del futuro: da una parte la visione dei paesi che furono sottoposti occupazione dell&#8217;Unione Sovietica, e che oggi a volte razionalmente, a volte meno, temono nuovamente di perdere la propria libertà, paesi come le repubbliche baltiche e la Polonia supportate nella loro visione di antitesi alla Russia dall&#8217;attuale amministrazione americana. Dall&#8217;altra parte paesi, come ad esempio Germania, Francia, Italia e Spagna che cercano di far passare una visione differente dei rapporti tra la Nato e Russia, una visione che comprende più collaborazione e meno contrapposizione.<br />
Ma noi oggi vorremmo andare oltre i timidi segnali mandati alla Russia, e al nostro alleato americano, da parte di quei governi che sperano di non tornare a uno stato di guerra imminente e incombente con la Russia in Europa.<br />
Il nostro probabilmente è un sogno, forse addirittura un&#8217;utopia, ma nonostante ciò desideriamo condividerlo con voi.<br />
Noi immaginiamo, probabilmente sognamo, un&#8217;evoluzione della Nato, un&#8217;evoluzione dell&#8217;alleanza politica militare che ha garantito la pace dalla fine della seconda guerra mondiale, il cui scopo deve essere quello di continuare a garantire la pace. Ma la pace oggi non è compatibile con la visione dei blocchi contrapposti, i quali sono ormai disposti a non fare affidamento soltanto sulla deterrenza militare (anche nucleare), ma tentano sempre più spesso di saggiare, nei fatti, la volontà e la determinatezza dell&#8217;avversario agendo direttamente sui campi di battaglia, siano essi dell&#8217;economia, della politica o del confronto militare. Per questo motivo se all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica vincesse la fazione che spera nella creazione di due nuovi blocchi granitici, in antitesi tra loro, con grande probabilità potremmo assistere in futuro a nuovi conflitti all&#8217;interno di confini della nostra Europa.<br />
La via per evitare questi conflitti, garantendo pace e prosperità alle nostra terra, ai nostri popoli, ai nostri paesi è quella di rifondare l&#8217;alleanza atlantica cambiandone finalità obiettivi, addirittura il nome stesso di questa nostra alleanza.<br />
Una nuova alleanza deve nascere dalle fertili ceneri di quella che oggi non è più l&#8217;alleanza strettamente difensiva che era la NATO, alleanza che ha iniziato ad operare a livello globale come strumento militare del blocco occidentale, anche in chiave offensiva. Questa nuova alleanza dovrebbe comprendere al suo interno sia gli Stati Uniti che la Russia, e darsi come obiettivo il mantenimento della pace in Europa e in tutto l&#8217;emisfero settentrionale del globo, focalizzando i propri sforzi nella eradicazione del terrorismo internazionale e delle sue fonti di finanziamento, nella conquista dei suoi santuari intangibili, e al contrasto di quegli Stati che operano nelle aree grigie del diritto internazionale, nonché nella difesa dei principi di libertà e uguaglianza che accomunano la Nato e la<br />
Russia.<br />
Immaginiamo un&#8217;unione di paesi indipendenti e sovrani che con la stessa dignità, seppur naturalmente con ruoli differenti, cooperano per garantire pace e sicurezza, riducendo la spesa militare e aumentando quella in ricerca sviluppo, per migliorare costantemente la qualità di vita, non solo dei propri cittadini, ma anche di tutte quella aree del mondo che oggi sono caratterizzate da elevata povertà ed elevata aspirazione all&#8217;emigrazione; aree che non potranno essere sostenute nello sviluppo da investimenti stranieri, se Russia ed Occidente inizieranno una nuova escalation delle spese militari.<br />
Abbiamo piena coscienza che spesso prevalgono idee focalizzate sul breve termine, sul potere personale del singolo Stato, tuttavia è solo con una visione sul lungo periodo che sì può garantire al nostro continente pace benessere e prosperità.<br />
La nostra visione del futuro è un luogo dove i popoli e le nazioni cooperino per il comune obiettivo del benessere.<br />
Se a Varsavia dovesse prevalere la visione antitetica al dialogo dovremmo invece prepararci alla nuova stagione di conflitto, questa volta non solo teorico o giocato dalle spie della guerra fredda, combattuto nel cuore dell&#8217;Europa.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/un-mondo-senza-blocchi-la-nostra-speranza-per-una-nuova-nato/">Un mondo senza blocchi. La nostra speranza per una nuova NATO</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Guerra Fantasma sempre più armi dispiegate in Europa Orientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 06:12:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Aumenta costantemente la presenza di armi e mezzi militari, anche pesanti, lungo le frontiere occidentali della Federazione Russa e nei paesi NATO che si trovano ai confini orientali dell&#8217;Alleanza Atlantica. Il rafforzamento militare è iniziato subito dopo la cacciata del presidente ucraino Yanukovic da Kiev, ma solo in queste settimane si manifesta in maniera palese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumenta costantemente la presenza di armi e mezzi militari, anche pesanti, lungo le frontiere occidentali della Federazione Russa e nei paesi NATO che si trovano ai confini orientali dell&#8217;Alleanza Atlantica. Il rafforzamento militare è iniziato subito dopo la cacciata del presidente ucraino Yanukovic da Kiev, ma solo in queste settimane si manifesta in maniera palese al mondo.<br />
Il nostro gruppo aveva battezzato questa fase di confronto tra Russia e Stati Uniti <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/dalla-guerra-fredda-alla-guerra-fantasma-nuovo-scontro-tra-usa-russia/" title="Guerra Fantasma" target="_blank">&#8220;Guerra Fantasma&#8221;</a>, un conflitto che si evolve senza divenire manifesto per le grandi masse. Una guerra, di certo non fredda, che vede l&#8217;Ucraina come il predestinato campo di battaglia.<br />
Secondo le nostre stime, che cerchiamo di aggiornare con periodicità, e che recentemente fatichiamo a mantenere accurate a causa della diminuzione di informazioni presenti sulle fonti Open, le forze armate Russe avrebbero dispiegato ai confini con l&#8217;Ucraina circa 75000 uomini, 35000 nella penisola di Crimea e i restanti 40000 lungo una linea che dal sud di Rostov si estende a nord ovest fino ai confini con la Bielorussia.<br />
In questi mesi, nei quali la presenza russa si è sempre rafforzata con gradualità, la NATO non ha risposto con un immediato dispiegamento di mezzi, ma con azioni atte a costituire un gruppo interforze in grado di intervenire ai confini orientali dell&#8217;alleanza. Questo nucleo interforze, qualificato come &#8220;forza di reazione rapida&#8221; è stato costituito alla fine del 2014 e doveva contare su circa 15000 effettivi. Negli ultimi giorni e senza che alla cosa fosse data grande risonanza questa &#8220;Forza di Reazione Rapida&#8221; ha visto il numero dei propri effettivi salire a 40000, numeri che supero quelli delle varie &#8220;Forze di Reazione Rapida&#8221; che erano state create nella Guerra Fredda. Parallelamente a questo annuncio gli Stati Uniti hanno comunicato che verranno inviati nelle zone più orientali della NATO circa 250 tra carri armati M1 veicoli corazzati per il trasporto truppe, artiglieria pesante semovente e sistemi MLRS. Il nostro gruppo stima che si potrebbe trattate di elementi della 2ª Brigata, 1ª Divisione Corazzata di stanza a Fort Bliss .<br />
Molti dei mezzi americani in questione sarebbero però già presenti in Europa, e più precisamente sarebbero stati preposizionati nell&#8217;ultimo anno in Norvegia, all&#8217;interno di depositi già utilizzati durante la Guerra Fredda e che furono svuotati per le due grandi operazioni militari americane nel Golfo Persico contro l&#8217;Irak di Saddam Hussein.<br />
I mezzi sono dispiegabili quindi in Europa Orientale con minimo preavviso con metodiche convenzionali (trasposto su nave e quindi su rotaia), tuttavia una recente esercitazione ha dimostrato la capacità delle forze armate americane in Europa di effettuare un ponte aereo per far arrivare in Europa Orientale con la massima celerità i carri armati ora stoccati in Norvegia. L&#8217;esercitazione ha visto coinvolti 4 cari armati M1 trasportati con la massima urgenza dalla base di Ramstein (Germania) alla Bulgaria. L&#8217;esiguo numero di carri aveva suscitato poco interesse nei non addetti ai lavori, tuttavia tale esercitazione è stata un segnale molto importante dato dagli Stati Uniti alla Russia.<br />
Continua quindi l&#8217;aumento del potenziale bellico utilizzabile da Stati Uniti e Russia in un eventuale conflitto nel cuore dell&#8217;Europa, uno schieramento che ricorda sempre più i tesissimi primi anni 80. A questo scenario di revival (cui avremmo volentieri rinunciato) mancano per ora solo <a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/storia/able-archer-1983/" title="Able Archer 1983" target="_blank">i missili balistici nucleari a gittata intermedia</a> (i cosiddetti Euromissili) le armi più pericolose che l&#8217;umanità abbia mai costruito e che Stati Uniti e Russia si preparano a far tornare protagonisti nel teatro di Guerra Fantasma Europea.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/guerra-fantasma-sempre-piu-armi-dispiegate-in-europa-orientale/">Guerra Fantasma sempre più armi dispiegate in Europa Orientale</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il default della Grecia preludio al crollo della Nato?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 07:10:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pensate che questo titolo sia provocatorio? No, non è così, questo titolo non è provocatorio ma è una possibile conseguenza diretta dell&#8217;eventuale default della Grecia. Pensate che questo titolo derivi da pregiudiziali ideologiche nei confronti dell&#8217;Alleanza Atlantica. Non è nemmeno così: chi vi scrive apprezza il ruolo insostituibile che questa struttura politico militare ha avuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pensate che questo titolo sia provocatorio? No, non è così, questo titolo non è provocatorio ma è una possibile conseguenza diretta dell&#8217;eventuale default della Grecia. Pensate che questo titolo derivi da pregiudiziali ideologiche nei confronti dell&#8217;Alleanza Atlantica. Non è nemmeno così: chi vi scrive apprezza il ruolo insostituibile che questa struttura politico militare ha avuto nella difesa della libertà e della democrazia nella storia dell&#8217;Europa. Vi chiedete perché il default greco possa ingenerare il crollo della NATO (per come la conosciamo oggi)? Le parole chiave da evidenziare sono due: solidarietà e fiducia.<br />
Sono solidarietà e fiducia il pilastro fondante dell&#8217;Alleanza Atlantica, così come di ogni altra alleanza militare e politica. Sono la solidarietà nel momento del bisogno, prescindendo dagli errori dell&#8217;alleato nel passato, e la fiducia nell&#8217;intervento di tutto il gruppo di difesa, che rende forte un&#8217;alleanza miliare.<br />
La Grecia non è solo un paese che fa parte della NATO, ma è un paese che fa parte dell&#8217;Unione Europea e della Moneta Unica. Oggi la Grecia è in forte difficoltà per le note problematiche economiche. Oggi alla Grecia servirebbe, da parte degli alleati, solidarietà indiscussa e la Grecia dovrebbe avere altrettanta indiscussa fiducia negli alleati.<br />
Ma oggi non è così. La Grecia non ha alcuna fiducia nei suoi quasi ex alleati, che il governo e il popolo greco accusano di voler spogliare la Grecia della propria sovranità, e delle residue ricchezze nazionali, con politiche di privatizzazioni dei settori strategici e cessione di aree di territorio cruciali per lo sviluppo del paese, come porti e aeroporti. E gli alleati della Grecia non mostrano alcuna solidarietà per il popolo greco, al quale vogliono far pagare ogni debito fino all&#8217;ultimo centesimo, rinfacciando errori del passato, e questa non è certo solidarietà.<br />
La Grecia quindi, dopo il default e l&#8217;uscita dall&#8217;Euro, potrebbe spostare il suo baricentro geopolitico verso la Russia, nell&#8217;estremo tentativo di non cedere le proprie residue risorse all&#8217;Europa.<br />
Questa catena di eventi potrebbe essere devastate per l&#8217;Alleanza Atlantica, per diversi fattori. In primo luogo perché per la prima volta l&#8217;Alleanza Occidentale (non parliamo della Nato ma dell&#8217;unione politica di Europa e America) si trova dinnanzi ad un momento nel quale un gruppo di paesi deve rinunciare a qualcosa di proprio per aiutare un alleato in difficoltà e, in caso di default di Atene, fallirà nella sua missione di sostegno ed aiuto reciproco.<br />
Questo precedente potrebbe ripetersi? Secondo il nostro punto di vista sì, ad esempio nel caso di incidenti nell&#8217;area del Baltico. Perché un paese come la Germania, che ha rifiutato di concedere pochi miliardi di Euro alla Grecia, dovrebbe domani esporsi con costi e rischi ben maggiori per difendere i territori baltici, non certo il centro focale di interesse per Berlino?<br />
Il secondo fattore è invece più &#8220;tecnico&#8221;. La NATO è suddivisa in diversi comandi. Quello che interessa la Grecia è il comando sud. Il Comando Sud ha competenza su reparti di Italia, Grecia, Turchia e della Gran Bretagna a Gibilterra. Ora cerchiamo di osservare la situazione del Comando Sud.<br />
La Turchia si trova ai margini delle operazioni NATO, e negli ultimi anni non ha mai preso parte attivamente nelle azioni dell&#8217;Alleanza. La Turchia percorre una strada parallela alla NATO, tuttavia senza mai far coincidere la proprie decisioni con quelle dell&#8217;Alleanza, in Libia ad esempio, la Turchia non ha agito organicamente alla NATO ma ha consegnato &#8220;aiuti&#8221; alle fazioni a lei vicine, nella guerra in Siria e nelle azioni contro ISIS non ha concesso l&#8217;uso delle basi aeree per Raid contro gli islamisti, e da circa un anno valuta acquisizioni di sistemi di difesa della Cina invece che da alleati NATO. La Turchia è formalmente nella NATO ma agisce primariamente per il proprio interesse nazionale.<br />
Il secondo paese del Comando Sud è la Grecia e in caso di default, come già scritto, potrebbe avvicinarsi alla Russia.<br />
Il terzo paese è l&#8217;Italia, forte alleato della NATO, ma la NATO oggi non ascolta le richieste italiane, la NATO ha agito in Libia nel 2011 contro l&#8217;interesse dell&#8217;Italia e ora preserva nel non appoggiare le richieste italiane di intervento, seppur troppo limitato a nostro avviso, per contrastare i trafficanti di uomini che operano indisturbati in nord Africa espandendo la potenza delle organizzazioni estremiste e terroriste. La stessa NATO non agisce nelle opportune sedi internazionali per richiedere il giusto processo per i nostri Marò, nelle mani degli indiani. Anche in Italia quindi cresce l&#8217;antipatia dell&#8217;opinione pubblica nei confronti delle attuali politiche della NATO, una NATO irriconoscibile rispetto all&#8217;Alleanza che difese la nostra Libertà negli anni della Guerra Fredda.<br />
Oggi il Comando Sud NATO si mantiene attivo per la presenza della Grecia, senza Grecia e con la situazione poco prima enunciata in Turchia e Italia, il Comando Sud potrebbe essere presto, in caso di avvicinamento della Grecia alla Russia, una scatola vuota.<br />
Ecco perché secondo noi gli effetti del possibile default greco riverbererebbero fino a scuotere dalle fondamenta la stessa NATO, ed è per questo che la questione Grecia va osservata con la massima attenzione e senza limitarsi ai soli effetti economici immediati.<br />
L&#8217;assenza della solidarietà degli alleati della Grecia (che sono in gran parte i medesimi componenti della NATO), e la completa sfiducia del popolo greco nei suoi teorici alleati, fatto che oggi osserviamo nella realtà, potrebbe essere il copione che osserveremo domani nel caso in cui un paese periferico della NATO chieda aiuto all&#8217;alleanza in caso di minaccia reale (come oggi fa l&#8217;Italia per la questione libica).<br />
Il default greco potrebbe essere la fine della fiducia tra gli occidentali e la fine dell&#8217;Alleanza Atlantica per come la conosciamo oggi, una Alleanza che potrebbe divenire un&#8217;unione Tra Usa, Gran Bretagna e i paesi dell&#8217;ex Patto di Varsavia, nelle prossime settimane parleremo anche di questo.</p>
<p><i>Addendum</i></p>
<p><i>Dimenticavamo una cosa : &#8220;Chiudere le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato&#8221; questo si trova scritto nel programma elettorale della lista di Syriza.</i></p>

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		<title>Il battaglione baltico della Nato si addestra per la Forza di Reazione Rapida</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 06:57:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il battaglione Baltico (formato da unità militari delle tre Repubbliche Baltiche) recentemente istituito come prima linea di difesa nella regione, si sta addestrando in queste settimane per essere pronto ad essere integrato nella Forza di Reazione Rapida della Nato nel 2016. Le Repubbliche Baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia) non dispongono di uno strumento militare ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il battaglione Baltico (formato da unità militari delle tre Repubbliche Baltiche) recentemente istituito come prima linea di difesa nella regione, si sta addestrando in queste settimane per essere pronto ad essere integrato nella Forza di Reazione Rapida della Nato nel 2016. Le Repubbliche Baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia) non dispongono di uno strumento militare ad oggi sufficiente alla loro protezione, per questo motivo è stato creato questo battaglione interforze che sarà integrato nella punta di diamante della difesa NATO sui confini orientali.<br />
Vi proponiamo un video, su cortese concessione NATO, che illustra l&#8217;addestramento in atto del Battaglione Baltico, addestramento che continuerà in maniera intensiva per tutto il 2015.</p>
<p><iframe width="500" height="300" scrolling="no" frameborder="0" style="border: none; overflow: hidden; width: 500px; height: 300px;" allowtransparency="true" src="https://www.dvidshub.net/video/embed/398969"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-battaglione-baltico-della-nato-si-addestra-per-la-forza-di-reazione-rapida/">Il battaglione baltico della Nato si addestra per la Forza di Reazione Rapida</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Breedlove la NATO si rafforzerà</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2014 14:37:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comandante della NATO Breedlove, in una conferenza stampa al Pentagono ha annunciato che gli Stati Uniti hanno deciso di rivedere in maniera radicale i tagli previsti alle forze armate in Europa alla luce della situazione Ucraina, ricordando la richiesta della Casa Bianca di 1 miliardo di dollari (ora nelle mani del Congresso) per l&#8217;instaurazione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Comandante della NATO Breedlove, in una conferenza stampa al Pentagono ha annunciato che gli Stati Uniti hanno deciso di rivedere in maniera radicale i tagli previsti alle forze armate in Europa alla luce della situazione Ucraina, ricordando la richiesta della Casa Bianca di 1 miliardo di dollari (ora nelle mani del Congresso)  per l&#8217;instaurazione della &#8220;Europe Reassurance Initiative&#8221;, come primo effetto della dichiarazione di Breedlove, l&#8217;USAF ha annunciato che gli F15c facenti parte del previsto programma di ridimensionamento al ribasso delle forze Usa in Europa, hanno ricevuto un surplus di un ulteriore anno di presenza nel continente europeo</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/breedlove-la-nato-si-rafforzera/">Breedlove la NATO si rafforzerà</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rapid Trident Esercitazione NATO in Ucraina il 15 settembre 2014</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2014 14:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[War Room]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rapid Trident, un nome familiare a pochi, ma che potrebbe determinare un picco nella tensione tra Russia e NATO sulla questione ucraina. Rapid Trident è una esercitazione che si svolge da oltre cinque anni e vede coinvolte truppe NATO e non (saranno presenti anche la Georgia e la Moldavia oltre a 11 nazioni della NATO) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rapid Trident, un nome familiare a pochi, ma che potrebbe determinare un picco nella tensione tra Russia e NATO sulla questione ucraina. Rapid Trident è una esercitazione che si svolge da oltre cinque anni e vede coinvolte truppe NATO e non (saranno presenti anche la Georgia e la Moldavia oltre a 11 nazioni della NATO) e truppe Ucraine che si addestrano nell&#8217;Ovest del paese.<br />
L&#8217;esercitazione coinvolge da sempre reparti logistici e truppe combattenti, in particolare aviotrasportate. Per quest&#8217;anno l&#8217;esercitazione era programmata per il 15 e 16 settembre e tale programmazione non è mutata, a differenza di quanto fecero in passato gli americani, sia con l&#8217;Egitto sia con Israele, se tali esercitazioni cadevano in prossimità di eventi che avevano reso tesa la situazione nei paesi ospitanti.<br />
In Ucraina è in atto una guerra e gli Stati Uniti non solo non hanno sospeso l&#8217;esercitazione, ma hanno fatto affluire truppe e mezzi aerei ai confini della Russia. Simultaneamente una task force navale composta da quattro unità (una Francese, una Americana, una Spagnola e una Canadese) è dal giorno 7 nel mar nero e fornirà supporto dal mare alle forze NATO di terra in Ucraina.<br />
Questa scelta, e cioè quella di non sospendere l&#8217;esercitazione, è un messaggio a Mosca, un messaggio che ribadisce la presenza fisica delle truppe americane al fianco degli ucraini anche in una situazione di guerra. Durante i due giorni di Rapid Trident i russi vedranno ad un&#8217;ora di volo dai confini paracadutisti americani lanciarsi dai C-130, caccia F-16, F-15 e F-18 volare ai confini dello spazio aereo tra Repubbliche Baltiche-Polonia-Romania e Ucraina, supportati da aerei AWACS, una squadra navale con una unità AEGIS incrociare nel Mar Nero e, forse, una portaerei nucleare con il suo gruppo di attacco solcare le acque del mediterraneo orientale. Una situazione che metterà molto nervosismo addosso ai generali di Putin che risponderanno a Rapid Trident con una complessa esercitazione delle forze strategiche nucleari della Federazione Russa, ribadendo il fatto che al fianco delle forze convenzionali russe (ancora qualitativamente forse inferiori allo standard NATO) la Russia detiene un efficiente arsenale nucleare che rimane, nelle intenzioni del Cremlino, il fulcro del sistema difensivo (ed in alcuni casi offensivo) della Federazione Russa.<br />
Se gestita in maniera superficiale e senza tener presente i timori della parte avversa potrebbe determinare un maggior coinvolgimento della Russia nella Guerra in Ucraina e, se le esercitazioni NATO-Ucraina dovessero diventare più frequenti e di maggior durata, truppe NATO e truppe di Mosca potrebbero trovarsi faccia a faccia sul fiume Dniepr, e questo è uno scenario che nessuno di questo sito vuole nè immaginare nè tantomeno raccontare.</p>
<p><em>Foto U.S. Army</em></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/rapid-trident-esercitazione-nato-ucraina-15-settembre-2014/">Rapid Trident Esercitazione NATO in Ucraina il 15 settembre 2014</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Baltico esercitazioni simultanee di NATO e Russia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 09:26:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[esercitazioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situazione di forte tensione nel mar Baltico dove la NATO sta svolgendo in questi giorni le esercitazioni Saber Strike nella quale vedremo con tutta probabilità impiegati i bombardieri B-2 atterrati a Faiford in Inghilterra alcuni giorni fa, la Federazione Russa lancia esercitazioni a Kalinigrad che vedono impegnate tutte le componenti delle forze armate russe. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Situazione di forte tensione nel mar Baltico dove la NATO sta svolgendo in questi giorni le esercitazioni Saber Strike nella quale vedremo con tutta probabilità impiegati i bombardieri B-2 atterrati a Faiford in Inghilterra alcuni giorni fa, la Federazione Russa lancia esercitazioni a Kalinigrad che vedono impegnate tutte le componenti delle forze armate russe.<br />
Le esercitazioni Saber Strike testeranno la coordinazione delle forze NATO, in particolare le forze di terra e l&#8217;aeronautica, nelle tre repubbliche baltiche e in Polonia.<br />
Secondo il nostro gruppo tali esercitazioni potranno vedere per la prima volta l&#8217;impiego sia dei bombardieri B-52 sia dei bombardieri B-2, i quali potrebbero volare a poche miglia dai confini delle Federazione Russa, in una dimostrazione di forza che non ha eguali dal 1989.<br />
Saber Strike era programmata da tempo, ma non la stessa cosa si può affermare per il dispiegamento dei bombardieri B-2.<br />
A questa situazione la Russia ha risposto con esercitazioni a sorpresa nel baltico e nell&#8217;enclave di Kaliningrad, esercitazioni che comprenderanno simulazioni di sbarco, intervento delle forze aeree e una forte partecipazione della marina.<br />
Proprio una fregata classe Steregushchy della marina russa questa mattina al largo di Kalinongrad ha eseguito una esercitazione con munizionamento reale, colpendo con un missile un bersaglio navale.<br />
Le forze NATO e della Russia sono molto vicine nel teatro del baltico, vi riferiremo del proseguo delle esercitazioni.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/baltico-esercitazioni-simultanee-di-nato-e-russia/">Baltico esercitazioni simultanee di NATO e Russia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Gli E-3 AWACS NATO schierati ad est</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Image Analyst]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 15:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[AWACS]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da circa 72 ore la NATO ha dispiegato ai confini orientali dell&#8217;alleanza gli aerei radar AWACS, mezzi aerei in grado di effettuare voli di sorveglianza elettronica e radar superiori alle 12 ore e capaci di monitorare dai confini polacchi o romeni la totalità del territorio ucraino e condividere i propri dati con quelli dei sistemi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da circa 72 ore la NATO ha dispiegato ai confini orientali dell&#8217;alleanza gli aerei radar AWACS, mezzi aerei in grado di effettuare voli di sorveglianza elettronica e radar superiori alle 12 ore e capaci di monitorare dai confini polacchi o romeni la totalità del territorio ucraino e condividere i propri dati con quelli dei sistemi radar imbarcati sul cacciatorpediniere Tuxtron, ora nel Mar Nero, e gli altri sistemi radar dell&#8217;alleanza.<br />
La flotta AWACS dell&#8217;alleanza atlantica è stata riammodernata all&#8217;inizio degli anni 2000 aggiornando allo stato dell&#8217;arte sistemi elettronici ed avionici risalenti agli anni 80.<br />
La flotta AWACS NATO conta 17 velivoli, solitamente non tutti operativi (4 sono solitamente in varie fasi di manutenzione programmata). Per garantire la copertura integrale del confine orientale dell&#8217;alleanza servirebbero 6 velivoli che si alternano nelle missioni, altri due si ritengono essere in Turchia dall&#8217;inizio della parte più delicata del conflitto in Siria. Se questo fosse il reale dispiegamento alla NATO resterebbero altri cinque velivoli per garantire la sicurezza di Regno Unito Europa centrale e meridionale, numeri non sufficienti allo scopo in caso di necessità. L&#8217;alleanza atlantica si è espansa in questi anni ma le sue capacità non sono state implementate.<br />
Ora alcune considerazioni sulle dichiarazioni ufficiali della NATO di queste ore.<br />
I velivoli che pattugliano l&#8217;area orientale sorvolano, come naturale che sia, i cieli dell&#8217;alleanza. Tuttavia per qualcuno al comando generale NATO di Bruxelles questa cosa non è scontata, al punto che un portavoce NATO ieri ha dichiarato che: All Awacs reconnaissance flights will take place solely over alliance territory.<br />
Poche ore prima il segretario generale della NATO Rasmussen aveva pubblicamente dichiarato che l&#8217;alleanza sta valutando un incremento delle relazioni con l&#8217;Ucraina includendo incontri tra i vertici militari ed esercitazioni congiunte.<br />
Queste ed altre dichiarazioni di leader politici occidentali possono indurre a pensare che a Bruxelles e a Washington qualcuno stia pensando di organizzare esercitazioni congiunte tra Ucraina e NATO, magari facendo volare gli E-3 Sentry (AWACS) sullo spazio aereo Ucraino. Ciò vorrebbe dire mettere sotto controllo radar diretto il 60% delle basi aeree russe nel distretto centrale e occidentale, speriamo soltanto di avere capito male, perché se questo accedesse la Russia chiamerebbe le forze armate alla mobilitazione generale.<br />
Qualcuno parlava di de-escalation?</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/gli-e-3-awacs-nato-schierati-ad-est/">Gli E-3 AWACS NATO schierati ad est</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Si riunisce la NATO in base all&#8217; art.4 dell&#8217;alleanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 20:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Crimea]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastopoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si riunisce domani 4 marzo a Bruxelles, in base all&#8217; art.4 della carta di Washington, il Consiglio Atalntico della NATO. L&#8217;art.4 dice che &#8220;Le parti si consulteranno quando, secondo il giudizio di una di esse, ritengano che l&#8217;integrità territoriale, l&#8217;indipendenza politica o la sicurezza di una di esse siano minacciate&#8221;. Il Consiglio Atlantico si riunisce [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/si-riunisce-la-nato-in-base-all-art-4-dellalleanza/">Si riunisce la NATO in base all’ art.4 dell’alleanza</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si riunisce domani 4 marzo a Bruxelles, in base all&#8217; art.4 della carta di Washington, il Consiglio Atalntico della NATO.<br />
L&#8217;art.4 dice che &#8220;Le parti si consulteranno quando, secondo il giudizio di una di esse, ritengano che l&#8217;integrità territoriale, l&#8217;indipendenza politica o la sicurezza di una di esse siano minacciate&#8221;.<br />
Il Consiglio Atlantico si riunisce su richiesta della Polonia, che quindi ritiene minacciata la sua integrità, l&#8217;indipendenza politica o la sua sicurezza.<br />
Solo ieri il Segretario Generale Rasmussen aveva escluso una convocazione in base all&#8217;art.4.<br />
Seguiremo le conclusioni del vertice NATO</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/si-riunisce-la-nato-in-base-all-art-4-dellalleanza/">Si riunisce la NATO in base all’ art.4 dell’alleanza</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Il sistema antimissile Nato in Turchia è contro l&#8217;Iran non la Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 09:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Spot on Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Patriot]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[THAAD]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di mercoledì 5 dicembre tutto il nostro gruppo è stato colpito dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri turco Davutoglu, che ha parlato con i giornalisti dopo la decisione Nato di schierare sul territorio turco 5/7 batterie del sistema di difesa aerea Patriot, nelle sue due versioni PAC/2 e PAC/3. Il ministro turco era [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-sistema-antimissile-nato-in-turchia-e-contro-liran-non-la-siria-2/">Il sistema antimissile Nato in Turchia è contro l’Iran non la Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di mercoledì 5 dicembre tutto il nostro gruppo è stato colpito dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri turco Davutoglu, che ha parlato con i giornalisti dopo la decisione Nato di schierare sul territorio turco 5/7 batterie del sistema di difesa aerea Patriot, nelle sue due versioni PAC/2 e PAC/3.<br />
Il ministro turco era visibilmente soddisfatto e ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione, riportata dal quotidiano turco in lingua inglese <a  href="http://www.hurriyetdailynews.com/patriots-to-come-in-2013.aspx?pageID=238&#038;nID=36207&#038;NewsCatID=338" title="Davutoglu Missile Defence" target="_blank">Hurryet News</a> : </p>
<blockquote><p>La Turchia potrà contare sul sistema di difesa missilistica multistrato degli Stati Uniti. Per difendere il territorio turco non saranno presenti infatti solo i missili per difesa di punto Patriot. Saranno presenti nel teatro anche altri due sistemi di difesa missilistica. Il sistema di difesa di teatro AEGIS, con i missili intercettori esoatmosferici SM/3 e il sistema di difesa missilistica di area THAAD.
</p></blockquote>
<p>Abbiamo tradotto in maniera estensiva le dichiarazioni del ministro turco e abbiamo corretto un errore del giornalista di Hurriyet che aveva erroneamente abbreviato THAAD in THAD. Il significato della nostra traduzione è esatto ma più ancora della traduzione letterale, la cosa veramente importante è che secondo quanto dichiarato del ministro turco, in Turchia sarà presente per la prima volta in un teatro operativo tutto il sistema di difesa missilistico americano. La domanda a questo punto è: la Siria pone una minaccia così grave al territorio della Nato e alle sue installazioni militari in territorio turco tale da giustificare un così vasto dispiegamento di mezzi?<br />
L&#8217;esercito siriano è al 30% delle proprie potenzialità, molti ufficiali, sottufficiali e militari sono renitenti alla leva del regime o addirittura hanno disertato, le capacità missilistiche della Siria di Assad di oggi non sono nemmeno paragonabili alle capacità del regime 24 mesi fa. I sistemi missilistici siriani sono di difficile maneggevolezza e serve un apparato organizzato e perfettamente coordinato per pianificare e mettere in atto un attacco missilistico su vasta scala contro la Turchia. Un attacco che possa essere fronteggiato solo con tutti e tre i sistemi di difesa antimissile americano.<br />
Seconda considerazione:<br />
<figure id="attachment_1251" aria-describedby="caption-attachment-1251" style="width: 187px" class="wp-caption alignleft"><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/THAAD.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/THAAD-187x300.jpg" alt="" title="THAAD" width="187" height="300" class="size-medium wp-image-1251" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/THAAD-187x300.jpg 187w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2011/12/THAAD-639x1024.jpg 639w" sizes="(max-width: 187px) 100vw, 187px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1251" class="wp-caption-text">il missile THAAD</figcaption></figure>THAAD è un sistema operativo da pochissimo tempo. L&#8217;America dispone di solo due batterie THAAD operative, una sembra essere presente da alcuni mesi nella regione mediorientale, ma non in Turchia. Oggi apprendiamo da una fonte ufficiale, quale quella del ministro degli Esteri turco, che una batteria THAAD è in Turchia, e evidentemente lavora in sinergia con il radar in banda X che pochi mesi fa è stato posizionato nel sud del paese.<br />
L&#8217;America sta dando tutto, ripetiamo, tutto il suo appoggio alla Turchia.<br />
La nostra analisi dice che la Sira è una minaccia concreta per la Turchia, ma non è una minaccia tale da spingere Washington a schierare senza riserva alcuna tutto il potenziale militare americano in materia di difesa antimissile.<br />
Esiste una sola nazione nella regione, escludendo la Russia, in grado con il proprio arsenale missilistico di mettere in crisi il sistema Patriot, se utilizzato da solo.<br />
Questa nazione è l&#8217;Iran. La conclusione dei nostri analisti è che il sistema di difesa antimissile schierato in Turchia non è pensato per contrastare la sola minaccia missilistica siriana. Il sistema è pensato per difendere da un eventuale attacco missilistico iraniano i siti militari Nato in Turchia e, eventualmente, le metropoli turche.<br />
L&#8217;Iran non la Siria è il nemico che la Nato teme.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-sistema-antimissile-nato-in-turchia-e-contro-liran-non-la-siria-2/">Il sistema antimissile Nato in Turchia è contro l’Iran non la Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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