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	<title>nucleare | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Aug 2015 05:04:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>No nuclear, no party</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Filippo Turturici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2015 07:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono giorni caldi questi, localmente e globalmente: un’estate molto calda e secca nell’Europa centro-meridionale (ma decisamente fredda e perturbata nell’Europa settentrionale e parte della Russia), un Nino che dovrebbe essere tra i più forti degli ultimi decenni, e l’annuncio a tamburo battente di Obama di una nuova politica energetica da qui al 2030. Tutti argomenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: 24px;">Sono giorni caldi questi, localmente e globalmente: un’estate molto calda e secca nell’Europa centro-meridionale (ma decisamente fredda e perturbata nell’Europa settentrionale e parte della Russia), un Nino che dovrebbe essere tra i più forti degli ultimi decenni, e l’annuncio a tamburo battente di Obama di una nuova politica energetica da qui al 2030. Tutti argomenti che scaldano i cuori e le posizioni, su entrambe le sponde dell’Atlantico, ma anche su quelle del Pacifico. La politica energetica obamiana, infatti, nasce da una preoccupazione di salute pubblica, riguardo l’impatto del carbone sulle patologie oncologiche e respiratorie; e anche da una preoccupazione ambientale, legata principalmente alla CO2 ed all’effetto serra, e secondariamente ai composti solforosi in atmosfera. Il succo della politica è semplice: liberarsi dalle centrali termoelettriche alimentate a combustibili fossili; per puntare sulle energie rinnovabili.</span><br />
In realtà, i problemi non finiscono qui, anzi sono appena iniziati. In primo luogo, una simile politica si rivela efficace solo se l’Eurasia la segue immediatamente, altrimenti essa avrà un impatto limitato agli USA. Luogo in cui le politiche ambientali, la crisi del 2008 e la successiva transizione verso il gas naturale (fossile ma a minori emissioni) hanno già fatto metà del lavoro promesso da Obama. Leggiamo infatti che, del -32% di emissioni di CO2 promesso entro il 2030, un -15% è già stato realizzato entro il 2013; inoltre, il nuovo obiettivo è solo del 2% più ambizioso del precedente, quindi sostanzialmente lo sbandierato annuncio, è solo una revisione al rialzo (nemmeno eccessivo). Una goccia in una mare di paesi che continuano ad emettere come se non ci fosse un domani, specie tra Cina ed India.</p>
<p>Secondo punto, in tutto questo calderone (è il caso di dirlo), manca un importante attore: il nucleare; che non si capisce bene se sia stato osteggiato, promosso o semplicemente dimenticato dall’annuncio obamiano. L’energia atomica, finora, è stata comunque moderatamente favorita dall’amministrazione del presidente, confermando i programmi di nuove costruzioni della presidenza Bush Jr. e riconoscendo la sua importanza come energia “carbon-free”. Il nucleare americano gode inoltre di ottima salute, tecnicamente parlando. Gli USA sono infatti il paese col più alto numero di reattori al mondo; e questi reattori viaggiano con un fattore di capacità annuo medio del 90%, uno dei migliori al mondo. Soprattutto, però, esso è largamente superiore ai fattori di capacità annui registrati da eolico e solare, rispettivamente intorno al 30% ed al 15%: detta rozzamente, ci vuole una potenza installata superiore di 3 volte per l’eolico e di 6 volte per il solare, per generare la stessa energia in un anno di un reattore nucleare. Questo però non è l’unico fattore, dato che mentre l’energia atomica è stabile e prevedibile (i fermi vengono attuati o per manutenzione/ricarica, o per eventi esterni), le energie eolica e solare dipendono fortemente dagli eventi meteorologici e dai cicli astronomici. Infine, vi è un altro costo nascosto: questa instabilità e scarsa prevedibilità porta a costi maggiori nella gestione delle reti elettriche, per poter o immagazzinare (per ora pressoché impossibile su larga scala) o disperdere gli eccessi di energia in rete. Viceversa, nei momenti di picco minimo della produzione si rende spesso necessario il sostegno di gruppi a gas, combustibile molto costoso nell’Eurasia (meno negli USA), per garantire la richiesta di energia. Il tutto crea anche un paradossale circolo vizioso nei prezzi dell’elettricità, in aumento per i comuni consumatori, ma totalmente instabili nella borsa elettrica (in caso di eccesso di energia, il prezzo diviene addirittura negativo) tale da danneggiare fortemente gli altri produttori. Che a sua volta, potrebbe dire Obama, sarebbe un bene purché mettesse già di suo fuori mercato le centrali a carbone: ma siccome la realtà è molto diversa dalla teoria, l’alternativa diviene quella di pagare un salato conto finanziario (gas, in azione solo “al giusto prezzo”), o ambientale (lignite, meno costosa del carbone), o sociale (blackout in caso di carenza di energia). Il problema è infatti ampiamente conosciuto sia in America, dove California e Vermont hanno deciso di dismettere sia il carbone che il nucleare, sia in Germania dove in dismissione è solo il nucleare. A tale proposito, sono appena usciti due begli articoli.</p>
<p>Il primo, di Forbes, tratta appunto dell’annuncio di Obama e del fatto che il nucleare sia una parte fondamentale di un mix energetico carbon-free. In particolare, colpisce l’esperienza del piccolo stato del Vermont, che qui riporto:</p>
<p>This can be seen in Vermont where their single nuclear plant was closed prematurely. They have been buying nuclear power and hydropower from out of state just to maintain their existing level of low-carbon power. Since their 2005 levels were based on having so much of their power from nuclear, achieving more carbon reductions under this Clean Power Plan will be difficult, and will include continued purchasing of expensive power from out of state.</p>
<p>Riassumendo, la chiusura prematura dell’unica centrale nucleare dello stato, comporta di fatto l’obbligo per lo stesso di importare, a caro prezzo, energia carbon-free dagli stati vicini, se vogliono mantenere il proprio livello di emissioni in linea con quanto dichiarato dal presidente.</p>
<p>Il secondo è invece centrato sulle esternalità dell’energia eolica nella Germania settentrionale, pubblicato da Politico.EU. Dove per esternalità non intendo tanto la distesa di pale eoliche sul territorio o come esse vengano prodotte o smaltite; quanto il fatto che, durante i picchi di produzione elettrica, l’energia elettrica vada letteralmente distribuita all’esterno per evitare sovraccarichi. I paesi confinanti sono infatti stanchi di dover assorbire questi picchi, in giorni ed ore in cui non hanno bisogno di così tanta elettricità, e quindi ora Polonia, Cechia, Francia, Paesi Bassi e Belgio premono sulla Germania perché letteralmente la smetta di usare le loro reti elettriche per disperdere gli eccessi della propria. Anzi, oltre che premere agiscono, ed entro un paio d’anni essi potranno bloccare a piacimento l’elettricità in entrata. Tra le alternative, l’uso di attuatori che blocchino le pale in caso di eccesso di produzione; o il trasporto di energia elettrice verso la Germania meridionale. “Ma come”, si dirà, “non sono nello stesso paese, nella stessa rete elettrica?” Certamente lo sono, ma su lunghe distanze ci vogliono reti costruite per convogliare tale energia: non bastano insomma i comuni elettrodotti. In pratica, è come se in Germania esistessero due griglie elettriche, Nord e Sud, che comunicano ma non hanno la capacità di trasmettere sufficiente energia l’una all’altra. Se la soluzione di potenziare tale connessione appare semplice, costi a parte, la risposta dei bavaresi è stata in perfetto stile nimby: non vogliamo nuovi elettrodotti. Il tutto si inserisce in un problema di respiro molto più ampio e che coinvolge tutta Europa, cioè la scarsa connessione delle diverse griglie elettriche nazionali. Avere un’unica griglia europea permetterebbe infatti di superare tali problemi, trasmettendo l’energia (di qualunque tipo) dal luogo dove è prodotta in eccesso al luogo dove è richiesta in eccesso. Come però ben sappiamo in Italia, gli investimenti richiesti non necessitano solo di denaro, ma anche del consenso di una popolazione che spesso è riuscita a bloccare o almeno ritardare numerosi progetti, pure a riguardo di “innocue” reti elettriche. L’Energiewende tedesca, col suo massiccio ricorso alle rinnovabili ed il progressivo ma rapido smantellamento della capacità nucleare, si è dimostrato finora una trappola per i costi ai consumatori della Germania, e questi sarebbero altri costi aggiuntivi. Vediamo infatti il costo del kWh contro la capacità di rinnovabili installata, che pone la Germania (insieme alla Danimarca) in cima al grafico:</p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/08/image.jpg" class="thickbox no_icon" title="Grafico energia"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/08/image-300x272.jpg" alt="Grafico energia" width="300" height="272" class="alignleft size-medium wp-image-18936" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/08/image-300x272.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/08/image.jpg 682w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Possiamo dunque concludere che, al di là delle gran casse mediatiche ad uso politico, la produzione di energia elettrica deve essere:</p>
<p>sicura e garantita quando serve;</p>
<p>sostenibile sia in senso ambientale che finanziario;</p>
<p>libera dal sogno che un’unica fonte energetica possa fare tutto.</p>
<p>La generazione di elettricità deve dunque essere diversificata, ma ogni fonte deve contribuire in proporzione alle sue reali capacità di essere sostenibile finanziariamente: un giusto mix contempla tutte le soluzioni, al massimo escludendone una. Il nucleare, quindi, rimane un importante contributo alla produzione di energia, se si vogliono mantenere gli obiettivi sulle emissioni senza creare il caos nelle reti di distribuzione e nel mercato energetico.</p>
<p>Ci si conceda una chiosa finale. Una buona politica dovrebbe affrontare questi temi in maniera pragmatica, senza sottovalutare i problemi presentati dai tecnici del settore e senza dare eccessivo peso a questa o quella lobby. Bisogna guardare al quadro di insieme ed alle necessità di approvvigionamento energetico, elaborando programmi concreti a lungo termine e dando chiari messaggi e corretta informazione ai cittadini, piuttosto che indulgere nel facile ed acquiescente populismo. In tal senso, la politica di Obama non è delle peggiori, ma rischia di essere incentrata più su annunci roboanti che su programmi reali, lasciando in mano ad altri (i singoli stati piuttosto che le lobby delle rinnovabili o del gas) i problemi della politica energetica nazionale.</p>
<p><i>1 <a  href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Obama-I-cambiamenti-climatici-sono-la-piu-grande-minaccia-per-uomo-occorre-agire-b9934c7a-8aa9-4452-af2e-bc543440dcae.html" target="_blank">http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Obama-I-cambiamenti-climatici-sono-la-piu-grande-minaccia-per-uomo-occorre-agire-b9934c7a-8aa9-4452-af2e-bc543440dcae.html</a></i></p>
<p><i>2 <a  href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fattore_di_capacit%C3%A0" target="_blank">https://it.wikipedia.org/wiki/Fattore_di_capacit%C3%A0</a></i></p>
<p><i>3 <a  href="http://www.world-nuclear.org/info/Country-Profiles/Countries-T-Z/USA--Nuclear-Power/" target="_blank">http://www.world-nuclear.org/info/Country-Profiles/Countries-T-Z/USA&#8211;Nuclear-Power/</a></i></p>
<p><i>4 <a  href="https://en.wikipedia.org/wiki/Capacity_factor#United_States" target="_blank">https://en.wikipedia.org/wiki/Capacity_factor#United_States</a></i></p>
<p><i>5 <a  href="http://www.forbes.com/sites/jamesconca/2015/08/04/only-one-loser-in-obamas-clean-power-plan/" target="_blank">http://www.forbes.com/sites/jamesconca/2015/08/04/only-one-loser-in-obamas-clean-power-plan/</a></i></p>
<p><i>6 <a  href="http://www.politico.eu/article/strong-winds-in-germany-a-problem-in-central-europe/" target="_blank">http://www.politico.eu/article/strong-winds-in-germany-a-problem-in-central-europe/</a></i></p>
<p><i>7 <a  href="http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/07/28/news/terna-contrattacca-senza-la-nuova-rete-e-rischio-blackout-1.11848617" target="_blank">http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/07/28/news/terna-contrattacca-senza-la-nuova-rete-e-rischio-blackout-1.11848617</a></i></p>
<p><em>8 <a  href="http://wattsupwiththat.com/2015/08/03/obama-may-finally-succeed/" target="_blank">http://wattsupwiththat.com/2015/08/03/obama-may-finally-succeed/</a></em></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/no-nuclear-no-party/">No nuclear, no party</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>I giorni delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 09:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>GPC con questo breve pezzo vuole ricordare le vittime dei due bombardamenti nucleari che causarono nel 1945 la morte di migliaia di persone, nella maggior parte civili e che determinarono la resa incondizionata del Giappone. Il 6 agosto del 1945 su Hiroshima e il 9 su Nagasaki l&#8217;aviazione americana sganciò due ordigni atomici, entrambi furono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/08/Hiroshima.jpg" class="thickbox no_icon" title="Wikipedia common"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/08/Hiroshima-300x225.jpg" alt="Wikipedia common" title="Hiroshima" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-5986" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/08/Hiroshima-300x225.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/08/Hiroshima.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>GPC con questo breve pezzo vuole ricordare le vittime dei due bombardamenti nucleari che causarono nel 1945 la morte di migliaia di persone, nella maggior parte civili e che determinarono la resa incondizionata del Giappone. Il 6 agosto del 1945 su Hiroshima e il 9 su Nagasaki l&#8217;aviazione americana sganciò due ordigni atomici, entrambi furono fatti detonare non al suolo ma al di sopra delle città al fine di ottenere il massimo danno possibile. In un breve momento la tremenda energia dei due ordigni distrusse in modo totale due città del Giappone, fino a quel momento relativamente risparmiate dai bombardamenti convenzionali. Due città costruite con le tipiche case giapponesi in legno, che furono spazzate via dagli effetti dell&#8217;esplosione nucleare. La grande sfera di fuoco e la devastante onda d&#8217;urto cancellarono vite, sogni e speranze di gran parte degli abitanti, senza aver cura di discriminare tra civili e militari, adulti o bambini, uomini o donne. E chi non venne vaporizzato dall&#8217;esplosione ebbe a volte sorte peggiore: per le ustioni in primo luogo, che sfigurarono migliaia di giapponesi, per le dosi massicce di radiazioni che uccisero nei giorni successivi centinaia di abitanti. La bomba, anzi le bombe, abbreviarono la guerra, evitarono la morte di migliaia di soldati americani, ma furono senza dubbio un crimine contro l&#8217;umanità, uno dei tanti della seconda guerra mondiale compiuti da tutte le parti in conflitto, come dimenticare i soprusi dei giapponesi in Cina, o nelle Filippine o in Corea? Come dimenticare il bombardamento incendiario di Dresda, che causò più morti della bomba di Nagasaki? Come dimenticare le violenze e l&#8217;uccisione di milioni di ebrei da parte dei nazisti? E tanti altri fatti più o meno noti che videro protagonisti inglesi, italiani, francesi, truppe coloniali. Ma il fatto di Hiroshima e Nagasaki rappresenta un unicum.<br />
In un attimo, con un solo ordigno, con la decisione di un solo uomo, si possono cancellare decine di migliaia di vite. Oggi questo aspetto terribile delle armi atomiche va ricordato al mondo intero, in un momento nel quale stiamo assistendo ad una corsa alle armi atomiche, in medio oriente ma non solo, e stiamo assistendo ad un ammodernamento degli arsenali atomici delle grandi potenze e cosa ancora più preoccupante ad un cambio di dottrina nell&#8217;uso delle armi atomiche, viste sempre più come un mezzo ammissibile nella guerra moderna.<br />
In questi mesi nei quali il mondo cercherà nuovi equilibri geopolitici e militari tutti, ad ogni livello della società, devono ricordare le capacità delle armi atomiche, oggi molto ma molto più potenti di quelle sganciate sul Giappone, fare ogni sforzo per evitare la proliferazione di nuovi stati armati di armi atomiche e fare ogni sforzo per ridurre gli arsenali esistenti.<br />
La cosa non è semplice è neppure priva di rischi ma il ricordo della storia, il ricordo delle immani sofferenze che due piccole armi atomiche hanno causato nel Giappone del 1945, il ricordo dei civili vittime predefinite di una guerra nucleare, devono spingere ognuno di noi a fare quanto in suo potere per ridurre gli arsenali nucleari in modo razionale ed equilibrato.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/i-giorni-delle-atomiche-su-hiroshima-e-nagasaki/">I giorni delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Corea del Nord &#8220;pronti a un nuovo tipo di test atomico&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 07:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Estremo Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che la Corea del Nord sia pronta ad eseguire un nuovo test atomico è fuori da ogni dubbio. Il nostro sito ne aveva già parlato a gennaio quando abbiamo trovato informazioni attendibili riguardanti i lavori preparatori in atto presso il poligono nucleare nord coreano. I test nucleari della Corea del Nord tipicamente si tengono dopo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/05/Corea-test-Atomico.jpg" class="thickbox no_icon" title="Corea test Atomico"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/05/Corea-test-Atomico-300x243.jpg" alt="Corea test Atomico" width="300" height="243" class="alignleft size-medium wp-image-4690" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/05/Corea-test-Atomico-300x243.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/05/Corea-test-Atomico-55x45.jpg 55w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/05/Corea-test-Atomico.jpg 740w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Che la Corea del Nord sia pronta ad eseguire un nuovo test atomico è fuori da ogni dubbio. Il nostro sito ne aveva già parlato a gennaio quando abbiamo trovato informazioni attendibili riguardanti i lavori preparatori in atto presso il poligono nucleare nord coreano.<br />
I test nucleari della Corea del Nord tipicamente si tengono dopo il lancio di vettori balistici in guardo di trasportare un&#8217;arma atomica e questa condizione è stata soddisfatta la settimana scorsa, quando due missili a gittata intermedia e con capacità nucleare sono stati lanciati ad est della penisola di Corea.<br />
I test nucleari Nord coreani hanno visto fino ad oggi l&#8217;impiego di dispositivi nucleari, non ancora di testate utilizzabili in combattimento e si sono tenuti tutti nel sottosuolo ricavando un cunicolo orizzontale non rettilineo al di sotto di una montagna nel Nord del paese e sono stati di bassa potenza (inferiori ai 5/6 Kilotoni).<br />
Ora alti ufficiali Nord coreani parlano di un &#8220;nuovo tipo&#8221; di test. Quale potrebbe essere quindi questo nuovo tipo di test che potrebbero avere in programma i i nord coreani.<br />
Le speculazioni a riguardo sono molteplici, cerchiamo di analizzare quelle possibili e quelle secondo noi probabili.<br />
In primo luogo la Corea del Nord potrebbe utilizzare nel test un&#8217;arma atomica miniaturizzata e quindi in grado di essere alloggiata nella testata di un missile balistico. Il nostro gruppo ritiene questa possibilità una delle più probabili visto che dopo aver aumentato gradualmente la potenza dei test ora potrebbe essere giunto il momento di passare alla miniaturizzazione della testata.<br />
Una seconda opzione è che la Corea del Nord possa far detonare due testate in rapida successione, dimostrando di avere la possibilità tecnica di costruire ordigni basati sia sul minerale di uranio arricchito in isotopo 235 sia ordigni basati sul plutonio. La Corea del Nord dispone infatti di strutture industriali in grado di produrre intra ne gli elementi radioattivi in questione.<br />
Un&#8217;altra possibilità, tuttavia ritenuta estremamente poco probabile, è che i Nord coreani vogliano far detonare un ordigno a fusione. Riteniamo questa ipotesi priva di fondamento in quanto il poligono Nord coreano non è adatto allo scopo e le mancano ancora ai Nord coreani le competenze necessarie ad ottenere un dispositivo a fusione anche parzialmente affidabile.<br />
Va considerato anche il fatto che la leadership Nord coreana voglia dimostrare al mondo intero, e alla propria popolazione, in maniera inequivocabile i proprio rango di potenza atomica.<br />
In questo caso i vertici politici di Pyongyang potrebbero valutare la possibilità di eseguire un test atomico in atmosfera. Una esplosione atomica in atmosfera, non a contatto con il suolo, di un ordino inferiore ai 10 Kt, genererebbe un fall-out di relativamente piccole proporzioni e con le adeguate condizioni meteo potrebbe essere gestito in discreta sicurezza dai Nord coreani, magari effettuando il test al limite delle proprie acque territoriali. Certo è che un test simile genererebbe una ondata di panico a livello mondiale e scatenerebbe una vera e propria ondata di isteria in estremo oriente. La Cina sarebbe costretta a rivedere il proprio appoggio incondizionato a Pyongyang e il Giappone abbandonerebbe ogni remora antimilitarista nell&#8217;affrontare internamente i dossier militari.<br />
Per queste regioni prettamente politiche più che tecniche riteniamo quindi scarsamente probabile un test atomico Nord coreano in atmosfera ma non possiamo escluderlo a priori essendo tecnicamente gestibile.<br />
L&#8217;ipotesi più probabile quindi è che la Corea del Nord sia pronta a testare nel sottosuolo un&#8217;arma atomica miniaturizzata pronta per l&#8217;impiego operativo.</p>
<p><em>Nella foto gli effetti in superficie di un test atomico sotterraneo</em></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/corea-del-nord-pronti-a-un-nuovo-tipo-di-test-atomico/">Corea del Nord “pronti a un nuovo tipo di test atomico”</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Giappone ed Arabia Saudita collaboreranno in campo atomico</title>
		<link>https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/giappone-ed-arabia-saudita-collaboreranno-in-campo-atomico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giappone-ed-arabia-saudita-collaboreranno-in-campo-atomico</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2013 08:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giappone ed Arabia Saudita condividono in campo nucleare i medesimi problemi. I loro vicini, Corea del Nord ed Iran rispettivamente, perseguono aggressivi programmi nucleari, il principale alleato di Giappone e Arabia Saudita, gli Stati Uniti d&#8217;America, non hanno mostrato in modo palese e fermo la volontà di difendere in modo attivo nessuno dei due stati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/the_trojan_nuclear_plant_on_the_banks_of_the_columbia_river_portland_general_electric_the_builder_of_the_plant_has_encountered_great_opposition_from_environmentalists_051973.jpg" class="thickbox no_icon" title="The Trojan Nuclear Plant on the Banks of the Columbia River Portland General Electric, the Builder of the Plant, Has Encountered Great Opposition From Environmentalists 05/1973"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10501" title="The Trojan Nuclear Plant on the Banks of the Columbia River Portland General Electric, the Builder of the Plant, Has Encountered Great Opposition From Environmentalists 05/1973" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/the_trojan_nuclear_plant_on_the_banks_of_the_columbia_river_portland_general_electric_the_builder_of_the_plant_has_encountered_great_opposition_from_environmentalists_051973-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/the_trojan_nuclear_plant_on_the_banks_of_the_columbia_river_portland_general_electric_the_builder_of_the_plant_has_encountered_great_opposition_from_environmentalists_051973-300x203.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/05/the_trojan_nuclear_plant_on_the_banks_of_the_columbia_river_portland_general_electric_the_builder_of_the_plant_has_encountered_great_opposition_from_environmentalists_051973.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Giappone ed Arabia Saudita condividono in campo nucleare i medesimi problemi. I loro vicini, Corea del Nord ed Iran rispettivamente, perseguono aggressivi programmi nucleari, il principale alleato di Giappone e Arabia Saudita, gli Stati Uniti d&#8217;America, non hanno mostrato in modo palese e fermo la volontà di difendere in modo attivo nessuno dei due stati in questione.<br />
Il Giappone si confronta quotidianamente con due realtà nucleari in grado di infliggere gravi danni al paese del Sol Levante in caso di scontro, alla Corea del Nord va aggiunta infatti anche la Cina. Il Giappone non è uno stato armato con armi nucleari, ma possiede una industria atomica civile estremamente sviluppata, che si è servita per decenni anche di reattori al plutonio, come ad esempio l&#8217;unità 3 della centrale di Fukushima. Il Giappone potrebbe disporre di generose scorte di plutonio, così come possiede le capacità tecniche di assemblare una bomba in brevissimo tempo. Il Giappone possiede anche uno sviluppata industria aerospaziale e vettori missilistici spaziali con gittata sufficiente a minacciare, se trasformati in sistemi missilistici militari, tutto il territorio cinese. Se Tokio fosse in pericolo e gli Stati Uniti abbandonassero il Giappone, nel giro di alcune settimane le forze di autodifesa giapponesi potrebbero disporre di un&#8217;arma atomica e dei sistemi di lancio necessari al suo utilizzo, tutti Made in Japan.<br />
Discorso diverso merita l&#8217;Arabia Saudita, che non dispone di un&#8217;industria nucleare, e non dispone di capacità missilistiche proprie. Il governo di Riad vuole però cambiare questa situazione e nelle scorse settimane ha stretto con il governo giapponese del premier Abe un accordo di collaborazione in campo nucleare. Un accordo che garantisce ai sauditi il trasferimento del Know How giapponese in campo nucleare, al fine di costruire, in sinergia tra i due paesi, una rete di centrali atomiche in Arabia Saudita. Come contropartita il Giappone diverrà un partner preferenziale negli scambi economici, con una sorta di &#8220;priorità&#8221; sull&#8217;acquisto del greggio saudita e uno status che favorirà l&#8217;esportazione di prodotti finiti giapponesi nella penisola araba.<br />
L&#8217;accordo tra Giappone e Arabia Saudita evidenzia non tanto la nascita di un nuovo asse di alleanza, quanto il timore che l&#8217;America possa abbandonare al proprio destino i due alleati storici in Asia e in medio oriente. È questa percezione di debolezza degli Stati Uniti che favorisce, in questo particolare periodo storico, l&#8217;aggressività di alcuni paesi in Medio Oriente e in Asia, ed è sempre la medesima percezione di debolezza che potrebbe scatenare in queste due aree geografiche la più grande corsa alle armi atomiche dali anni 60 ai giorni nostri. È proprio l&#8217;assenza dell&#8217;America che potrebbe innescare una proliferazione atomica incontrollata in zone del pianeta geopoliticamente instabili, aree geografiche e geopolitiche dove sussistono conflitti intra e inter religiosi, dispute territoriali e rivendicazioni storiche in grado di innescare rapidamente e con breve preavviso conflitti anche di vaste proporzioni; aree dove la presenza di armi nucleari in molti paesi delle due regioni potrebbe portare a conseguenze nefaste per la stabilità mondiale. </p>

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                        <a  href="http://flickr.com/35740357@N03/4272316464" target="_blank" class="pdrp_link pdrp_attributionLink">
                        The U.S. National Archives</a>
                    </div><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/giappone-ed-arabia-saudita-collaboreranno-in-campo-atomico/">Giappone ed Arabia Saudita collaboreranno in campo atomico</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Amos Yadlin : l&#8217;Iran supererà la linea rossa in estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 12:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amos Yadlin, ex capo del servizio di intelligence militare di Israele, durante una conferenza presso l&#8217;INSS ( l&#8217;istituto nazionale di studi strategici israeliani) ha rivelato che l&#8217;Iran si avvicina rapidamente a quella linea rossa tracciata dal primo ministro Benjamin Netanyahu durante l&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite quando parlò al mondo del programma nucleare iraniano. Secondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Amos Yadlin, ex capo del servizio di intelligence militare di Israele, durante una conferenza presso l&#8217;INSS ( l&#8217;istituto nazionale di studi strategici israeliani) ha rivelato che l&#8217;Iran si avvicina rapidamente a quella linea rossa tracciata dal primo ministro Benjamin Netanyahu durante l&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite quando parlò al mondo del programma nucleare iraniano.<br />
<a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/20130424-071525.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/20130424-071525-300x215.jpg" alt="" title="20130424-071525.jpg" width="300" height="215" class="alignright size-medium wp-image-9965" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/20130424-071525-300x215.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/20130424-071525-107x77.jpg 107w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/20130424-071525.jpg 969w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Secondo Amos Yadlin la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran entro la fine dell&#8217;estate sarà in possesso di, se lo vorranno, di materiale fissile sufficiente per più ordigni. Il punto di svolta  della vicenda saranno le elezioni presidenziali iraniane che si terranno nel prossimo mese di giugno. Gli Stati Uniti avrebbero accettato di sospendere le iniziative diplomatiche e militari in attesa delle elezioni presidenziali in Iran, ma fino ad allora l&#8217;Iran potrebbe avanzare nel suo programma atomico, installare nuove e più efficienti centrifughe ed implementare le scorte di isotopo fissile. E proprio nell&#8217;ottica di un avanzamento del programma atomico iraniano va inquadrata la vendita di armi ad Israele da parte degli Stati Uniti; armi indispensabili per lo Strike israeliano. Una vendita organizzata e finalizzata già alcuni mesi fa, subito dopo le elezioni americane, ma rivelata al mondo durante la visita del Segretario alla Difesa americano in Israele, anche per mitigare il pregiudizio nei confronti di Hagel, spesso definito in patria come un politico anti israeliano.<br />
Dopo i falliti negoziati di Almaty, in Kazakistan, nel mese di marzo, nessuna nuova data è stata comunicata per nuovi colloqui a livello politico, altro segnale che indica l&#8217;attesa del risultato delle elezioni presidenziali iraniane, risultato che potrà influire comunque marginalmente nelle scelte della Repubblica Islamica. Sono invece programmati colloqui a livello tecnico, il 15 maggio prossimo, presso la sede della IAEA a Vienna, colloqui che hanno il sapore della cortesia diplomatica più che della concretezza operativa.<br />
Ma la vera domanda è cosa farà Israele se l&#8217;Iran supererà la linea rossa indicata da Netanyahu. Attaccherà senza il supporto degli Stati Uniti o a quel punto anche gli Usa parteciperanno, o addirittura gestiranno in prima persona l&#8217;attacco all&#8217;Iran? Questa domanda non può trovare una risposta in un breve post di questo sito. Molteplici sono le variabili politiche diplomatiche, militari e psicologiche che entrano in gioco. Tuttavia un interessante paragone potrebbe essere la situazione in estremo oriente, in particolare la situazione in Corea del Nord. La Corea del Nord negli anni ha superato tutte le linee rosse tracciate dalle varie amministrazioni americane, e oggi minaccia direttamente i territori americanani con armi nucleari. I vicini della Corea del Nord, in particolare il Giappone, stanno valutando la possibilità di riprocessare il combustibile esausto delle centrali nucleari sul proprio territorio per ottenere plutonio, componente fondamentale delle armi atomiche ad implosione. Stessa cosa sta valutando la Corea del Sud.<br />
La Corea del Nord, se non controllata, darà luogo nei prossimi mesi ad una proliferazione nucleare in estremo oriente, che sarà ben poca cosa se paragonata alla corsa alle armi atomiche cui assisteremo in medio oriente se l&#8217;Iran si dotasse della bomba. Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto e Turchia potrebbero in pochi mesi/anni, a seconda dei vari stati, entrare in possesso di armi nucleari e trasformare la polveriera mediorientale in un vero e proprio incubo geopolitico. Per questi semplici motivi gli Stati Uniti non potranno restare passivi se l&#8217;Iran avanzerà verso l&#8217;atomica, anche nel caso in cui gli iraniani non possedessero i mezzi per raggiungere e minacciare direttamente gli Usa. Se invece gli Stati Uniti rimanessero passivi il Presidente Obama verrebbe ricordato come il responsabile della peggiore proliferazione nucleare dalla seconda guerra mondiale ad oggi.<br />
Così il mese di giugno potrebbe segnare il confine tra la diplomazia e le armi, tra la trattativa e la forza, tra la pace e la guerra in medio oriente.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/amos-yadlin-liran-superera-la-linea-rossa-in-estate/">Amos Yadlin : l’Iran supererà la linea rossa in estate</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Disconnesse da Internet le centrali nucleari della Corea del Sud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Pacifico Occidentale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 14:19:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del nord]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/Centrale-Nucleare.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/Centrale-Nucleare-300x200.jpg" alt="" title="Centrale Nucleare" width="300" height="200" class="alignright size-medium wp-image-9783" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/Centrale-Nucleare-300x200.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/Centrale-Nucleare-480x320.jpg 480w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/Centrale-Nucleare-242x161.jpg 242w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/Centrale-Nucleare-469x313.jpg 469w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/04/Centrale-Nucleare.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nonostante l&#8217;apparente allentamento della tensione nella penisola di Corea il governo di Seoul teme nuovi attacchi cibernetici alle proprie infrastrutture strategiche. Ci riferiamo in modo particolare alle oltre venti centrali nucleari della Corea del Sud. L&#8217;agenzia di stampa sud coreana Yonhap riferisce che i computer che controllano i reattori delle centrali sono stati isolati da Internet al fine di evitare che un attacco informatico dei nord coreani potesse compromettere la sicurezza degli impianti atomici. La stessa agenzia riferisce che i computer centrali non sono stati solamente isolati da Internet, ma tutte le porte Usb che permettono di connettere dispositivi esterni ai computer (Dischi rigidi esterni o chiavette USB) sono state sigillate. La seconda parte della notizia è di particolare interesse, in quanto ammette implicitamente che la Corea del Nord dispone di agenti operativi nelle strutture strategiche della Corea del Sud e che, in caso di aggravamento della situazione, gli agenti nord coreani in questione potrebbero aver ricevuto ordine di sabotare le centrali nucleari sud coreane con l&#8217;intento di provocare, se non un incidente nucleare maggiore, una carenza di energia alla parte sud del paese asiatico.<br />
Intanto a Pyongyang ci si sta preparando per il &#8220;giorno del sole&#8221; 101º anniversario della nascita di Kim Il Sung, il &#8220;Leader Eterno&#8221; nella retorica del paese comunista. Una grande parata di civili e militari si svolgerà domani in Corea del Nord e sarà un occasione importate per rivedere in pubblico il nipote di Kim Il Sung, il giovane Kim Jong Un, che non appare in pubblico da oltre 20 giorni, ed ascoltare nella tarda serata i commenti dell&#8217;agenzia di stampa di stato nord coreana per valutare la possibile evoluzione nei rapporti tra le due Coree.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/disconnesse-da-internet-le-centrali-nucleari-della-corea-del-sud/">Disconnesse da Internet le centrali nucleari della Corea del Sud</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I Colloqui del 5+1 sul nucleare iraniano del 5/6 Aprile 2013</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 14:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sono tenuti, ancora una volta ad Almaty in Kazakistan, i colloqui del gruppo 5+1 sulla questione del nucleare iraniano. Durante il round negoziale il rappresentante iraniano Saeed Jalili, segretario del consiglio supremo per la sicurezza nazionale, ha dichiarato che le potenze occidentali devono prendere atto del diritto inalienabile dell&#8217;Iran di procedere all&#8217;arricchimento del minerale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5.jpg" class="thickbox no_icon" title="Almaty"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-8219" title="Almaty" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5-300x225.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5-1024x768.jpg 1024w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5-321x240.jpg 321w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5-301x225.jpg 301w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5-287x215.jpg 287w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5-120x90.jpg 120w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2013/02/Almaty-kazakhstan_5.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Si sono tenuti, ancora una volta ad Almaty in Kazakistan, i colloqui del gruppo 5+1 sulla questione del nucleare iraniano. Durante il round negoziale il rappresentante iraniano Saeed Jalili, segretario del consiglio supremo per la sicurezza nazionale, ha dichiarato che le potenze occidentali devono prendere atto del diritto inalienabile dell&#8217;Iran di procedere all&#8217;arricchimento del minerale di Uranio. Questa posizione contraddice le precedenti aperture che l&#8217;Iran aveva manifestato nei precedenti colloqui che si erano tenuti, sempre nella città del Kazakistan, 6 settimane fa.<br />
La strategia iraniana sembra focalizzata a non prendere una decisione definitiva e contestualmente avanzare nel programma nucleare. I vertici dell&#8217;Iran potrebbero aver chiesto ai negoziatori occidentali, ed in particolare al rappresentate americano, di non assumere decisioni definitive fino alle prossime elezioni presidenziali che si terranno in Iran nel mese di Giugno.<br />
Pare che gli Stati Uniti si siano resi disponibili ad attendere le elezioni presidenziali iraniane, ma abbiano fatto intendere al rappresentante iraniano che questa sarà l&#8217;ultima apertura di credito nei confronti della Repubblica Islamica.<br />
Giugno appare così un mese determinante nella soluzione della disputa internazionale che coinvolge l&#8217;Iran e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania. Se dopo le elezioni presidenziali di Giugno l&#8217;Iran non riuscirà ad accordarsi con gli americani su un percorso condiviso di allentamento delle sanzioni, e contestuale sospensione dell&#8217;arricchimento del minerale di uranio su scala industriale, l&#8217;opzione di un intervento armato si concretizzerà in breve tempo.<br />
L&#8217;America sta infatti toccando con mano il costo di aver permesso alla Corea del Nord di raggiungere capacità nucleari a livello bellico e quanto ora si difficile una politica di contenimento. Se gli Stati Uniti falliranno nel loro intento di fermare la corsa nucleare degli iraniani il ruolo dell&#8217;America in Medio Oriente, e forse anche nel bacino del mediterraneo, sarà compromesso irrimediabilmente, aprendo la strada ad una partnership estremamente stretta sia in campo energetico che militare tra la Cina e la Monarchie del Golfo. La Cina, gigante assetato di energia, potrebbe proporsi come reale mediatore tra un Iran e una Arabia Saudita dotati entrambi di armi nucleari, sostituendosi agli Stati Uniti come punto di riferimento geopolitico per la Regione</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/i-colloqui-del-51-sul-nucleare-iraniano-del-5-aprile-2013/">I Colloqui del 5+1 sul nucleare iraniano del 5/6 Aprile 2013</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Tremila nuove centrifughe IR2/M in Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 15:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[IR2/M]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Iran si prepara ad un grande passo in avanti del suo programma nucleare. È di questi giorni la notizia che l&#8217;agenzia atomica iraniana si prepara a costruire su scala industriale e mettere in efficienza presso il sito di arricchimento di Natanz tremila centrifughe IR2/M, un tipo di macchinario molto più efficiente delle attuali IR1 in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Iran si prepara ad un grande passo in avanti del suo programma nucleare. È di questi giorni la notizia che l&#8217;agenzia atomica iraniana si prepara a costruire su scala industriale e mettere in efficienza presso il sito di arricchimento di Natanz tremila centrifughe IR2/M, un tipo di macchinario molto più efficiente delle attuali IR1 in possesso degli iraniani. Al fine di raggiungere questo obiettivo l&#8217;Iran avrebbe aggirato le sanzioni intenzionali acquisendo sul mercato internazionale, forse in oriente, decine di migliaia di componenti indispensabili per la fabbricazione di queste centrifughe. Nel caso specifico si parla di anelli magnetici che l&#8217;industria iraniana nonè in grado di produrre su vasta scala. Queste macchine verranno impiegate nella prima fase dell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, quella che partendo dal minerale base composto in prevalenza da Uranio 238, aumenta la purezza dell&#8217;isotopo fissile, l&#8217;Uranio 235, a concentrazioni variabili tra i 3,5 e il 5%. Queste attività sono legittime per i paesi che hanno sottoscritto il trattato di non proliferazione, ma i nostri analisti vogliono sottolineare che questa prima fase di arricchimento è quella che richiede più tempo in assoluto e l&#8217;arrivo delle nuove centrifughe permetterà all&#8217;Iran di aumentare anche i processi di arricchimento che vanno oltre il 5% con la sola limitazione della volontà dei leaders politici della Repubblica Islamica.<br />
Con questa mossa l&#8217;Iran continua quello strano gioco diplomatico fatto di aperture verso il gruppo del 5+1 e repentine accelerazioni del proprio programma nucleare, che mese dopo mese, lascia la fase sperimentale per entrare in una dimensione che potremmo definire &#8220;industriale&#8221;.<br />
È proprio l&#8217;industrializzazione dell&#8217;arricchimento del minerale di uranio che secondo i nostri analisti è la vera linea rossa sia dello stato di Israele sia degli Stati Uniti d&#8217;America. Allo stato attuale l&#8217;Iran potrebbe essere già in grado di produrre in maniera rapida un dispositivo nucleare, tuttavia senza adeguate scorte di minerale arricchito ed un appartato industriale capace di produrre rapidamente grandi quantità di isotopo fissile, costruire una singola atomica non avrebbe che effetti negativi sulla Repubblica Islamica. Pochi giorni fa parlando a Washington alla convention della più influente lobby americana che supporta Israele, l&#8217;AIPAC, il vice presidente americano Biden ha ribadito che l&#8217;America è pronta ad usare la forza, sebbene preferisca la via diplomatica, per impedire all&#8217;Iran di ottenere l&#8217;arma atomica. Arma atomica che con lo sviluppo di un apparato di arricchimento su scala industriale appare sempre più alla portata della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran. </p>
<p><a  href="http://www.presstv.ir/detail/2013/03/04/291818/iran-building-3000-highend-centrifuges/" title="3000 centrifughe IR2/M a Natanz" target="_blank">Ecco l&#8217;articolo di Press Tv che parla dei progetti iraniani</a>.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/tremila-nuove-centrifughe-ir2m-in-iran/">Tremila nuove centrifughe IR2/M in Iran</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nuovo Round di Colloqui sul Nucleare Iraniano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 10:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[5+1]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fonti del governo di Theran riferisco che un nuovo Round dei colloqui sulla questione del nucleare iraniano si terrà prima della fine del mese di gennaio. La location dei colloqui non è ancora stata comunicata ma alla luce dei numerosi contatti tra Theran e New Dehli i nostri analisti ritengono possibile che proprio l&#8217;India potrà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fonti del governo di Theran riferisco che un nuovo Round dei colloqui sulla questione del nucleare iraniano si terrà prima della fine del mese di gennaio. La location dei colloqui non è ancora stata comunicata ma alla luce dei numerosi contatti tra Theran e New Dehli i nostri analisti ritengono possibile che proprio l&#8217;India potrà ospitare questa fase negoziale.<br />
Vogliamo inoltre segnalarvi un ulteriore rafforzamento delle sanzioni americane nei confronti dell&#8217;Iran da poco approvate dalla Casa Bianca. Sanzioni che colpiscono ulteriormente il sistema finanziaro iraniano.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/breaking-news/nuovo-round-di-colloqui-sul-nucleare-iraniano/">Nuovo Round di Colloqui sul Nucleare Iraniano</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La Francia: entro 8 mesi l&#8217;atomica iraniana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 19:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di domenica 21 ottobre a 48 ore dal dibattito tra i due candidati alla presidenza americana che si terrà tra poche ore negli Stati Uniti il New York Times ha pubblicato una notizia secondo la quale gli Stati Uniti e l&#8217;Iran sono pronti a colloqui bilaterali sulla questione del programma nucleare della repubblica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/401px-Laurent_Fabius_-_Royal__Zapateros_meeting_in_Toulouse_for_the_2007_French_presidential_election_0538_2007-04-19.jpg" class="thickbox no_icon" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2012/10/401px-Laurent_Fabius_-_Royal__Zapateros_meeting_in_Toulouse_for_the_2007_French_presidential_election_0538_2007-04-19-200x300.jpg" alt="" title="401px-Laurent_Fabius_-_Royal_&amp;_Zapatero&#039;s_meeting_in_Toulouse_for_the_2007_French_presidential_election_0538_2007-04-19" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-6784" /></a>Nella giornata di domenica 21 ottobre a 48 ore dal dibattito tra i due candidati alla presidenza americana che si terrà tra poche ore negli Stati Uniti il New York Times ha pubblicato una notizia secondo la quale gli Stati Uniti e l&#8217;Iran sono pronti a colloqui bilaterali sulla questione del programma nucleare della repubblica islamica. E alla luce di queste indiscrezioni la frase di Obama.&#8221; Faremo tutto quello che sarà necessario per prevenire un Iran dotato di armi atomiche diventi una realtà&#8221; si colora di una luce del tutto nuova. Quel &#8220;faremo tutto il necessario&#8221; ora non comprende solo l&#8217;opzione militare come molti avevano pensato, ma probabilmente comprende anche lo scendere a patti con un regime che nella storia ha contribuito alla morte di migliaia di americani, in particolare militari in Libano, in Irak e in Afghanistan.<br />
La notizia di questo possibile summit non giunge del tutto inaspettata, da mesi all&#8217;interno dell&#8217;amministrazione Obama giungono voci su richieste del presidente Americano alla Guida suprema iraniana di tenere negoziati diretti. L&#8217;Iran più che l&#8217;America ha per ora sempre respinto tale proposta, ma in prospettiva di una rielezione di Obama lo scenario è cambiato e l&#8217;Iran potrebbe aver accettato, nonostante le smentite ufficiali di ambo le parti, di organizzare un summit di tale portata nelle prime settimane del 2013. Questa notizia ha fatto molto rumore e ha scatenato una serie di speculazioni legate a come una tale novità sullo scacchiere diplomatico possa influenzare il voto del popolo americano. Un&#8217;altra notizia però è passata sotto silenzio, una dichiarazione ufficiale e non smentita del ministro degli esteri francese, Laurent Fabius.<br />
Fabius ha affermato che le informazioni nella mani dei francesi dimostrerebbero che l&#8217;apparato nucleare iraniano sembra indirizzato alla produzione di armi nucleari. I francesi però vanno oltre e indicano un periodo di tempo entro il quale l&#8217;Iran potrebbe dotarsi della sua prima arma atomica. Parigi pensa che entro i primi sei mesi del 2013, Tehran potrebbe avere la prima testata nucleare per l&#8217;inizio di giugno del 2013. E questa prospettiva indicata dai francesi è estremamente preoccupante, perchè in assenza di Covert Operation o altri mezzi per rallentarne lo sviluppo, il programma atomico di Tehran ha sempre anticipato le scadenze.<br />
Se quindi gli Stati Uniti, e non il Presidente Obama in particolare, hanno intenzione di avviare negoziati diretti con l&#8217;Iran devono farlo rapidamente e con obiettivi ben definiti, in caso contrario il summit tra la Guida Suprema iraniana e il Presidente americano, chiunque esso sia, potrebbe essere non un incontro tra due nemici storici ma un vertice tra due potenza nucleari.<br />
<a  href="http://www.foxnews.com/world/2012/10/21/french-fm-iran-appears-on-track-to-reach-nuclear-weapons-capability-by-mid-2013/" title="Fox News France and Nuclear Iran" target="_blank">Qui trovate un breve pezzo sulle dichiarazioni del ministro degli esteri francese </a></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/la-francia-entro-8-mesi-latomica-iraniana/">La Francia: entro 8 mesi l’atomica iraniana</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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