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	<title>Putin | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
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		<title>Vladimir Putin: profilo di uno Zar alla luce della guerra in Ucraina</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 20:00:30 +0000</pubDate>
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<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/vladimir-putin-profilo-di-uno-zar-alla-luce-della-guerra-in-ucraina/">Vladimir Putin: profilo di uno Zar alla luce della guerra in Ucraina</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi è veramente Vladimir Putin? Per capirlo non basta guardare i telegiornali delle nostre reti tradizionali, la BBC, o i documentari entusiasti di RT.<br />
Per capire veramente chi sia Vladimir Putin dobbiamo risalire alla sua storia, pubblica e privata, analizzare le sue reazioni alle situazioni di stress, osservare quando è più incline al negoziato e quando al confronto, ma più di tutto capire quanto è disposto a rischiare in termini personali e collettivi quando ritiene in pericolo interessi assoluti della nazione russa: ecco cosa proveremo a fare in questo nostro post di analisi dedicato al Presidente di tutte le Russia, lo Zar Vladimir Putin.<br />
Per capire chi è Putin non inizieremo dalla sua infanzia, anche se poi questa parte della sua vita sarà citata in questo nostro scritto. Inizieremo invece dal suo periodo di servizio come ufficiale del KGB in Germania.<br />
Putin arrivò in Germania alla metà degli anni 80, parlava già un buon tedesco, nei mesi successivi divenne molto fluente nella lingua locale e un punto di riferimento per il collegamento tra la polizia per la sicurezza dello stato tedesco orientale (STASI) e il KGB. I suoi compiti in Germania erano quelli di aiutare, ed allo stesso tempo controllare, gli alleati della DDR e prevenire le attività straniere occidentali sul suolo tedesco e in particolare nell&#8217;area di Dresda.<br />
All&#8217;epoca Putin aveva il grado di maggiore e assistette impotente al crollo dell’impero sovietico e alla dissoluzione del patto di Varsavia. Nei giorni tumultuosi dell&#8217;ottobre/novembre 1989, mentre la cortina di ferro collassava, a Dresda una folla inferocita minacciava l&#8217;area abitativa speciale dove risiedevano i militari russi e gli uomini della STASI. Temendo una possibile giustizia sommaria dei rivoltosi, che potesse anche mettere in pericolo le famiglie dei militari russi ivi residenti, Putin chiese aiuto alla guarnigione meccanizzata sovietica di stanza a Dresda. La risposta che gli arrivò dal comandante lo segnò per tutta la vita:” Compagno Maggiore, se Mosca mi desse l’ordine di uscire con i carri per difendervi mi muoverei in pochi minuti. Purtroppo Compagno Maggiore da Mosca arriva solo silenzio&#8221;.<br />
Da Mosca arriva solo silenzio. Mosca taceva, non agiva, non sapeva cosa fare e nei fatti metteva in pericolo i suoi uomini in Germania, le loro mogli, i loro figli.<br />
Putin non perdonerà mai a Gobaciov questo silenzio ed è questo choc ricevuto negli anni ottanta che segna una volta per tutte Vladimir Putin: Mosca non dovrà più restare in silenzio durante una crisi, e con lui al potere sarà così; costi quel che costi.<br />
Ma la vita di Putin ha subito già altre dure prove, fin dalla tenera età. Una famiglia segnata dalla guerra e dalla morte dei due suoi fratelli maggiori per malattia, uno dei quali proprio durante un assedio delle truppe tedesche che cercavano di conquistare la parte europea dell&#8217;Unione Sovietica.<br />
Una vita focalizzata a poter essere un protagonista dei servizi di informazione e sicurezza sovietici, la volontà di primeggiare nelle arti marziali, la determinazione ad imparare la lingua tedesca e a lavorare nella terra che nel 1940 pose le basi per una guerra costata all&#8217;URSS milioni di morti.<br />
Dopo la débâcle in Germania, Putin si mette in politica a S. Pietroburgo. La sua scalata al potere è rapidissima. Da  S. Pietroburgo ai vertici dell&#8217;FSB (ex-KGB), da lì al governo della Russia sotto Eltsin, quindi Primo Ministro, subito dopo Presidente facente funzioni e alle elezioni Presidente della Russia.<br />
È da quel giorno che chi vi scrive segue quasi quotidianamente Vladimir Putin. Lo ha seguito nel suo primo viaggio da facente funzioni di Presidente. Doveva recarsi in Cecenia come primo ministro, ma pochi giorni prima Eltis, sotto sua stessa pressione, si era dimesso.<br />
Le truppe in Cecenia erano allo sbando, vittime di quel silenzio di Mosca che Putin aveva sulla sua stessa pelle provato nel 1989. A quel tempo, mentre la folla stava per assaltare gli edifici del KGB, e Mosca non riusciva a difendere i suoi uomini, Putin da solo uscì ad incontrare la folla. In uniforme, parlando un tedesco perfetto, disse ai manifestanti che quello era suolo sovietico, e che se avessero violato quel perimetro il personale russo avrebbe aperto il fuoco, anzi che l’ordine era già stato impartito da lui stesso.<br />
In Cecenia nell&#8217;agosto del 1999 vide le truppe scoraggiate, disorganizzate, il cui destino era nelle mani di ufficiali che agivano per istinto e per paura, senza coordinamento e senza i mezzi per vincere una guerra urbana che era ormai un quotidiano stillicidio di morti e feriti russi, che in patria causavano malcontento e fomentavano l&#8217;odio verso il governo, nonché la sfiducia verso lo stato.<br />
In Cecenia si combatteva non solo una guerra, ma la stessa sopravvivenza della Russia come stato indipendente e come potenza nucleare globale.<br />
Dinnanzi a questo rischio assoluto per la nazione e ricordando il silenzio di Mosca del 1989, Putin non è stato in silenzio. Ora lui era Mosca e Mosca ha ordinato ai suoi uomini di attaccare a Grozny utilizzando ogni arma a disposizione, lecita e meno lecita, autorizzata o meno dalle convenzioni internazionali. L&#8217;obiettivo non era la conquista di una città, l&#8217;obiettivo era la sopravvivenza della Russia sotto forma di nazione indipendente. In caso di sconfitta in Cecenia, oppure anche solo se la guerra si fosse trascinata senza progressi evidenti, in Russia sarebbe nato un movimento di contestazione violenta che avrebbe trascinato il paese nel caos e nell&#8217;anarchia.<br />
Ma in Cecenia Putin, e con lui la Russia, aveva parlato e aveva vinto. Per il presidente davanti alla prospettiva di un secondo mortale collasso della nazione, a 10 anni di distanza da quel 1989, ogni cosa era giustificata. A Grozny le vittime civili sono state decine di migliaia, uccise dalla spietatezza di chi si ostinava a combattere casa per casa, e dall&#8217;impiego da parte dei russi dei bombarabmenti a tappeto con le artiglierie e l&#8217;utilizzo di aggressivi chimici.<br />
Dopo la Cecenia Putin ha proseguito la sua carriera impiegando, come sempre fatto dal 1994 in avanti, una tattica che includeva l’utilizzo &#8220;bellico&#8221; o &#8220;politico&#8221; dell&#8217;informazione (stampa, tv poi internet) e delle informazioni su amici, nemici, oppositori e sostenitori.<br />
È in questo periodo di tempo che si forma il modus operandi del capo del Cremlino, il quale però non è ancora uno Zar e che vede avvicinarsi il momento di passare il testimone della presidenza a Dimitri Medvedev.<br />
Negli anni della presidenza Medvedev, la Russia subisce ancora una volta l’iniziativa occidentale. Gli Stati Uniti si ritirano dal trattato ABM (Anti Ballistic Missile), e la Russia di Medvedev è incapace di reagire. Putin rimane focalizzato sulla politica interna e cerca di limitare l’influenza degli oligarchi nella politica nazionale, e di scovare ed eliminare gli agenti stranieri presenti nell’apparato statale russo.<br />
Terminata questa fase, ed eliminate tutte le resistenze interne nei cosiddetti &#8220;poteri forti&#8221;, Putin si è ripresentato alla presidenza e ha dovuto fronteggiare la crisi mediorientale e simultaneamente la rivoluzione antirussa a Kiev.<br />
Ed è nella rivoluzione di Kiev, e nelle settimane successive al &#8220;Maidan&#8221;, che la personalità e la volontà di Putin si sono materializzate proprio in Ucraina.<br />
Putin ha risposto ad un attacco &#8220;ibrido&#8221; di una rivoluzione eterodiretta, come fu il Maidan, con un attacco &#8220;ibrido&#8221; ma supportato direttamente e indirettamente dalle forze militari regolari, e badate bene anche strategiche, della Federazione Russa. Il primo atto fu la conquista dei luoghi chiave della Crimea: i palazzi del potere, le basi militari, i servizi di comunicazione, porti ed aeroporti.<br />
La strategia russa prevedeva l’utilizzo di plotoni delle forze speciali, senza insegne sulle divise (i gentili omini verdi), contando sulla disorganizzazione ucraina e l&#8217;etnicità in gran parte russa delle popolazioni residenti in Crimea.<br />
Ma c’è un aspetto poco divulgato, che riteniamo necessario ribadire. In quei giorni un unico fattore poteva far naufragare il progetto di annessione della Crimea pensato da Putin tra le foreste di San Pietroburgo: questo fattore era un intervento straniero. E per evitare un intervento straniero Putin ordinò in quei giorni che le forze nucleari strategiche fossero poste in stato di massima allerta e pronte ad intervenire in caso di necessità.<br />
Putin era pronto ad usare le armi nucleari per difendere il suo &#8220;diritto&#8221; a possedere la Crimea. Se la risposta è sì, è in quel momento che a Mosca è nato uno Zar. Lo Zar per definizione ha potere di vita e di morte verso i suoi sudditi e può disporre con la sua sola volontà di portare il paese in guerra anche se devastante.<br />
Secondo la nostra opinione Putin era pronto ad utilizzare le armi atomiche se i britannici o gli americani fossero intervenuti in Crimea.<br />
Siamo convinti che la nostra ipotesi sia corretta, e siamo rinforzati su questa nostra posizione avendo notato quali armi il Cremlino, la Russia, e cioè Putin ha ordinato di costruire. Queste armi sono: un drone subacqueo con propulsione nucleare, autonomia infinita e una testata di 50 Megatoni, un missile da crociera, supersonico, sempre a propulsione nucleare, e con una testata da 1 Megatone, nuovi ICBM a testata multipla, nuovi missili ipersonici sempre con capacità nucleari.<br />
Questa analisi deve essere tenuta presente quando nei prossimi giorni ci troveremo forse dinanzi alla domanda di alcuni governi occidentali sulla necessità di intervenire in Ucraina contro la Russia.<br />
Sì perché in questa fase la Crimea russa muore, nonostante il nuovo ponte che la unisce alla madrepatria, assetata dalla chiusura del canale del Dniepr che la riforniva dagli anni &#8217;50 dell’unico bene primario di cui è carente: l&#8217;acqua per l’agricoltura, per l’industria, per le città.<br />
E la domanda finalizzata all’intervento occidentale in Ucraina si deve porre anche perché Kiev stessa potrebbe essere interessata ad una guerra aperta con la Russia prima delle elezioni europee di maggio e nel timore dell&#8217;arrivo al potere in Gran Bretagna di Corbyn e del suo partito laburista.<br />
La zona compresa tra il Mariupol e Donetsk, e tra Mariupol e la Crimea è una enorme polveriera che subirà in maniera decisiva il modus operandi di Putin, indipendentemente dal fatto che possa essere la Russia o l&#8217;Ucraina ad accendere la miccia della polveriera in questione.<br />
Putin ritiene oggi che l&#8217;Ucraina sia una futura testa di ponte della NATO, da utilizzare per ridurre in maniera significativa la capacità di deterrenza delle forze strategiche russe.<br />
Se questa è la visione russa dell&#8217;attuale Ucraina, Putin la ritiene una minaccia vitale all&#8217;indipendenza e al concetto integrale di sovranità della Russia.<br />
Putin ritiene che la sovranità e l&#8217;indipendenza di Mosca siano in pericolo, non importa se ciò è vero oppure no, importa il fatto che la Russia, e cioè lo Zar, lo pensano.<br />
Se ci sarà un conflitto in Ucraina e l’Occidente interverrà direttamente a fianco di Kiev, bisogna considerare il fatto che Putin possa fare ricorso, come a Grozny, a tutte le armi a sua disposizione, perché è la Russia ad essere in pericolo e perché Mosca, la Russia, lo Zar non starà in silenzio e non lascerà i suoi uomini in balia del nemico.<br />
Il fatto che Kiev abbia dichiarato la legge marziale, mobilitato la riserva, posizionato l&#8217;80% delle sue forze intorno alla Crimea ed a est del Dnierp, non scoraggia Putin, ma lo mette davanti al dovere di proteggere la nazione.<br />
Il Putin che vi abbiamo descritto, non è il presidente formale di una nazione borghese, ma il fanciullo che ha assaporato i frutti amari della seconda guerra mondiale, il ragazzo che ha lottato per diventare un agente per la sicurezza dello stato, l&#8217;uomo che fu tradito dai politici nel 1989 e il Primo Ministro che osservava l’Occidente ordinare a Eltis ogni mossa che la Russia doveva mettere in atto. È questo Putin, questo Zar, che oggi abbiamo davanti a noi, non dimentichiamolo mai.  </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/vladimir-putin-profilo-di-uno-zar-alla-luce-della-guerra-in-ucraina/">Vladimir Putin: profilo di uno Zar alla luce della guerra in Ucraina</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>I pretoriani di Putin</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 12:23:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Guardia Nazionale Russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente Putin ha ordinato la creazione di un nuovo apparato di sicurezza della Federazione Russa, un apparato che dovrà occuparsi di antiterrorismo e di controllare l&#8217;ordine pubblico, integrando al suo interno anche alcuni copri speciali del Ministero degli Interni di Mosca, il suo nome sarà &#8220;Guardia Nazionale&#8221; e la notizia non è rassicurante né [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente Putin ha ordinato la creazione di un nuovo apparato di sicurezza della Federazione Russa, un apparato che dovrà occuparsi di antiterrorismo e di controllare l&#8217;ordine pubblico, integrando al suo interno anche alcuni copri speciali del Ministero degli Interni di Mosca, il suo nome sarà &#8220;Guardia Nazionale&#8221; e la notizia non è rassicurante né per l&#8217;Europa, né per il popolo russo.</p>
<p>È evidente, lo è ai nostri occhi da settimane, che il Cremlino tema episodi di contestazioni violente, se non vere e proprie rivolte, subito dopo l&#8217;estate, alla vigilia cioè delle elezioni parlamentari che dovranno decidere la maggioranza nel parlamento della Federazione Russa.<br />
La Russia arriva a questo appuntamento elettorale vivendo un periodo di crisi economica legata al deprezzamento del prezzo del petrolio e del gas naturale, appesantita dalle sanzioni, con una svalutazione del rublo che ha reso il ceto medio e l&#8217;alta borghesia meno capaci di acquistare beni non prodotti in Russia. Putin arriva all&#8217;appuntamento elettorale del prossimo autunno con la Federazione che deve far fronte a dilemmi geopolitici ad ogni suo confine. Ad ovest la questione del Donbass rimane aperta, mentre l&#8217;Ucraina stringe un patto di ferro con la Turchia per il controllo del Mar Nero. Nel caucaso la guerra tra Azerbaijan e Armenia rischia in ogni momento di deflagrare in un conflitto di portata regionale, la Georgia continua la sua collaborazione con la NATO e spera sempre in una possibile adesione all&#8217;Alleanza Atlantica; nell&#8217;estremo est del paese gli sforzi per un accordo con il Giappone sulle isole Kurili si scontrano con l&#8217;espansionismo cinese che ha reso i giapponesi molto attenti ad ogni possibile modifica permanente dello status quo nel Pacifico Occidentale. Non parliamo poi della Siria dove il conflitto rischia di trascinarsi senza che possa emergere, alemeno fino alle elezioni presidenziali americane di novembre, una soluzione politica.&nbsp;</p>
<p>Ecco, in questo quadro geopolitico, la Russia va ad elezioni ed è oggi più semplice per i nemici di Putin trovare a Mosca, tra dieci milioni di abitanti, centomila persone pronte a protestare violentemente conto il presidente. Così Putin ha deciso di istituire un corpo di Pretoriani, un corpo che sdoppia di fatto in due il ministero degli interni, facendo sì che due potenti personaggi della Nomenklatura della Russia odierna debbano controllarsi a vicenda e poi rispondere direttamente al Cremlino. Parliamo del ministro degli Interni Kolokolzev e di colui che doveva essere il suo successore Zolotov. Putin ha invece deciso che non ci sarà nessun cambio di vertice al ministero degli interni, dove Kolokolzev rimane ministro ma al quale viene parallelamente affiancata la &#8220;Guardia Nazionale&#8221; comandata ed organizzata da Zolotov.</p>
<p>Con questa scelta Putin si mette al riparo da possibili tradimenti interno, degli uomini che controllano fisicamente il fronte domestico russo, e prepara un corpo di fedelissimi, un gruppo di Pretoriani, che possano essere in grado di difendere l&#8217;attuale assetto della Russia nel caso in cui si stia preparando una sorta di Maidan moscovita, facendo leva sullo scontento serpeggiante nelle periferie delle grandi città russe.<br />
La nascita della Guardia Nazionale, a nostro avviso, è un segnale che i timori di Putin riguardo possibili complotti contro la sua Russia si siano trasformati in qualcosa di più concreto e reale, forse in qualcosa di non presente al momento ma in grado di materializzarsi nell&#8217;autunno del 2016.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/pretoriani-di-putin/">I pretoriani di Putin</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Barack e Vladimir a confronto</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 18:27:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due capi di stato a confronto. Qui di seguito troverete il discorso pronunciato oggi, durante l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite da Barack Obama e Vladimir Putin (entrambi solo in inglese). &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due capi di stato a confronto. Qui di seguito troverete il discorso pronunciato oggi, durante l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite da Barack Obama e Vladimir Putin (entrambi solo in inglese).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/PwC9eN3LBFU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/q13yzl6k6w0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/barack-e-vladimir-a-confronto/">Barack e Vladimir a confronto</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Putin all&#8217;Assemblea generale dell&#8217;ONU</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 12:40:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  &#160;</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/putin-allassemblea-generale-dellonu/">Putin all’Assemblea generale dell’ONU</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">21:11 - Obama - Putin Aftermath</h6></div><p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it">
<p dir="ltr" lang="en">PHOTO: Putin and Obama at <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA?src=hash">#UNGA</a> lunch <a  href="http://t.co/rI5UtVcoY7">pic.twitter.com/rI5UtVcoY7</a></p>
<p>— Conflict News (@Conflicts) <a  href="https://twitter.com/Conflicts/status/648575038380208129">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:27 - Ancora su Putin</h6></div><p>Nonostante il discorso sia terminato, vogliamo riportare ancora una frase molto interessante di Putin: &#8220;Economic selfishness has led to unilateral resolutions&#8221;</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:25 - Terminato il discorso di Vladimir Putin</h6></div><p>Dopo un generico accenno ai cambiamenti climatici e un richiamo al potenziale delle Nazioni Unite, termina il discorso di Vladimir Putin (nettamente più breve di quello di Obama).</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:23 - Putin punta ancora più in alto</h6></div><p>Le sanzioni unilaterali sono ormai diventate la norma.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:22 - Putin sull'Ucraina</h6></div><p>Il rispetto degli accordi di Minsk porrà fine al bagno di sangue in Ucraina, secondo Putin.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:21 - Interessante appunto di Putin</h6></div><p> </p>
<blockquote><p>You never know who is manipulating whom</p></blockquote>
<p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:19 - Putin sul terrorismo</h6></div><p>Decine di migliaia di combattenti militano sotto il cosiddetto Stato Islamico: secondo Putin non possono essere venuti fuori dal nulla.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:11 - Putin alza la posta in gioco</h6></div><p> </p>
<blockquote><p>I have to ask to those who have caused this situation in the Middle East: Do you know what you have done?</p></blockquote>
<p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:08 - Putin sulle divisioni interne all'ONU</h6></div><p>Putin sottolinea come nei 70 anni delle Nazioni Unite ci sono state sempre visioni differenti, tra gli stati membri</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:05 - Vladimir Putin</h6></div><p> </p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Putin now speaking<span class="Apple-converted-space"> </span><a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA2015?src=hash">#UNGA2015</a><span class="Apple-converted-space"> </span><a  href="http://t.co/HY0RP7PyVf">http://t.co/HY0RP7PyVf</a><span class="Apple-converted-space"> </span><a  href="http://t.co/wA50M3Bpnr">pic.twitter.com/wA50M3Bpnr</a> — Leandro Oliva (@lmoliva_)<span class="Apple-converted-space"> </span><a  href="https://twitter.com/lmoliva_/status/648528341381853184">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
<p></p><span class="Apple-converted-space"> </span><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script><div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">18:01 - Sta per iniziare il discorso di Vladimir Putin</h6></div><p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">17:39 - Xi Jinping parla di sviluppo sostenibile</h6></div><p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">17:28 - Xi Jinping</h6></div><p></p>
<blockquote><p>The past cannot be changed, but the future can be shaped. We aim to create a better future</p></blockquote>
<p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">17:25 - Xi Jinping</h6></div><p></p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>EN DIRECT &#8211; <a  href="https://twitter.com/hashtag/XiJinping?src=hash">#XiJinping</a> s&#8217;adresse à l&#8217;Assemblée générale des Nations Unies <a  href="http://t.co/NIqRRkh1Ea">http://t.co/NIqRRkh1Ea</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA?src=hash">#UNGA</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA2015?src=hash">#UNGA2015</a> <a  href="http://t.co/NvehNGcYF7">pic.twitter.com/NvehNGcYF7</a> — Chine Direct (@ChineDirect) <a  href="https://twitter.com/ChineDirect/status/648518454413262848">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">17:24 - Parla Xi Jinping</h6></div><p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">17:21 - Curiosità</h6></div><p>Obama ha parlato molto più a lungo dei 15 minuti concessi da Ban-Ki Moon.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">17:14 - In attesa dell'intervento di Putin</h6></div><p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">17:00 - Terminato l'intervento di Barack Obama</h6></div><p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:55 - Barack Obama</h6></div><p> </p>
<blockquote><p>History shows that regimes that fear their own people will eventually crumble</p></blockquote>
<p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:52 - Barack Obama ancora sulla Siria</h6></div><p>Una crisi come quella siriana non accade in paesi con una vera democrazia.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:47 - Barack Obama sulla Siria</h6></div><p>Non c&#8217;è posto per Assad come leader nel futuro della Siria.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:45 - Barack Obama sulla Libia</h6></div><p> </p>
<blockquote><p>Our allies should have filled the vacuum left in Libya after the removal of Gaddafi</p></blockquote>
<p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:37 - Barack Obama pronuncia parole pesanti sulla questione Ucraina</h6></div><p>Gli USA hanno interessi limitati in Ucraina, ma non possono stare a guardare. Queste le parole di POTUS. Il quale aggiunge che la Russia ha palesemente violato il diritto internazionale in Crimea.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:34 - Obama sta parlando di Russia, Ucraina e Crimea.</h6></div><p> </p>
<blockquote>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>&#8220;If we cannot work together collectively, we will all suffer the consequences.&#8221; <a  href="https://twitter.com/POTUS">@POTUS</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA2015?src=hash">#UNGA2015</a> <a  href="http://t.co/9l126WF6NB">pic.twitter.com/9l126WF6NB</a> — Mahsa Payesteh (@mo0nbeam) <a  href="https://twitter.com/mo0nbeam/status/648505453996023808">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>   <script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:28 - Nessun accordo con Assad</h6></div><p>Obama sostiene che stare accanto ad Assad sia improponibile. Le bombe non sono l&#8217;unico modo per restaurare l&#8217;ordine.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:24 - Di chi sta parlando Obama?</h6></div><p></p>
<blockquote><p>We see some major power powers assert themselves in a way that contravenes international law</p></blockquote>
<p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:22 - Barack Obama</h6></div><p></p>
<blockquote><p>&#8220;The march of human progress never travels in a straight line&#8221;</p></blockquote>
<p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:20 - E' il momento di Barak Obama</h6></div><p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">16:01 - Prime scintille</h6></div><p>Dilma Rousseff sostiene che non si possa tollerare l&#8217;espansione israeliana nei territori occupati.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:58 - E' il turno di Dilma Rousseff</h6></div><p></p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>RT_com: <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA?src=hash">#UNGA</a> LIVE: Brazilian leader Dilma <a  href="https://twitter.com/hashtag/Rousseff?src=hash">#Rousseff</a> takes floor <a  href="http://t.co/DcKaR00wne">http://t.co/DcKaR00wne</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA2015?src=hash">#UNGA2015</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA70?src=hash">#UNGA70</a> <a  href="http://t.co/sKzTJduaXl">pic.twitter.com/sKzTJduaXl</a> — Anonymous (@ComputerArea) <a  href="https://twitter.com/ComputerArea/status/648496393829662720">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:54 - Tempi contingentati</h6></div><p>Non più di 15 minuti di discorso per ciascun leader (ma ad una velocità compatibile con la traduzione).</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:52 - Strana rotta aerea</h6></div><p> </p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a  href="https://twitter.com/NYCAviation">@NYCAviation</a> Aerial refueling tracks over NYC (KC-135) or SigInt? WINK20 orbiting at 24,000&#8242;. <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA2015?src=hash">#UNGA2015</a> <a  href="http://t.co/Am7qyKhqY8">pic.twitter.com/Am7qyKhqY8</a> — Mike Isler (@MikeIsler) <a  href="https://twitter.com/MikeIsler/status/648494687557427201">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:40 - Obama arriva all'ONU</h6></div><p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:37 - Finito il discorso di Ban-Ki Moon</h6></div><p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:34 - Altri hot topics</h6></div><p>Ban-Ki Moon cita le situazioni di Ucraina, Siria e penisola Coreana.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:30 - Accordo con l'Iran</h6></div><p>Ban-Ki Moon si compiace per il raggiunto accordo sul nucleare con l&#8217;Iran.</p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:22 - Parla Ban-Ki Moon</h6></div><p>Il Segretario generale dell&#8217;ONU apre con temi climatici:</p>
<blockquote><p>We face a choice: either raise ambition &#8211; or risk raising temps above 2°C, a threshold science tells us we must not cross.</p></blockquote>
<p></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:17 - L'Assemblea</h6></div><p></p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>5 things to watch at the U.N. General Assembly this week: <a  href="http://t.co/7iZarAXTDs">http://t.co/7iZarAXTDs</a> <a  href="https://twitter.com/CNN">@CNN</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA?src=hash">#UNGA</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA2015?src=hash">#UNGA2015</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA70?src=hash">#UNGA70</a> <a  href="http://t.co/mm0vgAoczc">pic.twitter.com/mm0vgAoczc</a> — Leinz Vales (@LeinzCNN) <a  href="https://twitter.com/LeinzCNN/status/648485762057506816">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:09 - Alcune delle misure di sicurezza</h6></div><p> </p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a  href="https://twitter.com/hashtag/NYPD?src=hash">#NYPD</a> can handle anything including <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA2015?src=hash">#UNGA2015</a> <a  href="http://t.co/ONWSQUKD45">pic.twitter.com/ONWSQUKD45</a> — nathanking (@nathanking) <a  href="https://twitter.com/nathanking/status/648484145216286720">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p> <div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:02 - Il Palazzo di vetro</h6></div><p></p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA2015?src=hash">#UNGA2015</a> kicks off. Watch RT’s special coverage LIVE <a  href="http://t.co/wdTm78euxB">http://t.co/wdTm78euxB</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UN?src=hash">#UN</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA?src=hash">#UNGA</a> <a  href="https://twitter.com/hashtag/UNGA70?src=hash">#UNGA70</a> <a  href="http://t.co/9bNhKGEVpO">pic.twitter.com/9bNhKGEVpO</a> — RT (@RT_com) <a  href="https://twitter.com/RT_com/status/648482408816357376">28 Settembre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p></p>
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">15:00 - CBS intervista Putin</h6></div><p>In attesa del discorso all&#8217;UNGA 2015, il canale americano CBS intervista Putin <a  href="http://en.kremlin.ru/events/president/news/50380" target="_blank">link al video</a></p>
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">14:56 - King Abdullah II</h6></div><p>E&#8217; appena giunto al palazzo di vetro</p>
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">14:49 - #UNGA 2015</h6></div><p>Sta per iniziare l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite.</p>
<div class="time-live-post"><h6 class="time-live-post">14:38 - In attesa dell'Assemblea generale ONU</h6></div><p>Il discorso di Putin all&#8217;assemblea ONU è atteso per le ore 17.45 (ora italiana).</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/putin-allassemblea-generale-dellonu/">Putin all’Assemblea generale dell’ONU</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Isolare la Russia ad ogni costo, la strategia del presidente Obama</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 07:06:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Isolare la Russia, isolarla ad ogni costo e con qualunque mezzo, anche a costo di irritare, o alienarsi la fiducia, dei propri alleati, anche al prezzo di sacrificare la lotta per i diritti umani (si ma solo dei prigionieri politici), questa è la strategia pensata dal presidente americano Obama per mettere in difficoltà la Russia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Isolare la Russia, isolarla ad ogni costo e con qualunque mezzo, anche a costo di irritare, o alienarsi la fiducia,  dei propri alleati, anche al prezzo di sacrificare la lotta per i diritti umani (si ma solo dei prigionieri politici), questa è la strategia pensata dal presidente americano Obama per mettere in difficoltà la Russia e il suo presidente Vladimir Putin.<br />
Tutto è iniziato con le riduzioni di budget alla difesa decise da Obama all&#8217;inizio del suo primo mandato, tagli che hanno compromesso la capacità americana di reagire in maniera compiuta a due crisi maggiori simultaneamente in due aree distinte del Globo. In conseguenza di questa scelta il presidente americano, da sempre molto vicino alle problematiche dell&#8217;area Pacifica, ha deciso di concentrare la maggioranza delle forze militari americane nell&#8217;estremo oriente e nell&#8217;Oceano Pacifico, ripercorrendo a cento anni di distanza le scelte strategiche del presidente americano Wilson.<br />
Ma per garantirsi la supremazia in Europa, risultava indispensabile rendere inoffensiva la Federazione Russa, o meglio far si che la Russia dovesse impegnarsi in attività di difesa della propria area di influenza del 2009, e non cercasse di avere accesso, per le sue aziende e per le sue forze armate a nuove regioni delle geopolitica mondiale, come ad esempio il mediterraneo e l&#8217;Europa centro-meridionale.<br />
In questa ottica va letto il supporto attivo degli Stati Uniti alle &#8220;primavere arabe&#8221;, rivoluzioni che hanno determinato con un effetto domino la caduta della Tunisia di Ban Alì, quindi dell&#8217;Egitto di Mubarak, infine della Libia di Gheddafi dove la Russia aveva la sua più importante base navale oltre i confini della Federazione, il cui contratto si utilizzo fu annullato dal nuovo &#8220;governo&#8221; libico nei primi giorni dopo la caduta di Gheddafi. Alla Russia quindi restava solo la base secondaria di Tartus, ma lo scoppio della guerra civile in Siria ha messo in dubbio anche l&#8217;ultimo approdo della flotta russa nel Mediterraneo senza il quale, la Russia sarebbe stata esclusa da quello che a nostro avviso è ancora un Mare strategico per il commercio mondiale.<br />
Fu nei giorni dell&#8217;estate del 2013 che lo scontro tra Russia e Usa divenne da indiretto a diretto. Fu in quei giorni, mentre si parlava di armi chimiche, di stragi a Damasco e nel nord della Siria, e mentre il presidente americano era pronto a lanciare un attacco finale contro il regime di Al Assad, che il presidente russo Putin schierò la residua flotta navale russa del Mar Nero davanti alle coste della Siria, pronta a difendere con le armi l&#8217;alleato siriano (e la base di Tartus) contro qualsiasi nemico, America. In quei giorni il mondo, senza rendersene conto, fu prossimo ad un conflitto tra Stati Uniti e Russia, e fu in quel momento che la strategia del presidente Obama, atta ad isolare la Russia ad ogni costo, prese ancora più vigore.<br />
L&#8217;America di Obama, forse anche contro le indicazioni dell&#8217;Office Of Net Assessment, decise di cercare ad ogni costo un accordo con l&#8217;Iran. Israele e i sunniti, da sempre avversari, se non nemici, si ritrovarono di colpo spiazzati. L&#8217;alleato Americano, il presidente che ad ogni telefonata ribadiva la volontà di impedire l&#8217;espansione iraniana, per perseguire i suoi ideali, e la sua guerra personale contro il presidente russo (che di fatto lo aveva obbligato ad una indecorosa ritirata a riguardo dei bombardamenti sulla Siria), non riteneva obiettivi primari la sicurezza, e la stessa esistenza di Israele e del regno dei Saud.<br />
A queste notizie Israele e i sauditi reagirono in maniera differente. Israele attuò dei sabotaggi e attività clandestine contro gli impianti atomici iraniani, nonché assassini mirati in Libano, Siria e Iran. I sauditi foraggiarono ogni formazioni non sciita in Irak e Siria, dando ossigeno a quella galassia integralista che poi ha avuto la capacità di evolversi e sostenersi senza più freni.<br />
Ma la strategia americana è proseguita con l&#8217;appoggio e il supporto della rivoluzione in Ucraina, e la possibile estromissione della Russia dalla base navale di Sebastopoli, fatto che avrebbe comunque comportato l&#8217;estromissione della Russia dal mediterraneo, e quindi concretizzato per gli USA la possibilità di concentrare le forze navali ad oriente. Anche in quel frangente siamo stati prossimi ad uno scontro tra USA e Russia. Per stessa ammissione del presidente russo, mentre egli ordinava la presa &#8220;manu militari&#8221; della Crimea, le forze nucleari strategiche russe furono messe in stato di massima allerta e pronte ad agire nel caso in cui la Casa Bianca avesse cercato di impedire la conquista russa della Crimea.<br />
Con la Crimea in mani russa il presidente Obama ha ulteriormente spinto la sua politica di avvicinamento a paesi che gravitano, o per meglio dire che gravitavano, nella sfera di influenza russa. Parliamo sempre dell&#8217;Iran ma anche di Cuba.<br />
Dopo la presa della Crimea l&#8217;Amministrazione Obama ha fatto concessioni enormi a Cuba e all&#8217;Iran pur di avvicinare Teheran e L&#8217;Avana a Washington. A Cuba, il presidente americano, ha smesso di contestare la mancanza di libertà politica, la presenza nelle carceri cubane di prigionieri politici, e con grande probabilità ha promesso la restituzione della base militare di Guantanamo Bay, reclamata da Castro fin dal 1º giorno dopo la vittoria della rivoluzione comunista.<br />
All&#8217;Iran Obama consente di diventare l&#8217;hub mondiale dell&#8217;espansionismo sciita, della lotta politica, miliare e e clandestina contro i sunniti e contro Israele, e consente all&#8217;Iran di dotarsi dell&#8217;arma atomica tra 8/10 anni. Sì un Iran atomico che innescherà una corsa agli armamenti nel Golfo e sulle sponde del Mediterraneo ma che sarà anche il faro dell&#8217;irredentismo Mussulmano nel caucaso oggi controllato dalla Russia. L&#8217;Iran atomico non è un problema immediato per gli USA ma sarà un problema immediato per la Russia. L&#8217;Iran è già e sarà ancora di più un competitor della Russia per le forniture di energia all&#8217;Europa e alla Cina, ed un Iran atomico sarà il faro dai Mussulmani che desiderano un loro stato teocratico in quel caucaso oggi faticosamente controllato direttamente o indirettamente dalla Russia. Oggi la Russia concede molto all&#8217;Iran, in quanto per i prossimi 2/4 anni la Repubblica Islamica non rappresenterà una seria minaccia per Mosca. Mosca venderà all&#8217;Iran anche tecnologia militare, ma non cederà alla Repubblica Islamica ne uno stock imponente di pezzi di ricambio, ne tantomeno esporterà tecnologia di ultima generazione, un modo tale da mantenere un vantaggio strategico su Teheran.<br />
Gli Stati Uniti stanno spendendo capitali ingenti per questa strategia. Non parliamo di capitali monetari, non parliamo di voci che incidono sul budget dello stato, parliamo di capitali ancora più preziosi, parliamo dei valori, delle alleanze storiche degli USA, della fiducia nell&#8217;alleato che questa amministrazione ha letteralmente distrutto. I nemici hanno ottenuto concessioni, gli amici subito danni, tutto per contenere la rinascita russa in maniera asimmetrica e sul piano del sotterfugio e del cavillo, piuttosto che sul palese piano militare, diplomatico o politico. Questa amministrazione USA il pugnale ed il veleno, non la spada per difendere i propri scopi.<br />
Ma a cosa porterà questo modus operandi?<br />
Ecco questo sarà l&#8217;oggetto di un nostro mini net assessment nelle prossime settimane, nel quale strategia, forza militare, economia, psicologia dei leader e la potenza della geografia degli attori mondiali verranno valutati in un complesso scenario.  Ci servirà tempo ma sarà molto interessante&#8230;..</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/prima-pagina/isolare-la-russia-ad-ogni-costo-la-pericolosa-strategia-del-presidente-obama/">Isolare la Russia ad ogni costo, la strategia del presidente Obama</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ma Putin non è la Russia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Voce dei Lettori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2015 14:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo un post di Giuseppe Masala che confuta la teoria esposta nel nostro post di ieri nella quale si teorizzava che la Russia e Putin siano una entità indivisibile La tesi secondo la quale “Putin è la Russia”, appalesatasi al convegno &#8211; a porte chiuse &#8211; tenutosi alla Farnesina e vertente sui rapporti [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/ma-putin-non-e-la-russia/">Ma Putin non è la Russia.</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Riceviamo e pubblichiamo un post di Giuseppe Masala che confuta la teoria esposta nel nostro post di ieri nella quale si teorizzava che la Russia e Putin siano una entità indivisibile</i><br />
La tesi secondo la quale “Putin è la Russia”, appalesatasi al convegno &#8211; a porte chiuse &#8211; tenutosi alla Farnesina e vertente sui rapporti tra Occidente e Russia è, a mio umile avviso, totalmente errata e fuorviante. Essendo la questione di estrema e drammatica importanza  ritengo importante esprimere succintamente una tesi diversa.<br />
Se è sicuramente vero che durante l’esperienza sovietica il livello di democrazia (o se preferite di “divisione del potere”) era più elevata è senza dubbio un errore considerare l’epoca Putin come un’autocrazia se non addirittura una dittatura.<br />
Putin è arrivato al potere – con l’appoggio dei cosiddetti siloviki ovvero dell’apparato del KGB &#8211;  nel momento più nero dell’epoca post sovietica, quando Mosca era in balia di bande di oligarchi senza scrupoli che – ad occidente – si schermavano dietro  un paravento di “liberalismo” per celare il modo gangsteristico con il quale intendevano il capitalismo.<br />
Putin ha riportato all’interno la stabilità e lo stato di diritto ed inoltre si è contraddistinto per aver impostato la propria politica estera sul principio di prevedibilità, ovvero una politica razionale e di moderata apertura verso l’Occidente. Questo modus operandi aveva il pregio di tranquillizzare quell’Occidente da sempre inquieto verso il colosso euroasiatico: a Washington, a Londra e a Berlino tutti sapevano che l’Orso era nella sua tana.<br />
I deprecabili fatti di Kiev del 2014 che – inutile negarlo – hanno abbattuto illegittimamente il governo democraticamente eletto di Yanukovic hanno cambiato le cose. I rapporti tra Russia e Occidente si sono raffreddati a tal punto da portare molti commentatori a parlare di nuova “guerra fredda”.<br />
A tale proposito è da notare che è proprio ieri il governo russo ha vietato il transito del materiale necessario alle truppe Nato di stanza in Afganistan. La notizia è di rilevante importanza non tanto dal punto di vista militare (probabilmente gli strateghi della Nato hanno già pronte rotte alternative di approvvigionamento)  ma dal punto di vista diplomatico: per la prima volta la Russia non si limita a rispondere alle mosse degli Occidentali ma passa all’attacco lasciando all’avversario l’onere dell’eventuale risposta. In altri termini per la prima volta Putin deroga al principio di prevedibilità, che da sempre ha contraddistinto la sua politica estera, implementando una mossa inattesa.<br />
Ritornando al tema principale: Putin è la Russia? Io ritengo di no: Putin è stato per anni il primus inter pares tra le due principali anime della dirigenza Russia: quella filo occidentale e quella autarchica ed indipendentista. I fatti di Kiev hanno dato a Putin un enorme consenso di popolo perché dopo il “decennio delle umiliazioni” i russi hanno visto un capo che ha saputo dire basta alle mosse dell’Occidente (viste come dei soprusi). Questo non vuol dire però che Putin sia la Russia e che eliminando lui sia risolto il “problema” Russia. Vladimir Vladimirovic ha &#8211; da un lato &#8211; dalla sua parte tutto il partito degli “indipendentisti” (in buona parte coincidente con quello dei “siloviki”) e dall’altro lato la stragrande maggioranza del Popolo russo che non intende tornare all’incubo “liberale” degli anni novanta.  A tale proposito è proprio di questi giorni una notizia che chiarisce il livello di mobilitazione dei russi. La Alfa Bank ha fatto causa alla Uralvagonzavod (l’azienda produttrice del nuovo tank T-14 Armata) per il recupero di un credito di 523,5 milioni di rubli, questo semplice fatto, del tutto normale in un economia di mercato, è stato visto come un vero e proprio sabotaggio della produzione del T-14 e dunque come un tradimento.  Addirittura sono stati innumerevoli i casi di persone che si sono precipitate a chiudere il conto presso la Alfa Bank come forma di protesta. In un simile contesto  è difficile credere alla tesi che Putin sia la Russia, semmai rappresenta lo spirito della Russia e i sentimenti profondi del suo popolo.  Analizzando il contesto sociale è dunque evidente  come una qualsiasi mossa tesa a disarcionare l’attuale presidente sia non solo velleitaria ma anche controproducente. Probabilmente un simile tentativo porterebbe ad una vera e propria rivolta del Popolo russo con la possibile ascesa di uomini ancora più intransigenti (a tale proposito sottolineo l’ascesa di Sergeij Borisovic Ivanov, ormai ombra di Vladimir Putin).</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/ma-putin-non-e-la-russia/">Ma Putin non è la Russia.</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;incontro di Sochi tra Kerry e Putin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2015 19:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kerry]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolto nel tardo pomeriggio di oggi a Sochi, località turistica sul Mar Nero presso la residenza Bocharov Rychei, un incontro ad altissimo livello tra il Presidente Russo Vladimir Putin e il Segretario di Stato Americano John Kerry. L&#8217;incontro ha avuto come focus la guerra in Ucraina, la guerra in Siria la questione dello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto nel tardo pomeriggio di oggi a Sochi, località turistica sul Mar Nero presso la residenza Bocharov Rychei, un incontro ad altissimo livello tra il Presidente Russo Vladimir Putin e il Segretario di Stato Americano John Kerry.<br />
L&#8217;incontro ha avuto come focus la guerra in Ucraina, la guerra in Siria la questione dello Yemen e in generale i nuovi rapporti tra Stati Uniti e Russia. Questo summit ha avuto un prologo alcuni giorni fa quando un aero presidenziale russo ha fatto rotta da Mosca verso una destinazione sconosciuta nel continente nord americano. GPC ha seguito il volo di questo aereo (codice RSD4) il giorno 4 maggio in direzione ovest fino a quad o non ha spento il trasfonder ad ovest della Norvegia. Lo stesso mezzo è rientrato il giorno 7 ricomparendo nello stesso punto del pacifico per poi atterrare a Mosca, abbiamo motivo di ritenere che quel volo abbia avuto lo scopo di organizzare il summit di oggi a Sochi.<br />
Al termine dell&#8217;incontro i due uomini di stato hanno dichiarato che rimangono distanze tra Russia e Stati Uniti ma che ora è fondamentale tenere aperta una linea di comunicazione. &nbsp;Kerry ha confermato che lui è Putin non hanno parlato solo di Ucraina ma di Siria ed Iran.</p>
<p>Foto: Cremlino</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/lincontro-di-sochi-tra-kerry-e-putin/">L’incontro di Sochi tra Kerry e Putin</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Putin e il suo pensiero strategico espresso ai cittadini russi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 06:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente russo Putin ha tenuto ieri la sua tradizionale conferenza stampa, dedicata alle domande dei cittadini della Federazione Russa, oltre 3 ore di domande e risposte a tutto campo, nelle quali il presidente Putin è parso molto tranquillo è ha esposto con chiarezza le sue tesi riguardanti ogni settore della politica della Russia. Tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente russo Putin ha tenuto ieri la sua tradizionale conferenza stampa, dedicata alle domande dei cittadini della Federazione Russa, oltre 3 ore di domande e risposte a tutto campo, nelle quali il presidente Putin è parso molto tranquillo è ha esposto con chiarezza le sue tesi riguardanti ogni settore della politica della Russia.<br />
Tra gli argomenti principali la guerra in Ucraina, sulla quale Putin ha ribadito l&#8217;impegno di Mosca per una soluzione negoziale. Tuttavia il presidente russo ha più volte accusato Kiev di violare gli accordi di Minsk.<br />
Abbiamo selezionato per voi tre concetti espressi dal presidente russo a nostro avviso molto indicativi del suo pensiero generale e che possono fornirci una chiara idea sul pensiero strategico ed ideologico di Vladimir Putin. </p>
<p><em>&#8220;Mentre le relazioni fra gli stati cambiano di tempo in tempo, oltre queste relazioni ci sono i popoli, e con riferimento ai popoli, per essere sintetico, io non faccio riferimenti fra Russi e Ucraini che io credo facciano parte di un solo popolo. Su tutte le altre questioni si può discutere, anche se probabilmente questo non è l&#8217;occasione adatta, ma noi aiutiamo tutto il popolo, aiutiamo il popolo Ucriano. La prima cosa che ci interessa è che gli Ucraini superino la crisi economica, perchè sono nostri vicini, nostri interlocutori commerciali, e a noi per prima cosa interessa che ai nostri confini vi siano interlocutori ordinati e floridi con cui avere rapporti.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Il patriottismo è l&#8217;amore per la patria, la xenofobia è l&#8217;odio per gli altri, non dobbiamo prender lucciole per lanterne. Ho detto più  volte che il nazionalismo è una cosa molto negativa. La prima condizione per il ripristino delle relazioni con l&#8217;occidente è il rispetto della Russia e dei sui interessi. Ma loro non lo desiderano. Gli Stati Uniti vogliono vassalli, non alleati. La russia non può accettare questo tipo di rapporti. Tuttavia siamo sempre aperti alla cooperazione.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Nel contempo, la tendenza ad equiparare l&#8217;Unione Sovietica di Stalin con la Germania di Hitler è errata. Con tutte le sue tetraggini e repressioni, il regime stalianiano non ha mai posto frai suoi obiettivi lo sterminio di interi popoli. Mosca piò essere parzialmente rimproverata per la posizione ambigua riguardo alla seconda guerra mondiale ed al ruolo che l&#8217;Unione Sovietica vi ha svolto, Alla fine, nel dopoguerra, Mosca ha imposto con la forza il suo modello di sviluppo alle nazioni che ha liberato dai nazisti. Oggi Washington fa la stessa cosa, cercando di imporre il suo modello a tutto il mondo. E anche loro falliranno.&#8221;</em></p>
<p>Ecco, in questi tre estratti viene rappresentato in maniera compiuta il pensiero del presidente Putin.<br />
Egli ritiene il popolo ucraino e quello russo un&#8217;unica entità. Il popolo ucraino non deve essere quindi combattuto o ucciso, ma deve essere portato all&#8217;interno di un sistema di cooperazione che abbia Mosca al centro.<br />
Secondariamente egli mette in antitesi il &#8220;patriottismo&#8221; russo con il &#8220;nazionalismo&#8221; di Kiev, nazionalismo che diventa ideologia che si autorigenera e che, a quanto emerge dalle parole di Putin è stato e continua ad essere alimentato dagli Stati Uniti d&#8217;America i quali vengono paragonati all&#8217;Unione Sovietica del dopoguerra, uno stato egemone nell&#8217;Europa Orientale che con la forza impose il proprio modello di sviluppo al blocco appartenete all&#8217;allora &#8220;Patto di Varsavia&#8221;. Putin paragona il comportamento attuale degli Stati Uniti in Europa Orientale al comportamento errato dell&#8217;ex Unione Sovietica, che anche a causa di questo schema di comportamento non riuscì a completare il proprio sviluppo verso una forma economico-sociale stabile e crollò alla fine degli anni 80.<br />
Parimenti Putin identifica l&#8217;unico, vero, reale nemico della Russia, e del suo patriottismo, negli Stati Uniti d&#8217;America, i quali vorrebbero, a detta del presidente russo, soggiogare non solo tutta l&#8217;Europa occidentale, centrale e orientale ma la Russia stessa. Gli Stati Uniti, nel pensiero di Putin, starebbero portando nella loro sfera di influenza tutti i paesi che, fino a venti anni fa, erano i principali partner commerciali di Mosca e allo stesso tempo il Pentagono sta sviluppando un sistema antimissile che, sempre secondo Putin, ha l&#8217;unico scopo di ridurre (se non eliminare) la capacità di deterrenza nucleare della Federazione Russa.<br />
Il pensiero di Vladimir Putin orami a noi è chiaro: la russia lotta per la propria indipendenza, per la propria sovranità, per la propria identità e tutti e tre questi elementi del &#8220;patriottismo&#8221; russo hanno raggiunto il punto al di sotto del quale non possono essere schiacciati.<br />
La Russia di Putin quindi combatterà, a nostro avviso con ogni mezzo, per mantenere (se non espandere) la sua indipendenza, sovranità ed identità e tramite i pensieri espressi nella conferenza di ieri il presidente della Russia ha voluto che questo sia chiaro ai russi ed al mondo intero.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/putin-risponde-alle-domande-dei-cittadini-russi/">Putin e il suo pensiero strategico espresso ai cittadini russi</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Putin e Tsipras, più che alleati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Voce dei Lettori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 08:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Tsipras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marco Bordoni All’indomani della visita di Alexis Tsipras a Mosca, possiamo sgombrare qualche equivoco e cercare di capire cosa è successo, cosa non è successo, e di interpretare il significato di questo importante sviluppo. Iniziamo con ciò che non è successo. Putin non ha revocato le sanzioni russe nei confronti della Grecia: “ la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Marco Bordoni</em><br />
All’indomani della visita di Alexis Tsipras a Mosca, possiamo sgombrare qualche equivoco e cercare di capire cosa è successo, cosa non è successo, e di interpretare il significato di questo importante sviluppo.<br />
Iniziamo con ciò che non è successo. Putin non ha revocato le sanzioni russe nei confronti della Grecia: “ la Russia e la Grecia hanno sempre mantenuto buone relazioni.” Ha detto il Presidente Russo “Ma le cose, in sostanza, sono andate così: la Grecia ha dovuto votare l’imposizione di sanzioni alla Russia, e le misure di ritorsione hanno certamente danneggiato la Grecia, ma non è colpa nostra. Non potevamo agire diversamente, non possiamo fare eccezione per nessun paese dell’Unione Europea.”. Putin ha aggiunto che la strada per la revoca delle sanzioni passa per il complessivo ritiro delle misure limitative degli scambi fra Unione Europea e Russia. Altra cosa largamente annunciata e non successa: la Russia non ha concesso prestiti diretti alla Grecia per far fronte alla propria situazione debitoria. Alla vigilia del vertice il ministro delle finanze Varoufakis aveva dichiarato: “Dobbiamo essere molto chiari: il nostro salvataggio deve essere concordato al’interno della famiglia europea. Questo governo non cerca una soluzione extra europea ad un problema europeo”. Da parte sua Putin ha detto che la Russia non intende utilizzare la crisi greca come grimaldello per scardinare l’Unione Europea: “A proposito della mitologia e dei cavalli di Troia e tutto l’armamentario: la considerazione sarebbe valida se fossi andato io ad Atene. Noi non costringiamo nessuno a fare nulla.”<br />
Veniamo a ciò che è successo, che non è meno interessante. Putin e Tsipras hanno sottoscritto tre documenti: un piano d’azione congiunto 2015 – 2016, una dichiarazione congiunta sul settantesimo anniversario della vittoria ed un memorandum per la dichiarazione del 2016 quale “anno della Grecia” in Russia ed “anno delle Russia” in Grecia. Il piano d’azione congiunto e il progetto culturale, secondo gli annunci, prevedono la costruzione di infrastrutture comuni, in relazione alla quali la Russia potrà effettuare anticipi di pagamento sui ricavi a beneficio della Grecia. Inoltre la Russia ha annunciato di voler partecipare alle eventuali privatizzazioni greche. Riportiamo le dichiarazioni testuali del Presidente Putin:  “abbiamo discusso la cooperazione in vari settori economici, inclusa la possibilità di mettere in cantiere grandi progetti nel settore energetico. Questi progetti possono consentirci non solo di effettuare prestiti in relazione ai piani discussi, ma anche di instaurare rapporti creditizi nel più ampio contesto della realizzazione delle opere. Lasciatemi spiegare nel dettaglio. Se realizziamo una grande infrastruttura produciamo un utile per la Grecia, parte di questi utili dovrebbero essere usati per ripagare i prestiti che ho menzionato. In altre parole, ciò a cui pensiamo non è assistenza ma cooperazione, un cooperazione che include il settore finanziario, in relazione a grandi progetti specifici. Riguardo alla possibile partecipazione di compagnie russe alla privatizzazione di particolari infrastrutture o assetti della Grecia, lasciatemi dire che se il Governo Greco decidesse di mettere in cantiere privatizzazioni, siamo pronti a prendere parte alla procedura. Speriamo che se questo progetto andrà avanti, le compagnie russe potranno partecipare alle stesse condizioni degli altri offerenti. Non chiediamo nulla più di questo.” Questi discorsi alludono ovviamente alla partecipazione della Grecia al progetto Turkish Stream, il successore di South Stream, un gasdotto concepito per portare un volume di 63 milioni di metri cubi che porterà l’oro azzurro ai paese dell’Europa meridionale. dichiarato Tsipras: &#8220;I progetti di questo calibro creano possibilità per rafforzare la stabilità e la sicurezza della regione nel suo insieme. Crediamo che ciò serva anche a migliorare i nostri rapporti con la Turchia, pertanto siamo aperti all&#8217;analisi delle possibilità per finanziare il progetto, nel rispetto però del framework istituzionale derivante dalla nostra appartenenza all&#8217;UE e della legge greca”. Quanto alle infrastrutture da privatizzare, i tecnici pensano alla possibilità che una società russa possa acquistare quote di un porto greco. Ha Meno importanti sotto il profilo economico, ma carichi di valore simbolico, l’omaggio di Tsipras ai caduti sovietici nella seconda guerra mondiale, i programmi di scambi culturali e linguistici e lo scambio di doni cerimoniali (Putin avrebbe regalato a Tsipras una icona trafugata dai tedeschi durante la loro occupazione della Grecia e finita ad un collezionista privato, da cui i russi l’hanno acquistata).<br />
Che valutazione dare di queste mosse? Ovviamente i rapporti greco russi vanno letti nel quadro più ampio delle relazioni fra i due paesi e l’Unione Europea. Nessuno dei due protagonisti dell’incontro di Mosca intende in questo momento portare all’estremo la rottura. Putin sembra avere la chiave per “ucrainizzare” l’ Unione Europea (per usare una espressione di George Soros <a  href="http://www.controinformazione.info/soros-leuropa-deve-diventare-come-lucraina/" title="http://www.controinformazione.info/soros-leuropa-deve-diventare-come-lucraina/" target="_blank">http://www.controinformazione.info/soros-leuropa-deve-diventare-come-lucraina/</a>) ma una opzione simile non pare di suo interesse. I Greci, da parte loro, paiono esitare e vogliono essere certi di non avere alternative prima di lanciarsi in un salto nel buio geopolitico ed economico. Sia Greci che Russi, però, intendono inviare un segnale a Berlino e Strasburgo, e dalle reazioni scomposte che hanno preceduto e seguito il vertice, possiamo affermare che questo segnale sia arrivato.<br />
I commentatori occidentali, che da tempo teorizzano l’ “internazionale nera di Putin” <a  href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/06/09/nasce-linternazionale-nera-anti-ue20.html" title="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/06/09/nasce-linternazionale-nera-anti-ue20.html" target="_blank">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/06/09/nasce-linternazionale-nera-anti-ue20.html</a>, dovranno aggiornare le proprie linee guida rendendole, se possibile, ancora meno plausibili. E’ già pronta la teoria dell’ “internazionale rosso bruna” <a  href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/31/tsipras-grimaldello-putin-per-disgregare-lue/1383609/" title="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/31/tsipras-grimaldello-putin-per-disgregare-lue/1383609/" target="_blank">http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/31/tsipras-grimaldello-putin-per-disgregare-lue/1383609/</a>, il tutto sullo sfondo di un prossimo, “ritorno dell’URSS” <a  href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/04/ucraina-russia-dopo-la-crimea-il-neocolonialismo-di-putin-prevede-la-transnistria/900715/" title="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/04/ucraina-russia-dopo-la-crimea-il-neocolonialismo-di-putin-prevede-la-transnistria/900715/" target="_blank">http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/04/ucraina-russia-dopo-la-crimea-il-neocolonialismo-di-putin-prevede-la-transnistria/900715/</a>. A nostro avviso l’ipotesi del collante ideologico e quella del progetto di restaurazione imperiale non trovano riscontro nella realtà. Certo, il patriottismo russo vanta alcuni toni ed alcune tradizioni storiche che possono suggerire una assonanza con la destra e la sinistra euroscettiche. Salvini e la Le Pen troveranno a Mosca un uomo forte (e poco importa se questo uomo rappresenta solo il punto di raccordo di un apparato statale incredibilmente complesso, vario e frammentato sotto il profilo politico, culturale e religioso). Le sinistre post comuniste potranno ritrovare a Mosca quelle falci e martello che inalberano in patria con sempre meno convinzione (cercando di farsi piacere l’amor patrio che tutti i russi, in primis i comunisti locali, manifestano) . Ma gli uni e gli altri andranno incontro a una crudele disillusione se vedranno nella Russia un soggetto disposto a dilapidare patrimoni per finanziare una chimera imperiale. Il 22 luglio 2014, in occasione di un discorso particolarmente significativo al Consiglio di Sicurezza, Putin dichiarò: “Noi, da parte nostra, ci atteniamo rigorosamente alle norme del diritto internazionale e agli impegni presi con i nostri partner, e ci aspettiamo che altri Paesi, unioni di Stati e di alleanze politico-militari facciano lo stesso. La Russia non è fortunatamente un membro di alcuna alleanza. Questa è anche una garanzia della nostra sovranità. Ogni nazione che fa parte di un’alleanza cede parte della sua sovranità.”  Chiunque conosca un minimo il pensiero di Putin sa che si tratta di un patriota ideologicamente “freddo” e con il pragmatismo dell’incompetenza in materie economiche. Non propriamente un visionario pronto a guidare masse fanatiche alla conquista del mondo.<br />
La Russia ha già conosciuto i costi di un sistema imperiale, e sa bene che questi sono insostenibili per un paese della sua attuale taglia economica, politica e militare. Certo, esiste il progetto dell’Unione Eurasiatica, ma non si può affermare che questo blando tentativo di recuperare qualche influenza in regioni appartenute alla compagine statale russa per secoli sia un disegno di egemonia mondiale. Per quanto la stampa occidentale insista a volerci infilare l’elmetto per prepararci alla seconda guerra fredda, con tanto di giustificazione ideologica, non c’è nessuna Nuova Unione Sovietica oltre il Dnepr, e non c’è nessuna ideologia strutturata che possa tenere nella stessa formazione politica Tsipras e la Le Pen. Il progetto imperiale ideologicamente giustificato si scorge al contrario sul versante Atlantico, che raccoglie una concentrazione di potenza economica, politica e culturale incolmabilmente superiore a quella della Russia di Putin.<br />
Se vogliamo allora trovare un precedente nella storia europea alla situazione attuale, non dobbiamo fermarci alla Guerra Fredda, ma dobbiamo forse riavvolgere il filo degli eventi fino all’inizio del cinquecento, il tempo di Niccolò Machiavelli. Allora, come ora, gran parte degli assetti di potere economico e politico europei occidentali era raccolta in una grande alleanza politico militare: l’impero degli Asburgo. A questa grande alleanza, ideologicamente sorretta dalla Chiesa Cattolica, e finanziariamente dall’oro delle Indie e dalle banche italiane e tedesche, si opponeva uno stato nazionale potente, ma da solo insufficiente a confrontarsi con il complesso politico militare asburgico: la Francia di Francesco I di Valois. Il conflitto fra Francia ed Impero insanguinò la prima metà del cinquecento, e da questo confronto emerse, con i sui pregi e i suoi difetti,  l’ Europa multipolare in cui abbiamo vissuto fino alla nascita dell’Unione Europea.<br />
Fu la spregiudicatezza di Francesco in politica estera a consentirgli di resistere agli assalti imperiali, mettendo anzi in crisi la compattezza dell’alleanza rivale. Basteranno due esempi relativi all’anno 1532. In questa data Francesco, feroce e cattolicissimo persecutore dei protestanti in patria, strinse alleanza con il Sultano Ottomano Solimano, una alleanza anti asburgica destinata a funzionare per secoli, e che portò alla Francia vantaggi incalcolabili. La lettura delle cronache del tempo, e dei commenti costernati degli imperiali, ricorda lo scandalo delle nostre gazzette per gli amici “rosso bruni” di Vladimir Putin: &#8220;un vile, infame, trattato diabolico&#8221; scrisse l’italiano Giovanni Botero &#8220;questa confederazione è stata l&#8217;occasione per diminuire la gloria e la potenza di un regno fiorente come la Francia.&#8221; tuonò Francois de la Noue. A questi replicava Biagio de la Monluc con una osservazione valida ancor oggi “contro i nemici si posson far frecce con legno di ogni tipo”.  Non contento di queste “cattive” frequentazioni Francesco giunse a stringere alleanza con i protestanti tedeschi della Lega di Smalcalda: e fu questa la mossa decisiva che costrinse gli Asburgo a rinunciare alle proprie aspirazioni egemoniche.<br />
Anche i tentativi di Putin, come quelli di Francesco, sortiranno l’effetto sperato (che non è creare un nuovo impero, ma fare sorgere un sistema multipolare dopo avere abbattuto l’unilateralismo americano)? E’ presto per dirlo. Ma la sfida appare effettivamente aperta.<br />
In conclusione: non intendiamo negare che questi eventi possano avere una lettura ideologica (anche se gran parte dei tentativi effettuati sin ora in tal senso appare largamente insufficiente): ma è chiaro che oggi, come nel cinquecento, l’ideologia (sotto forma di proposizione di un sistema di valori coerente e di un avversario metafisico da esorcizzare e combattere) è necessaria all’Impero che si pretende universale (che l’ha effettivamente trovata nella “visione” di Francis Fukuyama), e non allo sfidante che si limita a giocare di sponda sulle altrui contraddizioni.<br />
In questo senso l’incontro di Mosca, pur nelle sue limitate conseguenze pratiche, costituisce un momento chiave del dispiegarsi di una azione politica di importanza capitale per il mondo del nostro tempo.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/putin-e-tsipras-piu-che-alleati/">Putin e Tsipras, più che alleati</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Dieci giorni senza Putin: mistero a Mosca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editoriale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 20:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo post non è uno Scenario, e non è nemmeno una previsione del nostro gruppo su quello che potrebbe, o non potrebbe, avvenire a Mosca nelle prossime ore, tuttavia con il racconto di quello che è avvenuto a Mosca negli ultimi dieci giorni cercheremo di offrire alcune opzioni riguardanti la misteriosa sparizione, perché di questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post non è uno Scenario, e non è nemmeno una previsione del nostro gruppo su quello che potrebbe, o non potrebbe, avvenire a Mosca nelle prossime ore, tuttavia con il racconto di quello che è avvenuto a Mosca negli ultimi dieci giorni cercheremo di offrire alcune opzioni riguardanti la misteriosa sparizione, perché di questo si tratta, del Presidente russo Vladimir Putin</p>
<p><em>Mosca 5 Marzo 2015</em></p>
<p>Putin è al Cremlino e incontra il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. I due uomini politici si vedono dopo che Renzi ha reso omaggio all&#8217;oppositore Nemstov, ucciso poche ore prima non lontano dal Cremlino. Il Presidente russo appare disinteressato al suo interlocutore, lo accoglie dicendogli &#8220;giornata faticosa finora, vero….&#8221; ma Renzi si era recato solo sul luogo dell&#8217;omicidio di Nemstov, poi alcune frasi di circostanza e il leader russo che palesemente aveva altri pensieri, mentre Renzi gli parlava tramite il traduttore.<br />
Da quel giorno Putin non si mostra più in pubblico </p>
<p><em>Mosca 11 Marzo 2015</em></p>
<p>Il Presidente russo dovrebbe partire, con destinazione il Kazakistan, per una visita ufficiale. Ma il Presidente russo non arriverà mai ad Astana, non viene rivelata la motivazione della sua assenza.<br />
Nella serata la rete si riempie di ipotesi riguardanti le motivazioni della scelta di Putin di non essere in Kazakistan, inclusa la morte del leader russo.<br />
Il medesimo giorno si riuniscono in Crimea il Ministro della Difesa Sergey Kuzhugetovich Shoygu e i vertici dell&#8217;FSB si riuniscono con un gruppo di alti gradi dell&#8217;esercito, la riunione pare essere programmata, tuttavia non vengono rilasciate dichiarazioni o foto dell&#8217;evento</p>
<p><em>Mosca 12 Marzo 2015</em></p>
<p><a  href="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/03/elicottero-cremlino.jpg" class="thickbox no_icon" title="Putin"><img decoding="async" src="http://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/03/elicottero-cremlino-300x163.jpg" alt="Putin" width="300" height="163" class="alignleft size-medium wp-image-17941" srcset="https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/03/elicottero-cremlino-300x163.jpg 300w, https://www.geopoliticalcenter.com/wp-content/uploads/2015/03/elicottero-cremlino.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il portavoce del Cremlino, Peskov afferma che tutto è nella norma e che non esiste motivo di preoccuparsi. Alla domanda &#8220;Come mai il Presidente non è andato in Kazakistan?&#8221; la risposta di Peskov fu &#8220;la Leadership ha deciso che era opportuno rimandare la visita&#8221;.<br />
Nel primo pomeriggio alcuni elicotteri militari, tipicamente adibiti a &#8220;trasporto VIP&#8221;, atterrano all&#8217;ex palazzo dei Soviet (la Casa Bianca di Mosca) e al Cremlino. I voli su Mosca sono solitamente proibiti. La simultaneità dei voli di elicotteri militari &#8220;VIP&#8221; è quantomeno irrituale, l&#8217;impressione è quella di una procedura di emergenza per l&#8217;evacuazione di vertici delle istituzioni.<br />
Nel pomeriggio viene comunicato che Putin sarà lunedì 16 a S.Pietroburgo per una cerimonia pubblica ed incontrerà un leader di una repubblica caucasica.<br />
Nella notte otto autoarticolati si muovono sulla piazza Rossa, pare per organizzare un palco per una festa organizzata per il 18 marzo, anniversario dell&#8217;annessione della Crimea alla Federazione Russa.<br />
Media della Svizzera Italiana riferiscono del parto della compagna di Putin a Lugano e della presenza del presidente in Svizzera, il Cremlino tace.</p>
<p><em>Belgorod 13 Marzo 2015</em></p>
<p>Belgorod è un città russa ai confini con l&#8217;Ucraina. Città che il nostro gruppo segue dall&#8217;inizio della crisi ucraina. A Belgorod, nella città, nello scalo ferroviario e nell&#8217;aeroporto, si evidenzia una notevole attività militare, attività che per gli scorsi 12 mesi si era mantenute a livelli minimi.</p>
<p><em>Mosca 13 Marzo 2015</em></p>
<p>Putin non compare, ma vengono trasmesse foto e video di un suo incontro con il Presidente della Corte Suprema, le immagini potrebbero essere di repertorio. Un arredo sulla scrivania del presidente (un orologio) non era più presente da alcune settimane nello studio di Putin.<br />
Voci sulla deposizione di Medvedev, che non compare nemmeno lui dal 5 marzo.</p>
<p><em>Mosca 14 Marzo 2015</em></p>
<p>Mezzi blindati fanno la loro comparsa dentro la città di Mosca, sono pochi e viene riferito siano dispiegati in città per le manifestazioni del 18 marzo.<br />
Putin non appare, Medvedev neppure, stessa cosa per il ministro Lavrov.<br />
Peskov smentisce che Putin sia andato in Svizzera per il parto della Compagna.<br />
La vita a Mosca scorre tranquilla.<br />
Foto di Medvedev sul profilo Istagram, ma è una foto di alcuni mesi fa.</p>
<p><strong><em>Le opzioni</em></strong></p>
<p>Un fatto per il nostro gruppo è certo: a Mosca è accaduto, e sta accadendo, qualcosa di non abituale. Definire cosa stia succedendo, con informazioni Open è però molto complesso.<br />
Le opzioni che oggi sono possibili sono le seguenti, le elenchiamo non in ordine di probabilità</p>
<p>1) grave problema di salute per il presidente russo<br />
2) colpo di stato &#8220;bianco&#8221;<br />
3) colpo di stato fallito e relative purghe da parte dei fedelissimi del presidente<br />
4) colpo di stato fallito ma il presidente non più nella pienezza dei poteri a causa delle condizioni poste per la sua permanenze da parte degli alleati che ne hanno impedito l&#8217;esautorazione<br />
5) imminente guerra Russo-Ucraina<br />
6) ritiro spirituale del presidente russo in vista di decisioni fondamentali per il paese<br />
7) Putin sta trascorrendo con la compagna e l&#8217;ultima nata un periodo di intimità dopo la nascita della bambina.</p>
<p>Il nostro gruppo ha una propria idea sui fatti di Mosca, tuttavia non disponendo di informazioni affidabili non è nostra abitudine &#8220;tirare ad indovinare&#8221; quindi continuiamo a raccogliere quante più informazioni possibili al fine di capire al prima possibile cosa stia succedendo, oppure cosa non stia succedendo, a Mosca.<br />
Vi informeremo non appena sapremo qualcosa, questa è l&#8217;unica certezza.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/dieci-giorni-senza-putin-mistero-a-mosca/">Dieci giorni senza Putin: mistero a Mosca</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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