GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche

Non mettete alla prova Donald Trump

If North Korea escalates nuclear threat, ‘they will be met with fire and fury like the world has never seen.

Come dobbiamo classificare questa dichiarazione proferita personalmente dal presidente Trump?
Un bluff? Le parole di un uomo che non ha piena consapevolezza della situazione? Una boutade di chi ha scambiato un reality show con la presidenza degli Stati Uniti?
Oppure vanno classificate come le parole di un uomo deciso, costi quel che costi, a fermare la corsa verso le armi atomiche della Corea del Nord, le parole di una persona che segue questi avvenimenti da molto prima del 20 gennaio 2017?
Per rispondere a queste domande è utile osservare il linguaggio del corpo di Trump, cercare di capire la sua psicologia, analizzare le sue pregresse dichiarazioni riguardanti la Corea del Nord e le sue ambizioni nucleari.
Durante la dichiarazione Trump era evidentemente nervoso, incerto su chi osservare mentre parlava, a braccia conserte chiuso in se stesso, ed era evidente che la sua dichiarazione, sebbene preparata, è stata pronunciata in maniera incompleta, tanto che il presidente ha dovuto ripeterla includendo la parte riguardante la potenza degli Stati Uniti d’America. (Potete trovare il video della dichiarazione di Trump a questo link)
Trump non è un politico di carriera, ma un imprenditore abituato ad osare, a volte anche oltre il limite, nelle sue speculazioni. La sua storia, anche politica, ha premiato la “spregiudicatezza calcolata” di Donald J. Trump, che non solo lo ha trasformato in uno degli uomini più ricchi della terra, ma ora anche nell’uomo più potente del mondo.
Trump è abituato ad utilizzare, in maniera rapida e decisa, gli strumenti più efficaci e potenzialmente risolutivi che ha a disposizione. Questo caratterizza l’uomo d’affari rispetto al politico. Oggi Trump vede il suo potere contrattuale, di tipo diplomatico, limitato dalla continua mediazione che deve sostenere con il Congresso e deve confrontarsi con le lobby che tutelano a Washington gli interessi della Cina (ed indirettamente della Corea del Nord che la Cina vede come fondamentale stato cuscinetto). Il Presidente è però direttamente il capo delle forze armate americane e dispone, in caso di necessità, del più efficiente apparato militare, convenzionale e nucleare, del mondo.
Le armi atomiche non sono un tabù per il presidente Trump e non è da escludere la possibilità che egli possa autorizzarne l’utilizzo in particolari circostanze, e cioè se l’uso di armi convenzionali non garantisse il successo della missione in oggetto o egli valutasse che il nemico da fronteggiare si potrebbe piegare rapidamente solo mediante l’uso di armi atomiche.

Infine vi proponiamo un’intervista di Donald J. Trump alla ABC del 1999, dove viene domandato all’imprenditore di successo un parere a proposito della Corea del Nord e della sua ricetta per raggiungere l’obiettivo della denuclearizzazione del regime di Pyongyang, se lui fosse stato il Presidente.
Trump nel 1999 affermava che avrebbe cercato in tutti i modi di negoziare con la Corea del Nord, ma che se le trattative fossero fallite, lui sarebbe stato pronto a lanciare un attacco preventivo contro le infrastrutture nucleari di Pyongyang. Egli sosteneva che se non si fosse agito subito, dopo alcuni anni la Corea del Nord si sarebbe dotata di armi atomiche e avrebbe potuto minacciare gli Stati Uniti e le sue principali città. Trump si mostrava anche poco interessato agli effetti “locali” di un possibile strike americano.
Ecco, immaginate ora quell’uomo di affari, che quasi vent’anni fa ha esattamente predetto il percorso di sviluppo nucleare della Corea del Nord, che oggi dallo Studio Ovale o dall’Air Force One, nel giro di poche ore, se non di pochi minuti, è in grado di ordinare l’eliminazione della minaccia nord-coreana. Quell’uomo oggi attende solo un’ottima occasione per agire.
Non conviene quindi mettere alla prova Donald J. Trump e non conviene mettere alla prova questa Casa Bianca riguardo alla questione della proliferazione nucleare. Da circa venti anni Trump è focalizzato su questo tema, che lega indissolubilmente Iran e Corea del Nord, che non a caso sono i due avversari principali di questa amministrazione.
La politica estera attiva, e le azioni militari di Trump, sono e saranno focalizzate al blocco della proliferazione nucleare a livello mondiale, e questo con ogni mezzo possibile.
Non mettete alla prova Donald J. Trump, lui da venti anni non aspetta che questo.