GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche

Anche Hamas lascia Assad

da Wikipedia
Bashar al Assad

Prorpio così, anche i miliziani di Hamas che in Siria hanno vissuto, si sono armati e si sono addestrati, stanno lasciando in questi ultimi giorni la Siria del presidente Assad. La rinascita dei fratelli mussulmani e il ritornato interesse delle monarchie sunnite per gli stati che si affacciano sul mediterraneo, permettono ai vertci di Hamas di interrompere un legame ormai scomodo con la minoranza che ancora oggi ha in mano la Siria. Questa mossa dei palestinesi che controllano Gaza non è piaciuta all’alleato iraniano, che ha minacciato di interrompere le forniture di armi e finanziamenti diretti a Gaza City. Questo cambio di alleanza di Hamas può rivelarsi un brutto colpo per i piani di risposta Iraniani ad un eventuale attacco dello stato di Israele. Gaza infatti, nelle intenzioni degli strateghi di Teheran doveva essere il secondo fronte domestico con cui la stato enraico avrebbe dovuto confrontarsi dopo aver aperto le ostilità in terra persiana. Gli alleati con confinano con Israele sono, o per meglio dire erano, fondamentli nella strategia di rappresaglia dell’Iran, infatti Teheran può attaccare Israele, gli Emirati Arabi e l’Arabia Saudita unicamente con le forze missilistiche di cui possiede: troppi bersagli e troppo lontani per essere colpiti con una intensità di fuoco capace di fare danni veramente devastanti. Il ruolo di Hamas e Hezbollah era quello di saturare le difese israeliane con migliaia di missili sia dal nord (Libano, con Hezbollah ) che da sud ( Gaza, con Hamas ) e creare, si in questo caso, danni devastanti e per un lasso di tempo considerevole. Così probabilmente non sarà, Hamas infatti sembra puntare a diventare forza di governo in palestina, e seppur ufficialmente si rifuiti di riconoscere il diritto ad esistere di Israele, potrebbe nei fatti trovare un accordo di convivenza con Tel Aviv, anche con l’aiuto del nuovo Egitto post Mubarak; l’accordo per la liberazione del caporale Shalit è lì a dimostrarlo.
Il solo fronte che molto probabilmente aprirà Hezbollah in caso di guerra tra Israele e Iran, sarà in questa ottica molto meno efficace perchè l’aviazione e l’intelligence di Israele potrà concentrarsi in modo mirato sul Libano, senza trovarsi a essere impegnata anche in direzione di Gaza.
La partenza dei miliziani Palestinesi dalla Siria inoltre diminuisce la capacità repressiva del regime e lancia un chiaro segnale agli oppositori Siriani: Assad è sempre più solo e con in tasca un biglietto aereo di sola andata per Teheran.