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	<title>Siria | GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</title>
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	<description>Geopolitica Europa, Usa, Israele, Siria, Iran, Russia, Cina, Corea, Giappone Analisi Economiche Globali e Regionali</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 Sep 2018 09:49:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A Teheran si decide il futuro della Siria, contro gli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 09:49:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è l&#8217;elemento che accomuna i tre leader che oggi si riuniscono a Teheran? La risposta è semplice: la volontà di escludere gli Stati Uniti da qualsiasi ruolo in Siria e limitarne l’influenza all’interno del Mediterraneo e nella strategica Mezzaluna Sciita sognata da Khomeini. Iran, Russia e Turchia hanno sicuramente obiettivi diversi nella regione, così [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è l&#8217;elemento che accomuna i tre leader che oggi si riuniscono a Teheran? La risposta è semplice: la volontà di escludere gli Stati Uniti da qualsiasi ruolo in Siria e limitarne l’influenza all’interno del Mediterraneo e nella strategica Mezzaluna Sciita sognata da Khomeini.<br />
Iran, Russia e Turchia hanno sicuramente obiettivi diversi nella regione, così come differenti alleanze e priorità, ma la presenza di un &#8220;nemico comune&#8221;, che è identificato negli Stati Uniti, fa sì che queste differenze ad oggi non diventino tali da determinare fratture insanabili tra i tre paesi che si riuniscono nella capitale iraniana.<br />
Gli Usa sono oggetto di un attacco concentrico, oggi verbale, che domani sarà fattuale, da parte della triplice alleanza Iran Russia e Turchia. Il terreno di scontro sarà la Siria, dove formalmente gli Stati Uniti non godono di nessuna copertura di diritto internazionale utile a giustificare la presenza delle sue truppe sul suolo che appartiene a Damasco.<br />
La Russia nei giorni scorsi ha più volte ammonito gli Stati Uniti riguardo la presenza di un centinaio di militari americani nella regione di Al Tanf, crocevia strategico per connettere l’Iraq (e per contiguità territoriale l’Iran) alla Siria e al Mediterraneo.<br />
In seguito al vertice di Teheran, se la Turchia accettasse di negare agli Usa l&#8217;utilizzo della base di Incirlik per operazioni di guerra, missili da crociera russi potrebbero prendere di mira Al Tanf per spezzare le difese dei ribelli sostenuti dagli americani, assumendosi il rischio, se non avendo la piena certezza, di procurare vittime tra i soldati di Washington.<br />
Mentre tutti guardano a Idlib, che in effetti è oggi la porzione di Siria dove si sono concentrati tutti i ribelli ed i terroristi che hanno combattuto Al Assad in questi anni di guerra, la Russia potrebbe colpire ad Al Tanf.<br />
La scelta di tempo per un attacco contro Al Tanf potrebbe però riguardare la situazione sul campo ad Idlib.<br />
Gli Stati Uniti hanno più volte ricordato che nel caso di utilizzo di armi chimiche ad Idlib la risposta di Usa, GB e Francia non si farebbe attendere e sarebbe estremamente decisa. La Russia ha più volte replicato che sono gli stessi servizi segreti occidentali che starebbero preparando un attacco chimico ad Idlib per fornire agli Usa il casus belli contro Al Assad.<br />
In questa situazione strategica vanno presi in considerazione diversi scenari, sia quelli che prevedono l&#8217;utilizzo di armi chimiche da parte degli stessi ribelli, sia quelli che considerino l&#8217;uso di questi agenti tossici da parte dei governativi siriani o dei loro alleati.<br />
Sì, perché data l&#8217;attuale situazione nessuno può escludere che entrambe le parti sul terreno possano cedere alla tentazione di usare armi chimiche, ed ambedue potrebbero avere come fine quello di determinare un intervento armato americano contro la Siria.<br />
Se così fosse, la stessa integrità fisica del leader siriano Al Assad sarebbe in pericolo, ma allo stesso tempo i russi avrebbero la strada spianata per attaccare dal cielo e dal mare (mediante i missili da crociera Kalibr) la base americana di Al Tanf e liberare la via che permetterà di connettere il Golfo Persico al Mediterraneo evitando i tre colli di bottiglia di Hormuz, Bab El Mandeb e Suez, rendendo di fatto privi di significato (in ottica di contenimento iraniano) le operazioni militari americane e saudite nella regione.<br />
Tutto ciò però è subordinato ad un accordo tra i tre di Teheran. Alla luce di quanto enunciato l’accordo, se verrà trovato, potrebbe prevedere la possibilità per la Turchia di creare una fascia di sicurezza, presidiata dalle forze armate turche in territorio siriano, determinare la resa dei combattenti che fanno capo alla Turchia, in cambio di una sorta di amnistia da parte di Al Assad, evacuare possibilmente al di fuori della Turchia i combattenti stranieri (foreign fighters) presenti ad Idlib (naturalmente senza il nulla osta dei governi che vedranno il ritorno di pericolosi terroristi ben addestrati e messi alla prova da anni di guerra senza regole), l&#8217;impegno turco a bloccare l&#8217;utilizzo della base di Incirlik in caso di escalation militare, e l&#8217;assicurazione per Teheran riguardo alla presenza iraniana nella parte centrale e meridionale della  Siria, in modo specifico nell&#8217;area contigua alla valle della Bekaa libanese.<br />
Gli Stati Uniti ed Israele difficilmente potranno accettare di buon grado una soluzione di questo tipo a meno che Putin non abbia offerto a Washington e Gerusalemme una contropartita di estremo valore, che però comporterebbe di fatto il tradimento di uno dei due paesi oggi presenti insieme alla Russia al vertice di Teheran</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/a-teheran-si-decide-il-futuro-della-siria-contro-gli-usa/">A Teheran si decide il futuro della Siria, contro gli Usa</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Siria: possibile un confronto diretto tra Usa e Russia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 06:58:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Conosciamo ormai benissimo il gergo diplomatico pubblico del Cremlino e del ministro degli esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov. Una delle frasi più note al nostro gruppo è la seguente: &#8220;In caso di una azione militare dello stato xxx nel teatro yyy le conseguenze saranno imprevedibili&#8221;. Nel caso specifico alla variabile xxx è stato sostituito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Conosciamo ormai benissimo il gergo diplomatico pubblico del Cremlino e del ministro degli esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov. Una delle frasi più note al nostro gruppo è la seguente: &#8220;In caso di una azione militare dello stato xxx nel teatro yyy le conseguenze saranno imprevedibili&#8221;. Nel caso specifico alla variabile xxx è stato sostituito &#8220;Stati Uniti d&#8217;America&#8221; e la variabile yyy è stata sostituita con &#8220;siriano&#8221;.<br />
La stessa frase era stata utilizzata pochi giorni dopo il Maidan quando la Russia si è impossessata manu militari della Crimea, e mesi dopo quando Obama aveva minacciato un imponente strike aereo contro le posizioni governative siriane dopo la strage di Ghouta.<br />
La Russia con queste affermazioni ha esplicitato pubblicamente ai propri avversari la volontà di tracciare una linea rossa che se superata avrebbe innescato la risposta armata di Mosca. Fino a questo momento gli Stati Uniti non hanno mai voluto testare la risolutezza del Cremlino, permettendo a Putin di ottenere vantaggi diplomatici una volta dichiarata la linea rossa.<br />
Tutte le volte che la Russia ha tracciato una linea rossa l&#8217;ha sempre supportata con la propria forza militare. Ai tempi della Crimea Putin mise in stato di massima allerta le forze di difesa aerea e le forze nucleari strategiche, dichiarando la Crimea parte integrante della Federazione e quindi un attacco alle forze russe in Crimea avrebbe visto la risposta delle forze strategiche di Mosca. Ai tempi della strage chimica di Ghouta le forze di difesa aerea russe accorsero a Latakia.<br />
Oggi il dispositivo militare russo è stato pesantemente rafforzato, non solo nella componente di difesa aerea, ma anche nella flotta che, in vista dell&#8217;offensiva finale contro Idlib, è stata radunata tra Cipro e la Siria. Mosca ha preparato con molta attenzione l&#8217;offensiva contro Idlib, ripetendo più volte che i ribelli presenti ancora nella provincia settentrionale siriana avrebbero preparato un attacco chimico e base di cloro con l&#8217;aiuto di servizi segreti stranieri, in particolare britannici.<br />
I russi al fine di offrire copertura all&#8217;offensiva su Idlib ha dichiarato che effettuerà esercitazione navali da sabato 1 a sabato 8 settembre proprio nella zona di mare al largo della Siria. Le esercitazioni militari permettono ai russi di identificare un&#8217;area di accesso limitato alle forze di altri paesi essendo queste esercitazioni dove si utilizzeranno ordigni bellici reali. La flotta presente al largo della Siria è la più numerosa dai tempi del crollo dell&#8217;Unione Sovietica ed è composta da 17/18 unità combattenti, capitanate dall&#8217;incrociatore lanciamissili classe Slavva CG Marshal Ustinov e dai cacciatorpedinieri Severomorsk e Yaroslav Mudryy, affiancate da 3 fregate lanciamissili, corvette, unità da sbarco anfibio e tre sottomarini dei quali uno a propulsione nucleare.<br />
Il rischio che noi intravediamo è che nei prossimi giorni, quando inizierà l&#8217;offensiva governativa contro Idlib, se una delle due parti utilizzerà armi chimiche (cloro incluso), è altamente probabile uno strike americano contro i centri di comando e controllo dell&#8217;esercito siriano. Se abbiamo interpretato bene le parole di Mosca, in caso di una nuova strage chimica, ripetiamo indipendentemente dal responsabile del fatto, e conseguente strike americano, le forze armate russe in Siria e nel Mediterraneo potrebbero reagire non solo tentando di abbattere i missili da crociera che presumibilmente verrano impiegati per l&#8217;attacco ma anche le piattaforme che hanno lanciato i vettori missilistici, e cioè bombardieri strategici e sottomarini lanciamissili. Il sistema navale e sottomarino russo dispiegato in Mediterraneo ha scarse capacità contro altre forze di superficie ma è ben equipaggiata per la guerra aerea e contro i sottomarini.<br />
Le esercitazioni navali iniziano il 1° settembre, vedremo se nella stessa giornata inizierà l&#8217;offensiva contro Idlib.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/siria-confronto-diretto-usa-russia/">Siria: possibile un confronto diretto tra Usa e Russia</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Siria: raid di una notte o campagna aerea prolungata?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 19:52:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo da un dato: si sta formando una coalizione internazionale, che trova il suo perno negli Stati Uniti, pronta a portare un attacco coordinato alla Siria. Questa coalizione è formata dagli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Arabia Saudita e Israele. Questa coalizione, in particolare Gran Bretagna e Stati Uniti stanno mobilitando assetti che colpiscono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo da un dato: si sta formando una coalizione internazionale, che trova il suo perno negli Stati Uniti, pronta a portare un attacco coordinato alla Siria.<br />
Questa coalizione è formata dagli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Arabia Saudita e Israele.<br />
Questa coalizione, in particolare Gran Bretagna e Stati Uniti stanno mobilitando assetti che colpiscono la nostra attenzione: non parliamo di caccia o bombardieri strategici, parliamo della parte logistica ed in particolare di aerorifornitori, aerei radar e per la raccolta di dati elettronici, aerei per il trasporto strategico, C-17 in primis. Il movimento di questi particolari aeromobili, che spesso non occupano le prime pagine dei quotidiani quando si parla di un conflitto. Tuttavia la mobilitazione di questi mezzi sta ad indicare che la coalizione a guida statunitense stia in effetti programmando una campagna militare di ampio respiro e non il raid di una notte portato a termine con il solo utilizzo di missili da crociera.<br />
Il &#8220;ritardo&#8221; con il quale gli Stati Uniti stanno portando l’annunciata punizione per il governo di Damasco non fa pensare ad una possibile risoluzione diplomatica della vicenda ma al fatto che si stia preparando una azione molto più complessa e che richiede uno sforzo logistico di base ben più significativo rispetto alla necessità di riarmo per alcune unità navali.<br />
Macron e May affermano di avere le prove del coinvolgimento del governo siriano nell&#8217;intossicazione chimica di Duma, il presidente Macron in particolare sembra ripetere le formule utilizzate da Sarkozy alla vigilia dell&#8217;azione militare francese in Libia contro Gheddafi. Il governo americano afferma di avere campioni biologici comprovanti l&#8217;ultilizzo di cloro e di un agente nervino a Duma.<br />
Dall&#8217;altra parte della barricata si susseguono le minacce iraniane ad Israele, minacce che prospettano la distruzione di Haifa e Tel Aviv nel caso in cui lo stato ebraico commetta &#8220;azioni sconsiderate&#8221; in Siria.<br />
La Russia mantiene il solito atteggiamento ambiguo che parla allo stesso tempo di reazione militare decisa nel caso in cui vengano colpiti dai raid americani assetti o uomini russi. Simultaneamente le medesime fonti russe parlano di risposta militare anche nel caso in cui venissero colpiti gli alleati di Mosca aumentando l&#8217;incertezza sul come potrebbe evolvere la situazione dopo che il primo missile Made in Usa colpirà la Siria.<br />
Ogni giorno che trascorre permette alla diplomazia di lavorare per cercare una soluzione al di fuori della forza militare ma allo stesso tempo ogni ora che passa prima dell&#8217;attacco aumenta le probabilità di trovarsi di fronte ad una campagna militare di più giorni e non solo ad uno strike di una notte contro obiettivi legati ai centri strategici del potere di Al Assad.</p>
<p>Photo Credit: USAF</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/siria-raid-di-una-notte-o-campagna-aerea-prolungata/">Siria: raid di una notte o campagna aerea prolungata?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La possibile risposta russa al prossimo Strike occidentale contro la Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 11:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Strike in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come risponderà Mosca ad uno strike occidentale in Siria? Questa è la domanda che dovrebbe essere fatta ad ognuno di noi quando prendiamo in considerazione un possibile attacco anglo-franco-americano contro Damasco. Bene, le risposte sono molteplici e noi cercheremo di spiegarle in maniera chiara secondo il nostro punto di vista. Per prima cosa ricordiamo le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come risponderà Mosca ad uno strike occidentale in Siria? Questa è la domanda che dovrebbe essere fatta ad ognuno di noi quando prendiamo in considerazione un possibile attacco anglo-franco-americano contro Damasco.<br />
Bene, le risposte sono molteplici e noi cercheremo di spiegarle in maniera chiara secondo il nostro punto di vista.<br />
Per prima cosa ricordiamo le dichiarazioni ufficiali dei rappresentanti militari e politici della Federazione Russa riguardo a possibili strike americani in risposta all&#8217;ipotetico uso di armi chimiche.<br />
Sia il ministro degli esteri, che i vertici delle forze armate russe avevano pubblicamente avvisato che Mosca attendeva &#8220;una messinscena&#8221; riguardo un possibile attacco chimico in Siria e che un raid americano contro un alleato di Mosca avrebbe visto una rappresaglia proporzionata.<br />
Qual è quindi il concetto di &#8220;rappresaglia proporzionata&#8221;? Una rappresaglia, secondo il diritto internazionale, è proporzionata ad esempio quando la parte che si ritiene aggredita replica attaccando le unità avversarie che hanno compiuto l’azione ostile, anche se tali unità sono al di fuori del territorio della parte aggredita.<br />
Per fare un esempio concreto, un bersaglio legittimo di una rappresaglia militare ad uno strike di missili da crociera sono le unità navali o aeree che hanno lanciato tali vettori.<br />
Le forze armate russe in Siria, e i bombardieri a lungo raggio basati sul suolo russo, nonché i sottomarini di Mosca operanti nel Mediterraneo posseggono tale capacità.<br />
È quindi verosimile pensare ad un lancio di missili antinave di varia natura contro cacciatorpediniere americane in risposta ad un attacco alla Siria.<br />
Tuttavia anche la linea di Mosca non appare assolutamente cristallina. Da alcune dichiarazioni ufficiali russe si evince che le forze armate della Federazione reagiranno direttamente contro gli americani nel caso in cui venissero colpiti infrastrutture, unità o uomini di Mosca, mentre da altre fonti si evince la volntà di reagire comunque contro le azioni americane anche se non dovessero essere colpiti direttamente i russi.<br />
L’ipotesi è che a Mosca sia in atto un pericoloso gioco di potere dove si fronteggiano due linee antitetiche sulla possibile risposta da dare agli americani.  Questo scenario aumenta l’incertezza sulla possibile rappresaglia russa e sul fatto che la catena di comando non possa essere salda in maniera assoluta.<br />
Esiste uno scenario meno fosco e cioè che la Russia, nel caso in cui non vengono minacciati assetti della Federazione, si limiti a ingaggiare i missili da crociera diretti sugli obiettivi siriani ed iraniani, non agendo direttamente contro le piattaforme navali da cui hanno avuto origine i missili.<br />
Un capitolo a parte va riservato al presidente siriano Al Assad. E’ nostra profonda convinzione che Mosca voglia proteggere la vita di Al Assad, in quanto una successione caotica, in questo particolare momento, potrebbe portare al potere un uomo più vicino alle istanze dell’Iran rispetto all’attuale Capo di Stato, che sembra preferire la presenza russa a quella sciita.<br />
Va tuttavia sottolineato che proprio la morte di Al Assad potrebbe aprire una profonda divisione tra russi ed iraniani per la scelta del nome del prossimo presidente siriano e questo fatto rende Al Assad un obiettivo possibile in caso di attacco americano.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-possibile-risposta-russa-al-prossimo-strike-occidentale-contro-la-siria/">La possibile risposta russa al prossimo Strike occidentale contro la Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Israele svela l’attacco al reattore di Al Assad nel 2007, un chiaro messaggio al presidente siriano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 20:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi il governo di Gerusalemme ha svelato alcuni particolari dell’azione aerea che nel 2007 ha portato alla distruzione di un reattore sperimentale siriano nel nord-est del paese. Un reattore che avrebbe permesso alla Siria di iniziare la corsa verso la produzione di armi atomiche, con l’aiuto indispensabile della Corea del Nord e del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi il governo di Gerusalemme ha svelato alcuni particolari dell’azione aerea che nel 2007 ha portato alla distruzione di un reattore sperimentale siriano nel nord-est del paese. Un reattore che avrebbe permesso alla Siria di iniziare la corsa verso la produzione di armi atomiche, con l’aiuto indispensabile della Corea del Nord e del Pakistan.<br />
Il reattore è stato distrutto da Israele, questo era noto a tutti coloro che anche solo per passione si interessano della materia, ma per dottrina Israele non aveva mai assunto ufficialmente la paternità dell’attacco. Questa scelta di “discrezione” era utile a un duplice risultato, non esporre lo stato ebraico a critiche internazionali per aver agito violando la sovranità di un paese terzo, ma era anche necessaria per salvaguardare formalmente “l’onore” della Siria e di Al Assad che in caso di diretta ammissione di responsabilità da parte di Israele avrebbe avuto il dovere morale di effettuare una rappresaglia contro obiettivi israeliani.<br />
Cosa è cambiato oggi per far sì che il governo israeliano modifichi questa linea di condotta?<br />
Alcuni analisti hanno suggerito che si tratti di un avvertimento all’Iran, che possiede strutture capaci di sviluppare un programma atomico militare e quindi portare alla costruzione della bomba atomica. Il nostro gruppo ritiene tuttavia che l’avvertimento di Gerusalemme sia per il presidente siriano Al Assad e per i vertici iraniani che hanno la responsabilità delle operazioni in Siria.<br />
Nei giorni scorsi sono state rese note immagini satellitari che mostrano la costruzione di un complesso sotterraneo a ridosso del confine libanese, probabilmente a nord-ovest di Damasco. Una serie di tunnel, di ampie dimensioni e coperti nella loro parte iniziale da tettoie molto simili a quelle osservate a Fordow (lo storico sito sotterrano di ricerca e sviluppo nucleare in Iran), che garantiscono l’accesso a quello che potrebbe essere un vasto complesso militare sotterraneo.<br />
Riteniamo che questa infrastruttura sotterranea siro-iraniana possa essere un bunker di comando e controllo da utilizzare in caso di guerra tra la Siria (ed Hezbollah) e lo stato di Israele. Da questa location i vertici iraniani e siriani potrebbero coordinare le azioni di guerra integrando le capacità delle milizie sciite libanesi, delle forze siriane, dei miliziani sciiti e delle forze missilistiche siriane ora sotto il controllo delle Guardie della Rivoluzione Iraniana.<br />
Un secondo indizio che vogliamo portare alla vostra attenzione è realativo all’esercitazione Juniper Cobra che si è svolta in Israele e nel Mediterraneo nei giorni scorsi. In una fase delle manovre militari le forze speciali di Stati Uniti e Israele hanno simulato l’occupazione di una struttura fortificata sotterranea, un fatto anomalo per il tipo di esercitazione rappresentato da Juniper Cobra, chissà che sia invece tutto parte dello stesso messaggio indirizzato ad Al Assad.<br />
Israele e Stati Uniti stanno dicendo alla leadership siriana una cosa sola: se lascerete che l’Iran prenda possesso della Siria e utilizzi il suo territorio contro Gerusalemme, nessun luogo sarà sicuro per voi&#8230;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/israele-svela-lattacco-al-reattore-di-al-assad-nel-2007-un-chiaro-messaggio-al-presidente-siriano/">Israele svela l’attacco al reattore di Al Assad nel 2007, un chiaro messaggio al presidente siriano</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La Siria: una possibile nuova provincia iraniana nella mezzaluna sciita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 19:37:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzaluna Sciita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guerra in Siria, la guerra contro i &#8220;ribelli&#8221;, contro lo &#8220;Stato Islamico&#8221;, si avvia alla sua conclusione, ma la Guerra in Siria, quella vera non è ancora incominciata. La Siria, come abbiamo scritto più volte, è uno stato fallito, un luogo geografico i cui confini sono porosi, labili, non più soggetti alla sovranità di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Guerra in Siria, la guerra contro i &#8220;ribelli&#8221;, contro lo &#8220;Stato Islamico&#8221;, si avvia alla sua conclusione, ma la Guerra in Siria, quella vera non è ancora incominciata.<br />
La Siria, come abbiamo scritto più volte, è uno stato fallito, un luogo geografico i cui confini sono porosi, labili, non più soggetti alla sovranità di Damasco.<br />
A Nord i turchi agiscono attraverso la frontiera indisturbati, ad Est i curdi lottano per creare uno stato che possa dare una parvenza di sicurezza ad una nazione senza una terra, a Sud gli americani hanno stabilito un bastione, un caposaldo dove sono presenti forze speciali e artiglieria, anche a lunghissimo raggio, protetta ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro, sette giorni su sette dalla potenza aerea americana.<br />
Ma la Siria è anche un luogo dove gli &#8220;alleati&#8221; di Al Assad oggi agiscono apparentemente in maniera non coordinata con il presidente della Siria, e dove Iran ed Hezbollah non agiscono solo per difendere la Siria laica che noi tutti ricordiamo prima dell&#8217;inizio della tragedia del conflitto.<br />
Oggi la Siria è utilizzata per il progetto di egemonia geopolitica iraniano, ed allo stesso stesso modo è stata strumento delle monarchie sunnite del Golfo per impedire la medesima egemonia iraniana.<br />
L&#8217;Iran con la sua presenza in Siria ha invertito i rapporti di forza tra l&#8217;Hezbollah libanese ed il governo siriano. Prima del conflitto era la Siria il principale sponsor della milizia sciita libanese, e spesso il governo di Damasco dettava la linea al Partito di Dio. Oggi accade esattamente l&#8217;opposto e sono gli integralisti religiosi sciiti a dettare le regole al governo laico di Al Assad. Ma la forza dell&#8217;Hezbollah in Siria non deriva unicamente dalla grande mobilitazione di uomini messa in atto per la guerra contro i &#8220;ribelli&#8221; siriani. La forza di Hezbollah deriva dal fatto che l&#8217;Iran ha riconosciuto Hassan Nashrallah, e non il presidente Al Assad, come il vero leader della parte occidentale della Mezzaluna Sciita.<br />
La Siria, con la sua indipendenza economica e la sua forza militare, non aveva mai accettato le sollecitazioni degli sciiti radicali ad unirsi a guerre, anche asimmetriche, atte ad alterare i rapporti di forza nella regione, primo tra tutti quello con Israele.<br />
Ora però tutto potrebbe cambiare. L&#8217;Iran preme da sempre per una mobilitazione generale contro Israele e per la distruzione dello stato ebraico.<br />
La mezzaluna sciita non è infatti solo un progetto di egemonia geopolitica, ma anche un progetto di conquista religiosa che vede in Gerusalemme l&#8217;obiettivo finale.<br />
Quando osserviamo gli estremisti sciiti muoversi in Siria dobbiamo ricordare che la nazione guida, la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, dal primo giorno della sua fondazione ha un obiettivo di supremazia su tutte le altre correnti religiose dell&#8217;Islam, e ha un desiderio di controllo diretto di tutti i principali luoghi sacri alla religione fondata dal Profeta Maometto.<br />
Mecca, Medina e Gerusalemme sono tre tra questi luoghi che non sono sotto il controllo dell&#8217;Iran. Conquistare Gerusalemme spalancherebbe automaticamente all&#8217;Iran le porte di Mecca e Medina, coagulando attorno agli Ayatollah tutti quei mussulmani, che da decenni attendono la cacciata degli ebrei ed il completo controllo dell&#8217;Islam sulla città santa di Gerusalemme, mettendo quindi a repentaglio lo stesso controllo dei Saud sulla Penisola Araba.<br />
La Siria di Bashar Al Assad non ha mai condiviso tali obiettivi e probabilmente mai li condividerà, in quanto un&#8217;altra guerra contro Israele, al giorno d&#8217;oggi, non potrà essere vinta, ma al massimo potrebbe concludersi con la devastazione reciproca delle due parti in conflitto.<br />
È per questi motivi che una volta sconfitto il Califfato, trovato un accordo con la Turchia e resi inoffensivi i curdi, l&#8217;Iran cercherà di trasformare la Siria in uno stato vassallo di Teheran, un proxy da utilizzare come corridoio verso il Mediterraneo e come un&#8217;arma contro Israele, un&#8217;arma da sfoderare nel prossimo conflitto tra Hezbollah e lo Stato Ebriaco, possibilmente dopo che l&#8217;Iran sarà in grado di fornire un &#8220;ombrello nucleare&#8221; funzionale alla difesa attiva dei suoi alleati ed ai suoi proxy.<br />
Sì, la prospettiva da osservare non è solo quella odierna ma anche quella che deriva dall&#8217;attuale accordo sul programma atomico dell&#8217;Iran.<br />
L&#8217;accordo limita per quindici anni la quantità e la percentuale di purezza di materiale fissile a disposizione dell&#8217;Iran, così come non permette per dieci anni l&#8217;utilizzo industriale di centrifughe avanzate per la produzione di uranio arricchito.<br />
Ma l&#8217;accordo prevede anche possibilità di ricerca e sviluppo su centrifughe avanzate, a partire dal 2018 e il mantenimento in esercizio del centro nucleare fortificato di Fordow. L&#8217;accordo non menziona inoltre il programma missilistico iraniano, messo al bando dalle Nazioni Unite, ma che invece procede a passo spedito al fianco del medesimo progetto Nord coreano.<br />
Tra pochi anni, secondo la nostra stima non più di cinque, l&#8217;Iran potrebbe essere in grado (se decidesse di violare l&#8217;accordo nucleare) di ottenere in poche settimane il materiale fissile necessario per una testata. Per quel tempo la componente missilistica di Teheran sarà completamente sviluppata ed in grado di trasportare una testata ovunque nel Medio Oriente. Alcuni potrebbero obiettare che l&#8217;Iran non ha esperienza nel costruire armi nucleari, ma non dobbiamo dimenticare i forti legami tra Corea del Nord ed Iran e non sottovalutare la possibilità che Pyongyang favorisca la ricerca nucleare iraniana con i dati raccolti nei suoi test atomici sotterranei.<br />
In questo scenario la Siria perde sempre più forza e l&#8217;Iran ne acquista progressivamente ed inesorabilmente.<br />
Sarà quindi inevitabile una deriva degli equilibri tra le due nazioni a favore di Teheran e colui che sarà al governo a Damasco non potrà che essere un uomo fidato e fedele agli Ayatollah, un uomo che per caratteristiche personali, culturali e famigliari, non potrà essere Bashar Al Assad, la cui permanenza al potere sarà indubbiamente legata ad una eventuale riduzione dell&#8217;influenza iraniana in Siria, prima che Damasco diventi una &#8220;provincia&#8221; iraniana nella mezzaluna sciita. </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/siria-nuova-provincia-iraniana/">La Siria: una possibile nuova provincia iraniana nella mezzaluna sciita</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Collegamento Beirut &#8211; Damasco &#8211; Baghdad &#8211; Teheran, si realizza il sogno di Khomeini?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 22:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[War Room]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teheran, Baghdad, Damasco, Beirut quattro città che unite tra loro formano l&#8217;ossatura della cosiddetta Mezzaluna Sciita, un&#8217;area di territorio che potenzialmente unisce i quattro principali paesi del Medio Oriente dove vivono, con diverse percentuali, popolazioni sciite. Dalla Rivoluzione Khomienista in avanti, la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran si propone non solo come una nazione &#8220;rivoluzionaria&#8221; guidata dalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Teheran, Baghdad, Damasco, Beirut quattro città che unite tra loro formano l&#8217;ossatura della cosiddetta Mezzaluna Sciita, un&#8217;area di territorio che potenzialmente unisce i quattro principali paesi del Medio Oriente dove vivono, con diverse percentuali, popolazioni sciite.<br />
Dalla Rivoluzione Khomienista in avanti, la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran si propone non solo come una nazione &#8220;rivoluzionaria&#8221; guidata dalla legge islamica, ma come la nazione guida di tutti gli sciiti del medio oriente e in una visione ancora più ampia il predominio assoluto su tutto l&#8217;Islam.</p>
<p>Per ottenere il predominio sulla regione gli sciiti, guidati dall&#8217;Iran, necessitano del loro &#8220;spazio vitale&#8221;. Questo spazio vitale è un&#8217;area di territorio che permetta all&#8217;Iran ed ai suoi alleati di essere in costante contatto tra loro senza dover subire, in caso di conflitto, il blocco delle vie d&#8217;acqua che al giorno d&#8217;oggi rappresentano, insieme agli spazi aerei, gli unici collegamenti tra Teheran e Damasco, e tra Teheran ed il feudo libanese dell&#8217;Hezbollah. In caso di conflitto, subito da parte dell&#8217;Hezbollah Libanese, nessun aiuto potrebbe giungere al partito di Dio sciita. I cieli del Libano sarebbero sotto il controllo delle forze aree ostili all&#8217;Hezbollah, ed il canale di Suez è oggi nelle mani di un Egitto ostile ai progetti iraniani.<br />
E&#8217; per questo motivo che oggi il principale obiettivo delle milizie sciite che combattono in Siria è la conquista di una via di terra che possa collegare Damasco a Baghdad. Come potete osservare nella nostra cartina la via migliore, sia dal punto di vista del percorso, sia dal punto di vista dell&#8217;infrastruttura è l&#8217;autostrada 1 che collega Damasco a Baghdad. Tuttavia al confine tra Irak e Siria, un piccolo gruppo di ribelli, appoggiati in maniera estremamente significativa e palese da parte degli americani, tiene saldamente una piccola striscia di terreno, vitale però per impedire il collegamento diretto del quale vi parlavamo. </p>
<p>In questa area caccia americani hanno attacco forze paramilitari sciite che cercavano di prendere possesso dell&#8217;area in oggetto, distruggendo in due successivi attacchi decine di veicoli delle milizie fedeli a Teheran. Sempre nella stessa area arei americani hanno abbattuto due droni Made in Iran, che acquisivano informazioni sulle forze ribelli ed americane presenti.<br />
Vista l&#8217;impossibilità di raggiungere l&#8217;autostrada n.1 dell&#8217;Irak le forze sciite hanno deciso di raggiungere la frontiera seguendo il percorso dell&#8217;oleodotto iracheno-siriano, passando per le stazioni di pompaggio T2 e T3. Lungo questa direttrice potrà essere messo in atto un collegamento tra Iran e Libano, passando per l&#8217;Irak e la Siria, nei pressi della città di Al Qasim. Questo tipo di collegamento, anche se è in grado di permettere la connessione tra i vari alleati sciiti della regione, fa sì che i carichi &#8220;pesanti&#8221; debbano impiegare un tempo decisamente maggiore rispetto all&#8217;autostrada 1, e costringe tutte le spedizioni da e per Damasco a utilizzare un unico &#8220;collo di bottiglia&#8221;.</p>
<p>Il fatto che questo collegamento sia vitale sia per l&#8217;Iran che (soprattutto) per l&#8217;Hezbollah libanese lo sottolinea la dichiarazione del Leader Sciita libanese Hassan Nasrallah. Il N.1 del Partito di Dio ha annunciato che nel caso di una nuova guerra di Israele contro il Libano (Hezbollah ndr), migliaia di combattenti iracheni e iraniani affluiranno verso il Mediterraneo per combattere al fianco del Partito di Dio di Beirut.<br />
&#8230;.e l&#8217;unico modo per far affluire questi combattenti, rinsaldati dalla comune battaglia di questi anni in Siria, sarà una via di terra che unisca Teheran, Baghdad, Damasco e Beirut. Ma oggi, tra il sogno della leadership iraniana e sciita libanese e la realtà, c&#8217;è ancora un contingente americano a guardia della principale arteria viaria oggi esistente tra Siria e Irak&#8230;</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/il-collegamento-beirut-damasco-baghdad-teheran-si-realizza-il-sogno-di-khomeini/">Il Collegamento Beirut – Damasco – Baghdad – Teheran, si realizza il sogno di Khomeini?</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Gli USA abbattono un caccia siriano, la Russia oggi minaccia l&#8217;America</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 13:10:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio un caccia americano F-18 Super Hornet, decollato dalla portaerei americana Bush che incrocia nel mediterraneo orientale, ha abbattuto un caccia siriano Su-22 che stava effettuando operazioni di bombardamento sulla sponda orientale del fiume Eufrate. Gli USA hanno quindi attivato la linea di emergenza con i militari russi avvertendo che il caccia siriano stava [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio un caccia americano F-18 Super Hornet, decollato dalla portaerei americana Bush che incrocia nel mediterraneo orientale, ha abbattuto un caccia siriano Su-22 che stava effettuando operazioni di bombardamento sulla sponda orientale del fiume Eufrate. Gli USA hanno quindi attivato la linea di emergenza con i militari russi avvertendo che il caccia siriano stava minacciando truppe alleate degli Stati Uniti (curdi SDF).<br />
Nonostante la tefonata il caccia siriano avrebbe proseguito l&#8217;azione di bombardamento e l&#8217;F-18 americano avrebbe quindi ricevuto l&#8217;ordine di abbatterlo.<br />
Questo gesto rappresenta una netta escalation nel confronto militare in Siria e segna il primo duello aereo tra America e Siria.<br />
Il pilota siriano è vivo ed è assistito dalle forze governative .<br />
L&#8217;abbattimento di ieri ha però innescato una serie di conseguenza potenzialmente molto gravi. In primo luogo Mosca ha deciso di chiudere il canale di comunicazione di emergenza che collega i vertici militari di Russia e America, interrompendo una via di scambio di informazioni che in caso di incompresione sarebbe stata in grado di evitare uno scontro più ampio.<br />
Ma Mosca è andata oltre e ha avvisato la comunità internazionale (e gli Stati Uniti in particolare), che le forze di difesa aerea russe presenti in Siria &#8220;minacceranno&#8221; ed &#8220;intercetteranno&#8221; qualsiasi &#8220;oggetto volante&#8221; che si presentasse nello spazio aereo siriano &#8220;ad ovest del fiume Eufrate&#8221;.<br />
Nessuna replica al momento dal Pentagono.<br />
Vi terremo costantemente aggiornati su ogni aggiornamento della situazione che sta evolvendo in queste ore.</p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/gli-usa-abbattono-un-caccia-siriano-la-russia-oggi-minaccia-lamerica/">Gli USA abbattono un caccia siriano, la Russia oggi minaccia l’America</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Geopolitica alla Radio: Evoluzione della Guerra in Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2017 20:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica alla Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa puntata della nostra rubrica di Geopolitica alla Radio vi offriamo il nostro resoconto della situazione della Guerra in Siria, con particolare riferimento agli ultimi accadimenti e alle prospettive per l&#8217;evoluzione del conflitto. Buon Ascolto, come sempre vi aspettiamo in diretta ogni martedì sera su www.neverwasradio.it alle ore 22:30 all&#8217;interno della trasmissione Equilibrium Network [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questa puntata della nostra rubrica di Geopolitica alla Radio vi offriamo il nostro resoconto della situazione della Guerra in Siria, con particolare riferimento agli ultimi accadimenti e alle prospettive per l&#8217;evoluzione del conflitto.<br />
Buon Ascolto, come sempre vi aspettiamo in diretta ogni martedì sera su www.neverwasradio.it alle ore 22:30 all&#8217;interno della trasmissione Equilibrium Network </p>
<p><a  class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/user/equilibriumnetwork/siria-evoluzione-della-guerra-rubrica-n-" data-resource="episode_id=11886904" data-theme="light" data-autoplay="true" data-playlist="false" data-cover="https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/images.spreaker.com/original/8f4c838f8fbc0a83de9fd5a8b77e9f47.jpg" data-width="100%" data-height="400px">Ascolta &#8220;Siria: evoluzione della guerra &#8211; Rubrica n.26 di Equilibrium Network con Geopoliticalcenter.com &#8211; Stagione 2 &#8211; 2016/17&#8221; su Spreaker.</a><script async src="https://widget.spreaker.com/widgets.js"></script></p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/geopolitica-alla-radio-evoluzione-della-guerra-in-siria/">Geopolitica alla Radio: Evoluzione della Guerra in Siria</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Lo Strike Americano contro la Siria e la possibile reazione di Mosca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Settore Medio Oriente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 07:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[Strike in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due navi americane operanti nel Mediterraneo Orientale hanno lanciato 59 missili Cruise contro una base aerea siriana nella regione di Homs, la base di Al Shariat, dalla quale gli americani ritengono che sia decollato l’aeromobile accusato di aver condotto l’attacco con gas nervino nella regione di Idlib. L’attacco è avvenuto senza chiari ultimatum nei confronti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due navi americane operanti nel Mediterraneo Orientale hanno lanciato 59 missili Cruise contro una base aerea siriana nella regione di Homs, la base di Al Shariat, dalla quale gli americani ritengono che sia decollato l’aeromobile accusato di aver condotto l’attacco con gas nervino nella regione di Idlib.<br />
L’attacco è avvenuto senza chiari ultimatum nei confronti della Siria, ma avvisando Damasco e Mosca alcune decine di minuti prima del lancio in modo tale da evitare vittime russe e limitare la vittime siriane.<br />
L’attacco americano quindi può essere classificato, non come un tentativo di determinare un cambio di regime in Siria, ma unicamente come un pesante avvertimento nei confronti della Siria, dell’Iran, della Russia e anche della Cina. Ricordiamo infatti che l’attacco è avvenuto durante la visita del presiedente cinese Xi presso il resort di Mar a Lago, buen ritiro del presidente Trump, e dove il magnate americano riceve gli ospiti internazionali nel fine settimana.<br />
Tuttavia l’azione di Trump non resterà priva di conseguenze, troppo palese la violazione di sovranità della Siria, troppo forte il messaggio di supremazia inviato dal pentagono ai colleghi di Mosca.<br />
Come reagirà ora Mosca all’azione americana è la vera domanda che tutti noi dobbiamo porci. Se lo Strike aereo americano avesse colpito massicciamente il dispositivo militare russo in Siria, la risposta di Mosca sarebbe stata immediata, ma senza danni o vittime tra i cittadini russi la questione si presta a molteplici tipologie di rappresaglie, da quella diplomatica per arrivare a quella militare.<br />
Il Cremlino ha dichiarato che l’azione americana rappresenta un atto di aggressione e un’azione illegale; la Russia ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Questa risposta può apparire debole ad una prima impressione. Ricordiamo però che il Diritto Internazionale prevede che in caso di disputa, anche militare, il primo atto formale che un paese deve compiere è interessare il Consiglio di Sicurezza della vicenda. Parallelamente il paese che si ritene offeso o minacciato può intraprendere misure per tutelare i propri interessi includendo misure militari.<br />
Riteniamo che l’attuale situazione politica europea rappresenti il maggior freno alle volontà di rappresaglia dei falchi del Cremlino. Alla vigilia delle elezioni francesi un confronto militare diretto, seppur limitato, tra Russia e Occidente potrebbe essere un colpo mortale alle ambizioni presidenziali di Marine Le Pen, legata a doppio filo alle sorti e alle simpatie dei francesi nei confronti della Russia e del Presidente Putin.<br />
Se la Russia dovesse comunque scegliere di effettuare una rappresaglia nei confronti delle forze militari americani riteniamo che l’opzione più probabile sia rappresentata da un attacco aereo contro una installazione americana presente in terra siriana, previo avviso al pentagono dell’imminente raid aereo.<br />
La seconda opzione che Mosca ha a disposizione è ingaggiare con i missili anti aerei i caccia americani che sorvolano lo spazio aereo siriano.<br />
Monitoriamo la situazione costantemente e vi informeremo puntualmente sull’evoluzione della vicenda.</p>
<p><em>Addendum</em></p>
<p>Mosca ha annunciato la sospensione del protocollo atto ad impedire conflitti aerei nei cieli della Siria e la sospensione della coordinazione nel controllo dello spazio aereo con gli americani </p>
<p><em>Aggiornamento ore 15:52</em></p>
<p>Il preavviso americano alla controparte russa riguardo al raid in Siria è stato di 30 minuti e comunicato attraverso il canale militare atto ad evitare interferenza sui cieli siriani tra le due forze militari. Il canale è stato chiuso da Mosca ha chiuso poche ore fa, nessuna possibilità di usarlo nuovamente in caso di necessità </p><p>The post <a href="https://www.geopoliticalcenter.com/attualita/lo-strike-americano-contro-la-siria-e-la-possibile-reazione-di-mosca/">Lo Strike Americano contro la Siria e la possibile reazione di Mosca</a> first appeared on <a href="https://www.geopoliticalcenter.com">GeopoliticalCenter, Geopolitica, Strategia, Analisi Economiche</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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