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L’Impero del Male

L’Impero del Male

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Ricordate questa citazione di Ronald Reagan?

«In your discussions of the nuclear freeze proposals, I urge you to beware the temptation of pride — the temptation of blithely declaring yourselves above it all and label both sides equally at fault, to ignore the facts of history and the aggressive impulses of an evil empire , to simply call the arms race a giant misunderstanding and thereby remove yourself from the struggle between right and wrong and good and evil.»

Eravamo negli anni 80 e una parte dell’opinione pubblica mondiale spingeva per una normalizzazione dei rapporti tra l’Unione Sovietica e l’Occidente, una normalizzazione che dimenticasse alcune caratteristiche congenite della dittatura comunista, anzi congenite a tutte le dittature sanguinarie e dispotiche.

Oggi cari amici e lettori, ora come allora, un nuovo Impero del Male sorge e tenta di prosperare con l’obiettivo ultimo di controllare il mondo. Questo impero non è più l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ma l’alleanza tra due paesi che, come già scritto, hanno in comune il desiderio di potere, l’odio per la libertà, l’orrore per il libero arbitrio, e il terrore della felicità. Paesi dove si rischia la vita per un orientamento sessuale “sbagliato”, dove si viene incarcerati per una critica velata al tiranno che temporaneamente è al potere, dove l’intera tua famiglia può essere mandata in disgrazia se cerchi di affermare la libertà di pensiero e il desiderio di poter disporre della tua vita, o ancora peggio se hai la pessima idea di rivendicare l’identità del tuo popolo, o il desiderio insano di professare in pace la tua religione.

Oggi acconsentire alla legittimazione, anzi all’equiparazione morale delle democrazie con tali paesi sarebbe l’errore strategico più grave ed irreparabile che la nostra società occidentale potrebbe commettere. Dimenticare le pubbliche impiccagioni, la giustificazione del terrorismo, la repressione selvaggia, le stragi di studenti e delle minoranze in nome ed in cambio di una nave carica di merce scadente o di petrolio (a seconda del paese che prendiamo in considerazione) comporterà inevitabilmente la svendita di tutto quello che ci identifica e ci caratterizza.

Oggi dinanzi al risorgere dell’Impero del Male ogni azione, anche estrema, sarebbe giustificata per impedire il collasso irrimediabile ed irreversibile delle nostre Democrazie, già minate dall’interno attraverso una moltitudine di inconsapevoli burattini di queste dittature sanguinarie, ben diretti da un manipolo di politici prezzolati, economisti interessati, analisti affamati di denaro e potere. Ma cosa intendiamo per azione estrema? Non certo una guerra di conquista o una guerra di aggressione ma linee invalicabili che dovrebbero, anzi debbono, essere esplicitate e conseguentemente difese con ogni mezzo possibile. Non deve essere ad esempio permesso ad una nazione il cui leader chiede, senza pudore e senza vergogna, anzi come fosse un vanto, di sterminare un intero popolo di possedere l’arma atomica. Allo stesso modo non deve essere permesso ad una nazione che cancella impunemente la libertà promessa solennemente ad un territorio che le viene “restituito” da Sua Maestà Britannica, di minacciare politicamente, economicamente, diplomaticamente e militarmente un’isola di 23 milioni di persone. Un’isola che resiste fieramente da 70 anni e che mostra al mondo intero la prosperità unita alla libertà che oltre 1 miliardo di individui del continente non conosce, se non attraverso i filtri nebulosi della propaganda comunista.

Oggi serve prendere una posizione chiara, non di odio ma di fermezza, non di vendetta ma di giustizia, non di egemonia ma di indipendenza, non a favore della guerra ma a difesa della libertà. Noi lo abbiamo fatto, ora tocca a voi fare la vostra scelta.

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