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Israele-Iran: atto di guerra

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Sì, abbiamo registrato uno, anzi due atti di guerra tra Iran ed Israele e no, non parliamo dell’attacco alla base T4, perlomeno non ne parleremo all’inizio di questo post, perché l’atto di guerra, il primo atto di guerra non è l’attacco delle forze aeree israeliane alle postazioni delle Guardie della Rivoluzione iraniana in Siria, bensì va ricercato alcune settimane prima in un altro episodio da molti sottovalutato.
Il 9 febbraio scorso un drone iraniano, copia di un RQ-170 americano, partito da una base aerea nel governatorato di Homs (Tyias) si è infiltrato nella spazio israeliano. Un elicottero da attacco di Gerusalemme lo ha intercettato ed abbattuto. Poche ora dopo otto aerei di Israele sono decollati per eliminare il centro di comando e controllo del drone, gestito dagli iraniani. Il centro di comando e controllo fu parzialmente distrutto, ma un F-16 Sufa israeliano fu abbattuto da un sistema di difesa aerea gestito con tutta probabilità da personale iraniano o di Hezbollah.
Pochi giorni dopo alla conferenza sulla sicurezza di Monaco il Primo Ministro israeliano Netanyahu mostrò al ministro degli esteri iraniano Zarif un pezzo di quel drone, domandando se lo riconoscesse.
Quello che Netanyahu non ha detto, ma che fonti israeliane hanno comunicato solo pochi giorni fa, è che quel drone era armato e pronto a colpire dentro Israele.
Gerusalemme ha considerato questo tentativo un atto di guerra e ha replicato il giorno nove aprile con uno strike contro la base aerea siriana, ma gestita dagli iraniani, denominata T4. Nessun caccia israeliano è stato danneggiato o colpito mentre i missili da crociera con la stella di Davide hanno colpito chirurgicamente gli alloggi del personale iraniano e alcuni non specificati siti di interesse. I morti tra iraniani e libanesi sarebbero stati sette. I russi non furono avvisati, evidenziando la vulnerabilità delle installazioni temporanee iraniane in Siria e riducendo l’aura di invincibilità dei Pasdaran.
Il problema è che sabato notte un’altra base, fondamentale per gli iraniani su terra siriana, è stata gravemente danneggiata dalla deflagrazione di un deposito di munizioni. La base è localizzata ad Azan, 15 chilometri a sud di Aleppo. Esiste la possibilità che anche in questo caso si possa essere trattato di un attacco delle forze armate israeliane. Sebbene sabato notte i media di Hezbollah si siano affrettati a parlare di una esplosione accidentale, questa sera le stesse fonti annunciano una rappresaglia iraniana contro Israele per l’attacco alla base T4 del 9 aprile scorso.
E’ indubbio che abbiamo assistito a due o più atti guerra che hanno visto protagonisti direttamente Israele e Iran.
Israele sta sistematicamente attaccando le basi iraniane in tutta la Siria, creando danni sul piano militare, ma ancora più incrinando quell’aura di invincibilità e di onnipotenza che è stata in grado di coagulare attorno a Teheran, soprattutto dopo l’accordo nucleare e lo shift del Qatar, milizie gruppi etnici ed anche governanti non sciiti.
E’ per questo motivo che prendiamo molto sul serio le minacce iraniane di ritorsione contro Israele; non tanto per i minimi danni militari, ma per gli enormi danni di immagine che l’immobilismo iraniano sta provocando in tutto lo spettro degli alleati di Teheran.

Addendum

L’Iran sta anche prendendo consapevolezza che Mosca ha interessi e obiettivi divergenti da quelli di Teheran e che difficilmente le forze armate russe rischieranno un conflitto con Israele o con gli Stati Uniti per difendere le posizioni iraniane…

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