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Poroshenko: siamo pronti alla “Guerra Totale”

Poroshenko: siamo pronti alla “Guerra Totale”

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Risuonano parole che nessuno di noi avrebbe più voluto sentire nel cuore dell’Europa. Il presidente ucraino Poroshenko ha dichiarato che la sua nazione è pronta ad una “Guerra Totale” con la Russia per il controllo delle regioni orientali del paese.
Le dichiarazioni del presidente ucraino giungono nel mezzo di una giornata caratterizzata da un ulteriore peggioramento della situazione in Ucraina Orientale dove ormai i combattimenti si sono estesi a tutta la linea di contatto tra indipendentisti e governativi. Una giornata nella quale la Germania ha ribadito che non intende chiedere il permesso a nessuno per organizzare i suoi commerci con l’Ucraina e dove il ministro degli esteri polacco ha dichiarato che dobbiamo prepararci per uno “scenario nero” in Ucraina.
Le parole “Guerra Totale” risuonarono in Europa per la prima volta a Berlino nel 1942, quando Goebbels parlò appunto di “Total Krieg” dopo i bombardamenti a tappeto sulle città tedesche, parole per l’appunto che non avremmo mai più voluto sentire.
In un suo tweet il presidente Poroshenko ha poi affermato : “siamo pronti ad uno scenario di Guerra Totale. Ma noi non volgiamo la guerra, volgiamo la pace e combattiamo per i valori dell’Europa. La Russia non rispetta nessuno degli accordi”.
Speriamo che il buon senso e il ricordo dei danni che la guerra porta con se facciano ragionare tutte le parti in causa, anche se l nostro ottimismo si sta esaurendo.

Comment(49)

  1. Avete concluso l’articolo con un doverosa puntualizzazioni ovvero “tutte le parti in causa”. Ma purtoppo basta una sola delle parti in causa che non rispetta gli accordi che determina una scelta forzata dalle altre parti. E’ questo il pericolo maggiore che stiamo correndo in queste ore. Purtoppo ormai si parla di ore visto anche l’immediato e sostanzioso riffornimento di carburante ai russi e filorussi presenti nel Donbass e il dispiegamento recente degli Iskander in Crimea.
    In questo momento tali territori sono diventati una enorme polveriera e basta un cerino per far saltare tutto. Bastava, almeno per continuare a dialogare, che non affluissero ulteriori armi e che venissero attuati gli accordi di Minsk. Non avrebbero risolto il problema, ma almeno si sarebbe potuto continuare a trattare.

  2. Si tratta, ovviamente, di sciocchezze, nel senso più autentico del termine, di cosa futile, senza alcuna importanza.
    Le dichiarazioni roboanti dei leader, come anche i sottointesi, le allusioni, e persino le presunte gaffe, hanno il solo scopo di garantire una copertura mediatica ovvero la distrazione della stessa, come sa o dovrebbe sapere chiunque abbia mai visto un dietro le quinte della comunicazione politica, fosse anche solo per un l’elezione d’un consiglio comunale.
    I veri giochi si fanno a porte chiuse, laddove neppure gli storici del futuro ficcheranno mai il naso.
    Nello specifico, credo che Poroshenko abbia, semplicemente, l’intenzione di lanciare un messaggio inequivocabile, ovvero che il nemico dell’Ucraina è ed è solo la Russia, non i presunti “miliziani separatisti”; i quali, per l’appunto, sino a qualche mese fa, in virtù dell’inanità internazionale, venivano definiti “terroristi”, al fine di non accusare apertamente la Russia di muovere guerra fintantoché la leadership ucraina non fosse stata certa di avere dalla sua l’occidente.
    D’altronde, allo stato attuale, solo gli imbecilli possono credere alla barzelletta moscovita dei nazisti finanziati dagli Stati Uniti, così come solo gli ingenui possono pensare che i cinque fondi trust aperti dalla NATO per finanziare il governo ucraino non servano a fornire armamenti all’Ucraina in condizioni di relativa “invisibilità” finanziaria.
    Poroshenko ha solo indicato smesso di far finta di credere al bluff moscovita per ragioni diplomatiche: la Russia ha invaso l’Ucraina, punto, sta solo ribadendo il concetto che tutti dovrebbero già aver appreso.

    1. La Russia non ha invaso nessuno, quando deciderà di farlo le marionette golpiste di Washington che si agitano a Kiev dureranno il tempo di uno sputo.

      1. A Salvo e Matteo vorrei consigliargli un tour turistico e di vacanza in una ridente località turistica attualmente molto rinomata. Le bianche spiagge dei territori occupati della Crimea nonchè di quelli dell’Abkhazia, dell’Ossetia del Sud, della Transinistria. Se poi i posti sono di vostro gradimento, sarebbe anche utile che vi restasse visto che vi piace tanto il modo di operare della Russia. Almeno così potrete dimostrare di essere coerenti con il vostro pensiero. Altrimenti siete solo “chiacchiere e distintivo”

        1. Parliamo dei confini della Russia dove lo Zio Sam si prepara ad un attacco mortale, forse un first strike nucleare.
          Putin finora non ha invaso nessuno, all’opposto delle “democrazie mature” che hanno macellato milioni di innocenti nel Medioriente con pretesti e bugie.
          Lavora per il progresso socio-economico del suo paese e per la riforma democratica della governance mondiale.
          Senza per questo idealizzare più di tanto la Russia, per onestà intellettuale devo concordare con Paul Craig Roberts quando dice che Putin è il leader morale del mondo.

          1. Sorvolando sul fatto che la Russia ha all’attivo un numero di invasioni non inferiore agli Stati Uniti e ha usato il medesimo pungo (chiuso) di ferro con le malcapitate nazioni che gli si sono opposte,
            La Russia di Putin è tutto tranne che una risposta all'(inesistente) monopolarismo mondiale statunitense.
            Il quale, se mai fosse esistito, è durato lo spazio dei pochi anni che separavano il crollo dell’Unione Sovietica dall’ingresso della Cina nel WTO, perlomeno dal punto di vista puramente economico.
            L’affermazione che Putin lavori per il “progresso socio-economico” del proprio paese è un’ingenua enormità. Se volessimo proprio darne una lettura socialista, l’attuale Russia di Putin, fondata sul potere d’un enorme e famelica oligarchia industriale e finanziaria, sostenuta da forze della pregressa nomenklatura come i siloviki e foraggiata prevalentemente dalla grande borghesia imprenditoriale straniera, è l’espressione compiuta della reazione più retriva e ferocemente capitalistica che potesse sorgere sulle ceneri del “capitalismo di stato” sovietico.
            A meno che, non si possa davvero credere che Putin e il suo entourage di corruttissimi lobbisti sia là per ripristinare il socialismo reale…

          2. Si certo come no la Russia non ha mai invaso nessuno. Vallo a dire ai Ceceni, ai Georgiani, ai Tatari, agli Ucraini ed ai Moldavi.
            Mi trovi d’accordo sulle “democrazie mature” anche se le storie che conosciamo non sono quelle vere. La bugia era che Saddam avesse armi di distruzioni di massima, e la verità? Non si muovono eserciti e trilioni di dollari per andare a fare la guerra ad una bugia.

        2. … un piccolo particolare, nel 1954 Krushov (ucraino) decise di “regalare” la Crimea alla sua ucraina, non chiedendo il parere a nessuno. Perchè gli yankee e raltivi leccapiedi non si sono preoccupati “allora” della democrazia ? La crimea è tornata a casa,come era giusto. come era giusto che il kosovo diventasse autonomo. come sarebbe persino giusto che il sudtyrol vero nome di quello che noi chiamiamo “altoadige” tornasse all’Austria. Il Donbass alla Russia,sua antica madre. Autodeterminazione dei popoli ovunque !

  3. Io credo che dovremmo isolare la Russia. Altro che sanzioni.

    Il suo popolo deve rendersi conto che non possiamo accettare il ritorno del medio evo voluto dalla loro classe dirigente.

    Per me la guerra in europa non è accettabile.
    E’ come cancellare anni di storia.
    Mosca deve capirlo.Il suo modo di fare non paga e non pagherà.

    Alessandro.

  4. ciao salvo concordo pienamente con te. poroshenko è un fascista messo li dagli occidentali , w la russia . w il donbass , w abkhazia , ossezia del sud , transnistria , nagorno-karabakh che gli imperialisti-sionisti occidentali si rifiutano di riconoscere

  5. Interessante.
    Al di là delle tonnellate di gigabyte di foto e filmati che, ovviamente, si possono semplicemente etichettare come falsi…
    Dunque, da oltre sei mesi i “separatisti” combatterebbero e terrebbero testa all’esercito ed all’apparato da cui loro stessi sono stati malamente addestrati, con le medesime armi lasciate sul terreno dall’esercito ucraino a Marzo, nonostante la superiorità tecnologica e numerica dell’esercito di Kiev, data anche solo dalla presenza dell’aviazione, di battaglioni paramilitari feroci e addestrati, e di carne da macello sempre fresca.
    Il tutto senza alcun rifornimento né aiuto esterno, reclutando “patrioti” sul posto privi del benché minimo addestramento militare che nel giro di poche settimane diventerebbero veterani capaci di affrontare un assedio e di tendere imboscate a plotoni armati di tutto punto (ora ancora di più, grazie ai trust fund della NATO).
    Inoltre, finanziandosi da soli, pur senza avere nessun apparato industriale né denaro utile, essendo Donetsk e Luhansk in macerie e la grivnia più svalutata del rublo, con una sola frontiera, guardacaso quella con la Russa, a cui eventualmente rivolgersi, e dalla quale l’OCSE ha più volte denunciato il transito esplicito di convogli militari dentro e fuori i confini ucraini.

    Inutile dire come in Ucraina non ci sia stato alcun golpe, neppure a livello politico, per quanto il chiacchericcio del Putin’s fan club si ostini a sostenere il contrario vivendo nella realtà di RT.
    Yanukovich è fuggito ed stato sfiduciato a norma di legge dalla stragrande maggioranza della Rada, compresi i suoi deputati.
    Dunque, Washington sarebbe riuscita nell’impresa che gli è sfuggita da decenni in sudamerica, ove hanno dovuto scendere a patti con i militari per ottenere un vero golpe: quella di ottenere una sollevazione popolare di milioni di persone e comprarsi un’intero apparato politico, persino quello finanziato espressamente dalla controparte oligarchica russofona come il partito delle regioni…

    PS Fatevene una ragione: Washington è arrivata dopo, sono proprio i tre quarti degli ucraini che di stare nuovamente sotto il tacco della madre Russia nell’Unione Euroasiatica non ne vogliono sapere, ma voialtri potete tranquillamente prenderne il posto andando a vivere sotto la nuova oligarchia putiniana, se ciò vi aggrada. Magari, domandandovi prima perché nessun popolo che abbia assaggiato il corrotto e decadente occidente, con tutti i suoi difetti e limiti, voglia tornare più entro quell’orbita di influenza.

          1. Mostrami l’evidenza, avanti.
            Ho scritto tre messaggi in merito alla mia visione di cosa abbia provocato Maidan, contesta quelli: è facile fare le solite battutine su cosa uno veda o legga, un po’ meno argomentare.

          2. Ti ho replicato a quel modo perchè basta che leggi i miei scritti ai vari articoli su Geopolitical Center per vedere che gli argomenti ci sono.

    1. Una rivolta preparata da tempo dalle ONG al soldo di George Soros e sul terreno dai fascisti amici di McCain.
      Come in Siria, in Libia o a Kobane la premiata compagnia teatrale americana ha messo in scena il suo spettacolo ad uso e consumo dei media mainstream corrotti come CNN, Fox News, Al Jazeera, e cosi via, mentre la CIA e l’MI5 organizzavano il lavoro sporco.
      Ovunque la geopolitica imperiale lo richiede, il circo delle rivoluzioni colorate o delle primavere viene messo in piedi, disperati da istigare alla rivolta se ne trovano a iosa in questi tempi di crisi.
      Tenendo sempre ben presente che qui si mira non più a Grenada e Panama ma è caccia grossa a Russia e Cina.

      1. (scrivo solo quest’ultimo messaggio, perché le ipotesi complottiste non rientrano nella mia metodologia)

        Dunque, gli Stati Uniti sono talmente potenti da sobillare, fare e disfare qualunque accadimento nel mondo?

        L’ipotesi assai meno affascinante che, semplicemente, talvolta le contraddizioni insite in un determinato paese esplodono da sole – e gli attori internazionali arrivino dopo – non è minimamente considerata? Per quale motivo la primavera araba dovrebbe essere frutto d’un complotto, mentre il bienno rosso, il ’48 o la rivoluzione cubana furono autentiche sollevazioni popolari? Come si distinguerebbe una vera sollevazione popolare da un golpe sobillato da potenze straniere?

        Una grande percentuale di ucraini ha assaggiato l’occidente negli ultimi vent’anni.
        Gli è piaciuto, e non era difficile immaginare che gli facesse gola, visti anche solo gli indici economici che separano il nostro evanescente benesssere dal loro autentico malessere; dopo le (politicamente, economicamente e strategicamente irrisorie) repubbliche baltiche, l’Ucraina è il più grande pezzo dell’ex URSS a rompere gli ultimi legami con la madre Russia.
        Ovviamente, l’ideologia occidentale, in tutti i suoi aspetti, giusta o sbagliata che sia, è stata inoculata in Ucraina anche e soprattutto grazie alla contaminazione culturale, allo stesso modo in cui l’Unione Sovietica tentava di stringere a sé i paesi satelliti per tramite della propaganda socialista.
        Ciò che ha scatenato la rivolta non è certo stato McCain o Soros, questo è puro complottismo; semplicemente, la colpa è da ascriversi alla miopia di Yanukovich, di cui gli ucraini tolleravano il sistema ENORMEMENTE corrotto – oltre i limiti immaginabili persino da noi italiani, notoriamente avvezzi al malcostume – per via della promessa di quest’ultimo di traghettare l’Ucraina entro quell’alveo occidentale che badanti e studenti sognavano sin dalla caduta della cortina.
        Anziché preparare il terreno, aspettando che il paese digerisse il boccone amaro del tornare sotto il tacco moscovita per tramite dell’Unione Euroasiatica, l’ingordo Yanukovich ha tradito l’ultimo legame che lo legava al già traballante paese, fregandosene in maniera del tutto miope dei reali umori del suo paese. Il resto, è assai più semplice di quanto l’ipotesi complottista possa dare ad intendere: Putin ha ignorato le regole del bon ton internazionale (quelle che consentono agli Stati Uniti di dichiarare guerra ad un paese, tentare di instaurarne un governo amico e pagarne le conseguenze in caso di fallimento), tentando di strappare all’Ucraina più territorio possibile per questioni meramente strategiche, considerando come, in mancanza del supporto popolare, l’unico modo per mantenere il controllo d’un territorio è con una guerra aperta… e una guerra aperta contro l’Ucraina avrebbe provocato la completa caduta di Putin; meglio la “guerra ibrida”, già speriementata per l’occupazione dell’Ossezia e dell’Abcasia che, per certi versi, potremmo persino considerare vittoriosa, visto che né la Crimea né le regioni orientali torneranno mai sotto il controllo di Kiev.
        Salvo, se vuoi veramente comprendere da dove nasce Maidan, leggi qualcosa sulla storia dell’Ucraina post-Urss: un’enorme nazione di 45 milioni di abitanti divisa in feudi economici pseudo-medievali da potenti clan oligarchici mafiosi, cleptocrati e “militarizzati”, il terzo paese più corrotto al mondo secondo E&Y dopo Colombia e Brasile.

    2. .. nenchè minimo addestramento militare ? lì c’è ancora la leva obbligatoria, e si impara davvero ad usare le armi e i sistemi di arma. Anche 15 anni dopo il congedo, basta avere un nucleo di ex ufficiali che ti inquadra e puoi combattere. e devi essere motivato, e le difficoltà iniziali non ti fermeranno. Se i russi la pensassero come te, o se la avesse pensato come te chi è andato in montagna,in Italia, dopo il 1943,non ci sarebbe stata lotta partigiana. Ah, piccola nota personale, in Italia c’era sempre stato un esercito di leva per evitare una deriva fascista in quanto la consapevolezza di avere una massa di milioni di persone che sapevano usare bene o male le armi er aun freno per il potere. Per questo ora c’è solo l’esercito professonista..

      1. Paolo, senza offesa, è una domanda sincera: ma tu l’hai fatto il servizio di leva? La “naja” come la chiamavamo noialtri?
        Un anno di addestramento militare è sufficiente a creare carne da cannone.
        Per maneggiare senza ammazzarsi da soli, ad esempio, un BM, il “grad”, per intenderci, il pezzo più pregiato dell’artiglieria russa, occorre un coordinamento di almeno tre uomini, tra posizionamento, carica, calcolo della traiettoria, ricarica e successiva movimentazione.
        Non sono cose che ti insegnano durante la leva, ci vogliono militari professionisti e settimane, se non mesi, di addestramento prima di poter anche solo pensare di usarle efficacemente in un teatro di guerra, con tutte le variabili del caso. Figurati armamenti più complessi, o la conduzione d’un carro armato.
        Persino durante la leva obbligatoria italiana, alla conduzione dell’artiglieria venivano addestrati soltanto coloro che mettevano la famosa “firma”, ovvero, che accettavano i tre anni di coscrizione volontaria.
        Magari la sai più lunga di me in scienze strategiche, ma pensare che basti la leva obbligatoria per imparare a fare la guerra è davvero una posizione ottimistica.

        Questa dell’usare l’esercito di leva come freno ad un nuovo dilagare della dittatura mi giunge nuova. Io ho sempre letto che, al contrario, una delle più grandi preoccupazioni della Democrazia Cristina fosse tenere sotto controllo i militari, considerando come tutti i tentativi di rovesciamento dell’ordine costituito, dal Golpe Borghese alla strategia della tensione, passassero attraverso la connivenza o il coinvolgimento di apparati militari deviati, quelli a cui i soldati giurano fedeltà. M’informerò meglio.

        PS I partigiani, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno contribuito in maniera significativa a rovesciare le sorti dell’occupazione nazista. Che dobbiamo a loro, fossero monarchici, comunisti o cattolici, la nostra costituzione e la nostra seppur impefetta democrazia è indubbio, ma dal punto di vista militare coloro che hanno fatto la differenza in Italia contro i nazifascisti, piaccia o meno, furono le truppe alleate.

  6. Poroshenko si contraddice subito. E’ pronto alla guerra totale ma vuole la pace. Parole che vanno d’accordo tra loro sicuramente.

    I leader occidentali, nel loro essere politicamente corretti, sono pronti a condannare le parole di Putin in qualunque contesto e qualunque momento ma accettano che un leader politico tuoni parole di guerra come quelle di Poroshenko?
    Ecco il problema: la visione a doppi standard.

    Le parole del presidente ucraino potrebbero far ridere se non fosse che il discorso ha continuato (da quanto riportato dai media italiani sussidiati) dicendo che ha l’appoggio del mondo.

    Ecco, questa ultima cosa mi preoccuperebbe. Voi accettereste una guerra per l’Ucraina? Voi accettereste di fare una guerra per volontà non nostre ma dipendenti dall’imperialismo americano?
    Ah già, poi c’è chi crede che i russi siano i cattivi e gli yankee i salvatori del pianeta ma anche costoro sarebbero disposti di impegolarsi in un conflitto per un Paese come l’Ucraina?

    1. Mi spiace ma Mosca ha invaso con uomini e mezzi la libera Ucraina. Peggio che mai ci prende in giro dicendo che sono sciocchezze.

      Io penso male ma in giro non mi faccio prendere.

      Sul fatto che a te non piace che un popolo preferisca l’occidente a Mosca …… mi spiace ma e’ cosi’.

      Guarda che Mosca ci sta’ portando verso un futuro buio.
      Apri gli occhi 😉

      Alessanro.

    2. Questo, invece, dell’accettare o meno la guerra per l’Ucraina, è un buon argomento.
      Tralasciando la storiella del golpe orchestrato dalla CIA, il nodo fondamentale della vicenda è l’interesse o meno del portare completamente l’Ucraina entro l’orbita occidentale che, semplicemente, non credo ci sia.
      L’Ucraina può servire agli anglosassoni a isolare la Russia, a rompere la partnership che con essa ha buona parte dell’Europa, a spingere Putin nelle accoglienti (ma assai ingorde e pazienti) braccia della Cina ma, di sicuro, nessuno ha il benché minimo interesse nel trascinarla nel blocco occidentale, per tramite dell’Unione Europea o della NATO. La mia ipotesi è che l’Ucraina si spezzerà, per tre quarti in Europa come stato di prossimità, e un quarto come ennesima repubblica fantoccio sostenuta da Mosca per soli scopi geostrategici, al pari della Trasnistria, dell’Abcasia, dell’Ossezia e del Nagorno Karabakh. Gli unici che ci perderanno saranno gli abitanti della futura Novorossia, pariah internazionali che dipenderanno per il loro mantenimento dall’eventuale magnaminità del Cremlino.

    3. Il discorso di Poroshennko non è soggetto a due pesi e due misure visto che il paese che lui rappresenta è stato attaccato da una nazione straniera in modo aperto. Parte del territorio ucraino è occupato illegalmente dalla Russia sia tramite soldati regolari che irregolari i quali continuano a ricevere costantemente rifornimenti militari di tutte le specie. Allora la domanda la pongo anch’io. Se oggi non accettiamo di aiutare l’Ucraina contro la prepotenza Russia, domani qualunque altro Stato si sentirebbe legittimato dalla propria forza militare ad invadere e soggiogare uno stato vicino, per cui domani a chi toccherebbe? E non c’entra nulla il concetto di yankee buoni e russi cattivi perchè quello a qui stiamo assistendo è un tipo di politica che andava bene nei primi del novecento. Se uno Stato non rispetta i confini del proprio vicino e i trattati firmati allora non si merita di ricevere il rispetto degli altri stati mondiali. Ecco la fine che sta facendo la Russia putiniana, ha perso il rispetto di molti stati del mondo

      1. Io sono disposto a giocare le mie risorse, la mia vita ed il mio status attuale solo per difendere me stesso, la mia famiglia e se lo meritasse la mia patria.

        Entrare in guerra per gli altri? L’ho sempre reputato una cagata colossale.
        Poi per me le ragioni sono da tutt’altra parte che nella visione Europea o USA della strategia globale.

        La Russia ha occupato e bla bla bla. Se non si agisce allora autorizziamo tutti ad invadere tutti e bla bla bla.

        Si dimentica sempre il fattore determinante: se non c’era l’intenzione di espandere la NATO anche prendendo l’Ucraina sicuramente non succedeva nulla di tutto questo.

        Quindi a vostro parere Putin avrebbe dovuto non muovere un dito e lasciare le gli americani spostassero la loro flotta a Sebastopoli? Un Paese sovrano doveva rimanere inerme per farsi vedere “bello e buono”?
        I Russi sono riusciti a prendere la Crimea senza sparare un colpo. I Russi sicuramente foraggiano di aiuti i separatisti.
        Ma perchè si deve fingere di non vedere Mc Cain fomentare piazza Maidan?
        Perchè si deve fingere di non vedere i contractors occidentali combattere con l’esercito di Kiev?
        Perchè si deve fingere di non vedere l’ISIS addestrato e armato da UE, Arabi Sauditi ed USA?
        Perchè non vogliamo vedere che l’allargamento della NATO ha solo scopi di dominio?

        Chi non vede queste cose vada a combattere per l’Ucraina già da domani. Io per loro, una futura guerra, non la faccio.
        E non è questione di “combattere” ma è questione di pagare con tasse e problemi finanziari anche solo questa fottuta guerra economica tra il nostro mondo e l’Asia. E tutto questo perchè un aquila ferita non vuole accettare un mondo multipolare?
        E l’Europa stessa cieca e stupida che non sembra capire che un mondo unipolare significa anche un mondo senza Europa.

        1. Perché McCain, contractors e tutti gli altri sono arrivati DOPO Maidan.

          Perché la NATO non aveva la benché minima intenzione di coinvolgere né l’Ucraina, né tanto meno la Georgia, visto che l’art 5 dell’Alleanza Atlantica è del tutto fumoso, non essendo mai entrato in funzione e, dunque, nessuno può, allo stato attuale delle cose, assicurarne il risetto.

          Perché nessuno nel mondo, ha mosso un dito per la Cecenia, dando per scontato che la Russia avesse il diritto di schiacchiare ferocemente le forze centrifughe interne, al “lavoro” sin dal crollo dell’Unione Sovietica, sorte e mai sopite per via dell’impossibilità di eliminare defintivamente il cosmopolitismo e l’identità nazionale delle singole repubbliche nel nome della creazione dell’uomo socialista, com’era nelle intenzioni di Stalin.

          Perché la NATO, dopo aver ventilato l’ipotesi di estendere l’alleanza a Georgia e Ucraina nel 2008, anni in cui il parternariato internazionale tra Bush e Putin era ancora solidissimo affinché sostenesse i rispettivi imperialismi, ha accettato senza fiatare che il Cremlino si prendesse due pezzi di Georgia e ne facesse stati cuscinetto fantoccio, usando la scusa dell’instabilità politica delle regioni per fare marcia indietro sull’alleanza.

      2. Pensi veramente che le cose stiano così?
        Sei un ingenuo.
        L’occidente se ne fotte del diritto, lo glorifica solo quando gli procura un guadagno. Come il “free trade” se permette alle multinazionali di fare profitti sulla pelle dei lavoratori di altri paesi.
        Questa è la terza guerra mondiale purtroppo.
        Non ci sono buoni o cattivi, ci sono imperi vecchi come quello britannico riciclatosi in quello yankee che sono in procinto di crepare per bancarotta e forze emergenti che cercano di tutelare i loro interessi e che facendolo aprono però una strada di crescita per tutti.
        Noi persone comuni possiamo solo sperare che si crei un equilibrio di forze.

      3. E neghiamo anche tutte le guerre imperialistiche americane?

        Non si tratta nemmeno di dire “allora se ti sta’ simpatico Putin vai in Russia”.
        Ovvio che io da occidentale sto’ bene in occidente in quanto cresciuto ed abituato al tenore e stile di vita occidentale e Cristiano.

        Però proprio perchè ci reputiamo migliori non accetto che si sia falsi ed ipocriti. Non accetto che ci si proclami “esportatori di democrazia” quando poi con le nostre guerre abbiamo solo portato morte e caos.

        Ah già, però siamo bravi perchè pensiamo agli alberelli, ai gay ed agli immigrati.

      4. Perdonami, ma mi pare che questa considerazione sia un tantino tardiva. Andava fatta già tanti anni fa, ai tempi del Kosovo o dell’Iraq, aggredito con falso pretesto per fini meramente economici e strategici. La cosa ridicola delle posizioni aperte dal recente conflitto fra Russia e Ucraina, e presto occupate da esagitati di tutti i tipi, è il fondamentalismo col quale ci si schiera da una parte o dall’altra. Propendendo per uno schieramento si finisce sempre col lustrare la reputazione dell’altro. La verità è molto più semplice: il mondo è governato da una poltiglia putrescente che ha fallito e continuerà a fallire. Ce ne accorgeremo presto anche noi. Se per attaccare Putin si deve sostenere Obama e viceversa, siamo davvero messi molto male.

  7. Alfredo,
    hai buone argomentazioni ma intanto non le condivido. Quello che per te significa autodeterminazione dell’Ucraina per me, invece, è l’influenza occidentale sui fatti di Maidan.
    McCain è arrivato dopo?
    La telefonata con la Nuland è venuta dopo?

    Ognuno la pensi come gli pare ma io sono dell’opinione che te reputi complottista.
    Le primavere arabe non sono venute per caso e la prova lo sono l’ISIS, la Libia e cosa è successo in Egitto.
    L’Iraq è anch esso una buone scuola. E l’avvicinamento premeditato della NATO ai confini russi non mi può essere venduto come “innocente” nemmeno da Riccardo Corredi.

    1. Apprezzo sinceramente il tentativo di dialogo, al di là delle solite battute atte solo a minimizzare gli interlocutori. Scrivo, però, solo quest’ultimo messaggio, perché il forum di questo sito è ingestibile. Se mai lo vorrai, continuiamo il dibattito in altro loco, altrimenti grazie per l’attenzione prestatami e alla prossima.

      C’è un aspetto, che non si considera mai adeguatamente: la politica internazionale si fa ben al di là delle telefonate della Nuland. La quale, probabilmente, avrà mandato a farsi fottere l’Europa decine di altre volte in decine di altre telefonate più o meno rilevanti, o avrà ordito trame assai più oscure in incontri segretissimi di cui non avremo mai nessuna testimonianza, esattamente come ancora si dibatte su cosa effettivamente si siano mai detti Molotov e Ribbentrop o su quali furono le reali intenzioni di Hitler durante la conferenza di Wannsee. Posto questo, è perfettamente inutile, se non deleterio per ogni tentativo di interpretazione, utilizzare una metodica induttiva e partire da un dettaglio irrisorio quale una telefonata per tentare di comprendere i restroscena mondiali.

      La mia opinione delle primavere arabe è che non siano “un caso”, ma il risultato di:

      a) problematiche etniche, sociali e religiose insite da decenni, sin da quando le potenze coloniali si spartirono le risorse dell’Africa subsahariana tracciando i confini a una cena di gala, passando sopra coloro che quei luoghi li abitavano.

      b) l’acuirsi di una crisi economica globale di cui non si vede tutt’ora l’uscita.

      c) La fallimentare operazione militare degli Stai Uniti in Iraq, quella che è considerata all’unanimità il più grande fallimento strategico a stelle e strisce dai tempi del Vietnam. D’altra parte, guardiamo in faccia la realtà: Washington è tutt’altro che onnipotentente; dalla fine della guerra di Corea non sono mai riusciti in nessuna delle operazioni militari che si erano preposti di portare a termine unilateralmente, né in Vietnam, né a Panama, né in Iraq e figuarsi in Afghanistan. Von Calusewitz sosteneva l’impossibilità di governare un territorio occupato senza il supporto popolare, viene da domandarsi come sia possibile che lo Stato Maggiore statunitense abbia potuto compiere i medesimi errori per oltre quarant’anni.

      d) L’evoluzione culturale delle popolazioni locali: stiamo parlando di paesi pieni di giovanissimi (e le rivolte le fanno i ragazzi, non certo i cinquantenni), molto spesso colti e avezzi a conoscere l’occidente. La scintilla che ha provocato il domino nacque in Tunisia, non certo in Egitto, e fu accesa dalle angherie a cui la polizia sottoponeva i disoccupati che lavoravano a cottimo in condizioni sempre più miserabili, per via della crisi economica di cui sopra.

      Ovviamente, l’Occidente avrà avuto le sue ragioni, avrà fatto i suoi calcoli, e avrà sostenuto una parte o l’altra in funzione dei propri interessi.

      La mia ipotesi, assolutamente azzardata, non sostenuta da alcunché tranne che dai miei studi universitari, è che le rivoluzioni arabe abbiano rivelato come l’idea di sostenere un islam riformista e moderato in funzione pro-occidentale e anti-iraniano, sul modello turco o giordano, fosse assolutamente aleatoria e inapplicabile. Tant’è vero che l’Egitto è tutt’ora in preda al caos, perché i tentennamenti occidentali (e non il disegno strategico) hanno portato all’esautorazione di Mubarak senza che vi fosse un’alernativa valida, capace di catalizzare e riunificare il paese, né tra i militari, né tra i Fratelli Musulmani e né – e figurati – tra i giovani rivoluzionari.

      L’ISIS, a mio giudizio, nasce dal medesimo tentennamento. Nel dubbio del blocco occidentale tra il perdere la faccia, riconoscendo a Bashar Al Assad il medesimo diritto di schiacciare la rivolta nel sangue che già fu tributato a Putin riguardo alla Cecenia, e dopo aver contribuito militarmente alla caduta di Gheddafi, le potenze euroatlantiche hanno preferito lasciar correre, non parteggiando apertamente per i ribelli e lasciando spazio alla compattazione delle forze estremiste che si agitano da Tripoli a Damasco.
      Onestamente… a cosa servirebbe l’ISIS agli Stati Uniti? Ad avere la scusa per rimettere piedi in Iraq, dopo che Obama ha basato tutta la sua politica nel rinnegare quanto fatto dai suoi predecessori? Non ne avrebbero avuto bisogno, visto che, al contrario, è stato proprio il tentativo di Obama di disempegnare gli Stati Uniti dal pantano in cui la dinastia Bush li ha cacciati, il suo “wishful thinking” che bastasse finanziare le forze politiche amiche e moderate, per quanto, ovviamente, corrotte e corrutibili, in Afghanistan come in Iraq per tornare presto al “business as usual” con l’OPEC.

      È banale, è ridicolo, non fa piacere pensarlo, ma anche le superpotenze “sbagliano”. Solo che l’errore di un assessore lo paga una cittadinanza per anni, quello d’una superpotenza interi continenti, a diversi livelli, per decenni a venire.

      PS Chi è Riccardo Corredi?

  8. Se tutto andrà per il meglio, la Crimea e la Novorossja aderiranno alla Federazione Russa. Kiev e dintorni verranno raggiunti dagli investimenti tedeschi che là installeranno fabbriche pagando gli operai come in Serbia, 300 Euro al mese. Qui in Italia saremo sommersi da prodotti ucraini con prezzi cinesi e da centinaia di migliaia di disperati che si arrabatteranno per sopravvivere. Gli italiani verranno licenziati in massa e sostituiti dai nostri fratelli slavi. Le fertili pianure ucraine saranno acquistate dai nostri gruppi alimentari, p.e. Barilla, e Parmalat e soci compreranno grano e latte dal Rus di Kiev. Gli italiani hanno veramente interesse a fare gli ascari degli Yankee!

  9. Andrea, vacci tu, invece, a combattere per i tuoi amici NATO e ucraini, nel Donbass, Fare il leone da tastiera, incitando ad andare a combattere solo chi la pensa diversamente da te, non è onorevole. Attendiamo tue nuove dall’Ucraina. 😉

    1. Infatti io non mi sono messo a dire W gli USA, W la NATO, forza con l’invasione della Siria, a morte la Russia, a morte il Donbass. Invece quelli come te che osannano il Putinismo e ritengono che ogni cosa che succeda nel mondo sia sempre e solo colpa dell’occidente e degli USA e della NATO, siete ottimi candidati per andare a combattere per la fazione che pià vi rappresenta. Forse vedere un pò di sangue VERO e non quello degli altri davanti a un bel PC farebbe al caso vostro. Magari potreste scoprire che non c’è un buono senza che si sia un cattivo, non c’è un giusto senza che ci sia uno sbagliato. E’ l’equilibrio delle voci che ha consentito a te, a quelli come te, di stare qui a guardare da lontano eventi tremendi.

  10. Alfredo, manca solo che tu creda alla Befana… È di tutta evidenza che gli USA finanziano i nazisti ucraini, quindi Settore Destro e simili. Strano non te ne renda conto…

    1. Ma ancora con questa storia!! La montatura Russa di additare la motivazione della rivolta del Dombass a pseudo problematiche di pulizia etnica, odio razziale e nazismo dilagante è un modo per distogliere le masse non pensanti dai problemi veri che stanno portando il sistema a implidere. Mi riferisco alla crisi economica e la conseguente contrattura dei mercati. Questo spinge tutti gli Stati a cercare di mantenere con i denti i loro orticelli e quando questo non basta a spingersi verso orticelli non propri. E’ successo con l’Iraq di Saddam, con la Libia di Gheddafi e adesso sta capitando con l’Ucraina. Non c’è alcuna differenza tra le politiche imperialiste americane e quelle russe. Sono entrambi gli stessi schifosi attori di questo mondo. Dove c’è uno che crede alla Befana ce ne un altro che crede a Babbo Natale

    2. Sembra che non abbia il dono della chiarezza, oppure che tu mi stia rispondendo senza esserti preso la briga di comprendere un poco di quello che intendo.

      Qualunque sia l’eventualità, ripropongo schematicamente il mio pensiero.

      1) CERTO, è assolutamente probabile che gli occidentali, NATO o chi per loro, finanzino i battaglioni neonazisti e nazionalisti (che, ovviamente, NON sono la stessa cosa né hanno i medesimi obiettivi), Azov, Aidar o Tryzub, visto che sono gli unici che stanno ottenendo successi sul campo di battaglia.
      Questo, lo scrivo per evitare fraintendimenti, non significa mimimamente che trovi la cosa accettabile e ragionevole, visto che questi “soldati” pretenderanno un pegno politico.

      2) Come è assolutamente probabile, se non certo, che i separatisti filo-russi del Donbass stiano ricevendo man forte dalla Russia, sotto forma di aiuti economici, tecnologici e militari, con l’ausilio di consiglieri militari o di truppe.

      3) Non so se la befana esista, ma quelli che credono che si possa organizzare e controllare dall’alto una rivoluzione di massa, probabilmente credono a Babbo Soros e alle barzellette complottarde.
      Attenzione ai termini, “rivoluzione di massa”, così come la intendeva Soboul, non rivolta né tantomeno golpe militare, che sono cose assolutamente diverse e, sì, come ci insegnano secoli di storia, questi sì, architettabili a tavolino.
      Maidan è stata una rivoluzione di massa, nel senso più autentico del termine, che non è esplosa dall’oggi al domani, ma dopo ventincinque anni di esposizione dell’ex repubblica più importante dell’Unione Sovietica dopo la Russia all’occidente; occidente corrotto, decadente, capitalista ma che, allo stato attuale delle cose, offre ai paesi slavi una prospettiva migliore del ritornare sotto la tutela russa.

      La domanda da porsi è una sola: a parte la Serbia che, d’altra parte, è stata bombardata poco più d’un decennio fa da quello stesso occidente che l’ha costretta ad accettare l’autonomia del Kossovo, come mai NESSUN popolo che abbia vissuto entro la sfera d’influenza sovietica abbia la benché minima voglia anche solo di pensare di ritornarci?

      Perché, forse, gli Stati Uniti hanno finanziato i nazisti polacchi, ungheresi, romeni, lettoni, lituani etc affinché mantenessero i rispettivi paesi entro i confini dell’Unione Europea, o perché dalla caduta della cortina queste nazioni ci hanno solo guadagnato, nonostante tutto?

      L’Ucraina si è ribellata al proprio establishment e a uno dei presidente più orrendamente corrotti che la storia europea ricordi dopo Ceaucescu.
      Putin, allarmato, ha strappato la Crimea all’Ucraina nell’indifferenza internazionale, e se si fosse fermato là, tutti avrebbero accettato il fatto compiuto. Invece, ha tentato di destabilizzare l’Ucraina e prenderne un ulteriore pezzo (quello che, tra l’altro, gli mancherebbe per creare un ponte via terra con la Crimea), fiducioso che l’occidente avrebbe chiuso entrambi gli occhi, così da tenere la nazione sotto scacco come fa con la Georgia per tramite dell’Abcasia e dell’Ossezia.
      Il resto è storia recente, guerra ibrida, battaglioni paramilitari neonazisti (su entrambi i fronti, tra l’altro), manovre politiche segrete e, sopratutto, due regioni che l’Ucraina non potrà mai reclamare e che la Russia destinerà ad essere uno stato fantoccio terra di nessuno, come la Transnistria.
      Gli unici che ci stanno REALMENTE perdendo tutto, dalla vita al futuro, sono gli abitanti di questa fantomatica Novorossia, visto che gli Ucraini occidentali, da Kiev a Lviv hanno fonalmente trovato un establishment oligarchico né più né meno corrotta del precedente, ma disposto a traghettarla sotto la sfera europea, nella speranza d’una futura (e assolutamente improbabile, allo stato attuale) adesione all’UE.

  11. Solo per ricordarti che il 96,6% dei cittadini della Crimea ha votato per l’annessione alla Russia.

    1. Solo per ricordarti che hanno votato con i militari di uno stato invasore a presidiare i seggi

        1. Semplice. Quando hai una popolazione di 100 di cui 60 di etnia russa, 25 di etnia ucraina e 15 di etnia tatara e costringi i 40 minoritari (25+15) dentro le caserme o le imponi di scegliere di essere russo (bene puoi restare in Crimea) oppure ucraino (allora fuori dalla Crimea) quelli che rimangono ovviamente sono solo quelli russi. Quindi dire che il 97% ha votato in favore dell’annessione della Crimea senza dire che la base dei votanti da 100 si era ridotta a 60 e di questi 60 hanno votato a favore il 97% con dati manipolati dai russi per far apparire la cosa come schiacciante è manipolare il voto e proprio piacere. Benvenuti in Russia. Questa non è democrazia ma pantomimocrazia, ovvero la democrazia della finzione.

  12. Cito da RT di stasera:
    Putin: ‘US wants to subdue Russia, but no one did or ever will’
    “Throughout history no one has ever managed to do so toward Russia – and no one ever will,”
    Mi pare che i termini dello scontro geopolitico adesso siano manifesti.

    1. Mi sanno tanto di discorsi in stile “Il Grande Reich” oppure “La madre Russia”. Fanatismo puro

  13. Alfredo,
    Maidan non è stata una rivoluzione di massa.
    Fonti affidabili hanno riferito che al di fuori della piazza ed aree limitrofe, in quei giorni di rivolta, la vita scorreva normale come nulla fosse.
    Ed anche nel resto dell’Ucraina non c’erano manifestazioni di massa.

    Io reputo una rivolta “di massa” quando una buona parte del Paese è in rivolta, e non solo una piazza e due quartieri attigui.

    1. Non la metto sull’informativa personale, perché potrei citarti altrettante fonti che affermerebbero il contrario e non ne usciremmo.
      Le fonti internazionali, più o meno indipendenti (OCSE, Amnesty International, etc) hanno calcolato che nel momento più elevato della protesta, quando, a Gennaio, Yanukovich tentò di far passare leggi incostituzionali per privare i manifestanti dei minimi diritti civili e riuscire a spezzare la piazza tramite incriminazioni di massa, a Nezalezhnosti e strade attigue c’erano tra le trecentocinquantamila e il mezzo milione di persone.
      La fonte più ostile, Russia Today, non ha potuto dichiarare senza rischiare la solita sbugiardata che ve ne fossero meno di centomila.
      Il tutto con una temperatura media di -15°, in un clima di violenza e di anarchia assoluta (quindi, in condizioni assolutamente sfavorevoli alla concentrazione pubblica), e manifestazioni simili in tutte le principali città dell’Ucraina.

      Ma non è il numero preciso delle persone a stare in piazza a determinare il carattere “di massa” della rivoluzione di Maidan. Persino la più grande rivoluzione della storia europea, quella francese, fu compiuta da masse contadine costituite da poche migliaia di individui, contro una popolazione urbana che già superava il mezzo milione di abitanti, una delle capitali più popolose d’Europa.

      Quello che determina il carattere di massa di una rivoluzione, secondo gli storici, è l’adesione della maggioranza silenziosa al cambiamento del sistema.
      In questo senso, Maidan è una rivoluzione di massa, esattamente come lo furono la rivoluzione francese (il trionfo della borghesia) o quella russa (la prima rivoluzione socialista della storia effettivamente compiuta), quella pacifista indiana o alcune delle recenti, e incompiute, rivoluzioni arabe.
      La rivoluzione arancione non fu una rivoluzione di massa, proprio perché la maggioranza silenziosa non fu coinvolta né si oppose alla reazione degli oligarchi che riportò al potere Yanukovich, così come non lo poteva neppure pensare di esserlo quella recentissima (già sopita) di Hong Kong.

      Il carattere d’una rivoluzione di massa, secondo Soboul, è l’adesione della maggioranza al nuovo corso. Il terzo stato francese fu lieto di avere come nuova classe dirigente la borghesia, le masse contadine russe aderirono alla politica bolscevica, gli ucraini hanno accettato i nuovi oligarchi pro-europa.

  14. Poltava 1709, ritirata di Mosca 1812, Stalingrado 1943. Carlo XII Re di Svezia, Napoleone, Hitler. Immagino Putin si riferisca a questo.

  15. tutti tranquilli, tutti pacifici, tutti per la Libertà e la Giustizia Sociale e blablabla…in teoria

    in pratica poi il Nemico è l’incarnazione stessa del Male, per cui bisogna fare esattamente l’opposto di quel che si predica

    ma che mondo di m…
    rimandatemi indietro nel tempo!
    rivoglio lo “speak softly and carry a big stick”!

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