Home War Room Analisi Russia e USA si allontanano: una soluzione militare per il conflitto siriano?
Russia e USA si allontanano: una soluzione militare per il conflitto siriano?

Russia e USA si allontanano: una soluzione militare per il conflitto siriano?

1.62K
6


Sì, oggi iniziamo questo post con la citazione di Marie Harf, consigliere per la comunicazione strategica del Segretario di Stato Usa John Kerry, “la colomba” della diplomazia americana.
Una dichiarazione che chiude una serie di tentativi di approccio diplomatico alla crisi siriana, e che apre la via alla tentazione di una soluzione militare per la crisi in Siria.
Gli Stati Uniti hanno quasi annunciato un ultimatum alla Russia, un ultimatum riguardante la fine immediata dei bombardamenti ad Aleppo Est, ritenuti dagli Usa inaccettabili. La Casa Bianca accusa il Cremlino di aver autorizzato l’utilizzo di bombe incendiarie e “Bunker Buster” su Aleppo Est, sottolineando che questa condotta stia determinando ingenti vittime tra i civili.
Gli Usa hanno annunciato che se la Russia non ottempererà alle richieste formulate da Kerry a Lavrov (come vi dicevamo principalmente la sospensione dei bombardamenti su Aleppo Est) gli Stati Uniti interromperanno le trattative sul destino della Siria, chiuderanno il canale di informazione e coordinamento tra le forze armante russe e americane operati in Siria. Questa opzione è oltremodo pericolosa, in quanto potremmo assistere a missioni contemporanee di caccia Siriani-Russi, e della Coalizione a guida americana, sui medesimi obiettivi, con piloti non in grado di comunicare tra loro e che si spostano con velocità relative che possono superare i 1000 Km/H. In queste condizioni il tempo a disposizione degli equipaggi per valutare se dinnanzi a loro si paventa una minaccia, o addirittura un nemico, sono brevissimi. In più la parte Russo/Siriana non può contare in maniera costante su un sistema organico di controllo del traffico aereo e della situazione tridimensionale del campo di battaglia, informazione invece disponibile per i caccia occidentali. Tale carenza di Situation Awarness potrebbe innescare comportamenti o atteggiamenti difensivi e/o aggressivi da parte dei piloti impegnati nelle missioni di guerra.
La chiusura dei canali di comunicazione militare potrebbe inoltre preludere ad una richiesta americana di una No Fly Zone (NFZ) sul nord della Siria, NFZ atta ad escludere i cacciabombardieri di Damasco e di Mosca dai cieli di Aleppo. Tuttavia, a causa del Veto della Federazione Russa presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), è impossibile che l’UNSC approvi una No Fly Zone sui cieli siriani.
A questo punto gli Stati Uniti potrebbero imporre unilateralmente una “quarantena” aerea su Aleppo, che nei fatti avrebbe di differente da una No Fly Zone solamente il nome. Ad una tale imposizione Mosca reagirebbe in prima istanza convocando una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, chiedendo la condanna dell’atto di guerra messo in atto dall’America nei confronti di uno stato sovrano membro delle Nazioni Unite, come oggi è la Repubblica Araba di Siria.
Anche questa risoluzione verrebbe bloccata, questa volta dal Veto di Stati Uniti e Gran Bretagna, aprendo la strada alla soluzione militare del conflitto di Siria, conflitto che potrebbe vedere per la prima volta nella storia, apertamente l’uno contro l’altro Stati Uniti e Federazione Russa.
Oggi in Siria non si combatte più soltanto una guerra civile, non si combatte più solo una guerra per procura, sono Stati Uniti e Russia a confrontarsi direttamente tra loro; ed è l’evoluzione delle trattative diplomatiche per la cessazione delle ostilità che lo dimostra, ancor di più rispetto alle operazioni sul campo. In una prima fase erano le fazioni siriane che sedevano ai tavoli negoziali, poi il ruolo dei protagonisti è stato assunto dalle potenze regionali, ora le trattative sono una questione a due tra Russia e Stati Uniti.
La Guerra di Siria ora è una battaglia diplomatica diretta tra Russia e Stati Uniti, una No Fly Zone su Aleppo potrebbe trasformarla in un conflitto reale tra queste due stesse nazioni.

1619

Comment(6)

  1. Purtroppo quello che sta accadendo ad Aleppo ad opera dei russo-siriana sono crimini di guerra. Forse piuttosto che dichiarare una NFZ su Aleppo sarebbe più intelligente adire presso il tribunale AIA, sia per Aleppo che per la faccenda dell’MH17.
    Ma il problema più grave è che nessuno in questa faccenda è santo ed ognuna delle parti ha fatto schifo nelle loro azioni, chi più chi meno a seconda il fatto ed il momento.
    Speriamo solo che non considerino la guerra come un altro modo di continuare a fare politica, il momento è molto grave

  2. i ribelli sono accerchiati, ai russi potrebbe pure andare bene una NFZ ad eccezione dei droni da intelligence coi quali monitorare anche eventuali aiuti scaricati dal cielo dagli usa.
    senza approvigionamento di armi i ribelli sono destinati a cadere prima o poi. basta solo aspettare.

  3. E’ solo retorica. Nei fatti, l’unica opzione concreta che hanno gli USA é quella di uscire dal teatro di guerra siriano. Gli USA sono dalla parte del torto (riguardo il diritto internazionale): hanno attaccato uno stato sovrano, addestrato terroristi e mercenari per rovesciare un regime e sostituirlo con un’altro (una loro comune abitudine); hanno tradito il popolo curdo; hanno perso molta della loro influenza sul loro maggiore alleato regionale (la Turchia); hanno mentito, invocando una tregua e poi bombardando l’esercito siriano a tradimento ed, infine, ciliegina sulla torta, il veto del Congresso americano sulla questione dei risarcimenti per le vittime dell’11/9 da parte dell’Arabia saudita. Così hanno perso anche l’amicizia (meglio sarebbe chiamarla “complicità”) dei Saud, che saranno trascinati in un tribunale internazionale. E’ arrivato il momento che gli USA tolgano le tende dalla Siria e dal Medio Oriente in generale perchè per loro non tira affatto una buona aria.

  4. Dopo vari tentativi di tregua andati in fumo per la mancanza (o la non volontà) di potere decisionale degli USA sui loro alleati e i loro miliziani nell’imporre la cristallizazione del conflitto; assistiamo ad una accellerazione della forza della Russia che ha dato luce verde anche ai suoi alleati (Hezbollah, Siria, Iran, milizie sciite irachene e afghane).
    Se si continuasse così vincerebbero sul campo questi ultimi (prima Aleppo poi Ibdil, poi liberazione di Deir er Zor e Raqqa).
    Dal momento che gli USA non possono permetterselo (perdere in Siria significa perdere in Medio Oriente dalla Libia fino all’Afghanistan), optano per minacce, pressioni (mediatiche e non) e altre azioni ‘sporche’ per far decellerare russia e soci. Temo che stavolta i russi non si tireranno indietro a costo di un altissimo rischio.
    La mia previsione è che scoppierà un nuovo aereo russo come con la Turchia ma stavolta verranno giù anche una dozzina di apparecchi americani.. e a quel punto o sarà guerra (convenzionale credo) locale con rischio che esploda a livello mondiale nelle aree calde del pianeta (ed entrerà in scena il nucleare). Dio ce ne scampi. E tutto questo ricordiamolo: perchè gli USA non sopportano l’idea di un mondo multipolare e di perdere il ruolo di unica superpotenza (economica e militare)..

  5. Ma gli americani con le loro non richieste e disastrose esportazioni di democrazia e il loro diritto divino di dominare tutto e tutti non potevano starsene a casa loro oltre oceano? Son 5 anni che ci provano, per procura, ad abbattere Assad per far passare dalla Siria il gasdotto del Qatar e per i loro interessi, poi se arrivano altri a difendere i propri son crimini di guerra? Non parliamo dello yemen bombardato giornalmente dagli amici sauditi di cui non si parla e se ne parlerâ solo se arriverá qualcuno a rompere le uova nel paniere…

  6. Al tribunale dell’AIA dovrebbero andarci gli U$A ed i loro accoliti. Questo se tale tribunale fosse un’organizzazione con un minimo di indipendenza. Ma dopo che poche settimane fa hanno affermato di non avere mai avuto prove contro milosevich, che pure e’ morto mentre era sotto loro custodia, ce ne vuole di coraggio per fare un’affermazione del genere.
    Per il resto del commento di andrea, non posso pronunciarmi. Vi sono centinaia di prove e controprove che se esiste qualcuno che arma e sostiene chi porta morte ad aleppo sono proprio gli usa e solo chi non ha voglia di informarsi o e’ in malafede puo fare affermazioni del genere.

Comments are closed.