Home War Room Analisi S-300 MV (SA-23 Gladiator/Giant) giunto in Siria. La Russia prepara un A2/AD in Siria
S-300 MV (SA-23 Gladiator/Giant) giunto in Siria. La Russia prepara un A2/AD in Siria

S-300 MV (SA-23 Gladiator/Giant) giunto in Siria. La Russia prepara un A2/AD in Siria

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La Russia si prepara a mettere in atto in Siria una A2/AD (acronimo inglese che sottintende le parole Area Access/Area Denial), cioè un insieme di misure e di tecnologie che possano impedire ad un nemico di agire liberamene in una determinato spazio aereo, superficie marina o terreno.
Per funzionare adeguatamente una A2/AD deve essere in grado di neutralizzare minacce provenienti non solo dagli aeromobili nemici, ma anche da parte di missili da crociera, unità navali e missili balistici.
In Siria la Russia sta costruendo da oltre un anno una A2/AD, con l’intento di rendere “sicura” la zona di Latakia e della base aerea di Hmeimim, per fare ciò Federazione Russa ha dispiegato negli scorsi mesi il Sistema di Difesa Aerea S-300 PMU2, lanciatori del sistema S-400, il Radar da Osservazione e Allerta Precoce 9S15M2, e il radar di sorveglianza aerea 9S19ME, dei quali abbiamo avuto nei mesi scorsi evidenza attraverso foto e filmati provenienti dalla base aerea russa in Siria. Sempre nei mesi scorsi sarebbe stato dispiegato in Siria (di questo fatto non abbiamo evidenze assolute) il sistema di difesa Costiero Bastion (SS-C-5 Stooge), l’alta probabilità della presenza del sistema Bastion si deve anche alla certezza che la Siria possiede già missili antinave supersonici Yakhont (SS-N-26 Strobile), armi antinave di ultima generazione ed in grado di impensierire i sistemi di difesa della flotta occidentale.
In Siria, ed in particolare nei pressi di Latakia di Hmeimim e di Damasco sono stati dispiegati inoltre sistemi antiaerei a raggio intermedio e a corto raggio, sempre di fabbricazione russa, e ci riferiamo ai BUK M1 (SA-17 Grizzly) e ai sistemi Pantsir-S1 (SA-22 Greyhounds).
Al dispositivo A2/AD russo mancava ancora la componente di difesa contro i missili balistici e in questi giorni fonti del Pentagono hanno riferito ai media Usa (in particolare a Fox News) che parti del sistema di difesa aerea S-300 MV (SA-23 Gladiator/Giant) sono state sbarcate presso il porto di Latakia. Il Sistema S-300 MV differisce di sistemi S-300 PMU2 oggi dispiegati in Siria per le sue capacità di contrasto nei confronti dei missili balistici e per un raggio operativo maggiore dei missili in dotazione. Il sistema S-300 MV può utilizzare due missili differenti: il più piccolo 9M83M/ME con un raggio di circa 125 Km ed una altezza massima di 25 Km,capace di ingaggiare aerei sub e supersonici, missili da crociera, elicotteri e missili balistici con velocità di rientro non superiore ai 2,5 km/sec, il lanciatore dei missili 9M83M/ME ne ospita 4. Il sistema è in grado di utilizzare anche il più grande 9M82M/ME con un raggio di azione di poco superiore ai 200 Km e con la capacità di intercettare al di fuori dell’atmosfera missili balistici con una velocità non superiore ai 4 km/sec.
L’implementazione della A2/AD russa potrebbe vedere un nuovo miglioramento (seppure temporaneo) dopo l’arrivo della portaerei Adm. Kuznestov, la quale dovrebbe essere scortata dall’incrociatore lanciamissili Mosca, ora ormeggiato a Sebastopoli. La Kuznestov è attesa in area di operazioni intorno al 20/25 ottobre, ma questa data ha una pura valenza indicativa al momento.
L’implementazione dei sistemi di arma da noi oggi illustrati sembra essere funzionale ad istituire una A2/Ad sulla Siria occidentale, che se volete identificare con un nome a tutti più familiare potrete chiamare No Fly Zone.
Vogliamo però sottolineare che le capacità russe di imporre una A2/AD in Siria sono ad oggi limitate ad una area di territorio che non si estende per più di 100 Km dalla base aerea di Hmeimim, e che nemmeno la capitale Siriana (Damasco) può oggi essere difesa in maniera efficace dalle forze Russe. Per estendere l’area di non accesso, la Russia dovrebbe inviare in Siria molte altre batterie anti aeree, con i relativi servizi di supporto e logistici, oppure impiegare aerei intercettori dispiegati ad Hmeimim (oggi nessun intercettore o caccia di superiorità aera è presenta ad Hmeimim), e nel caso in cui la Casa Bianca decidesse di sopprimere la A2/AD russa, gli americani avrebbero alte probabilità di successo.
Va ricordata però una cosa: dal 7 di ottobre la base aerea di Hmeimim sarà a tutti gli effetti territorio della Federazione Russa, e un attacco contro Hmeimim sarebbe considerato come un attacco contro qualsiasi altro settore della Federazione Russa.
Ed è su questa considerazione che la Russia fa affidamento, affinché la sua A2/AD abbia successo, una considerazione di tipo politico che si basa sul fatto che nessuno avrà mai la malsana idea di colpire il territorio della Federazione Russa…

Photo Credit: Vitaly V. Kuzmin

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