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Ucraina per Putin solo cattive opzioni a disposizione

Ucraina per Putin solo cattive opzioni a disposizione

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Oggi, 22 luglio 2014, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin si trova dinnanzi a scelte estremamente difficili riguardanti la politica estera della Russia, scelte che comunque si rifletteranno non solo in campo internazionale, ma anche nello scacchiere interno.
Putin, rientrato dopo un viaggio in Brasile caratterizzato da successi strategici importati, si è ritrovato, ancor prima di atterrare a Mosca, a fare i conti con nuove sanzioni americane e, poche ore dopo le sanzioni americana, a fronteggiare l’abbattimento, nell’area controllata dai filo russi del Donbass, di un aereo passeggeri con a bordo trecento persone.
Putin oggi in Russia è all’apice della popolarità e dell’apprezzamento da parte del popolo, ma paradossalmente egli sta attraversando uno dei momenti più complessi della sua vita politica e personale.
Le sanzioni americane hanno messo in allarme le oligarchie russe, timorose di perdere in parte i propri capitali investiti in occidente.
Le medesime sanzioni minano l’economia energetica russa e le prossime limitazioni commerciali che potrebbero essere decise dagli Usa, potrebbero riguardare il cuore della potenza economica attuale della Russia, e cioè il settore dell’export energetico.
Per evitare gli effetti di tali sanzioni il presidente russo dovrebbe abbandonare al loro destino gli indipendentisti russi nel Donbass. Tuttavia questa scelta potrebbe non essere sufficiente per fermare le sanzioni occidentali in quanto, risolto il nodo dell’Ucraina orientale, Kiev e Washington potrebbero mantenere pressione economica sulla Russia utilizzando la motivazione dell’occupazione russa della Crimea. Abbandonare i filorussi del Donbass determinerebbe inoltre la nascita di una fronda nazionalista che potrebbe porre non pochi problemi al presidente, si potrebbe assistere alla nascita di un nuovo leader determinato a sottolineare davanti alla nazione i comportamenti di Putin nei confronti dei russofoni del Donbass, e sfruttare questo argomento per erodere il potere del presidente russo.
È necessario inoltre considerare la possibile reazione di Bielorussia e Kazakistan alla totale perdita di influenza russa in Ucraina. In particolare per quanto riguarda la Bielorussia, la quale ha sperimentato nella scorsa primavera movimenti insurrezionali, a dire il vero limitati, ma inediti nella storia recente della presidenza Lukashenko.
Al contrario, se il presidente russo scegliesse di porsi in maniera ancora più decisa al fianco dei filorussi, le nuove e più pesanti sanzioni sarebbero certe così come l’insoddisfazione degli oligarchi e le difficoltà di bilancio della Federazione Russa per i prossimi due/tre anni.
Putin, come osservate, ha a disposizione solo cattive opzioni, ma una scelta dovrà farla.
E dovrà fare questa scelta anche pensando alla storia, la storia della guerra fredda quando Nikita Khrushchev, eroe di guerra di Stalingrado, venne sostituito nel giro di una paio di settimane estive da Brezhnev, anche a causa della gestione e del fallimento russo nella crisi dei missili di Cuba.
Putin dovrebbe pensare anche alla storia recente di Boris Yeltsin, destituito dallo stesso Putin per una serie di motivazioni complesse, prima tra tutte quella di aver anteposto l’interesse straniero a quello della nazione, ma anche per il fallimento russo nel Kosovo, un fallimento che vide l’abbandono dell’alleato serbo da parte della Russia.
Serbia e balcani spesso citati da Putin come il naturale limite della sfera di influenza di Mosca in Europa.
Conoscendo e avendo studiato il modus operandi del presidente Putin di una cosa siamo ragionevolmente certi: Putin in queste ore convulse e di tensione prenderà, insieme ai responsabili delle forze armate ed ai consiglieri più fidati e dopo aver chiesto una approfondita valutazione di scenari strategici ai suoi analisti (argomento a lui famigliare), deciderà una linea e la perseguirà senza altre esitazioni. Questo non significa che assisteremo per forza ad azioni eclatanti ma la Russia di Putin oggi sceglie la propria strada, una strada che alla fine vedrà mutati gli assetti geopolitici della regione.
Il compromesso sull’Ucraina e sulla sua collocazione geopolitica economica e militare non è più in considerazione; con grande probabilità si assisterà ad vittoria della Russia o una vittoria degli Stati Uniti, in entrambi i casi l’Europa, la nostra Europa, pagherà un prezzo altissimo.

Addendum

Abbiamo visionato questa mattina un filmato del Cremlino dove il presidente Putin parla della tragedia sui cieli del Donbass. Il presidente russo è apparso stanco, provato ancora dal fuso orario della sua visita in Brasile e America Centrale. Chi tra noi si occupa di analizzare il linguaggio del corpo dei protagonisti della geopolitica ha tenuto a sottolineare un aspetto che emerge da questo filmato ed è il nervosismo, quasi la rabbia. Forse la rabbia di chi ha scelto di combattere…

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Comment(50)

  1. Un ulteriore motivo di scelta per Putin sarà l’imposizione di altre sanzioni molto più pesanti di quelle attuali, sull’onda degli effetti mediatici dovuti all’abbattimento del Boeing.
    Per come la vedo io la sua unica possibilità, dopo la nuova imposizione, è intervenire militarmente in Ucraina perchè non avrebbe più granchè da perdere.
    Quello che mi preoccupa di più sono le azioni di una persona che potrebbe comportarsi da “animale ferito” (non inteso di offesa) e pertanto diventare selvaggio, tipo prendersi la Moldava

    1. Ciao Andrea, sinceramente non credo che Putin pensi di riscattarsi militarmente in Ucraina, credo che sappia che Obama è proprio quello che vuole, il conflitto, e per non fare il suo gioco il presidente russo tergiversa prima di intervenire militarmente. Se così non fosse non lo avrebbe già fatto da mesi?
      Verrebbe demonizzato subito dal mainstream occidentale, trasformato nel cattivo che minaccia la sicurezza europea e la sovranità dello stato ucraino, e ciò porrebbe la NATO nelle condizioni di intervenire per ripristinare entrambe con l’assenso dell’opinione pubblica. E finalmente il tentativo di abbattere la Russia eretica per il suo ruolo di porsi a capo dei BRICS e mettere in discussione con loro il sistema finanziario attuale dominante sarebbe in piena regola attivato.
      Per quanto riguarda le vere sanzioni, quelle di livello 3, che colpirebbero settori interi di fulcro dell’economia russa, non credo vengano applicate fintantochè non ci sarà l’intervento militare russo in Ucraina. Se e quando avverrà allora scatterebbero le vere sanzioni, non quelle finte che USA e UE hanno intrapreso fino ad ora.
      Sembrerebbe che a quel punto si aprano 2 fasi: distruzione economica della Russia con le vere sanzioni, e poi distruzione politico-militare, come se si volesse prima far soffrire il nemico e infine infliggergli il colpo di grazia. Toccherà a Pechino poi?
      Un quadro esagerato? Vedremo

    2. Assistiamo al solito siparietto in cui gli americani condannano la Russia come fosse lei direttamente a:
      – combattere contro l’esercito ucraino
      – aver abbattuto l’aereo malese.

      Ed il peggio è che gli americani cercano di trascinare l’Europa in questo spettacolo teatrale da quattro soldi.

      Se gli USA hanno le prove che i separatisti hanno abbattuto l’aereo con l’appoggio dei russi allora le mostrino.
      Invece abbiamo assistito ad una Russia che, consapevole del passaggio di un satellite militare americano, ha chiesto di mostrare le immagini con la verità riguardo un’eventuale aereo militare ucraino nei pressi di quello civile.
      Chissà come mai non viene mostrato nulla se non delle foto di una batteria antiaerea che non si sa se ha sparato o meno in quel momento.

      In pratica è ridicolo che si dia colpa alla Russia della situazione ucraina quando siamo tutti consapevoli che in appoggio all’esercito di Kiev vi sono contractors polacchi, tedeschi ed americani.

      Spero che le cose finiscano in meglio ma si può solo ringraziare che la Russia di oggi non sia come quella di una volta e non sia uguale agli USA attuali. Altrimenti saremmo già tutti sepolti sotto cumuli di cenere radioattiva.

      Le sanzioni? Saranno solo un grave danno per l’Europa, Italia in primis. Speriamo nell’intelligenza dei nostri governanti che guardino maggiormente ai nostri interessi invece che a quelli del falso alleato di oltreoceano (che è palese stia massacrando gli interessi e la sovranità europea per un proprio scopo nazionale).

      Qua non si tratta di schierarsi, qua si tratta solo di aprire gli occhi e capire che la soluzione, forse, è in Europa. Ovvero in un Europa che resti sovrana e libera dal gioco americano. Ovviamente questa europa non deve nemmeno poi finire sotto il gioco russo e/o cinese.

      Sempre riguardo alle sanzioni si può dire che la Russia, assieme ad una Cina che sta’ in silenzio ma agisce, si sta’ preparando per una risposta forte ad eventuali sanzioni.
      Gli USA hanno debito, noi abbiamo debito, Russia e Cina hanno economie senza debito. Quindi un’eventuale nuova crisi farà più vittime tra noi occidentali che tra loro.
      Inoltre si stanno muovendo assieme al resto dei BRICS per “fottere” il dollaro e creare un sistema economico parallelo a quello imposto dagli USA.

      Quindi io non farei molto arrabbiare il continente asiatico con nuove sanzioni verso la Russia.

  2. Si tanto da scegliere non ha, quello che più mi preoccupa è come noi vanitosi Europei ne usciremo. Tra i due litiganti il terzo ci RIMETTE!

  3. Putin non interverrà militarmente proprio perchè avrebbe contro non solo il mondo ma anche il suo popolo.

    Però potrebbe benissimo iniziare lui a sanzionare lui l’occidente ed in particolare l’Europa, visti anche dal suo popolo come dei nemici.

    Davvero la Russia ha bisogno dell’Europa e degli Stati Uniti, due economie sull’orlo del collasso?
    Di certo non avrà problemi a vendere la sua energia ad altri paesi come Cina ed India, ottimi mercati anche per l’industria russa.

    Anche il sudamerica è un ottimo mercato per la Russia, sudamerica dove gli USA godono davvero di scarsa popolarità.
    Stessa cosa dicasi per il medio oriente.

    Alla fine quelli che rimarrebbero isolati sarebbero proprio USA ed Europa. Forse allora l’Europa comincerà a chiedersi se davvero gli convenga seguire l’alleato, un alleato poco leale viste le recenti storie di spie.

    1. Sì, il video lo avevo visionato qualche giorno fa. Che dire, tutto vero (per me). Bravo Gianluca per averlo linkato

  4. …mi pare che non abbiamo ben chiara la situazione…

    quarant’anni fa poteva avere n senso la terza guerra mondiale di hackett e trenta l’uragano rosso di clancy, ma ormai siamo nel 2014, non c’è più l’armata rossa sulla riva dell’elba, la francia rientra a pieno titolo nella nato, insieme a tutta l’europa orientale, e addirittura ai paesi baltici, e anche i nostri comunisti non (credo) muoverebbero un dito per aiutarlo

    dalla bielorussia a fulda ci sono migliaia di km, putin non ha una probabilità su un miliardo di riuscire a buttare nell’atlantico, o anche solo oltremanica, la nato di oggi, la sua unica possibilità sarebbe sembrare più matto possibile e mettere un po’ in mostra le poche atomiche che gli sono rimaste, ma neppure usando quelle sarebbe in grado di far fuori tutto l’occidente, neanche se stessimo fermi a guardarle scoppiare senza far niente

    checchè vorrebbe fare, chiunque abbia abbattuto quell’aereo
    e lo sa anche lui certamente meglio di me

    da questa settimana possiamo stare più tranquilli, nessun alba rossa a breve, viceversa aumenteranno moltissimo i rischi di una corsa agli armamenti, specie se i nostri nof35, nomuos etc ci metteranno in condizioni di farlo correre da solo, ma sarà una lunga maratona

  5. Flavio, dovresti informarti meglio, o forse scrivere meno faziosamente. Poche le atomiche di Putin? Mai letta una cosa più stupida. Ha il 15% in più di atomiche rispetto agli USA e potrebbe incenerirci tutti quanti. Questo non significa che la Russia non verrebbe a sua volta distrutta, ma significa che è meglio, per gli imperialisti occidentali, non tirare troppo la corda.

    1. Anch’io ho appena letto una cosa stupida e faziosa….15% in più di atomica russa rispetto agli USA senza indicare la fonte dell’informazione.
      Allora perchè non 25 o 10%????

        1. Il solito inutile post di risposta, tanto per dire una fesseria.
          La mia richiesta della fonte dell’informazione era per tutti, visto che è facile attaccare senza avere dati certi. Ma tanto cosa ti dico a fare, ti senti tanto superiore da non sapere guardare oltre il tuo naso
          L’antipatia è reciproca.

  6. Flavio, anche io credo che nessuno voglia una guerra atomica ma forse sarebbe meglio che ti informassi maggiormente sul quantitativo e qualità del deterrente nucleare russo.

  7. Secondo le ultime stime risalenti gennaio 2011, la Russia possiede 1.800 testate nucleari operative.
    In base a quanto è stato enunciato nella “Strategia
    di Sicurezza Nazionale”, approvata nel maggio del 2009, la Russia intende mantenere una quantità di armi strategiche offensive pari a quella degli Stati Uniti (‘nuclear parity doctrin’) inmodo da mantenere una deterrenza minima tra i due paesi.
    Il 5 febbraio 2010, il Presidente della Russia, Dmitry Medvedev, ha approvato la nuova dottrina militare del paese. Rispetto alla versione precedente, del 2000, questo documento avvia alcuni cambiamenti strutturali. La nuova dottrina riduce, lievemente, il ruolo delle armi nucleari nella politica di sicurezza
    del paese, introducendo criteri più severi al loro
    utilizzo; la Russia si riserva, però,il diritto di usare l’arma nucleare per neutralizzare gli eventuali atti aggressivi nei
    suoi confronti. Inoltre, conferma il dovere militare della Russia di mantenere “la stabilità nucleare e la capacità di deterrenza nucleare al livello di sufficienza” per assicurare la propria legittima difesa.

    p.s.: Sono più meno le stesse bombe nucleari che ha schierate, immediatamente operative, l’America. Poi entrambi i paesi hanno molte armi atomiche in riserva o in via di smantellamento.

    1. “secondo le ultime stime risalenti gennaio 2011, la Russia possiede 1.800 testate nucleari operative”.
      Ma le ultime stime di chi?
      E poi dire “sono più o meno le stesse bombe nucleari immediatamente operative dagli USA” senza citare la fonte dell’informazione equivale a dare, anche in questo caso, numeri random

    2. e 1’800 sarebbero tante?
      sono molto meno della decima parte di trent’anni fa, forse anche la ventesima, e solo in italia sono 8’000 paesi, senza contare tutte le varie frazioni

      allora il patto di varsavia arrivava sull’elba, ora “l’occidente” si può vedere da san pietroburgo e “l’oriente” da colpire con quelle americane si è drasticamente ridotto, e a quelle americane ci sono da sommare anche quelle francesi e inglesi

      la russia ci potrebbe senz’altro fare molti danni, anche decine di milioni di morti o forse centinaia, ma non bastano neanche lontanamente per annientare la nato …e poi?

      o magari qualcuno crede che, senza usare le atomiche ne i gas, i carri e paracadutisti russi possano occupare l’intera europa in due o anche tre settimane, tenendone contemporaneamente in riserva abbastanza da costringere gli americani a schierarsi a difesa dell’alaska invece di venire qui?

      se mi si dice che potrebbe tentare di occupare l’ucraina occidentale, contando sulla copertura della deterrenza nucleare per tenerci lontano ok, ma qualunque ambizione militare più a ovest mi fa ridere…o pensare che possa contare su forze preponderanti di origine aliena, sarà questo il caso?

      1. Nei periodi di massima proliferazione si parla che nel mondo si sia arrivati attornoalle 65000 testate totali. Usa e Russia stavano attorno alle 10’000 ognuno.

        La riduzione non è stata solo ”bonta”. Considera che per uno Stato è superfluo avere la possibilità di distruggere il mondo 7-8 volte e sti tranquilo che tra contaminazione radioattiva e danno fisico con 1500 testate hai buone chance di mettere in crisi l’esistenza umana sulla Terra.
        Se lo ritrovassi ti linkerei uno studio che stimava il numero di testate da 500 kt necessarie per mettere a rischio la razza umana.

        1. 65’000(mondo)-10’000(usa)-10’000(urss)=45’000 resto del mondo

          quindi 15’000 ciascuno per francia, uk e cina?
          o 11’000 ciascuno per francia, uk, cina e israele?
          o 7’500 per francia, uk, cina, israele, india e pakistan?

          che io sappia si aggiravano intorno alle 30’000 per gli americani e 40 per i sovietici, con tutti gli altri messi assieme poco oltre le mille

          e negli stessi anni sono stati condotti centinaia e centinaia di test, con una roba nell’ordine delle 2’000 esplosioni nucleari, che non hanno estinto proprio niente, anzi,in quegli anni la popolazione mondiale aumentava a ritmi senza precedenti

          poi è ovvio che si possono recuperare quelle di riserva, e sicuramente pure farne altre in una guerra lunga, ma il “wargasm” prevede una guerra nucleare di un giorno o due, non di anni, anzi più probabilmente di poche ore, e durante le quali anche il fallout conta poco

          in quali condizioni poi si trovi il mondo nelle mani del vincitore è un altro discorso, ma per imboscare un battaglione d’arresto o un reggimento di carri armati non servono milioni di megabunker a centinaia di metri sottoterra, basta un medio villaggio vacanze e un capannone industriale, neppure tanto grande

          pensi che con mille, ma anche con diecimila testate a disposizione, si potrebbero annichilire tutti i borghi montani, le zone industriali, le gallerie etcetc d’europa?

          1. Quando ho scritto 10’000 mi sono sbagliato. 10’000 saranno state quelle immediatamente operative.

            I test nucleari sono stati condotti in un arco temporale di 20-30 anni e molti sotterranei. Questo è ovvio che non fa accumulo di fallout radioattivo come se fossero esplose tutte assieme. Inoltre un conto è fare esplodere 100 testate nella stessa ristretta area ed un conto è farle saltare adeguatamente sparpagliate.

            Ho già scritto che il pianeta non sarebbe distrutto e sarebbe IMPOSSIBILE distruggerlo.
            Il discorso “pensi che con mille, ma anche con diecimila testate a disposizione, si potrebbero annichilire tutti i borghi montani, le zone industriali, le gallerie etcetc d’europa?” lascia il tempo che trova.
            E’ ovvio che non si annichilisca l’intero genere umano ma che certezza mi dai che il fallout radioattivo non possa muoversi in aree lontane dalle esplosioni? (considera che le bombe sono esplose sparpagliate). Chi mi garantisce che il signore del villaggio di montagna abbia il supermercato ancora funzionante dato che il grande centro distribuzione della grande città è stato distrutto?
            Quello che dico non è sicuramente saremo estinti ma che sicuramente saremo a rischio di estinzione per via delle conseguenze che ci sarebbero. Conseguenze che ci riporterebbero indietro nel tempo di almeno 1000 anni come sistema di vita.
            I medicinali? Gli ospedali? Senza le grandi città e le principali vie di comunicazione non siamo più in grado di mantenere il progresso.

            Le casistiche in campo sono enormi quindi non si può parlare con certezza né di estinzione né di “solletico”. Però sicuramente l’umanità verrebbe messa in crisi.

      2. Flavio,
        Poi te hai contato quelle operative immediatamente. Altrimenti ve ne sono altre migliaia che possono venire impiegate in temi brevi.

        Il punto non è il distruggere il pianete (cosa impossibile) ma il mettere in crisi l’esistenza umana. Sicuramente le persone sopravvivono ma diverrà difficile trovare cibo sano e tutti i servizi a cui siamo abituati saranno assenti. Poi si parla dello ”inverno radioattivo”. Penso che poco piu di 1000 testate possano portare a questi seri problemi.
        Magari si salva solo l’Africa povera, dove nessuno tirerà nulla e le persone sono già abituate a vivere con niente e nessun servizio (se quello è definibile ”vivere”)

  8. Ho saputo da “La Voce della Russia” che Iatseniuk si è dimesso. Il nuovo governo a venire potrebbe segnare un cambio di rotta della crisi ucraina oppure continuerà la politica violenta contro i separatisti? Fermo restando che il Presidente resta Poroshenko………….

  9. lux,
    ho capito che negli anni successivi il mondo non sarebbe un bel posto per viverci, ma io mi riferivo al mese di guerra, neppure durante il quale la russia di oggi sarebbe in grado di schiacciare la nato del 2014

    molto probabilmente (niente affatto sicuramente, imho) il “comando e controllo” militare verrebbe pesantemente indebolito, ma interi reparti potrebbero agevolmente sopravvivere all’attacco, mantenendo almeno per giorni, forse anche per settimane, tutta la loro capacità di combattimento, senza negozi ne supermercati ma solo con le razioni k, in attesa degli americani, tipo l’operazione barbarossa a parti invertite

    gli effetti ambientali, economici e antropologici poi sono un’altra cosa, e possono anche essere gravissimi sul lungo periodo, ma per quella settimana sarebbero trascurabili, o credi che il soldato sotto attacco, inginocchiato accanto al suo mortaio, stia a pensare al rapporto tra quante persone la produzione alimentare australiana possa mantenere e quanti siano sopravvissuti allo scambio nucleare prima di mollarci dentro la granata?

    1. Ma la domanda è: ne varrebbe la pena?
      Accetterebbero i governi NATO la morte di milioni e milioni di civili sul proprio territorio?
      Noi civili non ci incazzeremmo con i nostri governi per averci gettato nel caos piu totale?
      Anche i Russi potrebbero sopravvivere in quanto territorio ultra esteso, quindi i soldati sono nascondibili.
      E poi i cinesi starebberoa guardare le bombe esplodere vicino a casa loro?

      La Nato sarà superiore nei mezzi ma è il prezzo che non ne varrà mai la candela.

      1. e infatti la mia opinione è che putin non possa alzare e abbassare la voce fluidamente, ormai è molto vicino a quanto possono considerare accettabile gli americani a due mesi dalle elezioni, in europa stiamo ancora a discutere di chi mettere nella commissione europea, quindi non calcolarla neppure

        l’escalation simmetrica è finalmente alla frutta, presto dovranno decidere se mollare o giocarsi tutto, la vietnamizzazione dell’ucraina non mi sembra un’opzione per nessuno dei due, e fra sei mesi non sarà più accettabile nemmeno per l’europa

        per cui sarei molto più contento di sentire putin ruggire come nella guerra fredda, magari imporre una nofly zone su tutta l’ucraina o addirittura la guerra nucleare se gli americani intendessero intervenire apertamente, prima che qualche scheggia impazzita scateni un’intifada nel cuore dell’europa, o si lanci in operazioni di quinta colonna fra le nostre città

        e “noi civili” ci possiamo incazzare finchè ci pare, ma il meglio che possiamo fare è la parte della braciola

  10. Un conflitto nucleare a livello globale comporterà la totale estinsione del genere umano. Altro che semplici difficoltà di sopravvivenza.
    Al di là degli ovvi effetti immediati dello scoppio, ci sarebbero conseguenze negli anni dovute alle innumerevoli mutazioni genetiche in ogni organismo tali da rivoltare tutti i principi di Mendel. E non solo. Il pressochè completo oscuramento del sole, dovuto alle conseguenti variazioni climatiche nonchè allo spostamento dell’asse terrestre, determinerebbe un era glaciale immediata. I pochi sfortunati sopravvissuti saranno costretti a vivacchiare nell’attesa della morte. Cibo, acqua, aria contaminata.
    Se invece lo scoppio interesserebbe una zona ristretta, basta andare a vedere quali sono state le conseguenze determinate da Chernobyl e Fukushima per capire quali sarebbero chi effetti. Solo che questi andrebbero aumentati nella intensità e nella velocità di reazione. In questo caso il semplice lancio di una sola atomica determinerebbe la risposta di altri con una azione a catena che coinvolgerebbe tutti gli stati del mondo.
    Chi scrive qualche posto sopra che si assisterebbe a difficoltà di vita asserendo che il genere umano non si estingurebbe, è una persona ignorante, che non conosce i principi di base della biologica, della chimica, della fisica e della genetica.

    1. Ciao Andrea, non ci sarà mai un conflitto nucleare massiccio. L’umanità, anzi, la vita, si estinguerebbe nell’arco di un periodo medio. A parte le esplosioni vere e proprie, che in realtà avrebbero un effetto tutto sommato secondario, le polveri sarebbero molto più devastanti; sospinte dai venti si estenderebbero su media-larga scala e vi sarebbe un inverno nucleare, quindi il rischio di una nuova era glaciale, contemporaneamente l’agricoltura ne sarebbe danneggiata fino al collasso con la morte del 25-35% dell’umanità in breve tempo (secondo alcuni scienziati statunitensi). Ovviamente a medio-lungo termine il collasso climatico provocato dalle polveri, che non farebbero più filtrare luce, calore provenienti dal sole, potrebbe portare all’estinzione sia della razza umana e forse della vita. E non contiamo poi radiazioni e fall-out radioattivi. Per il resto, hai detto tutto tu, cibo, acqua contaminate, ecc…
      L’idea di un mondo trasformato in un opaco deserto freddo non conviene a nessuno, ci potrebbe essere un conflitto nucleare regionale o locale, limitato insomma, da parte di potenze poco democratiche o Stati-canaglia che non esiterebbero ad utilizzarle (credo e spero che le grandi potenze impediscano che simili Stati si dotino di armi nucleari), ma le superpotenze non credo ne faranno uso. Scudi missilistici statunitensi anti-nucleari in Europa, se ne parla molto, specie in queste crisi, sono solo deterrenti (credo e spero).Se uno scontro vi sarà, sarà tradizionale con carri armati, bombardamenti aerei, cannoneggiamenti navali, e anche innovativo con guerre commerciali (già in atto), sabotaggi, attacchi informatici.
      L’idea di una guerra mondiale liquida, in cui ci stiamo indirizzando, si fa sempre più prepotente:http://www.finanzainchiaro.it/terza-guerra-mondiale-sar-un-conflitto-liquido.html.

      1. E’ chiaro che un conflitto nucleare globale non conviene a nessuno. Ma un confliito nucleare regionale, avrebbe comunque un fortissimo impatto a livello mondiale. Le particelle radioattive, trasportate dal vento e cadute al suolo tramite la pioggia, porta a degli effetti anche in luoghi lontanti dall’evento compromettendo l’ecosistema generale. E questo è solo l’effetto, diciamo, superficiale e immediato. Poi ci sarebbero le conseguenze nel tempo dovute alle numerose malattie determinate dal contatto con prodotti inquinati nonchè problematiche alle nascite se non addiritura di sterilità. In più aggiungerei un ulteriore problema devastante, gli effetti geopolitici di una tale evento. Immediato aumento del prezzo dell’oro e del petrolio, corsa agli sportelli bancari ed esodi di massa dei paesi vicinali al conflitto nucleare regionale.
        L’umanità sarebbe prossima al collasso totale.

    2. non per fare il saccente ma è la radiazione emessa da un incidente nucleare in centrale è maggiore di quella emessa da una bomba nucleare.

      Nel caso della centrale il problema è che la fonte di radiazione rimane attiva per lungo tempo (attualmente il reattore fuso di Chernobyl è sempre attivo.
      Nel caso di esplosione nucleare si ha una deflagrazione devastante dovuta all’immediata distruzione con produzione enorme di neutroni dell’intero nucleo radioattivo. Quello che eventualmente “avanza” è massa non più capace di reagire.
      A quel punto si ha un’immediata ed enorme emissione di radiazioni che però essendo limitata nel tempo rimane vincolata ad un’area minore e con un decadimento più rapido.

      Per questo eventi come Chernobyl hanno provocato poca distruzione ma enorme radioattività mentre una bomba da 500kt provocherebbe un’immane esplosione ma una radioattività più concentrata e con decadimento più rapido. Infatti a Pripyat ancora non ci si può vivere mentre città come Hiroshima sono state ricostruite e ripopolate.

      Sicuramente il discorso sarebbe diverso per un evento diffuso come una guerra nucleare in quanto le esplosioni sarebbero più diffuse e quindi la contaminazione lo sarebbe di conseguenza.

      Non escludo di aver “pisciato fuori dal vaso” ma è quanto ho compreso analizzando un po’ le esplosioni nucleari.

  11. Andrea, cose stupide, semmai, le scrivi. E si vede, vista la simpatia che riscuoti… 😀

  12. Credimi, superato un certo limite la faziosità diventa motivo di commiserazione. Tu l’hai superato. Parteggiare è normale, ma diventare dei fanboy senza cervello è un’offesa a sè stessi e alla propria intelligenza.

    P.s.: Trovi quei dati dovunque su internet… A cominciare da Wikipedia, come ti è stato indicato. Poi da 1500 a 1800 non cambia molto, il senso è che come armi operative siamo lì, con le riserve la Russia è più forte, ma come ti è stato spiegato ognuno ha la possibilità di distruggere l’altro. Anzi, una mutua distruzione è lo scenario più probabile.

    1. Tanto per essere chiari, non è certo facile poter discutere con chi a livello evolutivo risulta essere ancora allo stadio di protozoo. Infatti lo si denota dal modo in cui confida su Wikipedia, fonte facilmente manipolabile e priva di alcun fondamento di certezza. Molto più utile non scrivere nulla, se l’obiettivo è dare numeri a caso.

      Inoltre l’espressione dei miei pensieri non è certo indirizzata ad ottenere simpatia. Anzi il fatto che non abbia seguiti mi più fare solo contento, visto lo spessore dei seguiti.

      1. ci tengo a precisare che ho accennato la wiki ma il link che ho postato è di un organizzazione scentifica che racchiude enormi archivi su tutti gli armamenti mondiali.

        1. Il post di critica non era riferito a te. Anzi, ti ringrazio per avere postato una fonte di informazione corretta e dato un senso a tutti quei numeri

  13. L’MH17 è una false flag per costringere l’Europa a convergere sulla linea dura contro la Russia. Ed è quello che sta succedendo. Discutere come fate voi sul fatto che si possa o meno fare una guerretta nucleare lo trovo scandaloso e irresponsabile. Tutta la campagna ucraina a cominciare da Maidan è una dichiarazione di guerra alla Russia.

    1. ma proprio l’opposto

      io temo che tutto quello che è in ballo finisca per portare qualcuno, che appunto non ha alcuna possibilità in una guerra normale, a fare, o lasciare che qualche “servizio segreto deviato” faccia, dei vari notav e simili, che già ne hanno molto del loro, le nuove BR, ETA, IRA, al quaeda e chi più ne ha più ne metta

      1. Perché Kiev permetteva il transito di aerei civili su una zona di guerra? Di chi era il controllo del traffico nello spazio aereo ucraino, di Mosca?

        Questa è un’ottima domanda

        1. Perchè le compagnie aeree e le varie organizzazioni internazionali per la sicurezza dei voli, pur sapendo la situazione, non hanno considerato di far percorrere agli aerei rotte diverse? I piani di volo mica li decide il controllore di volo Ucraino!!! Lui ha il solo scopo di monitorare l’aereo nel suo spazio di volo, in aderenza al piano di volo proposto dal pilota e approvato dall’ente di controllo. Non date la colpa se non conoscete le regole del volo.

          1. Quello coincidente coi confini nazionali di un paese, al di sotto del livello 450 (se ricordo bene), è uno “spazio aereo controllato”, e “i piloti hanno l’obbligo di conformarsi alle autorizzazioni e alle istruzioni dei controllori del traffico aereo quando si trovano all’interno di uno spazio aereo controllato”.
            Questo significa che l’autorità (nazionale) che gestisce quello spazio aereo può fornire istruzioni agli aeromobili anche di natura straordinaria, in particolare quando sia necessario tutelare la sicurezza del volo.
            I piani di volo sono un’altra cosa, sono, come dice la parola stessa, delle pianificazioni che vengono approvate e che possono, per ragioni di sicurezza, essere variate sulla base delle condizioni del momento.
            Considerato l’abbattimento dell’An-26 di pochi giorni prima, che la stessa Kiev ha dichiarato essere avvenuto quando l’aereo si trovava oltre i 6000 mt di quota, il traffico civile in quell’area doveva essere interdetto per motivi di sicurezza, e i piani di volo modificati all’occorrenza.

  14. Aleksandr Dugin ritiene che Putin non può permettersi di perdere la Nuova Russia a cominciare da Donetsk, ora Repubblica Popolare di Donetsk, separatista e filo-russa che, assieme a Lugansk, forma la suddetta N.R., ormai considerabile parte del territorio russo, magari non quanto la Crimea, annessa formalmente tramite referendum.
    Il noto politologo russo appartenente alla cerchia di Putin e credo che sappia quello che dice, e dice esplicitamente che più il tempo passa e la situazione si inasprisce più Putin rischia di perdere tutto politicamente. Insiste sul fatto che, come detto all’inizio, non può acconsentire alla caduta della Nuova Russia, specie Donetsk, in mano a Kiev perché la sua immagine interna ne sarebbe logorata e potrebbe sprofondare dinanzi all’opinione pubblica russa e potrebbe essere considerato traditore del popolo russo in quanto non ha difeso quei territori.
    Ecco, ho saputo che le truppe di Kiev hanno assediato proprio Donetsk, e non solo, avrebbero spiegato anche sistemi missilistici mediamente avanzati come “Uragan” e “Smerch”.
    A questo punto, possiamo dichiarare che la battaglia finale si avvicina per Putin, per l’Ucraina, per tutti noi

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