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Isolare la Russia ad ogni costo, la strategia del presidente Obama

Isolare la Russia ad ogni costo, la strategia del presidente Obama

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Isolare la Russia, isolarla ad ogni costo e con qualunque mezzo, anche a costo di irritare, o alienarsi la fiducia, dei propri alleati, anche al prezzo di sacrificare la lotta per i diritti umani (si ma solo dei prigionieri politici), questa è la strategia pensata dal presidente americano Obama per mettere in difficoltà la Russia e il suo presidente Vladimir Putin.
Tutto è iniziato con le riduzioni di budget alla difesa decise da Obama all’inizio del suo primo mandato, tagli che hanno compromesso la capacità americana di reagire in maniera compiuta a due crisi maggiori simultaneamente in due aree distinte del Globo. In conseguenza di questa scelta il presidente americano, da sempre molto vicino alle problematiche dell’area Pacifica, ha deciso di concentrare la maggioranza delle forze militari americane nell’estremo oriente e nell’Oceano Pacifico, ripercorrendo a cento anni di distanza le scelte strategiche del presidente americano Wilson.
Ma per garantirsi la supremazia in Europa, risultava indispensabile rendere inoffensiva la Federazione Russa, o meglio far si che la Russia dovesse impegnarsi in attività di difesa della propria area di influenza del 2009, e non cercasse di avere accesso, per le sue aziende e per le sue forze armate a nuove regioni delle geopolitica mondiale, come ad esempio il mediterraneo e l’Europa centro-meridionale.
In questa ottica va letto il supporto attivo degli Stati Uniti alle “primavere arabe”, rivoluzioni che hanno determinato con un effetto domino la caduta della Tunisia di Ban Alì, quindi dell’Egitto di Mubarak, infine della Libia di Gheddafi dove la Russia aveva la sua più importante base navale oltre i confini della Federazione, il cui contratto si utilizzo fu annullato dal nuovo “governo” libico nei primi giorni dopo la caduta di Gheddafi. Alla Russia quindi restava solo la base secondaria di Tartus, ma lo scoppio della guerra civile in Siria ha messo in dubbio anche l’ultimo approdo della flotta russa nel Mediterraneo senza il quale, la Russia sarebbe stata esclusa da quello che a nostro avviso è ancora un Mare strategico per il commercio mondiale.
Fu nei giorni dell’estate del 2013 che lo scontro tra Russia e Usa divenne da indiretto a diretto. Fu in quei giorni, mentre si parlava di armi chimiche, di stragi a Damasco e nel nord della Siria, e mentre il presidente americano era pronto a lanciare un attacco finale contro il regime di Al Assad, che il presidente russo Putin schierò la residua flotta navale russa del Mar Nero davanti alle coste della Siria, pronta a difendere con le armi l’alleato siriano (e la base di Tartus) contro qualsiasi nemico, America. In quei giorni il mondo, senza rendersene conto, fu prossimo ad un conflitto tra Stati Uniti e Russia, e fu in quel momento che la strategia del presidente Obama, atta ad isolare la Russia ad ogni costo, prese ancora più vigore.
L’America di Obama, forse anche contro le indicazioni dell’Office Of Net Assessment, decise di cercare ad ogni costo un accordo con l’Iran. Israele e i sunniti, da sempre avversari, se non nemici, si ritrovarono di colpo spiazzati. L’alleato Americano, il presidente che ad ogni telefonata ribadiva la volontà di impedire l’espansione iraniana, per perseguire i suoi ideali, e la sua guerra personale contro il presidente russo (che di fatto lo aveva obbligato ad una indecorosa ritirata a riguardo dei bombardamenti sulla Siria), non riteneva obiettivi primari la sicurezza, e la stessa esistenza di Israele e del regno dei Saud.
A queste notizie Israele e i sauditi reagirono in maniera differente. Israele attuò dei sabotaggi e attività clandestine contro gli impianti atomici iraniani, nonché assassini mirati in Libano, Siria e Iran. I sauditi foraggiarono ogni formazioni non sciita in Irak e Siria, dando ossigeno a quella galassia integralista che poi ha avuto la capacità di evolversi e sostenersi senza più freni.
Ma la strategia americana è proseguita con l’appoggio e il supporto della rivoluzione in Ucraina, e la possibile estromissione della Russia dalla base navale di Sebastopoli, fatto che avrebbe comunque comportato l’estromissione della Russia dal mediterraneo, e quindi concretizzato per gli USA la possibilità di concentrare le forze navali ad oriente. Anche in quel frangente siamo stati prossimi ad uno scontro tra USA e Russia. Per stessa ammissione del presidente russo, mentre egli ordinava la presa “manu militari” della Crimea, le forze nucleari strategiche russe furono messe in stato di massima allerta e pronte ad agire nel caso in cui la Casa Bianca avesse cercato di impedire la conquista russa della Crimea.
Con la Crimea in mani russa il presidente Obama ha ulteriormente spinto la sua politica di avvicinamento a paesi che gravitano, o per meglio dire che gravitavano, nella sfera di influenza russa. Parliamo sempre dell’Iran ma anche di Cuba.
Dopo la presa della Crimea l’Amministrazione Obama ha fatto concessioni enormi a Cuba e all’Iran pur di avvicinare Teheran e L’Avana a Washington. A Cuba, il presidente americano, ha smesso di contestare la mancanza di libertà politica, la presenza nelle carceri cubane di prigionieri politici, e con grande probabilità ha promesso la restituzione della base militare di Guantanamo Bay, reclamata da Castro fin dal 1º giorno dopo la vittoria della rivoluzione comunista.
All’Iran Obama consente di diventare l’hub mondiale dell’espansionismo sciita, della lotta politica, miliare e e clandestina contro i sunniti e contro Israele, e consente all’Iran di dotarsi dell’arma atomica tra 8/10 anni. Sì un Iran atomico che innescherà una corsa agli armamenti nel Golfo e sulle sponde del Mediterraneo ma che sarà anche il faro dell’irredentismo Mussulmano nel caucaso oggi controllato dalla Russia. L’Iran atomico non è un problema immediato per gli USA ma sarà un problema immediato per la Russia. L’Iran è già e sarà ancora di più un competitor della Russia per le forniture di energia all’Europa e alla Cina, ed un Iran atomico sarà il faro dai Mussulmani che desiderano un loro stato teocratico in quel caucaso oggi faticosamente controllato direttamente o indirettamente dalla Russia. Oggi la Russia concede molto all’Iran, in quanto per i prossimi 2/4 anni la Repubblica Islamica non rappresenterà una seria minaccia per Mosca. Mosca venderà all’Iran anche tecnologia militare, ma non cederà alla Repubblica Islamica ne uno stock imponente di pezzi di ricambio, ne tantomeno esporterà tecnologia di ultima generazione, un modo tale da mantenere un vantaggio strategico su Teheran.
Gli Stati Uniti stanno spendendo capitali ingenti per questa strategia. Non parliamo di capitali monetari, non parliamo di voci che incidono sul budget dello stato, parliamo di capitali ancora più preziosi, parliamo dei valori, delle alleanze storiche degli USA, della fiducia nell’alleato che questa amministrazione ha letteralmente distrutto. I nemici hanno ottenuto concessioni, gli amici subito danni, tutto per contenere la rinascita russa in maniera asimmetrica e sul piano del sotterfugio e del cavillo, piuttosto che sul palese piano militare, diplomatico o politico. Questa amministrazione USA il pugnale ed il veleno, non la spada per difendere i propri scopi.
Ma a cosa porterà questo modus operandi?
Ecco questo sarà l’oggetto di un nostro mini net assessment nelle prossime settimane, nel quale strategia, forza militare, economia, psicologia dei leader e la potenza della geografia degli attori mondiali verranno valutati in un complesso scenario. Ci servirà tempo ma sarà molto interessante…..

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Comment(56)

  1. Ma la strategia americana è proseguita con l’appoggio e il supporto della rivoluzione in Ucraina, e la possibile estromissione della Russia dalla base navale di Sebastopoli, fatto che avrebbe comunque comportato l’estromissione della Russia dal mediterraneo, e quindi concretizzato per gli USA la possibilità di concentrare le forze navali ad oriente. Anche in quel frangente siamo stati prossimi ad uno scontro tra USA e Russia. Per stessa ammissione del presidente russo, mentre egli ordinava la presa “manu militari” della Crimea, le forze nucleari strategiche russe furono messe in stato di massima allerta e pronte ad agire nel caso in cui la Casa Bianca avesse cercato di impedire la conquista russa della Crimea.

    Quindi, gli usa fomentando a rivolta hanno rotto per primi gli accordi di Budapest sull indipendenza ucraina, la russia ha solo risposto.

    Purtroppo alla domanda su come andrà a finire tutta questa storia, la risposta potrebbe non piacerci affatto: non sarebbe la prima volta che gli usa si ritirano diciamo, in isolamento quasi. E poi, scoppiata una guerra più grande delle solite, ci entrano con qualche pretesto e ci guadagnano… Speriamo che e armi nucleari impediscano che la lastoria si ripeta. Perché questa volta si si rischia ben più di qualche decina di milioni di morti….
    Comunque grazie per l onestà intellettuale dimostrata signori di GPC. siti come voi, se ne trovano in pochi . Complimenti ancora.

  2. Inoltre possiamo dire che questa politica contro la russia per isolarla in realtà è servita solo a creare maggiore caos globale, e ad avvicinarla economicamente e militarmemte alla cina e agli altri brics ( è una notizia dell’altro giorno che carri armati cinesi sarebbero stati dispiegati con successo sul territorio russo, formalmente per una gara…).
    Nella storia sembra che gli usa si diano la zappa sui piedi, in realtà poi ci guadagnano eccome. Vedremo se sta volta sarà lo stesso…

  3. L’altra volta ho scritto che da parte degli USA lo scopo dell’accordo nucleare con l’Iran fosse appunto quello di avvicinarsi a Paesi amici della Russia. Altri invece blateravano della possibilità che gli accordi servissero da pretesto per un attacco israeliano all’Iran… la smettete di confondere la realtà con una partita a Risiko?!

    1. Mia cara Carmen, ma per l’èlite dell’èlite che davvero comanda il mondo si tratta davvero di un risiko. Le pedine siamo tutti noi, o, nelle guerre, i carri armati, come nel gioco. Per loro è tutto un gioco, non lo si capisce ancora?

  4. Carmen lascia che ti spieghi una cosa, che deve essere chiara una volta per tutte: gli usa e Israele sono la stessa cosa. Non c’entrano accordi o non accordi, sono stati, sono e resteranno la stessa cosa, tant’è vero che si prevede già che il congresso annullerà tale accordo con il prossimo presidente, quasi sicuramente un repubblicano.
    Sono ma stessa cosa per gli interessi lobbistici che legano i due paesi.

    Quindi, sembra che gli usa vogliano un accordo, ma tanto, se non è entro questi 60 giorni, entro il prossimo presidente il partito della guerra usa si farà risentire, stanne certa.
    Se Israele adesso attacca l’Iran, nessuno potrà dargli torto, perché formalmente gli usa sono contro Israele, ma in realtà continuano a foraggiarlo di armi di ultima generazione e continuano a permettere che Israele abbia le atomiche. Il risiko è per gli id****, e se tu conoscessi la storia dell’ultimo secolo sapresti che quando gli usa si sono tirati indietro, poi ne è sempre nata una questione più grave, se non una guerra. Vuoi che gli usa attacchino l’Iran scatenando una guerra globale? Macche, useranno i sauditi e Israele per farlo…

    1. A Lei sfugge un piccolo ed insignificante particolare che giustifica la deterrenza atomica israeliana.

      Tutti gli Stati attorno ad Israele ne vogliono la cancellazione dalla faccia della terra. E tale asserzione non è una semplice idea, ma un obiettivo militare e strategico della zona.

      Cosa che, in particolare con l’Iran, è talmente palese che sono gli stessi iraniani ad averlo ammesso, non avendo mai riconosciuto lo stato di Israele. Infatti appresentano la maggiore minaccia alla sua esistenza.

      Senza l’arma atomica come deterrenza, gli altri stati nemici di Israele avrebbero già attuato il loro piano.
      Gli USA, e lo ridico per l’ennesima volta, non sono alleati di nessuno come nessuno è alleato degli USA. Tutte le alleanza sono semplici usi reciproci gli uni degli altri.
      Nel momento in cui le idee, le politiche e gli accordi non sono più in sintonia, le alleanze finiscono.

      Questa è l’unica motivazione che ha determinato questo accordo sul nucleare iraniano. Gli USA, per mettere in difficoltà la Russia, hanno posticipato un problema che entro i prossimo 5 anni tornare nella forma peggiore che possa esistere.

  5. Ma nessuno si chiede il perché l’Iran e i palestinesi vogliano la distruzione di Israele? Ci deve essere un motivo, e questo motivo è economico : senza israele a controllare la zona, l’Iran può espandere la sua influenza. Senza contare i crimini contro l’umanità perpetrati da israele in quella che è ormai na prigione a cielo aperto, la Palestina…

    1. Capisco che ognuno vede quello che vuole vedere, ma non dimentichiamoci che Hamas, OLP e compagnia varia non sono nate come organizzazioni pacifiste.

      I morti ci sono stati da entrambe le parti. Concordo che ci debba essere uno stato Palestinese ma a fianco a Israele e non dentro Israele.

      Inoltre nessun organismo internazionale ha mai condannato Israele per crimini contro l’umanità, perchè se ciò accadesse allora anche Palestina, Iran, Siria, Hezbolla e tutta l’allegra combriccola che minaccia Israele dovrebbe essere condannata nella stessa identica maniera.

  6. Quindi se israele togliesse l’embargo ” di fatto” sulla palestina, gli altri avrebbero una scusa in meno. Scomparsa l’ideologia, le guerre sono più difficili da vendere…

  7. Davanti alla Siria, per la prima volta, c’erano anche navi della flotta cinese. Vero?

    Abbiamo rischiato molto di più, una guerra mondiale.

    Con la mossa Ucraina abbiamo rischiato ancor più pesantemente ed ancora il rischio non è finito.

    Per quanto riguarda il budget di spesa militare mi risulta che gli USA abbiano battuto ogni record in questo 2015. Altro che riduzione della spesa.

    La strategia americana è veramente rischiosa. Magari isoleranno la Russia ma questi mostri creati (come l’ISIS) potrebbero un giorno essere il vero nemico da combattere.

    PS: un paio di persone sulla pagina FB sono convinto che storceranno molto il naso alla lettura di questo articolo.

  8. Come ha scritto Andrea, gli USA si sono sempre posti al di sopra dei loro alleati, perché pongono i loro interessi (per cui usano la definizione “sicurezza nazionale”) al di sopra di qualunque cosa e di chiunque altro. Ma non è neanche sbagliato affermare che Israele sia rimasto uno dei loro maggiori alleati. Perché Obama si sta impegnando fortemente per questi accordi con l’Iran? Per interesse, ovviamente. Prima o poi la situazione con l’Iran si sarebbe dovuta sbloccare e per una potenza come gli USA è fondamentale gestire questioni importanti come questa, soprattutto se si tratta di evitare che un Paese importante come l’Iran resti sotto l’esclusiva influenza della Russia. Io credo che di questo accordo gioverà anche Israele: un Paese come l’Iran, con una Storia millenaria alle spalle e una società civile colta e avanzata, non si può tenere isolato così a lungo, perché i contrasti non possono che acuirsi! È molto più saggio e ragionevole tentare di rendere la regione più pacifica. Ancor più che gli Sciiti sono gli unici, oltre ai Curdi, a combattere sul serio contro l’IS. Non dimentichiamoci che quest’ultima è una creazione dell’Arabia Saudita, che rispetto all’Iran non è niente: solo un piccolo regno composto da sudditi e fondato sui petroldollari. E l’Arabia Saudita si sente minacciata dagli Iraniani? Sì, ma solo economicamente. Non so che conflitti scoppieranno ancora in quella regione, ma questo accordo non si poteva non farlo. E mi sembra difficile che in futuro esso possa portare a contrasti e problemi tra l’Iran e la Russia…

    1. Tra l’Iran e la Russia no, ma tra Iran e Occidente, Israele compreso, sì.
      Vediamo come va a finire, se il Congresso disapproverà l’accordo.
      Ma non credo, penso che sia una recita: le sanzioni, a quanto pare, possono essere ripristinate dagli USA in qualsiasi momento, quindi basta una false flag, e poi si fornisce il pretesto ad Israele di attaccare preventivamente l’Iran in quanto osteggia fortemente l’accordo. Quindi penso che sia una soluzione pacifica da quiete prima della tempesta

    2. Nel senso che l’Occidente non ripudierà di attaccare l’Iran a causa di un accordo, perché è stato deciso da tempo

    3. “Arabia Saudita, che rispetto all’Iran non è niente: solo un piccolo regno composto da sudditi e fondato sui petroldollari. “.

      Invece è proprio questo l’ENORME potere dei sauditi. Il potere che li ha fatti diventare la maggiore potenza economica dell’area del Golfo e che gli ha dato immensa influenza a livello mondiale.

      Visto come crollano le quotazioni del greggio? Così Russia e shale americano sono con l’acqua alla gola.

      Piuttosto mi chiedo come mai si sia dato tutto questo potere ai sauditi. Io gli avrei spazzati via già da tempo… ma c’è l’incognita terrorismo.

      Ci sta’ che questa mossa con l’Iran sia proprio finalizzata a togliere potere ai sauditi e togliersi dal loro gioco.

  9. E così la Turchia ha svelato finalmente la sua vera natura: bombarda l isis e… I curdi contro l isis…e fa parte dela nato per di più. Perché un paese nato bombarda i curdi che combattono contro l isis??

    1. Il problema è rappresentato dal fatto che è una paese NATO o che bombarda i curdi?
      Ma poi dire paese NATO non significa assolutamente nulla. Essere afferenti all’organizzazione atlantica non elimina l’indipendenza decisionale dei singoli stati.

      Il problema è che una porzione di territorio coincidente con il confine turco-siriano, oltre ai siriani combattono IS, Curdi, Turchi, forze anti Assad e forze speciali occidentali. In questo grande marasma, come possiamo pensare di conoscere i fatti seduti dietro ad un monitor?
      In questo momento la confusione è l’unica certezza che c’è

  10. Io non credo assolutamente che l’Occidente o Israele possano iniziare un conflitto con l’Iran. Non è successo neanche con la Siria, che è un Paese ormai allo sbando. Gli Sciiti potrebbero avere problemi più che altro con i Sunniti.
    Ripeto: io sono convinta che lo scopo principale di questi accordi sia quello di prendersene il merito, nel caso in cui si riuscisse a raggiungerli. Altrimenti l’Occidente avrebbe lasciato un Paese importantissimo come l’Iran sotto l’esclusiva influenza di Russia e Cina. Tutto qui. Si agisce per interessi economici e politici. Non sto dicendo che sia tutto rose e fiori (ci mancherebbe!!), ma che si trami per una guerra contro l’Iran mi pare davvero eccessivo e controproducente. L’altra volta ho scritto che semmai dovesse scoppiare una guerra tra grandi potenze, scoppierebbe in Asia, tra Cina e USA, ma in effetti anche quella è un’esagerazione! Per ora stiamo assistendo a stravolgimenti a livello geopolitico, ed è vero che il rischio di qualche conflitto c’è sempre. Ma da qui a dire che si pianificano guerre a tavolino ce ne vuole…!! Sicuramente tutti i Paesi hanno i loro “falchi” che non si farebbero scrupoli a trascinare intere regioni in guerra, ma, per fortuna, non sono solo questi folli a gestire il potere. Le cose vanno già abbastanza male senza guerre mondiali. Certo, il clima da guerra fredda è utilissimo per vendere più armi, ma ormai non si fa altro che dire che le vere guerre sono solo economiche. Oltre quelle per procura o contro organizzazioni terroristiche quali l’IS, create ad hoc.

    Comunque tornando alla Russia: Putin, non promettendo aiuti alla Grecia, ha fatto sì che l’Europa non si disgregasse, quindi ora gli Europei sono in debito con lui. Fino ad ora sembra proprio che questo non sia stato un bene per la Grecia. Ma se si arriverà a una rinegoziazione del debito… chissà? Il referendum greco non è riuscito ad ammorbidire la posizione delle istituzioni europee, ma voglio sperare che una piccola svolta l’abbia data.

  11. Alex, io credo che la Turchia abbia il timore che i Curdi possano finalmente ottenere l’indipendenza con la nascita del Kurdistan.

  12. Sono d’accordo con Carmen.
    – Erdogan ha paura che i curdi prendano armi e coscienza.
    – L’ Occidente vuole i soldi e le fonti energetiche Iraniane , per cui l’accordo e sicuramente hanno promesso a Israele forti investimenti.

  13. Comunque bisogna vedere fino a che punto miglioreranno le relazioni tra Iran e Stati Uniti! Se anche intratterranno rapporti commerciali, a livello sociopolitico, secondo me, rimarranno piuttosto freddi. La Russia godrà sempre di una maggiore fiducia. Con l’Italia i rapporti sono sempre stati ottimi: non ricordo se siamo il primo o il secondo partner europeo dell’Iran.

    Dopo il referendum greco sarebbe stato molto difficile tornare indietro, qualcosa avrà pur smosso. Io mi auguravo che la Grecia uscisse dall’Europa, ma magari è andata meglio così: l’Europa potrebbe finalmente cambiare in meglio…

  14. Carmen, guarda che il fatto che la Grecia non è uscita dall’euro è un fenomeno ASSOLUTAMENTE NEGATIVO!
    Ancora non è chiaro che l’euro è la nostra rovina? Per salvarlo, è stato deciso di mantenere la Grecia all’interno dell’euro barattando il futuro di un intero popolo, costretto a vedersi finanziato il proprio paese. Ma a che pro???
    A breve termine ok, ma a medio-lungo termine la Grecia come restituirà il debito attuale più gli interessi dei nuovi finanziamenti Troika? Ma credo che per parlare di medio-lungo termine bisognerà considerare che un terzo conflitto mondiale anche nucleare, seppure limitato, potrebbe essere concluso da un pezzo

  15. Sinceramente mi dà fastidio che tu e altri parliate sempre di conflitti nucleari. Ma questo è un sito di fumetti o di fantascienza?

    Io pure speravo che la Grecia uscisse dall’Europa, ma l’ideale sarebbe un’Europa unita e che funzioni, che metta il cittadino al primo posto.
    In futuro l’ipotesi che la Grecia esca dall’Euro potrebbe ripresentarsi, quindi se occorresse, potrebbe ancora uscire, dando il via a un corso diverso. Intanto mi piacerebbe sperare in questo barlume di speranza di cambiamento delle politiche europee…

  16. Sai Carmen non parleremmo di conflitto nucleare (anche limitato), se non lo avessimo sentito dalle bocche di esperti, scienziati, politici di mezzo mondo…
    Nonostante questo però la gente continua a credere che sia ”fantascienza”… Cosa pensate? Che ve lo dicano al telegiornale della sera?
    Ma va bene… Se continuiamo così…

  17. Oltre a quello che ha detto alex, c’è anche il fatto che, a quanto pare, la gente ” normale ” non vide arrivare neppure la prima guerra mondiale, e che tale guerra sembrava già impossibile quella volta, dato che c’era già una sorta di globalizzazione, anche se in forma embrionale. Tuttavia, proprio come oggi, gli attriti tra superpotenze divennero insormontabili e risolvibili solo con lo scontro ( seppure io e molti altri siamo convinti che si potesse, come si può oggi, evitare…).
    Senza contare che, come ha detto la moglie del premier polacco l’anno scorso, la sua famiglia l estate prima della seconda guerra mondiale era andata ad un matrimonio, aveva trascorso delle belle vacanze… Insomma, una vita ” normale”, totalmente ignari di quello che sarebbe successo di li a pochi mesi… Il fatto poi che i mass media non parlino di queste tensioni, oppure che quando ne parlino, qui come in russia o in cina, tendano a dare tutta la colpa all’altro, demonizzandolo non fa altro che aumentare i sospetti… Per questo tendiamo a credere che si stia preparando qualcosa di grosso, non solo dalle dichiarazioni di eminenti personalità politiche, religiose, etc, ma anche per linconsapevolezza che regna sovrana, qui come in tutte le grandi capitali occidentali, come si può leggere nell articolo postato sopra.

  18. Sì, ma un conto è parlarne come un rischio e un conto è darlo quasi per certo o scrivere che lo stanno organizzando a tavolino…

    1. Se vuole avere un dialogo costrutttivo, non intrattenga dialoghi con certe persone invasate percgè Le fanno perdere solo del tempo.

  19. Ad Andrea brucia questo articolo in cui si dice chiaramente che gli usa hanno scatenato la rivolta in Ucraina… È stizzito, tutto qui….

    1. Ma neanche per sogno. Non ritengo di apportare null’altro all’argomento Ucraina perchè la penso in un modo diverso da alcuni ma in sintonia con tanti altri.

      Ma forse Le brucia che viene detto che la presa della Crimea sia stata una manovra militare spacciata per finto referendum e affermando questo si è detto che l’Ucraina è sotto attacco russo.

      Semplice come l’acqua, ma non per tutti quelli che si sentono sapienti in geopolitica.

  20. Andrea io ho solo esposto il pensiero della moglie di un capo di stato e di altri studiosi e politici… Poi se tu pensi di saperne più di loro, beh, facci un fischio quando sarai capo di stato…aspettiamo con fiducia che tu diventi una persona così importante e poi ne riparliamo… Ma fino ad allora, dovresti solo stare zitto… Come ti permetti di contraddire gente che ha visto e fatto cose che ne io ne te faremo o vedremo mai?? Come pensi di saperne di più di loro?? Esilarante, veramente, la presunzione di certa gente.

    1. Lei deve esporre il suo pensiero e non il pensiero dell’amico del cugino della moglie di chissà chi.
      Se volessi sentire il pensiero di qualcuno andrei direttamente alla fonte e non considererei per nulla il suo riporto, parziale, omissivo e tendenzioso.

      Non mi sento di sapere più di Lei e di nessuno e proprio per questo Lei, che non conosce i fatti come me, non può riportare nulla e come ha indicato fare silenzio quanto me.

      Ma nel momento in cui Lei il silenzio non lo attua, perchè dovrei attuarlo io?

      Prima che riesca a zittirmi ne dovrà mangiare di pane duro.

  21. A me piace tenermi aggiornata su questi argomenti, quindi mi fa piacere dialogare con persone che hanno questo stesso interesse. Solo, a volte, mi pare che alcuni discorsi vengano ingigantiti troppo. Tutto qui!

  22. Ragazzi, finiamola con le favole e cominciamo ad essere italiani coi piedi per terra. Abbiamo la fortuna di sfruttare quel cervello in quelle nostre teste, decidendo di visitare siti importanti come questo, piuttosto che naufragare nella Rai o nella Mediaset.
    Poi Carmen, non offenderti, ma mi sembri molto ingenua. Come puoi pensare che la Grecia nell’euro va meglio? Non va assolutamente meglio, per niente!
    E poi perché una guerra mondiale dovrebbe essere un’idea tanto fantasmagorica? O da folli pensare che sia quasi inevitabile.
    Per esempio, io ritengo senza problemi che la terza guerra mondiale sia INEVITABILE. Non sono pazzo ma rifletto e vi invito a fare lo stesso.
    Per tantissimi motivi, tutti logici ed incatenati. Una terza guerra mondiale non è un fenomeno fantasmagorico, non è nulla di innaturale, di irreale. Credo che sarà un’eventualità molto più fisiologica al sistema ed al nostro stesso pianeta molto più di quanto non si pensi.
    Vi dico uno di questi motivi per cui una guerra mondiale a me pare essere ineluttabile, il più caratterizzante: l’incremento della popolazione mondiale del 700% in solo cento anni, da uno e mezzo dell’inizio del secolo scorso a sette miliardi oggi.
    Credete che la società umana sia davvero in grado di reggere tale boom demografico in rapporto in quanto ancora dipendente dal petrolio? Oppure che le risorse bastino per tutti o siano infinite? O che il mondo è retto da principi della solidarietà, della condivisione per cui vi sarà un razionamento della ricchezza a livello sistemico? Pensate che gli occidentali, compresi me e voi, siano disposti a rinunciare a parte del loro tenore di vita per una maggiore e più equa redistribuzione della ricchezza, da ritenersi un passaggio più o meno obbligato ormai? Oppure che un miliardo e 400 milioni di cinesi o un miliardo e 100 milioni di indiani non vorranno anche loro avere due automobili, due smarthphone, i climatizzatori a casa, i vestiti firmati?

    1. A proposito, ho dimenticato di dire che una guerra mondiale veniente, dato che siamo in un mondo globalizzato, potrebbe non vedere contrapposti dei veri avversari ideologici o economici in quanto tutti appartenenti ad un unico sistema globale che va formandosi o che già si è formato, pertanto i contrasti strategici, politici e culturali che vediamo e di cui parliamo in questa sede potrebbero essere benissimo fittizi, quindi calcolati, una messinscena. Gli Stati Uniti contro la Russia, la Cina contro gli USA, tutto potrebbe essere un film con una regia indefinita dietro
      Motivo per cui ritengo possibile anche che una terza guerra mondiale sia STUDIATA A TAVOLINO PTROPRIO DA QUELLE POTENZE CHE APPAIONO AVVERSARIE AGLI OCCHI DELL’OPINIONE PUBBLICA PER SNELLIRE LA POPOLAZIONE!!!
      APRIAMO GLI OCCHI UNA VOLTA PER TUTTE

    2. Ma che ragionamenti sta portando? Una guerra nucleare non ha vincitori e quelli sopravvissuto vorranno morire il giorno dopo, visto il mondo che si ritroveranno.

      Questa è la motivazione per cui nessuno vuole una guerra nucleare e ogni giorno nelle cancellerie del mondo si lavora per questo.

  23. Andrea chi ha detto guerra fine-del-mondo? No, piuttosto una limitata guerra nucleare, che avrebbe effetti sui raccolti e sulla vita di miliardi di persone, questa si mi pare più probabile…

    1. Grazie Luca, non ho specificato nel commento la concezione di guerra limitata nucleare perché la ritenevo superflua………

    2. Non esistono le guerre limitate nucleari perchè quando lanci ordigni nucleari non lo fai per vincere una battaglia ma per vincere una guerra. Il lancio presuppone la sconfitta sia di chi riceve l’ordigno che di chi lo lancia e questa è la regola che ha mandato il mondo avanti per 65 anni e lo continuerà a mandare avanti.

      Ma ammettiamo per assurdo di utilizzare alcuni ordigni nucleari su piccole zone, giusto per capire gli effetti, basta guardare alle catastrofi di Chernobyl e Fukushima ed ampliarne gli effetti.

  24. Comunque, se non ti interessano le opinioni di eminenti personalità politiche, e pensi che quella giusta sia solo la tua visione, va bene, che problema c’è? Quando sarai un capo di stato, allora ne riparleremo… Io ho solo riportato le opinioni per chi non vuole / non le ha lette… Se a te danno fastidio perché non sono uguali alla tua opinione, beh, poco importa, siamo in democrazia, riporto e riporterò ciò che voglio.

  25. Io non ho detto che la situazione in Grecia e in generale in Europa sia positiva, ho detto che intravedo la possibilità di un cambiamento. Poi è ovvio che se tutto resta così, bisogna arrendersi all’idea che questa Europa non può durare a lungo.

    Non mi pare affatto plausibile che l’inimicizia che c’è, ad esempio, tra Putin e Obama sia in realtà una messinscena. Le relazioni magari potrebbero essere rimaste inalterate nell’ambito della finanza e dell’imprenditoria, ma non a livello politico.
    In tutti i Paesi ci saranno dei “falchi” che entrerebbero in guerra con il Mondo intero domani stesso ( anche con l’idea di dare una sfoltita alla popolazione mondiale), ma non c’è nessun film con una regia indefinita dietro: semplicemente stiamo assistendo a importanti stravolgimenti geopolitici (che portano con sé anche il rischio di una guerra). Abbiamo da un lato gli USA (fino a questo momento appoggiati dagli altri Paesi occidentali) che vorrebbero mantenere lo status quo, dall’altro Paesi come la Russia e la Cina che vogliono un’ emancipazione dalle politiche e dalla finanza occidentali…

    1. Il potere finanziario è il massimo potere oggigiorno. Il potere politico gli è sottoposto.
      Quindi, se a livello finanziario Russia, Cina e Stati Uniti sono interconnessi (per esempio, alcuni consulenti di Putin appartengono a Goldman Sachs) e appartengono ad un unico sistema economico-finanziario, è probabile che gli scontri a livelli più bassi di potere, a livello politico, strategico, sono una farsa perché ai massimi livelli, in fondo, sono concordi.

  26. Hai detto bene Alessandro, e non solo ora sono interconnessi, ma anche un tempo lo erano. Le vicende stiriche lo dimostrano.

    1. Grazie Luca. Stiamo attenti per noi e per i nostri figli perché siamo governati ai massimi livelli da veri matti

  27. Quindi, se è vero ciò che io e Luca pensiamo, la terza guerra mondiale non sarà tra gli Stati come nel passato, ma contro noi popoli del mondo. La terza guerra mondiale sarà un fenomeno del tutto nuovo con un nuovo protagonista: i popoli visti come avversari in quanto consumano risorse.
    Se son tutti d’accordo, tutti gli Stati in quanto appartenenti ad un mondo globalizzato, quindi relativamente omologato per lo meno ai massimi livelli, contro chi combatteranno gli Stati?
    Ma contro i popoli loro, naturalmente. Perché le popolazioni occidentali consumano risorse a livelli esponenziali e ormai inaccettabili per le potenze emergenti che, proprio perché siamo in un mondo globalizzato, vogliono uniformarsi al nostro stile di vita, che è il migliore in assoluto. Ma le risorse non basteranno per tutti, quindi la ricchezza va re-distribuita razionalmente, e le popolazioni occidentali , un miliardo di persone che rapinano da sempre il mondo, dovranno rinunciare ai loro felici standard attuali per permettere l’omologazione dei nuovi attori emergenti.
    Ma il mondo non è retto da principi di solidarietà né a livello di massa né a livello, ovviamente, di potere: quindi tutti i governi, compresi quelli apparentemente avversari, in accordo con l’Alta Finanza, potrebbero convenire per scatenare una guerra che riduca drasticamente la popolazione mondiale.
    Tutti gli Stati contro tutti i popoli. Saranno TUTTI gli Stati i nostri nemici nel terzo conflitto mondiale, non delle nazioni avverse: un nuovo tipo di conflitto ove si lotterà per decidere chi dovrà sopravvivere.
    Certissimo che potrebbe esistere un complotto per provocare una guerra nucleare limitata

  28. Esatto Alessandro.
    Lo so che queste parole possono sembrare deliranti a chi le legge, ma lo sembrano perché non avete letto decine di opinioni da parte di entrambe le parti su questa eventualità, sia da parte di studiosi sia da parte di chi ha le ” mani in pasta” in certi affari, persone influenti che sanno il fatto loro perché esse stesse partecipano di eventi che a noi sembrano casuali,a che in realtà sono ben più che pianificati.
    Per rendersi conto del fatto che tutti sono correlati tra loro, basta vedere a cosa sta succedendo sui mercati finanziari in oriente. Ma se una volta le ideologie potevano fungere da scusa, da barriera tra i popoli, ora che, al contrario, i ricchi cinesi vogliono la Mercedes, si scopre in maniera ancora più evidente l interconnessione tra le elites del mondo. Se i tre principali autori della prima guerra mondiale erano cugini di sangue ed erano cresciuti assieme (zar, kaiser e re d’Inghilterra), o se la regina Elisabetta faceva il saluto nazista con suo zio, oggi magari non saranno più parenti (cosa non detta, tra l’altro), ma sono senz’altro collegati tra loro, spinti dalla medesima ideologia: sono concorrenti nel sistema capitalistico, non più spinti da chissà quali visioni più o meno ideologizzate del mondo, bensì dal danaro.
    Oggi noi vediamo putin e obama che si scornano, come se stessimo vedendo una vecchia paellicola super 8, ma in realtà dobbiamo tener conto che da una parte abbiamo un oligarca plurimiliardario, dall’altra un pagliaccio messo su dai poteri forti con 2 mld per la campagna elettorale, che ha messo nel board contro la crisi i dirigenti della banca che alla crisi ha dato vita!!

    Oggi si parla di pace, ma un giorno neppure tanto lontano, scoppierà la guerra.

  29. Ma dai! E allora perché gli Stati Uniti sono ultradifesi da attacchi esterni? Perché i Russi difendono così strenuamente i loro confini? Parlate come se non esistessero più gli interessi nazionali. E perché la Turchia vuole fare la guerra ai Curdi Scusate, su altre cose mi sono trovata d’accordo con voi, ma quest’idea di una guerra contro i popoli non credo che valga la pena di essere approfondita.

    1. Ciao Carmen. Esistono ancora delle peculiarità. Tali peculiarità sono quelle che hai illustrato tu: gli Stati Uniti ultradifesi, oppure l’amore dei russi per i loro confini. Ma tali peculiarità, che possono essere più o meno congenite e legate ad un determinato popolo o cultura, vanno ad essere gradualmente sopraffatte da un sistema più ampio. Si chiama globalizzazione. Sviluppatasi negli anni 90, è un fenomeno che implica l’omologazione, dapprima economica, anche delle culture, dei costumi, delle economie, quasi tutti i settori ne sono interessati. La globalizzazione provoca la sostituzione graduale degli Stati-nazione in nome di un sistema macro-regionale (un sistema mondiale in cui esistono delle super entità politico-geografiche; l’Unione Europea è uno di queste) o mondiale (un’unica entità politica a livello universale di matrice almeno federale).
      Ci dicono che la globalizzazione è stata prodotta dalla caduta del muro di Berlino, dallo sviluppo delle telecomunicazioni ed Internet, nuove tecnologie da cui è son nati l’idea e il termine di “villaggio globale”.
      Altri parlano di un complotto per un Nuovo Ordine Mondiale a carattere tecnocratico dittatoriale a favore di una ridottissima mega-elite.
      Ragiona: se viviamo in un sistema globalizzato, se il sistema economico capitalistico dapprima americano ed europeo, in virtù del fenomeno, va ora ad essere assimilato dalla Russia (in realtà fin dagli anni di Eltsin) e dalla Cina (grazie alle multinazionali occidentali che delocalizzano lì), possibile che possano esistere dei VERI contrasti? Probabilmente no, perché altrimenti il sistema lotterebbe contro sé medesimo. Sai che alcuni consulenti economici di Putin hanno lavorato per Goldman Sachs?
      Goldman Sachs, una dei capisaldi del turbocapitalismo occidentale, ha dei legami con la Russia e il suo governo. Eppure apparentemente sono avversari dell’Occidente dal punto di vista politico e strategico in Siria, in Ucraina, nella lotta contro l’Isis. Ei chissà quanto altro.
      La Cina presenta è un gigante economico solo perché le multinazionali occidentali hanno deciso di investire lì. Eppure la Cina confligge con l’Occidente per via delle Senkaku e delle isole artificiali.
      Ciò lascia presupporre che, sebbene esistano contrasti a vari livelli, a quello massimo, finanziario, in fondo, si è del tutto d’accordo

  30. Ciao Carmen. Esistono ancora delle peculiarità. Tali peculiarità sono quelle che hai illustrato tu: gli Stati Uniti ultradifesi, oppure l’amore dei russi per i loro confini. Ma tali peculiarità, che possono essere più o meno congenite e legate ad un determinato popolo o cultura, vanno ad essere gradualmente sopraffatte da un sistema più ampio. Si chiama globalizzazione. Sviluppatasi negli anni 90, è un fenomeno che implica l’omologazione, dapprima economica, anche delle culture, dei costumi, delle economie, quasi tutti i settori ne sono interessati. La globalizzazione provoca la sostituzione graduale degli Stati-nazione in nome di un sistema macro-regionale (un sistema mondiale in cui esistono delle super entità politico-geografiche; l’Unione Europea è uno di queste) o mondiale (un’unica entità politica a livello universale di matrice almeno federale).
    Ci dicono che la globalizzazione è stata prodotta dalla caduta del muro di Berlino, dallo sviluppo delle telecomunicazioni ed Internet, nuove tecnologie da cui è son nati l’idea e il termine di “villaggio globale”.
    Altri parlano di un complotto per un Nuovo Ordine Mondiale a carattere tecnocratico dittatoriale a favore di una ridottissima mega-elite.
    Ragiona: se viviamo in un sistema globalizzato, se il sistema economico capitalistico dapprima americano ed europeo, in virtù del fenomeno, va ora ad essere assimilato dalla Russia (in realtà fin dagli anni di Eltsin) e dalla Cina (grazie alle multinazionali occidentali che delocalizzano lì), possibile che possano esistere dei VERI contrasti? Probabilmente no, perché altrimenti il sistema lotterebbe contro sé medesimo. Sai che alcuni consulenti economici di Putin hanno lavorato per Goldman Sachs?
    Goldman Sachs, una dei capisaldi del turbocapitalismo occidentale, ha dei legami con la Russia e il suo governo. Eppure apparentemente sono avversari dell’Occidente dal punto di vista politico e strategico in Siria, in Ucraina, nella lotta contro l’Isis. Ei chissà quanto altro.
    La Cina presenta è un gigante economico solo perché le multinazionali occidentali hanno deciso di investire lì. Eppure la Cina confligge con l’Occidente per via delle Senkaku e delle isole artificiali.
    Ciò lascia presupporre che, sebbene esistano contrasti a vari livelli, a quello massimo, finanziario, in fondo, si è del tutto d’accordo

  31. A proposito di guerra contro i popoli, anche l’alimentazione rappresenta ormai da decenni un’arma contro i popoli. Non solo i dubbi sugli ogm, ma anche pesticidi, additivi, coloranti derivanti dal petrolio, aspartame, etc etc etc.
    Non serve una guerra per fare business sulle spalle della gente, a ben vedere.

  32. E chi dice che all’interno del mondo finanziario non si facciano la guerra? I passi avanti fatti dai BRICS contro l’egemonia economica occidentale non sono da leggersi in tal senso? Tu parli di guerra contro i popoli, ma forse non sai che i BRICS stanno appoggiando la proposta dell’ONU di ristrutturare i debiti dei Paesi più deboli (Grecia compresa, ovviamente) se non addirittura di tutto il Mondo.
    Il fatto che la Goldman Sachs abbia rapporti anche con la Russia non vuole dire assolutamente nulla: come hai scritto tu, viviamo nell’epoca della globalizzazione. Insomma… viviamo già in un’epoca un bel po’ brutta, quindi non occorre porsi problemi in più…

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