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L’Arabia Saudita aumenta il supporto ai ribelli in Siria

L’Arabia Saudita aumenta il supporto ai ribelli in Siria

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L’Arabia Saudita starebbe iniziando in questo giorni a rifornire di armi avanzate i ribelli siriani, ormai notevolmente indeboliti dopo la notevole riduzione di aiuti militari provenienti dagli Stati Uniti, e dopo l’intervento massiccio dell’Hezbollah libanese al fianco delle forze fedeli al presidente siriano Al Assad.
Il gesto della monarchia Saudita mette ancora una volta in evidenza come ormai i paesi sunniti del Golfo Persico e gli Stati Uniti d’America non condividono più obiettivi comuni nello scacchiere mediorientale.
Gli Stati Uniti non hanno preso in seria considerazione nessuna delle richieste Saudite per quanto riguarda i futuri assetti della regione.
In Egitto la monarchia dei Saud aveva chiesto all’America di supportare la presa di potere dell’esercito egiziano, la richiesta fu negata. Successivamente, sempre per l’Egitto, vi fu la richiesta da parte dei sauditi all’amministrazione Obama di non interrompere la collaborazione militare tra Egitto e Stati Uniti. Il presidente in una prima fase, a parole, annuncio che la collaborazione sarebbe continuata, ma nei fatti venne interrotta in quelle ore quando il Pentagono bloccò la consegna all’Egitto della seconda spedizione di aerei F-16 di ultima generazione, una prima spedizione era invece stata autorizzata quando il potere era ancora nelle mani di Morsi.
Poi i negoziati con l’Iran riguardanti la questione nucleare, dove le richieste saudite di una posizione chiara e forte atta ad impedire l’avanzamento del programma atomico sono state ancora una volte accolte, ma solo a parole. Ciò che accade nella realtà e che giorno dopo giorno l’Iran diventa una minaccia sempre più reale per il regno saudita, mentre la presenza e l’impegno militare americano nel Golfo persico diventa sempre più marginale.
Infine la Siria, un terreno strategico per limitare l’espansione dell’influeza sciita, una influenza che tende a raggiungere paesi storicamente perni fondamentali del mondo islamico come la Turchia e l’Egitto. Paesi dove la crescente propaganda sciita potrebbe essere compensata, secondo Riad, da un palese indebolimento della Siria di Al Assad e collateralmente da una perdita di potere e di influeza da parte dell’Hezbollah libanese.
Fu infatti la guerra civile libanese, la scomposizione del paese e l’ascesa dell’Hezbollah a determinare l’inizio dei mutamenti dell’assetto geopolitico nella regione.
Oggi l’Arabia Saudita vuole quindi interrompere l’ascesa sciita ed è pronta anche contro il volere di Washington ad inviare ai ribelli armi avanzate. Armi anticarro, armi antiaeree, visori notturni, sistemi di comunicazione e cosa ancora più importate addestrare i ribelli all’uso di tali armi nei pressi del confine siriano. In queste ore John Kerry è in viaggio verso Riad per cercare di convincere i sauditi che l’America è al loro fianco. Ma questa volta, nonostante tutte le cortesie e i sorrisi di circostanza dei notabili sauditi, la monarchia dei Saud andrà per la sua strada, cosciente che di questa America Riad non si può fidare.

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photo by: Spetsnaz1991
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