Home Breaking News E ora, deflazione?
E ora, deflazione?

E ora, deflazione?

22
0
Imperia Oneglia - vegetables at the Wednesday market
funadium / Foter.com / CC BY-NC-SA

Noi è da mesi ormai che parliamo di rischi deflattivi per l’economia europea, ma almeno dall’estate, invece, il leit motiv di politici e rappresentanti europei è che siamo fuori dal tunnel e la finanza sta cavalcando l’onda. Purtroppo, per quel che ci riguarda, l’abbiamo ripetuto fino alla nausea (portando dati e numeri): l’economia reale è e rimane asfittica e priva di un qualsivoglia abbrivio verso una crescita. Ora pare che anche Draghi si sia reso conto che i rischi di deflazione (nel senso più tecnico del termine) sono concreti e reali. Meno posti di lavoro, meno soldi, le aziende abbassano i prezzi di vendita per cercare di piazzare qualcosa ma riducendo i propri margini mettono a rischio la propria sopravvivenza, chiudono, meno posti di lavoro, meno soldi ecc… circolo vizioso, tra l’altro uno dei più pervicaci e difficili da risolvere, dal punto di vista tecnico.

Questa fase è molto delicata, in quanto sappiamo che uno dei mandati della BCE è proprio governare l’inflazione nell’Eurozona, ma per fare questo bisogna innanzitutto che i direttorati chiariscano a loro stessi se una bassa inflazione sia un bene o un male. Nel corso del 2013 proprio Mario Draghi ha fornito segnali contrastanti: in alcuni momenti è stata un bene, in altri momenti invece una bassa inflazione è stata un male. Alcuni famosi analisti hanno recentemente affermato che la bassa inflazione sia dovuta al taglio del costo del lavoro in opera nei paesi del Sud Europa, questo avrebbe innescato un ribassamento dei prezzi da parte delle imprese, rendendo più competitivi i propri prodotti.

Che il costo del lavoro sia uno dei motivi principali di viscosità dei prezzi dei prodotti è pacifico, ma che si voglia far passare questo momento di bassa inflazione (a rischio deflazione) come una vittoria dell’austerità, che ha costretto a rivedere i modelli di tassazione e di competitività delle aziende del sud Europa, ci sembra davvero pretestuoso. Possibile che nessuno parli dei consumi delle famiglie? A volte, parafrasando una frase celebre, la verità è talmente scontata e a portata di mano, che preferiamo costruire argomentazioni bizantine.

Econ1 Analista economico, si occupa principalmente di temi macroeconomici, Europa, Cina, Cinafrica. Economia dello sviluppo e temi di economia ambientale. Contattabile via mail (in calce).