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Iran: forze missilistiche in massima allerta.

Iran: forze missilistiche in massima allerta.

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Scud launcher - Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Il quotidiano britannico The Thelegraph riporta che le forze missilistiche facenti capo alle guardie della rivoluzione ( IRCG ) sono state poste in stato di massima allerta e disperse sul territorio nazionale al fine di evitare di essere colti di sorpresa in caso di un attacco esterno o nella non remota eventualità di quello che viene definito un “Covert Attack”. La dispersione delle forze missilistiche le rende sicuramente meno vulnerabili ad attacchi portati sia in maniera tradizionale che in maniera asimmetrica ma aumenta le difficoltà logistiche e logora gli specialisti adetti a questi sistemi d’arma. Questi movimenti suggeriscono che a dispetto di quanto dichiarato ufficialmente le espolsioni avvenute nelle scorse settimane presso installazioni stategiche in varie parti dell’ Iran sono da ricondurre ad attività esterne e non a semplici incidenti occorsi durante esercitazioni operative.
Uno stato di così alta prontezza rivela il timore che le proprie forze di rappresaglia potessero essere rese inoffensive se fossero rimaste nelle basi abituali e che i comandanti preferiscono esporre uomini e mezzi alle intemperie dell’ inverno iraniano invece di rischiare di perdere gran parte dei missili in una sola notte. Certo che una lunga esposizione agli agenti atmosferici non è augurabile e detto stato di allerta non potrà essere mantenuto per un lungo periodo di tempo.
Il cuore della forza missilistica iraniania il modello originale dello Shahab-3 non ha la capacità di poter stoccare al suo interno il carburante del motore a combustibile liquido e deve essere rifornito poco prima del lancio, come è d’obbligo con i missili Scud da cui è derivato, le ultime varianti dello Shahab e i missili a più corto raggio hanno capacità di stoccaggio di combustibile o motori a combustibile solido e questo consente la dispersione delle forze in maniera più capillare senza necessità di avere al fianco automezzi di supporto per il rifornimento prima del lancio.
Questa mossa da parte dell’alto comando delle guardie della rivoluzione va comunque interpretato nell’ottica di una possibile rapida escalation della guerra non ufficiale in atto nei confronti dell’Iran, che sta causando alle capacità militari del regine degli Ayatollah danni ogni giorno maggiori e che di fatto ne stanno erodendo le capacità di risposta a medio e lungo raggio.

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