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La bandiera del Califfato sventola a Sirte

La bandiera del Califfato sventola a Sirte

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Continua in Libia l’avanzata del Califfato Islamico. Parliamo di avanzata e non di conquista poiché non risulta al nostro gruppo, tramite le informazioni disponibili sulle fonti Open, che le milizie fedeli al Califfo Al-Baghdadi siano state impegnate in combattimenti prima del loro ingresso nella città di Sirte.
Due giorni fa avanguardie delle milizie islamiste hanno preso il controllo dell’aeroporto internazionale di Sirte, in disuso da mesi, posto alla periferia sud est della città. Oggi giungono dalla città costiera libica nuove informazioni e nuove immagini che mostrano la bandiera nera dello Stato Islamico sventolare dentro la città di Sirte presso la Acadouko Hall.
Trova quindi conferma la nostra ipotesi, formula alcuni mesi fa, secondo la quale lo stato islamico non avrebbe dovuto “combattere” per ampliare il proprio controllo sulla Libia, ma che diverse tribù, osservando i progressi fatti dal Califfato in Siria e in Irak avrebbero pensato di sfruttare le potenzialità dello Stato Islamico per espandere il proprio potere all’interno della Libia. Così Derna prima e Sirte oggi hanno scelto di aderire al progetto del Califfato e unire le proprie forze nel nome dello Stato Islamico.
Se questo trend si dovesse consolidare tutta la Libia da Derna fino a Tripoli potrebbe presto issare la bandiera nera simbolo del Califfato che catalizzerebbe intorno a se la gran parte elle tribù della Tripolitania e forse anche del Fezzan.
La situazione in Libia sta rapidamente degenerando, anche grazie agli enormi proventi che le tribù, ora in parte organiche al Califfato, ricavano dal traffico di migranti verso l’Europa e dal traffico di armi verso l’Africa subsahariana, il Sudan e le regioni in guerra del Medio Oriente.
Come scrivevamo mesi fa nel nostro post La Rivoluzione Islamica Globale: La rivoluzione islamica globale si giocherà in Libia, non solo in Irak o in Siria, si deciderà sulle coste del Mediterraneo tra l’Egitto e l’Algeria, non solo nel Golfo Persico, e sarà Tripoli, non Baghdad, che vedrà sorgere o crollare il sogno di gloria del Califfo: il sogno di controllare sotto le sue bandiere nere Medio Oriente, Nord Africa e una fetta di Europa.

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Comment(1)

  1. chi ha cominciato tutto questo casino??

    Il primo punto del memorandum di Budapest recita così:
    Respect Ukrainian independence and sovereignty and the existing borders.

    Allora la risposta russa si basa su questa semplice asserzione :

    Russia accused Western governments of violating the pledge to respect the political independence of Ukraine by “financing a coup d’etat” that ousted President Viktor Yanukovich.[30][31]

    Quindi, per i russi gli usa non hanno mantenuto fede al primo articolo del memorandum, e loro, in tutta risposta, non hanno mantenuto fede all’obbligo di preservare i confini ucraini, essendo però venuto già meno il presupposto di mantenere l’Ucraina indipendente dopo la rivolta contro un presidente che voleva fare rispettare il memorandum, essendosi precedentemente rifiutato di entrare nell ue e di fare come la polonia etc, cioè entrare nella nato, chiaro obiettivo del nuovo governo Poroshenko, ribadito da egli stesso…

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