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La reale capacità operativa bellica iraniana

La reale capacità operativa bellica iraniana

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In questi giorni abbiamo potuto osservare le immagini ed i video rilasciati dal Ministero della Difesa Iraniano relativi alle ultime esercitazioni a fuoco effettuate dalle Forze Armate locali nella regione di Hormuz. Tra le più interessanti abbiamo notato quelle relative al lancio del nuovo missile Superficie – Aria “Sayyad-2” (in alcuni casi indicate come lancio della versione -3)
Questo missile a propellente solido, nella versione migliorata -3, è accreditato di un raggio d’azione di 150-200 km e di capacità anti-balistiche. Ma è tutto oro quello che luccica? Se andiamo ad analizzare in dettaglio i fotogrammi del lancio notiamo alcuni particolari interessanti: (a seguito immagine rilasciata dall’ Iranian Students’ News Agency e rielaborata da noi).
Missile Iran
Appare immediatamente evidente come il corpo del vettore risulti danneggiato già pochi metri dopo l’uscita dal canister protettivo. Sono infatti chiari i segni di combustione anomala in coda al missile, oltre al disastroso danneggiamento di almeno una delle alette di coda. Non il massimo della prestazione, in particolar modo se consideriamo il lancio come preparatorio e non in condizioni operative. I danni possono essere dovuti ad una combustione troppo lenta del propellente solido del primo stadio del missile o a materiali compositi inadeguati utilizzati per la realizzazione delle alette direzionali del missile.
Questo, come molti altri dettagli più o meno evidenti emersi durante l’analisi del materiale divulgato dalle Forze Armate Iraniane, getta un’ ombra evidente sull’effettiva capacità operativa di molti sistemi d’arma di nuova realizzazione iraniani (vedi droni, aerei da combattimento, missili da difesa aerea).
Il livello tecnologico dell’industria bellica locale non è ancora adeguato alla realizzazione di prodotti indigeni realmente operativi nella loro interezza, ed anche la produzione di “copie” di mezzi di successo esteri risente a volte dell’incapacità di riprodurre correttamente i materiali più tecnologicamente avanzati.
Siamo quindi di fronte ad un’ industria aerospaziale e militare molto prolifica, ma fino ad ora non in grado di realizzare prodotti realmente competitivi nei confronti dei sistemi d’arma in possesso dei potenziali avversari nella Regione, fin tanto che gli effetti delle sanzioni (ora non più in essere) si faranno ancora sentire. Nel momento in cui l’industria militare iraniana avrà, nella pratica, libero accesso a tecnologia e componentistica estere allora probabilmente saremo qui a commentare ben altri risultati.